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  • 23/12/2025 09:26

La lucchese Venezi acclamata in Argentina, ma alla Fenice pronta una nuova protesta

Mentre si avvicina la data del tradizionale concerto di Capodanno durante il quale la Rsu del coro della Fenice di Venezia ha annunciato una nuova protesta contro la nomina alla direzione musicale di Beatrice Venezi, la maestra italiana continua a farsi apprezzare dall'altra parte dell'Oceano. A lei, infatti, è stata affidata la direzione del Gala per il centenario del coro e dell'orchestra del teatro Colón di Buenos Aires dove è direttrice ospite. Ed è stato un successo. Le ovazioni Durante l'esibizione di sabato sera aperta al pubblico presso l'anfiteatro del parco del centenario sono stati eseguiti brani di Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Charles Gounod. Posti in piedi e code per accedere hanno confermato il fascino che la lirica è in grado di esercitare sul pubblico porteño. Il teatro Colón ha diffuso un video della serata nel quale tra i commenti entusiasti degli spettatori si registrano numerosi complimenti per l'italiana Venezi, lodata per la sua "energia straordinaria". Al termine dello spettacolo c'è stata in effetti una lunga ovazione che ha emulato quella già registrata lo scorso 7 dicembre nel teatro per il Gala del centenario con in programma la cantata Aleksandr Nevskij di Sergej Prokofiev e frammenti di di Verdi, Mascagni, Gounod e Puccini. Anche in questo caso la direzione era affidata a Venezi ed ha riscosso il successo del pubblico in sala e dei critici argentini. Gustavo Otero di Gazeta Lyrica, ad esempio, ha scritto che "Beatrice Venezi ha guidato in totale sicurezza l'orchestra stabile, ottenendo ottimi versioni musicali dei vari frammenti". La polemica Insomma, Venezi in Argentina continua a riscuotere consensi per le sue qualità artistiche. Oltre ai due gala per il centenario del teatro di cui è direttrice ospite, la maestra aveva incassato applausi ed ovazioni circa un mese fa per l'ultima recita de La Traviata. Di questo lato dell'esperienza argentina però si è parlato poco e niente in Italia, mentre maggiore visibilità avevano avuto alcune fake news relative ad un suo allontanamento dal teatro Colón e ad una presunta "raccomandazione" dell'ambasciata italiana per ottenere il ruolo rivestito. Un equivoco nato da un passaggio di un articolo de "La Nacion" che molto probabilmente andava inteso in termini metaforici e non letterali come è stato fatto. Questa ricostruzione, comunque, è stata smentita dal sovrintendente che l'aveva scelta, Jorge Telerman. Quest'ultimo, peraltro, è un esponente della sinistra argentina che ha spiegato di aver selezionato Venezi dopo "un’attenta valutazione del suo profilo artistico, della sua carriera e delle sue riconosciute qualità musicali". Stato di agitazione L'apprezzamento riscosso da Venezi a Buenos Aires però non ha fatto cambiare idea agli orchestrali del teatro La Fenice che dall'annuncio della nomina a direttrice musicale a partire dall'ottobre 2026 fatto lo scorso settembre hanno iniziato una protesta sostenendo che il suo curriculum non è all'altezza del ruolo. Qualche giorno fa i sindacati hanno ribadito la richiesta di revoca della nomina ed hanno annunciato di voler realizzare una protesta simbolica al concerto del 1 gennaio distribuendo al pubblico una spilletta con un cuore e un violino contro la nomina. Gli orchestrali che contestano la nomina sostengono che non ci siano motivazioni politiche dietro alla protesta. Prima dell'endorsement a Giorgia Meloni fatto ad Atreju 2021, il percorso musicale di Beatrice Venezi aveva suscitato interesse e apprezzamenti nel mondo culturale della sinistra italiana, con recensioni positive su quotidiani come Repubblica ed ospitate nelle trasmissioni di Giovanni Floris e Corrado Augias. da Il Giornale

