Spazio alle arti e alla comunità, è nata Fondazione ESEDRA
Giovedì 5 marzo 2026, Palazzo Ducale a Lucca è stato il cuore pulsante di un evento atteso: la presentazione ufficiale della Fondazione ESEDRA Ente Filantropico ETS. Nella storica Sala Mario Tobino, gremita di istituzioni, imprenditori, artisti e cittadini, l’iniziativa dal titolo "Un germoglio su un antico tronco" ha segnato l’ingresso sulla scena di un nuovo attore filantropico. Promossa dalla famiglia Casali – fondatrice del Gruppo Esedra Leading Education, attivo in città dal 1977 – la Fondazione si propone come laboratorio dinamico di idee, capace di intrecciare patrimonio culturale, formazione giovanile e impegno sociale.
I fondatori e la struttura
Al centro del progetto stanno i fondatori: Aldo Casali, Alessandra Raggio, Chiara Casali, Andrea Casali, Carlo Lazzarini, Giulio Petroni e Alberto Grassi, legati da una visione condivisa di filantropia attiva e radicata nel territorio.
L’organo di indirizzo, vero motore strategico, riunisce competenze trasversali: Francesco Bovenzi, Marco Cattani, Mauro Celli, Cristina Galeotti e don Lucio Malanca, figure che incarnano il dialogo tra economia, cultura e mondo ecclesiale.
Il ruolo di Segretario Generale è affidato a Elena Borghi, professionista esperta di gestione culturale che coordinerà l’intera macchina operativa.
Una città che accoglie
Aldo Casali ha aperto i lavori con un intervento carico di emozione: “Questa Fondazione nasce dal desiderio di restituire a Lucca parte di quanto abbiamo ricevuto, puntando su cultura come motore di crescita civile e sociale. I saluti delle autorità, tra cui il Presidente della Provincia Marcello Pierucci, il Sindaco Mario Pardini, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Massimo Marsili e il Direttore di Castagneto Banca 1910 Fabrizio Mannari. – hanno tracciato un quadro positivo: Fondazione ESEDRA è nata per moltiplicare le energie di un territorio già ricco di iniziative, fungendo da catalizzatore di sinergie.
Paolo Mieli: l’arte come resistenza alla violenza
Punto culminante, la lectio di Paolo Mieli, giornalista e storico. Partendo dai conflitti internazionali che “l’Europa sente ormai vicini”, ha smontato la logica manichea di “buoni contro cattivi”: “La storia è intreccio di torti e meriti; la soluzione sta nel dialogo, non nella forza”.
Due esempi cinematografici: ne Il paziente inglese, un restauro di affreschi feriti dalla guerra simboleggia la pace possibile dopo le rovine; ne Il pianista, una sonata di Chopin suonata tra le macerie di Varsavia suscita pietà in un ufficiale nazista, salvando una vita. “L’arte crea distacco fertile – ha concluso Mieli – nutre fantasia e umanità. Iniziative come Fondazione ESEDRA sono esemplari, perché ci riavvicinano al bello proprio quando il mondo tenta di celarlo”.
Le voci del territorio: sostenibilità e radici profonde
Prezioso l’intervento di Fabio Iraldo, prorettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha offerto una riflessione sistemica sul ruolo della cultura contemporanea. “La cultura non è un settore isolato, un lusso per pochi – ha precisato Iraldo – ma una leva strategica per lo sviluppo sostenibile, intrecciando economia circolare, transizione ecologica e coesione sociale. Progetti come quelli di Fondazione ESEDRA devono misurarsi con impatti misurabili: quanti giovani formati, quante sinergie attivate, quale valore aggiunto per il territorio”. Iraldo ha tracciato paralleli con esperienze europee di fondazioni che integrano cultura e ricerca, suggerendo modelli di valutazione dell’impatto a medio termine e invitando Fondazione ESEDRA a posizionarsi come ponte tra mondo accademico, imprese e terzo settore per ricadute concrete in occupazione qualificata e innovazione sociale.
Stefania Giannini, vicedirettore UNESCO per l’Educazione e già Ministro dell’Istruzione italiano, ha trasmesso una visione globale: educazione artistica come antidoto alle divisioni contemporanee. Con un intervento da remoto da Parigi è riuscita a collegare le ambizioni locali di Fondazione ESEDRA con le grandi sfide mondiali, sottolineando come la cultura possa diventare strumento universale di dialogo, inclusione e pace. Ha augurato alla Fondazione un futuro prospero, capace di diventare modello virtuoso per altre realtà territoriali, elevando Lucca a esempio di filantropia culturale esemplare.
La missione di ESEDRA: programmi concreti
Don Lucio Malanca ha incantato la sala con il racconto di una contadina lucchese di fine ’800 che, andando ogni mattina da Sant’Anna alla Piazza Grande con un sacco di fagioli, si fermava davanti alla facciata di San Michele – “l’accia del San Michele” – e ne descriveva l’epopea scolpita di bene contro male, culminante nella vittoria dell’Arcangelo. “Non era sapere libresco – ha spiegato – ma cultura viva, parte del suo essere, che generava stupore e identità”. ESEDRA, ha concluso, ci sfida a riscoprire questa familiarità con i luoghi, dalla facciata sacra alla piazza del mercato, per rinascere relazioni autentiche contro chiusure e solitudini.
Elena Borghi ha declinato con passione e precisione gli assi programmatici, distinguendo Fondazione ESEDRA da un semplice ente erogatore: “Non si tratta di finanziare eventi isolati, ma di costruire un’offerta culturale stabile e qualificata, dialogante con il panorama esistente”. Al centro, la valorizzazione del patrimonio attraverso mostre di arte contemporanea, sostegno a progetti musicali e teatrali, interventi di restauro. . “La cultura – ha scandito Borghi – protegge le persone fragili, offre strumenti di consapevolezza e libertà”.
L’ avv. Marco Cattani ha invocato “collaborazioni virtuose, valorizzando i giovani interpreti in spazi nuovi”. Priorità assoluta, infatti, ai giovani: borse di studio per gli studenti del Conservatorio “Luigi Boccherini”, rassegne per talenti emergenti, eventi con prestigiose istituzioni. L’impegno si estende al sociale, con campagne contro bullismo e cyberbullismo: segno di una visione culturale che unisce formazione artistica e responsabilità sociale.
Dialogo aperto con la città
La sala affollata – imprenditori, professionisti, insegnanti, studenti, volontari – ha risposto con un entusiasmo palpabile: non una cerimonia, ma un invito a co-progettare. Già operative le prime azioni: Lucca ha il suo germoglio, radici antiche lo sosterranno.
Contatti: segreteriagenerale@fondazioneesedra.it, www.fondazioneesedra.it.