IL CLIMA, LE GUERRE, NEL MONDO E A LUCCA : COME EVITARE LA CATASTROFE GLOBALE ?
Ogni giorno , i mass media ci inondano di informazioni rispetto
al caldo torrido, ai successivi nubifragi o bombe d’acqua, come è
avvenuto a Lucca nella notte del 29 giugno, ci informano sulle
tracimazioni dei fiumi, le frane, e dei morti che esso causa .
I dati dell’Ente Europeo “Copernicus Climate Change Service” ci
dicono che rispetto all’era preindustriale , la temperatura e cresciuta
di 1,55 gradi e che siamo sull’orlo dell’abisso . Rispetto agli
obbiettivi stabiliti nella COP 21 di Parigi con i 195 Paesi
partecipanti, svolta nel dicembre del 2015, l’aumento della
temperatura media globale è di oltre 1,5 gradi, quella dei mari è
cresciuta di 2 gradi, ci fa capire che basta un altro mezzo grado in
più e l’Uomo non sarà più in grado di fermare la desertificazione , i
ghiacciai si scioglieranno del tutto anche ai due Poli del Globo ,
inondando gran parti delle coste esistenti, e sarà il declino ambientale
con l’accelerazione della fine di ogni civiltà umana. Per evitare la
catastrofe le emissioni globali dovrebbero calare drasticamente del 43%
entro il 2030 cosa praticamente impossibile.
Vediamo invece che le agende dei vari governi in Italia e
nel Mondo a partire da quelli negazionisti (USA, ARGENTINA e tutti i
Paesi guidate dalle destra assieme alle loro oligarchie) la questione
del clima è sostanzialmente scomparso sia dai Governi, dai media, sia
delle istituzioni internazionali , salvo riapparire come in Italia,
per chiedere l’anacronistico ripristino delle centrali nucleari, che
oltre ad essere rischiose ci sarebbe l’impossibilità di smaltire il
materiale di scarto che resta radioattivò per millenni.
In Italia, in Europa ma anche in quasi tutti i Paesi del Mondo,
tolta la Cina, l’intero sistema produttivo del pianeta sembra
indirizzato , non a riconvertire le fabbriche inquinanti ed il sistema
energetico a carbone, attraverso lo sviluppo di l’energia pulita, ed
anche i soldi Europei del PNNR, in Italia sono stati spesi per
comprare armi dagli USA per inviarle in Ucraina.
Inoltre anziché riconvertire le aziende che fabbricano armi… Al
contrario , si convertono aziende metalmeccaniche prodotti utensili
per fabbricare più armi, per dare più forza allo sviluppo della guerra ,
la quale contribuisce di più ad alimentare la catastrofe climatica
che stiamo vivendo.
La Guerra oltre ad uccidere la popolazione civile, oltre a
commettere genocidi come quelli perpetrati dagli Israeliani a Gaza,
uccide anche il clima.
In questa realtà , come sappiamo, oggi a Lucca, in Italia e nel
Mondo , ci sono grandi movimenti per la pace , di “Difesa Popolare
Nonviolenta” che però non spostano le lancette per raggiungere la pace.
Io credo che per ottenere una reale alternativa alla guerra
non basta manifestare per la pace, ma sia anche necessario
sviluppare la lotta per la salvaguardia del pianeta. La questione del
clima, a è strettamente legata ad un processo più generale di
degrado che accomuna in un unico destino le condizioni materiali del
nostro pianeta, le condizioni economiche e sociali dei ceti subordinati,
e la convivenza tra gli umani minata alle radici dalle diseguaglianze
con i ricchi che diventano sempre più ricchi togliendo ai poveri che
diventano sempre più poveri.
Oggi esiste una forte consonanza tra la Terra sempre più offesa
dalle forme assunte dallo sviluppo economico e tecnologico e dalle
guerre e la crescente insostenibilità delle condizioni degli umili,
degli sfruttati e degli oppressi obbligati a lavorare con salari di
merda o ad emigrare , del popolo che subisce i mali dell’ambiente.