I commenti

Venezi a Trieste, il Teatro Verdi accoglie il maestro senza proteste
Niente volantinaggi o distribuzione di spille fuori dal teatro, né tantomeno inviti al boicottaggio. In sala solo qualche fermaglio giallo con l’iconica chiave di violino





Il maestro Beatrice Venezi al Teatro Verdi di Trieste. Foto Silvano
Il maestro Beatrice Venezi al Teatro Verdi di Trieste. Foto Silvano
Le spillette di protesta si contano sulle dita di una mano. Il teatro Verdi di Trieste ha accolto senza contestazioni plateali il maestro Beatrice Venezi, da mesi al centro delle polemiche per la nomina a direttore musicale della Fenice di Venezia.

Tutto come da programma, dunque, stasera (30 gennaio) a Trieste, per l’opera “Ascesa e caduta della città di Mahagonny”. Niente volantinaggi o distribuzione di spille fuori dal teatro, né tantomeno inviti al boicottaggio. Qualche fermaglio giallo con l’iconica chiave di violino - il simbolo utilizzato appunto da orchestrali e coro della Fenice - si è visto in sala, appuntato sui baveri delle giacche. Ma si è trattato di iniziative personali dei singoli abbonati, che in questo modo hanno voluto esprimere il loro dissenso “contro il sistema che ha nominato Venezi direttore alla Fenice”.

Qualcuno ha anche indossato una spilla “non ufficiale” per eludere i controlli preventivi. Ma niente proteste organizzate, prima che si alzasse il sipario.

Parrino - 30/01/2026 22:52

..se hai 58 anni sei anziano e lo sei davvero. Io ne ho più o meno come te e sono anziano. Per la durata della vita media di oggi fare aperitivini fino a trent'anni non mi pare un problema. Poi, se si è donna e si vogliono i figli, tra i 30 e i 40 andrebbero messi al mondo. Per i maschietti, che poi moriranno prima (lo dicono le statistiche) si può perfino aspettare i 38 - 48 per far figli, ma anche per i maschietti, li i figli, se li si vuole, a quel punto vanno fatti. In pensione ci andremo a 70 anni, glielo dico io. Certo che saremo vecchi! Che vuol fare Lei, vuol andare in pensione da giovane o da anziano?!?!? Lo so che tra il 1970 e il 1990 la gente andava in pensione da giovane, ma francamente quello era un sistema malato.

Anonimo - 29/01/2026 02:55

Io ho 58 anni e mi dicono anziano che ci devo fare oggi fino a trent'anni senza figli. E aperitivini.... Allora sei giovane

Lavori a 48 anni andrai in pensione a 67 e sei già vecchio

Mah

Diversamente giovane - 28/01/2026 12:00

Se non è vecchia, allora è giovane!! No guardi, Lei scrive dalla casa di riposo, ma non esistono solo i vecchi ed i giovani. Una persona di 36 anni non è certo vecchia, ma è adulta, non giovane. Diciamo che, tra quattro anni, una persona che ne ha 36 ne avrà 40 e dato che 40 + 40 fa 80, tra 4 anni una persona di 36 anni sarà di mezza età. Non certo una persona vecchia, ma di 40 anni, ovvero non giovane. O no? Il tempo passa per tutti!!

anonimo - 28/01/2026 04:27

Mi piace molto che se ne dica, io sono una anziana come lei di 37 anni

W la musica con o senza spille

Daniela - 27/01/2026 10:04

Il pezzo pubblicato continua con la disinformazione quando si legge il seguente virgolettato: «giusto dare spazio ai giovani. Se il talento c’è — commenta uno spettatore — l’età non conta».

