MANIFATTURA TABACCHI: TRASPARENZA, PROPRIETÀ E INTERESSE PUBBLICO
Nel 2021, durante l’amministrazione Tambellini, di cui Serena Mammini era assessora, circa 6.000 metri quadrati dell’ex Manifattura Tabacchi furono aggiudicati per 1.502.000 euro alla società GOOD CITY S.r.l., con rogito stipulato nel 2024.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, la società, costituita appena sette giorni prima dell’asta, sarebbe successivamente passata sotto il controllo di due fiduciarie. Chi sono i veri proprietari e beneficiari economici dell’operazione?
La domanda diventa ancora più rilevante dopo gli interventi pubblici di Luigi Lazzareschi e Serena Mammini, oggi consigliera comunale del PD e collaboratrice di Sofidel, società di cui Lazzareschi è amministratore delegato.
A Lazzareschi chiediamo rispettosamente di chiarire se abbia interessi diretti o indiretti nell’immobile. Parla esclusivamente da imprenditore interessato al futuro di Lucca oppure anche da investitore coinvolto nell’operazione?
Colpisce inoltre una contraddizione politica: oggi si sostiene che un’eventuale vendita debba essere subordinata a un progetto condiviso e a regole precise. Perché queste garanzie non furono inserite esplicitamente nel contratto della vendita del 2021? Quale posizione assunse allora Mammini?
Lo stesso Comune ha riconosciuto che quella vendita ha compromesso l’originaria unitarietà progettuale della Manifattura.
La nostra posizione è chiara: nessun’altra vendita del patrimonio pubblico. Occorrono trasparenza sui reali proprietari, chiarezza sugli interessi economici e un progetto unitario che restituisca la Manifattura alla città.
Il futuro di Lucca deve essere deciso nell’interesse dei cittadini, non nell’opacità delle operazioni immobiliari.