
Il progetto del parcheggio interrato fuori Porta Santa Maria, a Lucca, torna al centro del dibattito. La notizia del 2 novembre 2026, riporta la contrarietà della lista civica Lucca è un grande noi, che chiede all'amministrazione guidata dal sindaco Mario Pardini di fermare la procedura e ripensare le priorità della mobilità cittadina. Ma al di là delle posizioni politiche, degli slogan e delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione, c'è una domanda che merita una risposta seria: quest'opera è realmente utile per Lucca? Per capirlo bisogna guardare ai numeri, ai vantaggi potenziali e soprattutto ai costi e alle conseguenze.
Il progetto nasce con l'obiettivo di realizzare un parcheggio interrato su due livelli in piazzale Martiri della Libertà, proprio davanti a Porta Santa Maria. L'ipotesi progettuale presentata nel dicembre 2023 prevedeva 433 posti auto e 32 posti per motocicli, con un investimento stimato di circa 25 milioni di euro. Una cifra considerevole, che ha alimentato fin dall'inizio un confronto acceso. Nel frattempo, l'amministrazione ha scelto di orientarsi verso il partenariato pubblico-privato, attraverso lo strumento del project financing, anziché affidare direttamente l'operazione alla società pubblica Metro.
La vicenda ha avuto un'accelerazione nell'autunno 2026. Due società, Parcheggi Italia Spa e CMSA, hanno manifestato interesse a elaborare una proposta per costruire e gestire l'infrastruttura. Attenzione, però: non si tratta di un appalto assegnato né di un progetto definitivo. È una manifestazione d'interesse preliminare. Le aziende hanno indicato una capacità di circa 320 posti auto, quindi oltre cento in meno rispetto ai 433 del progetto originario, proponendo anche una gestione coordinata dell'intero sistema della sosta a pagamento in superficie. È proprio questo secondo aspetto a rendere la questione particolarmente delicata: non si parla soltanto di costruire un parcheggio, ma potenzialmente di affidare a un operatore privato una parte molto più ampia della gestione della sosta cittadina.
I possibili vantaggi: perché il parcheggio potrebbe servire
Sarebbe scorretto sostenere che un parcheggio interrato non possa portare benefici. Lucca è una città turistica, con un centro storico di grande richiamo, attività commerciali, strutture ricettive e un flusso di visitatori che interessa anche chi arriva in automobile. La disponibilità di parcheggi è un problema concreto, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.
Un'infrastruttura di questo tipo potrebbe offrire posti auto organizzati, accessibili e protetti dalle condizioni meteorologiche. Potrebbe migliorare la disponibilità di sosta nella zona di Porta Santa Maria e, se accompagnata da una corretta riorganizzazione della viabilità, contribuire a ridurre la ricerca estenuante di un posto auto lungo le strade circostanti.
C'è poi un altro elemento: il progetto prevede di liberare la superficie dagli attuali parcheggi a raso, recuperando spazio per la sistemazione della piazza e per nuove aree verdi. In teoria, quindi, si potrebbe ottenere una superficie più ordinata e gradevole, mantenendo sotto terra una parte della capacità di sosta.
Anche il coinvolgimento dei privati può avere una sua logica economica. Il project financing consente di coinvolgere capitali e competenze imprenditoriali nella realizzazione di opere pubbliche. Ma attenzione a un equivoco frequente: finanziamento privato non significa opera gratuita. L'investitore deve recuperare il capitale, sostenere i costi di gestione e ottenere un rendimento. Questo può avvenire attraverso le tariffe, la durata della concessione e gli eventuali altri ricavi previsti dal contratto. Il vero punto è capire quanto costerà complessivamente l'operazione alla collettività e quali obblighi economici e gestionali ricadranno sul Comune.
I rischi: 25 milioni, meno posti auto e una concessione da valutare
Qui iniziano le questioni più difficili.
Il primo elemento è economico. Venticinque milioni di euro rappresentano una somma importante. Il costo iniziale indicato dall'amministrazione non deve essere confuso con il costo definitivo dell'operazione, che dovrà essere verificato attraverso il progetto economico-finanziario. Bisogna conoscere i costi di costruzione, gli interessi, la manutenzione, la durata della concessione, i ricavi previsti e gli eventuali rischi che potrebbero tornare a carico del pubblico.
Il secondo elemento riguarda la capacità del parcheggio. Si parte da un progetto comunale da 433 posti auto e si arriva a una manifestazione d'interesse che ne indica circa 320. Una differenza di oltre cento posti non è un dettaglio. Significa chiedersi se l'investimento previsto sia ancora proporzionato al servizio che verrà effettivamente offerto.
Il terzo problema riguarda la gestione della sosta in superficie. Se il privato dovesse ottenere anche la gestione dei parcheggi a pagamento esistenti, il rapporto tra Comune e concessionario diventerebbe particolarmente importante. Occorrerebbe sapere per quanti anni, con quali tariffe, quali obblighi di investimento, quali ricavi garantiti e soprattutto quali strumenti di controllo rimarrebbero all'amministrazione.