1. Nessuno degli orchestrali della Fenice ha mai dichiarato di non volere la Venezi perché troppo giovane
2. Per altro una dichiarazione del genere sarebbe stata ridicola in quanto la Venezi è prossima al compimento dei 36 anni, per cui non mi pare sia proprio di primo pelo

anonimo - 27/01/2026 01:48

Il successo di Pisa mette tutti d’accordo, anche chi contestava
A Pisa la Carmen diretta da Beatrice Venezi ha fatto registrare l’ennesimo tutto esaurito, con la seconda e ultima recita che ha confermato quanto già visto all’esordio: pubblico entusiasta, applausi lunghi e un clima da grande serata. Dieci minuti di battimani e giudizi molto positivi hanno accompagnato uno spettacolo che, nel giro di poche ore, è diventato un piccolo caso nazionale.
La particolarità sta nel fatto che a riconoscere apertamente la riuscita dell’operazione non sono stati solo giornali e addetti ai lavori, ma anche uno dei soggetti più critici nei confronti della direttrice. Il Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, da tempo in prima linea contro la sua nomina alla direzione musicale della Fenice di Venezia, ha diffuso un comunicato in cui parla senza mezzi termini di successo. Un’ammissione netta, che pesa proprio perché arriva da chi finora non aveva mai risparmiato contestazioni.
Nel testo, il Comitato riconosce che il risultato ottenuto a Pisa è positivo e va letto come un segnale incoraggiante per un settore che attraversa una fase delicata. Un investimento culturale che incontra il favore del pubblico, viene sottolineato, è sempre una buona notizia. Allo stesso tempo, però, viene ribadita la legittimità della protesta contro la nomina veneziana, considerata ancora problematica.
Il punto centrale, a leggere tra le righe, non sembra essere tanto la persona di Venezi quanto il contesto in cui si inserisce la sua nomina. Il Comitato sposta infatti l’attenzione sul nuovo Codice dello Spettacolo in fase di definizione, visto come un passaggio politico delicato e potenzialmente rischioso per l’equilibrio del settore. Secondo questa lettura, la vicenda Venezi sarebbe solo il simbolo di una questione più ampia, legata alle modalità decisionali e a un possibile accentramento di potere.
Resta il fatto che, nel corso dei mesi, la polemica ha finito per travalicare il piano istituzionale, arrivando a colpire direttamente la professionalità della direttrice, messa in dubbio anche sul piano artistico. Proprio per questo il riconoscimento del lavoro svolto a Pisa assume un valore particolare: il giudizio del pubblico e il risultato sul palco parlano chiaro e aiutano a smontare le accuse di incapacità che l’hanno accompagnata a lungo.
Alla fine, tra contestazioni, comunicati e rivendicazioni politiche, una cosa sembra ormai difficile da negare: a Pisa la Carmen ha funzionato. E quando persino i più critici lo ammettono, forse vale la pena fermarsi un attimo ad ascoltare quello che dice la musica.

Vincenzo - 26/01/2026 21:14

Spille con Swarovski: a Pisa la protesta (con ironia) anti Beatrice Venezi. Ma il pubblico le tributa dieci minuti di applausi

La protesta dei lavoratori del teatro di Pisa durante la «Carmen» con le spille modificate dopo la battuta della direttrice. E gli applausi in scena


PISA - «Beatrice Venezi ha detto che avrebbe preferito delle spilline più stilizzate e in stile Swarovski? Ebbene, abbiamo deciso di accontentarla: all’ironia rispondiamo con l’ironia». È andata in scena venerdì sera al Teatro di Verdi, come da copione, la protesta per la nomina del direttore d’orchestra lucchese alla guida della Fenice di Venezia. Ma alla fine della Carmen il pubblico l'ha omaggiata con dieci minuti di applausi.

Oltre 20 dipendenti del teatro di Pisa — su invito della Cgil — per mostrare solidarietà ai colleghi veneti hanno indossato le spilline con la chiave di violino già mostrate nelle settimane scorse nella città lagunare.




Ad offrire il terreno a questa iniziativa, la messa in scena della Carmen di Bizet che ha segnato la «prima» di Venezi in Italia da quando è esplosa la polemica. Non tutti i dipendenti del Verdi hanno aderito, ma una buona parte sì. «È importante — dicono le maestranze che hanno scelto di partecipare all’azione di dissenso — lanciare un segnale di vicinanza ai nostri colleghi veneziani, in primo luogo, per una nomina che forse poteva essere gestita in un modo diverso».