Esiste una interdipendenza, tra tutti gli esseri senzienti , tra
gli esseri umani e la Terra. Lo aveva ben capito anche Papa Francesco
quando nella sua Enciclica “Laudato SI” quando sosteneva che occorre
stabilire la regola di una reciprocità, ripagando la Terra per ciò
che essa ci dona perché anche tutti gli esseri che la abitano possano
vivere meglio tra di loro
La crisi climatica e ambientale non può restare di secondo piano,
perché insieme alle ripercussioni di guerre vicine e lontane,
moltiplicano le emergenze a cui si dobbiamo fare fronte.
E’ in questo contesto che purtroppo vediamo come la
questione ambientale resta solo a livello di Comitati, Associazioni e
comunità locali , che, come facciamo a Lucca lottando contro gli
“Assi Viari”, cercano di lottare e vincere per non perire. Ma ci vuole ben altro.
Nel Comune di Lucca, ci sono 124 Paesi o Frazioni, nel Comune di
Capannori ci sono 40 tra Paesi o Frazioni, con una Piana che si estende
dai Monti Pisani alle Pizzorne e dove a causa di interventi speculativi
senza piani regolatori, sono stati costruiti in ogni luogo Centri
Commerciali, Centri Servizi, Fabbriche e fabbrichette. A causa di ciò
Lucca è diventata la Città della Toscana con pi strade ed anche con più
traffico ed emissioni di CO2 facendo incrementare i modo esponenziale
le malattie delle vie respiratorie. Da molto tempo come “Forum per la
tutela Ambientale e salute dei cittadini “, chiediamo alle
Amministrazioni di smetterla con la cementificazione dei territori
costruendo nuove strade , ma esse soprattutto l’amministrazione del
Comune di Lucca , fa “ orecchie da mercante “ ed anziché bloccare il
processo di degrado ed intervenire con il raddoppio delle tre FF.SS.
esistenti e con un sistema di mobilità che pensi al futuro attraverso
un sistema di metropolitana di superfice, da estendere intorno ai
quattro punti cardinali della città di Lucca , fanno invece l’esatto
contrario costruendo nuove strade che non solo non risolverà il problema
del traffico, ma aggraverà le emissioni di fumi dannosi per la salute
dei cittadini.
La questione ambientale non può essere affrontata soltanto
dai Comitati Ambientali esistenti, e la questione del climatica non
può essere delegata solo ai governi nazionali sperando magari che alle
prossimi elezioni vinca un governo progressista.
Occorre affrontare le emergenze, climatiche, sociali e della
guerra o di altro genere, costruendo una prospettiva che oltre a
consolidare le relazioni che si creano tra i movimenti ambientali e
quelli per la pace , occorre anche la scesa in campo della classe
lavoratrice, perché solo essa può fare la differenza , governando i
processi produttivi stabilendo il come si produce ma soprattutto il
cosa occorre produrre, riconvertendo le fabbriche di armi.
E’ molto importante affrontare in modo radicale la “normalità” di tutti i giorni.
Abbiamo bisogno di un progetto generale comune che guidi in ogni
singola scelta, comportamenti quotidiani che in tutte le iniziative di
pace, di ordine sociale , o politico che intraprendiamo per cercare di
trasformare la pessima realtà in cui siamo immersi.
Anche quando lottiamo perché sono in gioco questioni al centro
delle politiche sociali, come lavoro, salute, istruzione, servizi,
consumi, mobilità, cultura e simili – dovremmo sempre legarli strettamente alla questione ambientale e salvaguardia del pianeta.
In questo contesto i lavoratori della ex Gkn di Firenze, in lotta
da cinque anni contro lo smantellamento del loro stabilimento, lo hanno
tenuto in vita per così tanto tempo attraverso le loro iniziative con
la messa a punto di un progetto di conversione della loro
fabbrica a produzioni alternative ecocompatibili e di socializzazione
della sua gestione. Questo è un esempio da allargare.
Umberto Franchi 4 luglio 2026
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