Non basta dire che arrivano capitali privati. Bisogna capire chi guadagna, chi paga e chi si assume il rischio quando le previsioni economiche non vengono rispettate.
Il sottosuolo e le Mura: il problema non è soltanto costruire
Un parcheggio interrato di queste dimensioni richiede attenzione anche sotto il profilo geologico, idraulico e archeologico. Lucca è una città storica e il sottosuolo non può essere considerato un semplice spazio vuoto da utilizzare.
Nel 2025 sono state effettuate indagini geognostiche e verifiche archeologiche nell'area interessata. Le verifiche preliminari sono un passaggio importante e l'assessore ai Lavori pubblici Nicola Buchignani aveva riferito dell'avanzamento degli accertamenti. Questo, tuttavia, non significa che ogni possibile problema sia automaticamente escluso. Occorrono progettazioni esecutive, valutazioni tecniche approfondite e garanzie sulla gestione delle acque sotterranee e sull'eventuale interferenza con le strutture circostanti.
La vicinanza alle Mura, patrimonio storico e identitario della città, impone particolare prudenza. Non è corretto affermare che costruire il parcheggio significhi necessariamente danneggiare il monumento, ma sarebbe altrettanto superficiale liquidare le preoccupazioni senza rendere pubblici tutti gli studi disponibili.
L'alternativa: parcheggi scambiatori e trasporto pubblico
La posizione di Lucca è un grande noi si concentra su un modello diverso: lasciare le automobili più lontane dal centro, potenziare il trasporto pubblico, realizzare parcheggi scambiatori collegati frequentemente con il centro storico, migliorare le piste ciclabili e recuperare gli spazi di sosta già disponibili.
È una strategia che merita di essere valutata con dati concreti. Un parcheggio scambiatore, infatti, funziona soltanto se chi lascia l'auto trova un collegamento rapido, frequente, affidabile ed economicamente conveniente. Se il servizio pubblico è insufficiente, il cittadino continuerà a preferire l'automobile fino alla destinazione.
Esiste anche una proposta alternativa che negli anni è stata rilanciata nel dibattito cittadino: l'area ex Gaddi, a breve distanza da Porta Santa Maria, da destinare alla sosta. I sostenitori di questa soluzione hanno evidenziato la possibilità di ridurre i costi e i rischi legati a un grande scavo. Ma anche questa ipotesi deve essere verificata: disponibilità effettiva dell'area, accordi con la proprietà, capacità ricettiva, accessibilità e costi di realizzazione. Non basta indicare un terreno sulla carta per dimostrare che sia una soluzione immediatamente praticabile.
La questione vera: qual è il miglior investimento per Lucca?
Il dibattito non dovrebbe trasformarsi nell'ennesima battaglia tra chi sostiene l'amministrazione e chi la contesta. Un'opera pubblica non diventa utile perché la propone una maggioranza e non diventa inutile perché la critica un'opposizione.
Servono numeri verificabili.
L'amministrazione dovrebbe rendere pubblici lo studio aggiornato dei flussi di traffico, le previsioni di utilizzo dei 320 posti auto, il piano economico-finanziario completo, la durata della concessione e le condizioni economiche della gestione della sosta in superficie. Dovrebbe anche confrontare il progetto con le alternative, utilizzando gli stessi criteri di costo, capacità, impatto ambientale e beneficio per i cittadini.
Bisognerebbe conoscere anche quante automobili arriverebbero realmente a Porta Santa Maria, quante sarebbero semplicemente trasferite da altri parcheggi e quale effetto avrebbe l'infrastruttura sulla circonvallazione. Un parcheggio può migliorare l'organizzazione della sosta, ma non risolve automaticamente il traffico. Se aumenta l'attrattività dell'accesso automobilistico al centro, potrebbe persino generare nuovi flussi.
La questione, dunque, non è essere favorevoli o contrari alle automobili. È decidere quale modello di città si vuole costruire per i prossimi venti o trent'anni.
Lucca ha bisogno di servizi, accessibilità, commercio vivo, turismo e qualità della vita. Ha bisogno anche di parcheggi adeguati. Ma ha soprattutto bisogno di investimenti proporzionati ai risultati.
Il verdetto non può essere scritto prima di conoscere i conti. Il parcheggio interrato potrebbe rappresentare un'opportunità se dimostrasse sostenibilità economica, reale utilità e compatibilità ambientale. Potrebbe invece diventare un impegno troppo oneroso se i costi, i rischi e le condizioni della concessione non fossero adeguatamente giustificati.
Ventacinque milioni di euro non sono una cifra da spendere sulla base di un rendering, di una promessa elettorale o di una contrapposizione politica. Sono risorse che meritano un confronto pubblico serio.
Perché la domanda che i cittadini dovrebbero rivolgere a Palazzo Orsetti è semplice: prima di scavare sotto Porta Santa Maria, possiamo dimostrare con dati alla mano che questa sia davvero la soluzione migliore per Lucca?
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