Fra coloro che hanno aderito c’è chi ha scelto di aggiungere alla spilla dei piccoli lapislazzuli rigorosamente firmati Swarovski, in risposta al direttore d’orchestra che, pochi giorni fa, aveva ironizzato sull’estetica delle spille dicendo «io le avrei fatte più stilizzate, magari con Swarowski».

Pareri contrastanti anche fra il pubblico: c’è chi si schiera dalla parte di Venezi, spiegando come sia «giusto dare spazio ai giovani. Se il talento c’è — commenta uno spettatore — l’età non conta».

Ma non mancano le stroncature, con una donna che si presenta a sua volta con una spilla sul vestito e risponde alla metafora calcistica di Venezi dei giorni scorsi («Partita finisce quando arbitro fischia») con un’altra metafora calcistica: «In serie A — le sue parole — giocano in tanti, ma non tutti sono Messi o Cristiano Ronaldo. È importante ribadirlo questo: il merito conta, no alle nomine politiche».

Fra il pubblico anche il presidente del Teatro del Giglio di Lucca Angelo Giorgio Lazzarini, che nelle settimane scorse aveva lanciato la proposta di un concerto in sede «neutra» — vale a dire proprio a Lucca — per siglare la pace fra Venezi e la Fenice. Idea bocciata dal sindaco lagunare Luigi Brugnaro: «Ma questa pace — dice Lazzarini — s’ha da fare. Mi dispiace per il no di Brugnaro, ma se la situazione non si sblocca tornerò all’attacco».

In sala si spengono le luci e c’è curiosità per capire come reagirà il pubblico: resta però deluso chi si aspetta fischi a Venezi, accolta invece da applausi. In barba anche allo storico «campanile» che divide pisani e lucchesi ma che evidentemente, quando si parla di cultura, non conta.

Spille con Swarovsk - 26/01/2026 02:55

Venezi dirige la Carmen a Pisa

La prima uscita italiana dopo le polemiche del Direttore Venezi tutto sommato non e' andata male. Io che non sono un suo fan o adulatore, anticipo l'articolino leccone che sicuramente il suo adepto postera' su questo blog per fare una riflessione. C'ero, volevo vedere e sentire, e devo dire che l'esecuzione di tutto il complesso orchestrale, cantanti regia e scenografia e' stato uno spettacolo valido. L'orchestra certo non e' una orchestra prestigiosa, non e' quella del Maggio e; comunque una orchestra di professionisti che anche grazie al loro direttore stabile ( Lanzetta) ha fatto tante esperienze e tournee. La Venezi, che conosce il mestiere, ha la tecnica, non sara' la numero uno e nemmeno la due, ma tutto sommato ha condotto l'opera ed i cantanti in maniera adeguata , classica non troppo scolastica ( magari agitarsi e solfeggiare un po' meno) e quindi ampiamente da giudizio positivo. Insomma, ha fatto il suo. Purtroppo il clima che si e' creata lei, fa si che non si trovi in giro una che sia una, di critica o apprezzamento che analizzi la sua prestazione artistica oltre definire successo e basta. E questo per un artista, peggio un musicista, non e' molto edificante. La stampa parla solo di spillette e Cgil. Adesso mi direte, se la stampa fosse tutta di sinistra sarebbe comprensibile, ma quelli di destra , perche' non trattano l'argomento anche dal punto di vista musicale ? Non sono buoni ? Comunque alla fine vederla un po' fa ragionare anche sui sentimenti che possano in questo momento circondarla, anche se l'intervista che ha rilasciato e' stata un bel po' sfrontatella....

Frank - 24/01/2026 22:17

Ballata per Beatrice Venezi, lucchese sotto processo

Beatrice Venezi viene da Lucca,
terra di mura larghe e orecchie strette,
dove la musica nasce elegante
ma il giudizio corre più veloce del suono.
È lucchese nel passo fermo,
veneziana solo nel cognome,
eppure a Venezia la guardano
come si guarda chi disturba l’aria.


