I SALARI , LE DISUGUAGLIANZE, IL PRECARIATO, LA PATRIMONIALE : IL COSA FARE ?
LA REALTA’ DEI SALARI PEGGIORI IN EUROPA .
In Italia ad ogni rinnovo del contratto nazionale, i sindacati di
Categoria , festeggiano con positive dichiarazioni sui risultati
economici e normativi ottenuti. Ma si dimenticano di dire che quegli
aumenti sono sempre sotto il costo della vita, dell'inflazione. Cioè
aumenta la busta paga ( con cifre che vanno a regime in tre a volte
quattro anni) ma assai meno di quanto sono già aumentati i prezzi. Ad
esempio nel recente rinnovo del CCNL (firmato ad inizio giugno) dei
400.000 lavoratori della funzione , è stato stabilito un incremento in
tre anni di 162.000 euro lordi mensili circa 45 euro netti al mese ogni
anno, per tre anni, non protegge assolutamente il potere d’acquisto
dall’inflazione.
Il risultato vero è che il valore reale dei salari e pensioni diminuisce e i dipendenti e i pensionati sono più poveri.
L’Italia del governo delle destre a guida Meloni da quattro anni, è
l’unico caso in Europa dove salari e pensioni diminuiscono. In tutti
gli altri stati d'Europa e non solo d'Europa, i salari sono aumentati e
aumentano assai più dell'inflazione mentre in Italia dal 2021 ad oggi
sono diminuiti del 7,60% , divenendo gli ultimi su 20 Paesi Europei.
E’ falso quanto viene sostenuto da economisti ben pagati e dalla
stampa di regime… che i salari sono bassi perché è bassa la
produttività aziendale .
Anche il Governatore della banca d’Italia Fabio Panetta in un
recente convegno rilevava la debolezza del settore manifatturiero, con
una dinamica divaricata: l’occupazione diminuisce nel settore
manifatturiero mentre cresce nei servizi e nelle costruzioni, dove di
norma il lavoro è a termine, precario e flessibile, con il salario più
basso della media manifatturiera
La produttività aziendale per unità di prodotto , in Italia è più
alta rispetto ad altri Paesi Europei, mentre è vero che in altre
Nazioni svengono redistribuiti ai lavoratori una parte dei profitti
fatti dalle aziende e della ricchezza prodotta dal sistema, mentre da
noi i maggiori profitti vengono di norma investiti in attività
speculative e redditizie a danno dei lavoratori dipendenti, con il
precariato e le disuguaglianze che aumentano e con il ceto Medio/Povero
che si impoverisce ulteriormente mentre i ceti ricchi continuano ad
arricchirsi togliendo risorse ai poveri.
.
Nei dati negativi della crisi dei salari rientrano anche i salari
individuali che le imprese danno , quasi sempre in modo discriminatorio
(con il silenzio dei destinatari) ai lavoratori individualmente.
Nonostante la presenza nei dati statistici anche di questi valori
salariali individuali, (che non sono per tutti) la perdita di potere
d'acquisto rimane significativa, il che significa che chi ha solo il
salario di contratto nazionale ha una perdita addirittura maggiore e più
pesante rispetto alla media misurata del 7,60%.
Inoltre circa il 14% della forza lavoro (soprattutto nei servizi)
sono precari con contratti pirata a termine e paghe di fame.
Ricordo che In Italia c’è stato un periodo che va dalle lotte
“dall’Autunno Caldo del 1969”, alla meta degli anni 80, dove i salari
dei lavoratori erano i più alti d’Europa. Nei primi anni 70 fu
conquistato un meccanismo chiamato “Scala Mobile o Contingenza” che
recuperava automaticamente per legge il 70% del salario eroso
dall’inflazione, in più esisteva la contrattazione Nazionale, (CCNL)
quella aziendale e di territorio per le piccole aziende con incrementi
salariali che complessivamente recuperavano oltre il doppio
dell’inflazione.
A metà degli anni 80 per l’esattezza il 14 febbraio del 1984, Il
governo di Craxi fece un primo strappo tagliando 4 punti di contingenza.
Il PCI promosse un referendum per ripristinarli ma con i sindacati
divisi e una vergognosa campagna propagandistica , nel giugno del
1985, la maggioranza degli italiani si pronunciò contro il ripristino.
