La Manifattura Tabacchi , la Cucirini Cantoni Coates e il futuro della città di Lucca .
di Umberto Franchi
L’amministrazione del Comune di Lucca sta per arrivare a fine
mandato e a mio parere quello che è mancato e che manca
all’Amministrazione Pardini , è soprattutto la visione di un progetto
urbanistico ed ambientale per la città . L’amministrazione di destra non
ha mai elaborato un vero “piano organico” del territorio interno ed
esterno alla cerchia muraria… con particolare riferimento alla
salvaguardia dell’ambiente e salute dei cittadini ed anzi Piano di
gestione del Territorio che la Giunta approvò nel 2024, anziché
realizzare l’obiettivo del consumo di suolo zero ridisegnando un futuro
sostenibile per la città , l’amministrazione si è invece
caratterizzata per essere tutta “sparata” nella cementificazione
stradale , senza avere nessuna idea finalizzata a deviare il traffico su
rotaia.
La Giunta Pardini ha dimostrato gravi carenze anche nella
definizione di un Piano di recupero Urbano a partire dalle centinaia di
abitazioni vuote presenti in città all’interno ed esterno delle cerchia
delle mura urbane, circa il 28% del totale degli appartamenti
esistenti. Mi sembra veramente cosa insignificante quello che è stato
fatto come a S. Vito, rispetto sia agli spazi pubblici e quelli
privati vuoti, presenti in città e nella periferia .
Ma la carenza a mio parere ancor più grave della Amministrazione
Pardini riguarda soprattutto il mancato recupero e valorizzazione dei
suoi siti ex industriali , prima tra tutte l’ex manifattura , che per
20 anni ha visto inutili tentativi da parte delle diverse
Amministrazioni di Centrodestra e Centrosinistra.
Voglio qui ricordare che come Comitato per il recupero sociale e
salvaguardia del bene comune “Manifattura Tabacchi”, durante
l’amministrazione di Tambellini , raccogliemmo 1440 firme certificate di
cittadini lucches,i al fine di aprire un percorso partecipato
coinvolgendo le popolazioni e i Comitati, cosa che non avvenne con
Tambellini e non è avvenuta nemmeno con la Giunta Pardini. Oggi
l’amministrazione di Centrodestra ritiene di dover disdire un possibile
accordo con privati come il “Progetto Polimea” , in quanto nell’
accordo si stabiliva una prospettiva che prevedeva ulteriori
possibilità di modifiche , recensione e disdetta del medesimo, quindi si
paventava (come avevo già intuito e scritto in un altro articolo) una
mera operazione immobiliare ed una nuova prospettiva speculativa.
Certamente nessuna amministrazione pubblica può fare accordi con la
clausola capestro, che possono essere modificati o recessi, ma la cosa
poteva essere evitata attraverso un percorso partecipato dal basso.
Ma intorno nostra città vi sono altre aziende dismesse in modo
vergognoso come la Cucirini Cantoni Coates e abbandonate a se stesse.
Con questo mio scritto voglio anche e soprattutto parlare della ex
C.C.C. , che alla pari della Manifattura Tabacchi, è uno Stabilimento,
che avuto un ruolo centrale nella vita collettiva di Lucca e del suo
territorio, scrivendo la storia della civiltà lucchese.
La Cucirini Cantoni Coates è stata una azienda che ha occupato
fino a 3.600 dipendenti che ha segnato una memoria storica soprattutto
su cosa sono state le lotte operaie in quel periodo (chiamato “il
68”) che in Italia e a Lucca è durato circa 15 anni.
Ora a mio parere non è soltanto la vicenda Manifattura Sud che
imprime una ferita nel profondo della nostra collettività, ma anche la
C.C.C. e penso che dovrebbero essere entrambe recuperate nell’ambito
delle politiche rigenerative, Sociali, Culturali, ricreative.
La Cucirini Cantoni Coates, azienda in località Acquacalda, a circa
un km dal centro città, come la Manifattura Tabacchi, è un vecchio
opificio tessile nato nel lontano 1910: fu chiusa progressivamente e
definitivamente nel 2007. A Mio parere ci sono state anche delle
carenze sindacali … è mancata una vera lotta capace di coinvolgere tutte
le Istituzioni, forze politiche e sociali, nonché la popolazione ,per
cercare di salvarla o almeno di trasformarla riconvertendola in altre
attività aggiuntive o sostitutive.