Dirige orchestre, non coscienze,
alza le mani per tenere insieme
non per spingere nessuno oltre il bordo.

Beatrice sta dritta davanti al caos,
non chiede applausi facili,
non abbassa lo sguardo
quando la folla diventa coro stonato.
È colpevole, dicono,
di non piacere a tutti,
di non chiedere scusa
per essere chiara in un tempo confuso.

I benpensanti la vorrebbero più docile,
meno lucchese, meno netta,
più silenziosa quando parla troppo bene.
Ma lei resta lì,
con la schiena dritta e la musica davanti,
sapendo che chi guida
viene sempre accusato
da chi preferisce restare seduto.

E mentre Venezia mormora
e Lucca osserva da lontano,
Beatrice continua a dirigere,
perché ha capito una cosa semplice:
non è il rumore delle critiche
a decidere il tempo,
ma il coraggio di tenere il ritmo
quando tutti battono fuori misura.

dino 55 - 22/01/2026 11:32

Dopo quel che ha detto a Pisa, se fossi un orchestrale della Fenice, mi rifiuterei di suonare. Andrei alle prove e quando la Venezi iniziasse a sbracciare non emetterei alcuna nota dallo strumento. Silenzio. Tutti in silenzio. Ammutinamento totale.

Anonimo - 22/01/2026 00:44

l fischio giusto al binario sbagliato

C’è chi giura, col sopracciglio teso,
che quando arriva Beatrice Venezi
piovano fischi come grandine d’agosto.
Peccato che in sala si sentano solo mani,
mani vere, mica metafore.

Ma loro niente, imperterriti:
“Li sento, li sento!”, dicono.
E infatti è vero: un fischio c’è.
È quello lontano, nostalgico,
della locomotiva di Francesco Guccini,
che passa lenta sui binari della memoria
e se ne frega delle polemiche.

Quel fischio non contesta,
racconta.
Non boccia,
viaggia.
È ferro, vapore e poesia,
non rabbia da tastiera.

I rabbiosi restano al passaggio a livello,
convinti che ogni suono sia contro qualcuno,
mentre la musica ha già fatto orario,
è partita,
ed è arrivata.

E alla fine restano lì,
a discutere del fischio,
senza accorgersi che il concerto
è finito tra gli applausi.

Cecco - 21/01/2026 17:34

La frase di Boskov e' "Rigore e' quando l'arbitro fischia".

Anonimo - 21/01/2026 14:48

https://www.ilmattino.it/lifestyle/persone/beatrice_venezia_mollicone_oggi_3_1_2024-7849554.html

Dino - 21/01/2026 12:21

A Nizza fu fischiata é vero ma non per bravura o meno ma al grido NON VOGLIAMO. I FASCISTI quindi una critica non certamente idonea o reale, è una musicista ok le critiche ma quei fischi sono di natura politica quindi non da esperti musicali come vogliono spesso farsi passare.....

Poi le critiche se una è più o meno capace ci possono stare ma senza travalicare idee politiche o altro.

Oppure si dica che la critichiamo perché amica della sinistra è suo padre era del. Movimento Forza Nuova quindi anche lei ha le colpe del padre... Evenrualmente

Vi sono altrettanti video con applausi... Comunque sia...

Ciao artisti


Tutto un polverone

Fiskiamorti - 21/01/2026 12:18

Al. Momento ci sono stato molto applauso dal pubblico dove è stata a parte una volta due tre fischi la maggior parte applaudiva.

Alziamo il. Post

Meno male - 21/01/2026 11:04

l'arbitro , ovvero chi giudica, e' il pubblico.

Anonimo - 21/01/2026 08:32

Alla Trump, la Venezi ha sfidato di brutto gli orchestrali della Fenice.

Prima ha fatto la "seghina" dicendo: ..."....ma perché.... è successo qualcosa??... io non mi sono accorta di niente......"...

Questo atteggiamento tende a mostrarsi superiore e padrona della situazione e a sminuire la controparte.