Ma la botta finale con la definitiva abolizione della scala mobile
avvenne il 31 luglio del 1992, con un accordo tra governo a guida
Amato, Confindustria, CGIL-CISL-UIL . L’allora Segretario Generale
della CGIL Bruno Trentin fortemente contestato dai lavoratori a Firenze,
disse di averlo firmato per senso di responsabilità e per non fare
“tracollare l’Italia”, dopo si dimise da Segretario Generale. Ricordo
che all’epoca svolgevo la funzione Segretario Regionale dei Chimici
CGIL ed ero anche il Presidente del Comitato di Garanzia della CGIL
Toscana . Ai tre operai iscritti alla CGIL che erano stati individuati
tra coloro che lanciarono bulloni a Trentin , dopo l’istruttoria
proposi la loro sospensione dalla CGIL per un anno, cosa che avvenne.
Il Governo e Confindustria di allora, convinsero i sindacati a
firmare l’abolizione della scala mobile dicendo che cos’ si sarebbe
fermata la spirale prezzi salari, mentre è avvento l’esatto contrario .
Dopo l’abolizione della “Scala Mobile” non vi sono più stati
meccanismi di recupero automatico del salario eroso dall’inflazione e
non sono previsti sistemi di redistribuzione della ricchezza, ma vengono
rinnovati solo i Contratti Nazionali e quelli aziendali ( con premi di
risultato) in una minoranza di aziende organizzate sindacalmente .
Anche il salario minimo per legge a 9/10 euro l’ora viene negato da
chi governa e l’ultimo provvedimento del governo della Meloni ha dato
in regalo circa un miliardo di euro alle imprese che rispettano i
minimi contrattuali che sono molto inferiori all’inflazione.
Le discussioni in corso tra imprese, governo e sindacati, su un
nuovo modello contrattuale, da introdurre, rimane tutta lettera morta
perché i datori di lavoro non vogliono che i salari recuperano una
parte della ricchezza . Cioè le imprese non rinunciano a fare più
profitti
Come già detto all’inizio La strategia delle imprese e della
Confindustria è quella di tenere il salario basso come strategia
competitiva , non per di paese ma per fare loro più profitti..
Soprattutto non vogliono che si recuperano le enormi perdite di potere
d'acquisto intervenuti in questi ultimi anni.
I sindacati europei e le industrie europee criticano il dumping, la
concorrenza, sui bassi salari che l'Italia attua contro il resto
d'Europa.
In questo quadro abbiamo le disuguaglianze più profonde d’Europa
con il 10% di popolazione italiana che detiene il 60,6% di tutta la
ricchezza esistente mentre all’opposto il 50% della popolazione detiene
solo il 7,2% della ricchezza del Paese.
Coloro che si arricchiscono in modo così vergognoso, sono
soprattutto quelli che lo specchietto del ministero delle Finanze ci
riferisce come segue :
la percentuale di contribuenti autonomi , imprenditori, liberi
professionisti, medici, farmacisti, avvocati, ecc… ecc… che sono fuori
dalle soglie della cosiddetta “congruità”, con le loro dichiarazioni dei
redditi sono sotto stimate ci dicono che non congrua è la
dichiarazione del 37% dei farmacisti, del 48% dei dentisti, del 37% dei
notai, del 55% dei gioiellieri, del 60% degli idraulici, dei tassisti e
degli elettricisti. Il reddito medio di ristoranti e bar è invece di
poco più di 15mila euro annui, dentro la soglia di povertà dunque. Essi
oltre ad evadere facendo pagare le tasse solo ai pensionati e lavoratori
dipendenti, si appropriano anche dei servizi sociali e delle detrazioni
previsti per “gli Indecenti”. L’1% di questi signori che esistono e
vivono senza adempiere al dovere di pagare le tasse , sono anche
quello che hanno ricchezze patrimoniali superiori al 2 milioni l’anno ,
ma in Italia, sono intoccabili.
E’ in atto una proposta di legge di iniziativa popolare presentata
da Rifondazione Comunista che tasserebbe i patrimoni (esclusa la prima
casa) superiore a 2 milioni di euro l’anno, che farebbe entrare allo
Stato circa 60 miliardi di euro l’anno che potrebbero essere spese per
sanità, salari, pensioni, scuola…, ma il governo di destra sostiene che
non tasserà mai i ricchi ed evasori con la patrimoniale dell’1% .
