A Lucca non si passeggia: si cammina sopra la città.
A Lucca non si passeggia: si cammina sopra la città.
E già questo cambia tutto.
Perché qui le mura non sono un confine. Sono una stanza grande, lunga, aperta, dove la gente va a prendere aria come si andrebbe in un giardino di casa.
Sono oltre quattro chilometri di percorso continuo.
Vuol dire che puoi farci una passeggiata senza sentirti schiacciato dal traffico, senza dover correre, senza dover per forza “arrivare” da qualche parte.
Ci vai e basta.
Per stare fuori.
Per parlare.
Per pensare.
Per guardare Lucca dall’alto, ma senza salire una torre e senza chiuderti in un museo.
E poi ci sono i baluardi.
Non sono solo angoli di pietra, come magari si potrebbe pensare da lontano.
Dentro c’è vita vera: giardini, giochi, punti dove fermarsi, belvedere che ti fanno alzare lo sguardo.
Sono spazi che hanno smesso di fare paura e hanno cominciato a servire la città.
Questa è la forza delle Mura di Lucca.
Non stanno ferme a ricordare un passato lontano.
Lavorano ancora.
Tengono insieme storia e abitudine, bellezza e quotidianità, panorama e panchina.
Ci trovi nonni che camminano piano.
Ragazzi in bici.
Famiglie che si fermano perché un bambino vuole scendere a vedere meglio.
Coppie che non parlano troppo, perché a volte basta camminare accanto a qualcuno.
E poi quelli che non cercano nemmeno la storia: cercano solo un posto calmo, pulito, vero. E qui lo trovano.
La cosa bella è che tutto questo non toglie niente alla città antica.
Anzi, la fa respirare.
La fa vedere meglio.
Da sopra le mura il centro storico sembra quasi un disegno ordinato, ma sotto quel disegno ci sono abitudini, voci, finestre, campane, botteghe, strade strette.
Le mura ti danno distanza.
E la distanza, a volte, è il modo migliore per voler bene a un posto.
Per questo non sembrano un monumento da fotografare e basta.
Sembrano una passeggiata che si è fatta città.
Un posto in cui la pietra non blocca la vita, ma la accompagna.
E magari è proprio questo il trucco che le rende così amate.
Non chiedono silenzio assoluto.
Non chiedono scarpe eleganti.
Non chiedono nemmeno di capire tutto della loro storia.
Chiedono solo di salirci sopra.
E di guardare.
Di guardare i viali, i baluardi, i giardini.
Di guardare la città da un punto un po’ più alto.
Di rendersi conto che, a Lucca, la cosa più bella non è stare dentro o fuori.
È stare sopra, ma con i piedi per terra.
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