Poi se la tira dicendo di esser stata troppooo impegnata con il suo lavoro. Casso!! Anche qui la Signora mette se stessa su un alto piedistallo, così alto sul piano lavorativo e culturale da non riuscire ad udire quanto a Venezia, tra terra e mare, ma molto più in basso della nuvola su cui la Signora fluttua, si stava agitando. Beatrice, vicina alle muse e forse perfino agli Dei, non ha audito il farfugliare dei mortali della Fenice.

Poi sfiora il ridicolo quando afferma ".....sono talmente raccomandata in Italia, che lavoro solo all'estero...". Francamente, anche se forse alcuni lucchesi si augurerebbero che Pisa venisse annessa da qualche altro stato, si segnala che Pisa è in Italia e che dunque la Venezi è riuscita ad affermare che lavora solo all'estero mentre sta lavorando proprio in Italia.

Poi, mostrando enorme considerazione di se medesima, la Signora dice che la ribellione degli orchestrali della Fenice alla sua nomina avrebbe danneggiato l'immagine internazionale di tale teatro. Insomma, come vi permettete, provinciali della Fenice, di rifiutare una come me, ma non vi rendete conto che in tal modo danneggiate voi stessi?!?!?!?!?!

Infine afferma che la Fenice sarebbe gestita "dai sindacati" (mah!) buttandola dunque in politica ed aggiungendo che questo genererebbe anarchia. Ovvero gli orchestrali dovrebbero, per la Signora, credere, obbedire e suonare; ovviamente ai suoi ordini.

In sostanza la Signora, invece di provare ad aprire un qualche dialogo, c'è andata giù a colpi di martello, più che di martelletto. E ora?

Per fare due risate consiglio a tutti di riversi la Raffaele, per altro bravissima ad imitare l'inflessione "lucchese moderna" della Venezi, sospesa tra qualche residua peculiarità linguistica ed il pantoscanello. Bravissima!!

https://www.youtube.com/watch?v=HctKWEXiRus

Anonimo - 21/01/2026 01:53
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Beatrice Venezi rompe il silenzio a Pisa su La Fenice


La direttrice, alla presentazione della Carmen al Verdi, risponde alle critiche sul ruolo alla Fenice, "Così raccomandata che lavoro solo all'estero"



PISA — Dopo mesi di silenzio, Beatrice Venezi ha scelto Pisa per tornare a parlare pubblicamente delle contestazioni legate alla sua nomina come futura direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia. Lo ha fatto a margine della conferenza stampa di presentazione di Carmen, l’opera di Georges Bizet che dirigerà al Teatro Verdi, segnando così il suo debutto sul podio del teatro pisano.


Dal 22 Settembre 2025 Venezi è direttrice musicale in pectore della Fenice, con un contratto quadriennale che scatterà da Ottobre 2026, ma da mesi è al centro delle proteste di una larga parte dei lavoratori del teatro veneziano, che contestano sia la figura scelta sia le modalità della nomina. Interpellata dai cronisti, la direttrice ha detto: “Ero impegnata per lavoro dall’altra parte del mondo, in Argentina, e non ho seguito molto le polemiche”. Poi ha aggiunto: “Dico soltanto che sono così raccomandata che lavoro praticamente esclusivamente all’estero e che di questa vicenda parlerò a tempo debito”. E ancora: “All’estero si domandano come sia possibile che una fondazione teatrale gestita con soldi pubblici possa essere gestita da sindacati, in un contesto quasi anarchico”. A chiudere, una metafora sportiva: “La partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia”.



Le dichiarazioni sono arrivate nel giorno della presentazione di Carmen, terzo titolo della stagione lirica 2025/26 firmata dal direttore artistico Marco Tutino. L’opera tornerà in scena venerdì 23 Gennaio alle 20.30 e domenica 25 alle 15.30, con un’anteprima per le scuole mercoledì 21, in una nuova coproduzione con i teatri di Rovigo, Padova, Treviso e la Fondazione Rete Lirica delle Marche. Assente dal palco pisano da dodici anni, Carmen ritorna con un allestimento definito “terreno e materico”, ambientato dal regista Filippo Tonon nel periodo della Seconda Rivoluzione Industriale, contemporaneo alla composizione dell’opera.


