Il 23 maggio si svolgerà la

Il 23 maggio si svolgerà la "Curva ovest fest", un evento "per famiglie", come ebbe modo di definirlo il Sindaco Pardini nel 2024, quando l'ospite d'onore fu il picchiatore fascista Andrea Palmeri, in collegamento dal luogo della latitanza e ascoltato in religioso silenzio anche dal vicesindaco Barsanti. Quest'anno, l'estrema destra sarà presente in un altro modo: con un libro, "Viaggio nelle curve d'europa", volume edito - guarda caso - da Eclettica, casa editrice fondata a Massa da Alessandro Amorese, deputato di Fratelli d'Italia e che opera in stretta vicinanza agli ambienti della destra radicale e di CasaPound (i libri pubblicati da Eclettica sono spesso presenti all'interno del circuito di distribuzione di Altaforte, la casa editrice di CasaPound). Il libro in questione è curato dalla cosiddetta rivista sportiva "Contrasti" che - come spiega bene il sito minutosettantotto.it - non è altro che una rivista di destra: (nonostante) "la costruzione perfettamente riuscita di un’immagine da bastian contrari, da calciofili “scorretti”(...), cela la volontà di veicolare messaggi irricevibili fatti passare sottotraccia. Qualche esempio? Riferimenti neanche troppo velati ai cantori del fascismo; articoli imbarazzanti contro il calcio femminile(...), invettive contro Balotelli perché il razzismo è una cosa seria (se lo dicono loro), finanche un articolo su Gilberto Cavallini, fondatore dei Boys SAN dell’Inter e in seguito membro dei NAR fascisti di Fioravanti e Mambro (...). A ben guardare, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Esperimenti simili vengono tentati da tempo immemore per far passare concetti di destra facendo finta di essere equidistanti, quasi disinteressati alla politica. Il fatto è che la Rivista Contrasti è riuscita a incantare tanta gente, ottenendo un successo spesso sconosciuto quando ci si lancia in operazioni del genere(...). Contrasti fa parte di una galassia ben precisa(...) compreso il magazine online L’Intellettuale Dissidente. Riteniamo che l’analisi migliore dell’ID l’abbia fatta nel suo blog Matteo Castello, che scrive: «Ora, una delle prime cose che salta all’occhio a proposito dell’Intellettuale Dissidente e delle sue ramificazioni, è il suo “surfare” tra riferimenti culturali plurimi, quando non opposti: si parla spesso di Antonio Gramsci, passando per entusiaste disamine delle bonifiche fasciste, le solite critiche all’economicismo di Marx, e le non troppo timide aperture alla “sovranista” Le Pen, finendo con l’attaccare il 25 Aprile mettendo sullo stesso piano nazisti e partigiani(…). Il sospetto che, dietro questo insieme di propositi astratti, si celi in realtà una chiara posizione ideologica, e che questa sia, non a caso, proprio una di quelle ideologie che si vogliono tacere perché “disfunzionali” al recepimento del messaggio (il quale, appunto, va depoliticizzato, o meglio “mimetizzato”), è forte. La strategia è quella di far indossare abiti nuovi a un’idea vecchia per mezzo di un mimetismo che la renda irriconoscibile, digeribile, permettendo il recupero di un’attrattiva persa. Signore e signori, su il sipario: siamo di fronte al solito tentativo di propaganda che qualcuno chiamerebbe “rossobruna” che, partendo dalle presunte “radici sociali” del fascismo originario, cerca di riassumere ogni esperienza e ogni pensiero “critico” sotto un ombrello di riferimenti culturali tutt’altro che ibridi e neutrali. Tra gli eroi del Circolo, dunque, il Bombacci (il “comunista in camicia nera” fedelissimo a Mussolini), l’immancabile Ezra Pound, il mistico fascista Julius Evola(...). In mezzo, però, per confondere le acque e mostrarsi aperti e non ideologici, De André, Bob Dylan, Patti Smith […] e ovviamente Gramsci (ricodificato come pensatore “nazionale e non unicamente comunista”, e – ovviamente – “ucciso post-mortem” dai compagni, non dal regime fascista)». Si facebuk
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