COSA DEVE FARE UNA FUTURA NUOVA AMMINISTRAZIONE DI LUCCA CHE VUOLE ESSERE DI SINISTRA E DI PROGRESSO ?
OCCORRE FERMARE IL “VECCHIO” CHE AVANZA E FARE ALCUNE SCELTE
RADICALI ALTERNATIVE PARTENDO DALLE PROPRIE RADICI, CON UN NUOVO
PROGETTO URBANISTICO.
Innanzitutto occorre avere ben chiaro dove stanno le radici della comunità lucchese e della sua Piana.
Le radici storiche e sociali della Comunità di Lucca e della sua
Piana sono profondamente intrecciate sia nel lavoro agricolo basato
nei secoli su una agricoltura intensiva con “le corti rurali” con la
mezzadria contadina, o con i piccoli poderi propri, … sia con una
forte tradizione manufatturiera, storicamente legata all’arte della seta
ed evolutasi nel settore tessile con la Cucirini Cantoni Coats, con la
Manifattura tabacchi “la fabbrica dei sigari”, nel settore
calzaturiero di Segromigno, fino all’industria metalmeccanica legata
alla produzione di macchine per cartiere e rame, ed alle fabbriche che
producono carta e cartone.
Quindi la prima considerazione che la futura amministrazione di
sinistra dovrebbe porsi, è quella di stabilire il cosa fare per fare
vivere la memoria storica delle proprie radici e dei siti produttivi
dismessi ma esistenti, nonché stabilire il come agevolare lo sviluppo
armonico con l’ambiente dall’agricoltura ed industria esistente.
Nel passato le amministrazioni di centrodestra e centrosinistra non
sono state in grado di realizzare un progetto radicale di cambiamento
della realtà urbanistica e sociale ancorata alle proprie radici
storiche. E’ mancata una capacità di elaborazione, con una Squadra
di Persone capaci di una visione politica del futuro della nostra città
in grado di sviluppare un’urbanizzazione rigenerativa
dell’esistente, nonché capaci di raccogliere e amplificare memoria del
lavoro, la cultura, l’arte, la musica, i servizi, l’ambiente e
soprattutto il lavoro con una proposta politica adeguata.
Ciò va fatto a partite soprattutto dalla memoria storica , cioè dalla Manifattura e dalla Cucirini Cantoni Coats.
Per la Manifattura tabacchi mi sono già espresso in altri interventi
e qui mi preme solo sottolineare che la proprietà, il progetto e la
gestione futura, ritengo che debba essere pubblica con un percorso
partecipativo dal basso.
Oggi mi preme intervenire su un altro stabile abbandonato che ha
segnato la storia di Lucca: la CCC (Cucirini Cantoni Coats).
Credo che gran parte delle radici dei lucchesi stiano in quello
stabile oggi diventato un rudere quasi decadente, collocato
all’Acquacalda. Nel passato la Cantoni non è stata soltanto un’azienda
che dava lavoro e da vivere a circa 4000 famiglie con 3.600 dipendenti, è
stata molto di più. E’ stata il centro di una comunità viva, di una
cultura sociale, di un movimento di lotta per i diritti di chi lavora,
che ha fatto avanzare la società lucchese e che credo sarebbe utile e
doveroso fare rivivere anche culturalmente.
Penso che pochi tra le nuove generazioni sappiano che cosa è stata
la Cantoni e cosa ha significato per l’intera comunità territoriale.
Oggi pochi ricordano che quando negli anni 70, i lavoratori della
Cantoni scioperavano (ciò avveniva spesso) manifestavano in un lungo
corteo dallo stabile dell’Acquacalda fino a piazza San Michele e tutti i
negozi per solidarietà abbassavano le serrande, consapevoli
dell’esistenza di un intreccio reale di interessi veri, anche con i
commercianti, le famiglie e tutta la popolazione presente nel
territorio. Perché consapevoli che quei lavoratori in sciopero portavano
alla realtà del nostro territorio un progresso generalizzato.
In quell’area ci sono 60 mila metri quadrati della ex Cantoni. A suo
tempo ( nel 2007 circa 20 anni fa) fu presentato un progetto di
recupero autofinanziato da una cordata con a capo la ex proprietà della
CCC, che prevedeva un centro direzionale con spazi commerciali e
ricreativi, ma che è rimasto bloccato a causa della mancata scelta
urbanistica (ancora da effettuare) da parte del Comune di Lucca,
Provincia e soprintendenza.
Ora, che quella proposta non sia andata avanti non era cosa cattiva
perché sostanzialmente era finalizzata ad attività speculative… ma la
cosa più drammatica sta nel fatto che in quell’area in 20 anni non è
stato deciso niente in alternativa.
I partiti o i movimenti civici di progresso che si candidano alle
elezioni amministrative di Lucca dovrebbero dire cosa è possibile
fare oggi .
Al di la di quello che potevamo fare e non è stato fatto, penso che
una futura amministrazione progressista all’altezza dei tempi che
viviamo, dovrebbe avere una visione politica propositiva mantenendo la
sua anima, nella sua storia.