La direzione musicale è affidata a Venezi, reduce dai recenti impegni al Colón di Buenos Aires, alla guida dell’Orchestra da Camera Fiorentina in formazione sinfonica. Il cast vede Laura Verrecchia nel ruolo di Carmen, Valentina Mastrangelo come Micaela, Leonardo Caimi nei panni di Don José e Devid Cecconi in quelli di Escamillo, con la partecipazione delle formazioni coristiche pisane, dal Coro Arché alle Voci Bianche della Scuola Bonamici.


In occasione del ritorno di Carmen, il Teatro Verdi ha inaugurato anche la mostra Toreador. Costumi per Carmen, allestita nel foyer in collaborazione con il Museo della Grafica e la Cattedra Unesco dell’Università della Svizzera Italiana. Per la prima volta dopo molti decenni vengono esposti i costumi di Escamillo appartenuti al baritono pisano Titta Ruffo, insieme a ricordi personali e onorificenze della sua carriera, tra cui il celebre mantello donato dal torero Gallito e il costume della manifattura Caramba.


A completare il programma, giovedì 22 Gennaio alle 18, nel Ridotto, è in programma la Guida all’Opera con il giornalista e critico musicale Alessandro Mormile



https://www.quinewspisa.it/

qwerty - 20/01/2026 16:05

da Repubblica.it

PISA – “Cos’è successo? Non mi sono accorta di niente” sfida tutti Beatrice Venezi. Le spillette contro di lei? “Beh avrebbero potuto farle più stilizzate, magari con uno Swarovski” ride e provoca. E i professori della Fenice che continuano a chiederle un passo indietro dal ruolo di direttrice artistica del teatro di Venezia dove entrerà in carica dal 2027? “Parlerò a tempo debito e sarà pure divertente. C’è un danno di immagine che il teatro La Fenice ha ricevuto da questa vicenda. All’estero posso dire che si domandano come mai una fondazione teatrale gestita con soldi pubblici possa essere gestita da sindacati, in un contesto quasi anarchico. Per il momento faccio solo una citazione calcistica di Boskov: partita finisce quando arbitro fischia”.

Sotto attacco

Torna e attacca, la direttrice d’orchestra cara ai Fratelli d’Italia e a Giorgia Meloni. Classe 1990, figlia dell’immobiliarista lucchese Gabriele Venezi — già esponente del partito neofascista Forza Nuova — si è diplomata in pianoforte nella sua città e in direzione d’orchestra al Conservatorio Verdi di Milano. Vicina agli ambienti della fiamma tricolore, ha espresso stima e amicizia per Giorgia Meloni e nel 2021 ha ricevuto il “premio Atreju” della kermesse di Fratelli d’Italia. Dal 2022 è consigliera per la musica al ministero della Cultura e nello stesso anno è stata nominata direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte, tra le proteste del sindaco. Nel 2021 aveva anche affiancato Amadeus in una serata del Festival di Sanremo. Qual è il problema? Che secondo i musicisti Venezi non ha le carte in regola, sul piano professionale, per ricoprire un ruolo di cotanto prestigio come la guida della Fenice. Contro di lei scioperi e il movimento delle “spillette”, che vanno a ruba. E che potrebbero spuntare venerdì sera pure a Pisa, la Cgil ci sta lavorando, a indossarle potrebbero essere i lavoratori del teatro Verdi che sono in agitazione. Non dovrebbero scioperare, ma faranno sentire il messaggio a Venezi.

Lo spettacolo a Pisa

Dopo la nomina alla Fenice e le mega polemiche, in silenzio da due mesi perché impegnata a Buenos Aires, la direttrice - che tutti i sovranisti chiamano “direttore” e “maestro” sfidando pure la grammatica - esce dalla clausura mediatica per presentare la sua “Carmen”, che andrà in scena al teatro Verdì di Pisa venerdì 23 e domenica 25. Accanto a lei si schierano il presidente della Fondazione teatro di Pisa Diego Fiorini, il vicesindaco meloniano e assessore alla cultura della città Filippo Bedini, pure il sindaco leghista Michele Conti.



