Psicologo e Carcere di Lucca

"Il Dubbio", 12 dicembre 2025 "La gestione della Casa Circondariale di Lucca sembra riflettere un modello organizzativo orientato più alla gerarchizzazione e alla burocrazia che alla centralità del detenuto. Questo approccio minerebbe i principi di umanità e rieducazione che dovrebbero guidare l’operato penitenziario. La decisione di sottrarre lo spazio dedicato allo psicologo per destinarlo alla registrazione dei nuovi giunti sarebbe emblematica di questa deriva. Come sottolineato da Cornacchia nella sua lettera al Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Toscana, il sacrificio di uno spazio cruciale per il trattamento psicologico sarebbe stato giustificato da priorità organizzative che sembrerebbero ignorare le esigenze più profonde dei detenuti. Le parole di Cornacchia sono un monito. «È la prima volta in tutta la mia carriera che rilevo un modus operandi caratterizzato da una così spiccata gerarchizzazione verticale, che sminuisce la figura dello psicologo fino a renderlo un “saltimbanco del trattamento”», ha scritto nella sua missiva. La sua denuncia pone l’accento sulla necessità di ripensare l’organizzazione dei servizi nelle carceri, ridando dignità e spazio alle figure professionali che vi operano".
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