Speso sentiamo dire che bisogna pagare tutti per pagare meno, ma
allora perché non iniziamo a toccare il portafogli di chi sembra
intoccabile?
La cosa assurda è anche di chi si dice di sinistra, ma pensa che
la sinistra sia di nuovo cascata nella rete della patrimoniale. Un modo
per non cogliere la realtà, far paura e non cambiare di una virgola
delle diseguaglianze presenti della società.
Così, in questo contesto, la realtà in Italia a seguito delle
scelte economiche e sociali fatte in quattro anni dal governo delle
destre di Meloni vede 5,7 milioni di persone che sono in povertà
assoluta che non hanno cibo per sfamarsi. Abbiamo una povertà relativa
che investe 8,7 milioni di persone che non c’è la fanno ad arrivare a
fine mese. Abbiamo 4,5 milioni di persone che pur lavorando sono poveri
e percepiscono meno di 1.000 euro al mese. Abbiamo i salari più bassi
d’Europa ed un sistema fiscale iniquo con le leggi fatte (non solo
dal governo Meloni), con l'80% di tutte le risorse a carico dei
lavoratori dipendenti e pensionati, mentre ai ricchi autonomi con la
flat tax pagano solo 15% di ritenute fiscali, almeno 10 punti meno di
chi lavora;
Ora si avvicinano le elezioni e la destra al governo vuole dotarsi
di una legge incostituzionale per continuare a governare e va quindi
combattuta perché la legge non venga fatta. Ma credo però che anche
se dovesse vincere il “Campo Largo o Stretto” , non riuscirebbero a
cambiare la pessima realtà del Paese fatta di disastro sociale, civile,
culturale e politico, senza il contemporaneo sviluppo del conflitto
sulle tematiche sociali.
Occorre dunque, dotarsi di una logica che non teme il conflitto,
ma l’organizza perché esso è il motore necessario affinché la realtà
possa profondamente cambiare.
Nel Paese esiste anche una forte rabbia per la realtà sociale,
civile, culturale, politica che viviamo. Ma esiste una reazione
complessivamente debole , quasi da rassegnazione nichilista.
Oggi , la CGIL avrebbe la forza di dotarsi di una piattaforma
rivendicativa per riconquistare i salari e tutto ciò che i lavoratori
hanno perso negli uti 40 anni… ma preferisce raccogliere firme per due
leggi di iniziativa popolare riguardanti la sanità pubblica e
l’abolizione della legge sugli appalti.
Penso che non se ne possa più di raccogliere firme su leggi che poi
non verranno mai fatte… mentre le energie sindacali dovrebbero essere
spese su una vera piattaforma rivendicativa che oltre alla sanità ed
agli appalti dovrebbe riguardare gli incrementi dei salari e delle
pensioni sviluppando una lotta adeguata e duratura… ma sembra che
anche la CGIL non creda più nel conflitto sociale .
Occorre allora capire termini della questione non riguarda solo il sindacato, ma anche la sinistra di classe.
E’ necessario anche procedere nella ricostituzione del partito
che sia alternativo alla destra e la sinistra liberal . Costruire le
condizioni della lotta sulle tematiche sociali, contro il bellicismo,
l’atlantismo, l’Unione Europea, la Nato, la censura ed il loro comune
denominatore: il neoliberismo”.
Una forza tesa a “realizzare e rappresentare nelle istituzioni
un’alleanza sociale con cittadini, forze professionali, lavoratori,
precari, disoccupati, inoccupati e Partite Iva”, che scenda nell’agone
politico, “anche in vista delle elezioni, ma nella prospettiva di andare
avanti, oltre le scadenze elettorali.
Termino con questa considerazione : La teoria marxista di stampo
illuministico e razionale, che vede nell’evoluzione sociale i crismi
della scientificità ed oggettività, resta una pia illusione se non
riusciamo ad assegnare alle masse ed alla lotta di classe il compito di
realizzare le condizioni oggettive per rovesciare il sistema esistente.
Umberto Franchi 1 agosto 2026
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