Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, alla luce delle numerose e circostanziate segnalazioni pervenute da docenti, famiglie e operatori del sistema scolastico, intende richiamare l’attenzione delle istituzioni competenti su una criticità ormai non più episodica, bensì strutturale, concernente la partecipazione degli studenti con disabilità ai viaggi di istruzione e alle uscite didattiche.
Le evidenze raccolte delineano un quadro preoccupante, nel quale si registrano prassi organizzative che, di fatto, determinano limitazioni o esclusioni nella fruizione di attività didattiche integrative da parte degli alunni con disabilità, in potenziale contrasto con i principi sanciti dagli articoli 3 e 34 della Costituzione, nonché con la normativa di settore in materia di inclusione scolastica.
In particolare, si segnalano casi in cui la mancata predisposizione di adeguati supporti organizzativi – quali l’individuazione di accompagnatori, la scelta di strutture accessibili o la pianificazione di percorsi compatibili con le esigenze specifiche degli studenti – ha comportato l’impossibilità, diretta o indiretta, di partecipazione alle attività programmate. Tali condotte, ove confermate, appaiono suscettibili di integrare profili di discriminazione indiretta, ai sensi della normativa vigente in materia di tutela delle persone con disabilità.
Il CNDDU rileva, altresì, una criticità ricorrente nella carenza di coordinamento interno alle istituzioni scolastiche, segnatamente tra la commissione viaggi e la funzione strumentale per l’inclusione. L’assenza di un confronto sistematico e vincolante tra tali articolazioni organizzative determina una progettazione delle attività extracurricolari non conforme ai principi della progettazione universale, con conseguente necessità di interventi tardivi e spesso inefficaci.
Si evidenzia come i viaggi di istruzione e le uscite didattiche costituiscano parte integrante dell’offerta formativa, concorrendo a pieno titolo al perseguimento degli obiettivi educativi e formativi, inclusi quelli relativi allo sviluppo delle competenze sociali, relazionali e di autonomia personale. Pertanto, la loro pianificazione deve necessariamente avvenire nel rispetto del principio di inclusione, quale criterio ordinatore dell’intera azione educativa.
Alla luce di quanto sopra, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene improcrastinabile l’adozione di misure idonee a garantire l’effettività del diritto alla partecipazione di tutti gli studenti, senza discriminazioni. In particolare, si ritiene necessario:
prevedere, in via regolamentare, l’obbligatorietà del raccordo operativo tra commissione viaggi e funzione strumentale per l’inclusione, sin dalle fasi iniziali di programmazione;
definire linee guida nazionali vincolanti per la progettazione inclusiva delle attività extracurricolari;
promuovere percorsi di formazione obbligatoria per il personale scolastico in materia di inclusione, con specifico riferimento alla gestione dei viaggi di istruzione;
attivare sistemi di monitoraggio e verifica sull’effettiva attuazione dei principi inclusivi nelle istituzioni scolastiche.
Il CNDDU ribadisce che il diritto all’inclusione scolastica non può essere oggetto di compressione o subordinazione a esigenze organizzative, dovendo, al contrario, orientare in via prioritaria tutte le scelte gestionali e didattiche.
In un ordinamento che riconosce e tutela il diritto all’istruzione quale diritto fondamentale della persona, ogni forma di esclusione, anche indiretta, dalle esperienze educative condivise si configura come una lesione dei principi di uguaglianza sostanziale e pari opportunità.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU