"Papà ti voglio bene"
Salve, Vi scriv ...

Succede spesso e un po’ ovunque, ma a Lucca il fenomeno assume tratti quasi folcloristici: auto parcheggiate davanti ai cancelli delle abitazioni, con la solita giustificazione – “è solo un attimo, prendo un caffè”.
In realtà quell’attimo, per chi deve entrare o uscire, diventa una prigionia domestica. Capita in periferia come in centro, specie vicino a bar e negozi dove i posti auto sono pochi. A pagarne le conseguenze sono i residenti, che oscillano tra rassegnazione e furia repressa.
Ho un bar a due passi, e regolarmente trovo macchine davanti al mio cancello. Spesso lascio correre, ma quando lo fa un negoziante con aria da padrone, la pazienza finisce. Pare che comandi lui.
E invece no: comanda il Codice della Strada, che vieta in modo assoluto la sosta davanti ai passi carrabili. A Lucca, la Polizia Municipale può multare e persino far rimuovere l’auto con il carro attrezzi. Ma molti esitano a chiamare i vigili, per timore di litigi con i vicini o di finire etichettati come “rompiscatole di quartiere”.
Il nodo resta sempre quello: il rispetto. Non si risolve con una nuova ordinanza né con un cartello più grande, ma con un po’ di educazione civica. Perché la città è di tutti, ma il cancello di casa no.
E allora forse, tra un espresso al volo e un borbottio di scuse, a Lucca bisognerebbe riscoprire una regola elementare: il “cinque minuti” non giustifica tutto. Salve, Vi scriv ...
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