LUCCA, LA GRANDE FAVOLA DELLE ROTATORIE

A Lucca hanno trovato la soluzione definitiva al traffico: prendere un incrocio che funziona, togliere il semaforo, metterci una rotatoria e poi raccontare ai cittadini che finalmente la viabilità è stata “rivoluzionata”. Peccato che, una volta finita la conferenza stampa, rimangano le code. E allora viene da chiedersi se stiamo davvero assistendo a una rivoluzione della viabilità oppure semplicemente a una gigantesca operazione di propaganda con qualche tonnellata di asfalto in più. Le nuove configurazioni hanno già alimentato code, rallentamenti e malcontento in diversi punti della città. E il cittadino, alla fine, si trova davanti alla solita domanda: se prima c’era un semaforo e adesso c’è una rotatoria che crea più confusione, quale sarebbe esattamente il progresso? Non serve essere nostalgici dei semafori. Serve guardare i risultati. Un semaforo può essere vecchio, brutto e poco moderno, ma se riesce a regolare il traffico meglio di una rotatoria allora forse il problema non è il semaforo. Il problema è chi ha deciso di eliminarlo. Perché una rotatoria non diventa intelligente soltanto perché è nuova. E un’opera pubblica non diventa utile perché viene presentata come una grande soluzione. Se dopo gli interventi aumentano code, disagi e nervosismo, sarebbe forse il momento di smettere di celebrare le opere e cominciare a misurarne seriamente gli effetti. E se i dati dovessero dimostrare che in alcuni punti il vecchio semaforo funzionava meglio, si abbia il coraggio di rimetterlo. Non sarebbe tornare indietro. Sarebbe tornare alla realtà. Perché ai cittadini interessa una cosa molto più semplice dei rendering, delle inaugurazioni e degli annunci: arrivare a casa senza perdere mezz’ora in una coda. Altrimenti questa tanto decantata rivoluzione rischia di essere soltanto propaganda con l’asfalto intorno. È io pagoooooo
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