Castruccio Castracane degli Antelminelli, marinaio, pilota, erede di un grande lucchese
Castruccio Castracani degli Antelminelli è un nome che a Lucca evoca immediatamente il grande condottiero medievale. Meno noto è che la sua discendenza indiretta — attraverso il cugino Francesco — proseguì nei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Intorno al 1400 un ramo della famiglia si trasferì nelle Marche, stabilendosi a Fano, dove i Castracane abitano ancora oggi un palazzo nobiliare nel cuore della città e conservano, almeno simbolicamente, la signoria su Coreglia Antelminelli. Furono proprio loro a far apporre, nel Settecento, la lapide commemorativa dedicata al celebre avo nella chiesa di San Francesco, sopra una memoria più antica. Da questa famiglia provenne anche il cardinale Castruccio Castracane degli Antelminelli, vicino ai patrioti risorgimentali lucchesi e morto nel 1852. Ma un altro Castruccio, nato a Fano il 21 novembre 1878, merita di essere ricordato per una vita sorprendente e avventurosa.
Il giovane Castruccio scelse la carriera militare, seguendo idealmente le orme del suo illustre antenato. Entrò all’Accademia Navale di Livorno nel 1892 e divenne guardiamarina nel 1898. Era un uomo curioso, attratto dalle innovazioni, affascinato da tutto ciò che rappresentava il futuro. Fu tra i primi ufficiali della Regia Marina a interessarsi al volo: osservò i primi palloni frenati, seguì con entusiasmo le imprese dei fratelli Wright e nel 1910, da tenente di vascello, frequentò il primo corso per piloti di dirigibile all’aeroscalo di Vigna di Valle, sul lago di Bracciano. Il suo spirito inventivo emerse anche in un episodio singolare: costruì un carburatore capace di alimentare la sua motocicletta con l’idrogeno dei dirigibili. L’autonomia era minima, ma l’idea era sorprendentemente moderna.
All’inizio del Novecento il dirigibile rappresentava la nuova frontiera della tecnologia aeronautica. Nell’agosto 1911, durante le manovre militari, persino il re Vittorio Emanuele III salì a bordo di un dirigibile, probabilmente il primo sovrano al mondo a farlo. Pochi mesi dopo, l’Italia sarebbe stata anche la prima nazione a impiegarli in guerra. Castruccio partecipò alla guerra italoturca del 19111912 in Tripolitania come comandante in seconda del dirigibile P2, compiendo ben sedici missioni di guerra. Per il coraggio e l’abilità dimostrati ottenne la sua prima medaglia d’argento al valor militare. Nel 1913 si dedicò al volo sportivo, migliorando il record italiano di durata (15 ore) e quello di velocità (64,8 km/h) con il dirigibile P5: numeri che oggi fanno sorridere, ma che allora rappresentavano il limite estremo della tecnologia.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Castruccio ebbe il comando del primo dirigibile navale della Regia Marina, l’M2 “Città di Ferrara”. Partecipò ai primi bombardamenti contro le postazioni di Pola e contro la flotta austroungarica a Sebenico. Il 7 giugno 1915, dopo soli quindici giorni di guerra, il suo dirigibile venne colpito dalla contraerea mentre rientrava da un’azione sul silurificio Whitehead di Fiume. Costretto ad ammarare, l’M2 fu attaccato da due idrovolanti austriaci, prese fuoco e affondò. Due membri dell’equipaggio morirono; Castracane e i superstiti furono tratti in arresto da una torpediniera austriaca e deportati nel campo di prigionia di Mauthausen, già allora noto come “il cimitero dei vivi”. Per quell’azione, a lui e al suo secondo fu conferita una seconda medaglia d’argento al valor militare.
Dopo due anni di prigionia durissima, nel 1917 riuscì a rientrare in Italia fingendo una grave malattia. Promosso capitano di corvetta, ebbe il comando del cacciatorpediniere Giovanni Acerbi e poi del Francesco Nullo. Con quest’ultimo si unì a Gabriele D’Annunzio nell’impresa di Fiume, dal settembre 1919 al gennaio 1921. Il 1° marzo 1921, a soli quarantatré anni, chiese il congedo. Morì ad Ancona il 13 dicembre 1945.
La storia di Castruccio Castracane degli Antelminelli è quella di un uomo che portò nel Novecento lo spirito audace del suo antenato medievale. Un lucchese di sangue che scelse il mare e il cielo, e che visse — con coraggio e curiosità — una delle stagioni più affascinanti e drammatiche della nostra storia.
Didascalia della foto:
Castruccio Castracane degli Antelminelli, nella rielaborazione di una vecchia foto trovata in rete