Sostegno dei Cobas scuola alle proteste degli studenti:

"Il Governo trasforma rivendicazioni sociali in problemi di ordine pubblico. Gonfiato un caso mediatico su quanto accaduto al "Carrara" "In questi giorni anche alcune scuole di Lucca sono state occupate dagli studenti per rivendicare maggiori investimenti nella scuola pubblica, la contrarietà alla riforma ‘a pezzi’ della scuola del governo Meloni e di Valditara, che hanno rinunciato all’idea di una riforma generale, ma portano avanti singoli segmenti caratterizzati dagli stessi obiettivi e da un ‘pensiero unico’. A scuola nessuno è straniero, Più scuola e meno armi, No alla scuola al servizio delle imprese sono alcuni degli slogan che sintetizzano bene i motivi della protesta. Gli studenti evidenziano anche l’impossibilità per i ceti popolari di sostenere l’esplosione del carovita in una situazione in cui i diritti sociali sono sempre meno garantiti: dal diritto all’istruzione al diritto alla salute, alla casa a canoni accessibili, al lavoro non precario e ad un salario tale “da garantire un’esistenza libera e dignitosa”. A queste rivendicazioni il governo risponde con l’ennesimo decreto sicurezza, il settimo, che certifica se non altro il fallimento di quelli precedenti, per lo più inattuati e inattuabili – proseguono i Cobas – Si tratta di una mera politica dell’annuncio, che punta per lo più ad effetti politici e mediatici, tesi ad inseguire sul piano elettorale il fascismo di Vannacci. In ogni caso, si trasformano rivendicazioni di carattere sociale in problemi solo di ordine pubblico. In questo contesto si collocano alcune ricostruzioni tendenti a gonfiare un caso politico-mediatico intorno a quanto successo ieri mattina all’Ite Carrara di Lucca. Va precisato, infatti, che il cosiddetto tentativo di occupazione notturna da parte di alcuni giovanissimi è terminato appena è giunto a scuola il personale scolastico: infatti, i ragazzi si sono allontanati volontariamente e non è stato necessaria alcuna opera di convincimento; il cancello d’ingresso è stato aperto regolarmente e gli studenti sono stati invitati ad entrare; non è stato impedito agli studenti di poter scegliere se entrare o meno, ma nessuno l’ha fatto. Il lancio di un fumogeno, che purtroppo ha colpito un agente, è avvenuto dall’esterno della scuola, così come la lite tra alcuni giovani con il ferimento di un ragazzo. A entrambi va naturalmente tutta la nostra solidarietà, ma a Lucca, come in altre città italiane, ciò non può far dimenticare i sacrosanti motivi della protesta studentesca, a cui bisogna dare una risposta che non sia la repressione tout court. Ricordiamo che contro la riforma ‘a pezzi’ della scuola, contro la riforma dei tecnici (che subordina la scuola agli interessi imprenditoriali locali), per l’abrogazione del decreto legge sul tetto massimo di stranieri non italofoni per classe, per il recupero del 30 per cento del potere d’acquisto degli stipendi perso negli ultimi decenni, per destinare alla scuola e agli altri servizi pubblici i 14 miliardi destinati alle armi. la Confederazione Cobas ha indetto lo sciopero generale del 30 ottobre e manifestazioni nelle principali città. A Lucca non sarà possibile manifestare per l’invasione dei Comics, per cui l’appuntamento è a Pisa in piazza XX settembre alle 9 e a Massa in piazza Garibaldi alle 17.
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