Potere al Popolo: sull’acqua pubblica a pagare sono i cittadini.

Potere al Popolo: sull’acqua pubblica tra immobilismo, giochi di potere e interessi delle multiutility, a pagare sono i cittadini.


La vicenda del futuro del servizio idrico sul nostro territorio rappresenta uno degli esempi più evidenti di come la volontà popolare venga sistematicamente subordinata agli interessi dei gruppi di potere economici e politici.


A quindici anni dal referendum del 2011, con cui milioni di cittadini si espressero chiaramente contro la privatizzazione dell'acqua e per una gestione realmente pubblica del servizio, il dibattito continua a essere dominato da questioni societarie, contenziosi amministrativi e scontri tra gruppi dirigenti, mentre viene completamente rimossa la domanda fondamentale.


Non è Potere al Popolo a dirlo, ma Alessia Angelini, ex PD ed ex presidente della commissione speciale sulla gestione del condotto pubblico, voluta nel 2021 dall’allora opposizione durante l’amministrazione Tambellini, che registrò “una fortissima resistenza da parte del ‘sistema’ a voler affrontare questa problematica” (intervista a Luccaindiretta del Febbraio 2026).


Il fatto che a marzo 2026, a quattro anni dalla conclusione dei lavori della Commissione, sia partito un tavolo permanente sulle criticità legate al condotto pubblico e ai fenomeni di cedimento registrati in alcune aree del territorio certifica l'immobilismo per il quale le amministrazioni succedutesi negli ultimi anni portano tutte una responsabilità politica.


Durante i mandati di Alessandro Tambellini non è stata costruita alcuna prospettiva chiara di ripubblicizzazione del servizio, nonostante ricoprisse il ruolo apicale nell’Autorità Idrica Toscana, come presidente del Consiglio Direttivo. Né si è costruita una prospettiva per Geal che andasse oltre il 31/12/2025. Anzi si è preferito mantenere la presenza del socio privato Acea all'interno di Geal, rinviando continuamente una discussione partecipata dai cittadini per mettere al centro l'attuazione dell'esito referendario. Tutte le componenti dell'allora maggioranza hanno sostenuto questo percorso ed è inutile che Ilaria Vietina difenda l’operato dissociandosi alla sua appartenenza politica precedente: cambiano i simboli – da PD a Lucca è un grande noi – ma l'inerzia resta.




Con l'arrivo dell'amministrazione Pardini il confronto si è spostato sul terreno dell'autonomia locale contro il passaggio a Gaia, ma anche in questo caso la discussione è stata prevalentemente concentrata sugli assetti societari e sugli equilibri di potere e molto poco sul come garantire un controllo democratico reale da parte dei cittadini, dei lavoratori e delle comunità locali.


Neanche si è lavorato per reale transizione di Geal in senso pubblico, cioè l'unica via rimanente per mantenere voce e forza della società, di chi ci lavora e del territorio in un cammino a quanto pare tracciato anni fa e che porta alla confluenza in realtà più grandi come Gaia.


In tutta questa vicenda infatti continua a rimanere opaca la questione delle grandi multiutility dei servizi pubblici locali. Dietro le scelte che riguardano Geal, Gaia e l'assetto del servizio idrico si muovono interessi economici e finanziari che travalicano il livello locale e si intrecciano con soggetti e strategie regionali e nazionali che allontanano ulteriormente i centri decisionali dai territori e dai bisogni delle comunità.


Da anni la discussione è condotta nelle stanze della politica e delle società partecipate e nessuno ha mai realmente coinvolto la popolazione nella definizione del futuro dell'acqua, bene comune fondamentale, sul territorio.


Per Potere al Popolo la questione non può essere ridotta alla scelta tra Geal e Gaia, né alla contrapposizione tra diversi gruppi di amministratori. Il punto centrale resta la costruzione di una gestione integralmente pubblica dell'acqua, libera da interessi privati e finanziari, sottratta alle logiche di profitto e governata attraverso strumenti di partecipazione democratica effettiva e di serio controllo popolare.


Nessuno lo vuole, chissà perché.




Lucca, 24 giugno 2026                       Potere al Popolo Lucca

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