La Cantoni, che a metà degli anni 70 aveva raggiunto il tetto
massimo di 3.600 lavoratori. A partire dal 1968 e per tutti gli anni
70, in Italia, era all’avanguardia delle lotte operaie assieme alla
Pirelli Bicocca e Fiat. Agli inizi del 1969 è stata la seconda fabbrica
in Italia, dopo la Pirelli Bicocca di Milano, a fare riconoscere il
Consiglio di Fabbrica con i rappresentanti dei lavoratori, delle varie
linee e gruppi “omogeni” esistenti all’interno dell’azienda.
Alla Cucirini Cantoni Coates di Lucca grazie agli scioperi e alla
conflittualità permanente negli anni 70 non solo furono migliorate le
condizioni economiche, normative e professionali dei dipendenti, ma si
contrattavano anche gli organici di linea necessari, i tempi di lavoro
in base alle lavorazioni svolte, la prevenzione della salute, gli orari
di lavoro, la qualità e quantità degli investimenti, i diritti e i
poteri… fino a promuovere convegni di produzioni diversificate e di
sviluppo con idee nuove per la fabbrica e per tutta la realtà del
Territorio che essa rappresentava...
Quando gli operai (a maggioranza donne) in corteo dall’Acquacalda
raggiungevano – assieme a quelli della Manifattura ed altre aziende –
piazza San Michele, avevano la solidarietà di tutti i negozianti che
abbassavano le saracinesche perché sapevano che lo sviluppo della città e
del commercio era strettamente legato a quello della condizione operaia
di quelle aziende .
A chi personalmente , come il sottoscritto, ha partecipato agli
scioperi e ai picchettaggi davanti i cancelli di quella fabbrica , fa
veramente tristezza vedere come lo stabilimento con la sua alta
ciminiera sia diventato un rudere abbandonato a se stesso... un cimitero
(presto potrebbe cadere anche la ciminiera) come appare dalla foto.
Oggi al di la di quello che potevamo fare e non è stato fatto,
occorre una Amministrazione all’altezza dei tempi che viviamo , con
una visione alternativa di progresso nel futuro, mantenendone la sua
“anima” la sua storia.
Serve una Amministrazione che consideri quei 60.000 metri
quadrati dell’area dell’ex Cucirini Cantoni Coates come un bene comune
da non disperdere ma utilizzare e rivalorizzare.
Credo che da tempo una amministrazione comunale seria avrebbe
dovuto acquistare lo stabile al prezzo simbolico di 1 euro (visto che
il rudere è abbandonato dalla sua proprietà inglese) per destinarlo alla
costruzione di un Polo che veda una crescita della nostra città
attraverso la rigenerazione sia della Manifattura Tabacchi che la
Cucirini Cantoni Coates . Ciò attraverso:
§ Un museo del lavoro e di ciò che è stata la Cantoni a Lucca
attraverso macchinari di archeologia industriale ancora esistenti e con
la digitalizzazione della storia contrattuale e fotografica;
§ Un Polo culturale che veda al suo interno spazi per l’arte, la musica, il cinema, il teatro, librerie;
§ Un apposito gruppo di lavoro per la promozione di eventi culturali;
§ La costituzione di un polo riguardante la formazione, gli spazi giovani con concerti, attività ricreative;
§ la diffusione della creatività artistica ed artigianale.
A Lucca è sempre mancata un’amministrazione (di centrodestra o
centrosinistra) in grado di avere una capacità di elaborazione, con
una visione politica del futuro della nostra città in grado di
sviluppare un’urbanizzazione rigenerativa dell’esistente, nonché capace
di raccogliere e amplificare memoria sulla cultura, l’arte, la musica, i
servizi, ambiente e soprattutto il lavoro.
Ciò vale sia per la Manifattura che per la Cantoni.
È fortemente necessaria una svolta cambiando nel profondo la realtà
odierna, legando le problematiche sociali, quelle del lavoro alla
qualità del territorio, alla rigenerazione urbana alla svolta culturale
con il mantenimento della memoria storica.
Sono problematiche che non hanno mai visto amministratori all’altezza.
Oggi occorre avere idee all’altezza dei tempi che viviamo e che
invece sono sempre state demandate a soggetti privati esterni
all’Amministrazione Pubblica o delegate alla Fondazione CR, con finalità
quasi sempre speculative.
Serve quindi una Svolta politica e sociale, con la partecipazione
dal basso con i Comitati per l’ambiente e la difesa del territorio ma
anche con tutte le forze politiche e sociali che si richiamano ad una
visione reale di cambiamento, adoperandosi da subito con gli esperti
(architetti, ingegneri , progettisti, operatori culturali, Belle Arti)
al fine di aprire un vero confronto e processo partecipativo sulle cose
da fare anche per la Cucirini Cantoni Coates, per il bene dei
cittadini, e per la nostra città di Lucca.
Umberto Franchi già dirigente sindacale CGIL – 13 agosto 2026
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