Serve quindi una futura amministrazione che consideri quei 60mila
metri quadrati dell’area dell’ex Cucirini Cantoni Coates come un bene
comune da non disperdere nell’abbandono odierno, degradante per tutta la
città, ma da utilizzare e rivalorizzare.
Già da tempo una amministrazione comunale con un pò di lucidità
mentale avrebbe dovuto acquistare lo stabile al prezzo simbolico di 1
euro (visto che il rudere è abbandonato dalla sua proprietà inglese) per
destinarlo alla costruzione di un Polo che veda una crescita della
nostra città attraverso la rigenerazione , come già proposto per la
Manifattura tabacchi, anche per la Cucirini Cantoni Coats, che diventi
anzitutto un museo del lavoro e di ciò che è stata la Cantoni con le
sue radici a Lucca. Ciò attraverso macchinari di archeologia
industriale ancora esistenti e con la digitalizzazione della storia
contrattuale e fotografica.
La mia proposta ai partiti di sinistra che vogliono amministrare il
Comune di Lucca, è quella di risanare tutta l’area industriale dell’ex
Cantoni dell’Acquacalda, tutto lo stabilimento, tutti i reparti ex
lavorativi, con i relativi macchinari forse arrugginiti ma ancora
dentro lo stabile . Ne cito alcuni: ritorcitura, filatura, cardatura,
tessitura ,ecc…. per farne un luogo di visite guidate per le scuole ed i
giovani ed un luogo apprendimento e cultura di dibattiti, di quello che
è stata la Cantoni ed il Movimento operaio e studentesco a Lucca, nato
nel 1968 e durato circa 15 anni”.
Assieme al museo è possibile anche nell’ex CCC, costruire un polo
culturale che veda al suo interno spazi per l’arte, la musica, il
cinema, il teatro, librerie; un apposito gruppo di lavoro per
la promozione di eventi culturali; la costituzione di un polo
riguardante la formazione, gli spazi giovani con concerti, attività ricreative; la diffusione della creatività artistica e artigianale
Credo anche che la sinistra sia in ritardo sul come ridefinire un
Piano organico urbanistico di progresso del Comune di Lucca , che non
ripeta gli errori del passato, e voglia dare veramente il senso di
cambiamento radicale. Quindi deve porsi anche il problema di quale progetto urbanistico e ambientale ha bisogno la città attraverso una
proposta del territorio interno ed esterno alla cerchia muraria, con
particolare riferimento alla salvaguardia dell’ambiente e salute dei
cittadini .
Serve elaborare un Piano di gestione del territorio con
l’obiettivo del consumo di suolo zero , ridisegnando un futuro
sostenibile per la città, uscendo dalla logica oscena della destra che
amministra Lucca e che si è caratterizzata per essere tutta ‘sparata’
nella cementificazione stradale, senza avere nessuna idea finalizzata
a deviare il traffico su rotaia con una metropolitana di superfice ed il
rafforzamento con il doppio binario delle tre reti ferroviarie che
passano dalla nostra città, che sicuramente avvantaggerebbe anche le
imprese esistenti.
Occorre quindi un’espressione chiara delle forze della sinistra
che puntano ad amministrazione la città, dicendo che si impegneranno
per fermare lo sciagurato progetto chiamato “Assi Viari” per le
conseguenze drammatiche che esso avrebbe in relazione ad un’opera
costruita con una montagna di catrame e cemento alta fino a 10 metri,
che spacca la Piana in due e distrugge il poco verde rimasto , penalizza
l’agricoltura esistente, inquina le acque con la chiusura dei pozzi
artesiani. Un’opera che distruggerebbe anche l’Habitat soprattutto
nel parco dei Laghetti di Lammari e che porterebbe il dissesto
idrogeologico.
Penso infine che sia necessario esprimere una volontà politica che abbia l’obbiettivo della
definizione di un Piano di recupero urbano a partire dalle centinaia di
abitazioni vuote presenti in città all’interno e all’esterno delle
cerchia delle mura urbane, circa il 28% del totale degli appartamenti
esistenti.
Ecco credo che una sinistra che si proponga di governare la città
prima ancora di parlare del possibile candidato/a a Sindaco dovrebbe
predisporre anche il come superare le gravi carenze delle passate
amministrazioni su questi punti a mio parere determinanti per una svolta
radicale ed innovativa di progresso
Occorre capire che è fortemente necessaria una svolta cambiando nel
profondo la realtà odierna, legando le problematiche sociali, quelle
del lavoro alla qualità del territorio, alla rigenerazione urbana alla
svolta culturale con il mantenimento della memoria storica.
Sono queste le problematiche che non hanno mai visto amministratori all’altezza e che a mio avviso , oggi
occorre avere idee all’altezza dei tempi proponendo ai cittadini di
Lucca una proposta di cambiamento reale per il bene della nostra città e
dei suoi cittadini.
Umberto Franchi 7 novembre 2026
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