E sentendosi a casa, Venezi risponde a muso duro alle poche domande dei giornalisti che accetta sulla vicenda: “Sono stata impegnata in questi mesi a Buenos Aires e dopo la direzione a Pisa e a Trieste me ne torno a Montevideo, perché sono talmente raccomandata in Italia che lavoro solo all’estero” esordisce. Racconta di aver consultato una “bruja”, una cartomante, in Sudamerica, che le ha parlato dell’importanza del numero 5 per lei, il numero della libertà, la stessa di cui scrive nella sua prefazione alla Carmen che dirigerà, e di cui lei stessa si ritiene interprete: “L’opera racconta di una società che non sa che farsene degli spiriti liberi, esattamente ciò che accade nel nostro oggi” scrive la direttrice lucchese scelta dal governo per la Fenice.

La reazione alle polemiche

Le polemiche dice di non volerle commentare ma lo fa eccome, Venezi: “La vicenda secondo me si commenta da sola e la grande maggioranza degli italiani l’hanno capita. Avrei potuto commentare il danno d’immagine che ha ricevuto la Fenice e quello che si dice all’estero, ci si chiede come sia possibile che un teatro, una fondazione finanziata con fondi pubblici sia in mano ai sindacati, in un contesto totalmente anarchico, questo ci si chiede. Le spillette, io le avrei fatte più stilizzate, magari con uno Swaroski”.

I professori d’orchestra di Venezia la contestano dal punto di vista non solo politico ma artistico: “Parlerò a tempo debito, dico solo che partita finisce quando arbitro fischia”. A fare passi indietro non ci pensa nemmeno. Anzi è pronta alla battaglia

Nino Fraxica - 20/01/2026 16:03


La presentazione dell'opera
Con Carmen di Georges Bizet, terzo titolo della stagione lirica 2025/26 firmata dal direttore artistico Marco Tutino, venerdì 23 (ore 20.30) e domenica 25 (ore 15.30) - anteprima per le scuole mercoledì 21 - il Teatro Verdi riporta in scena il ‘brivido luminoso del sud’, in una nuova ambiziosa coproduzione con i teatri di Rovigo, Padova, Treviso e Fondazione Rete Lirica delle Marche. Assente da dodici anni dal palco pisano (2014), dove fu rappresentata per la prima volta 140 anni fa (1886), Carmen ritorna ora in un allestimento che il regista Filippo Tonon (sua la firma anche delle scene e dei costumi, questi assieme a Carla Galleri) ha scelto di ambientare nel periodo della seconda rivoluzione industriale, contemporaneo alla composizione dell’opera stessa.

La direzione è affidata a Beatrice Venezi, il cui ritorno sul podio in Italia dopo i trionfi al Colòn di Buenos Aires segna anche la sua prima volta su quello del Teatro Verdi. Con il maestro Venezi in buca ci sarà l’Orchestra da Camera Fiorentina in formazione da orchestra sinfonica. Firmano l’allestimento, nato nel solco del 150° anniversario della sua prima rappresentazione all’Opéra-Comique di Parigi (3 marzo 1875), Fiammetta Baldisserri il cui disegno luci è ripreso da Francesca Tagliabue, e Maria José Leon Soto, le cui coreografie saranno danzate dalla Compagnia del Teatro di Pisa, giovane formazione composta dagli allievi della prima edizione di VerdièDanza.

Di prestigio e di solida esperienza è il cast vocale selezionato dal direttore artistico Tutino: Laura Verrecchia (mezzosoprano) è Carmen, Valentina Mastrangelo (soprano) è Micaela, Leonardo Caimi (tenore) veste i panni di Don José, Devid Cecconi(baritono) quelli di Escamillo. Completano la compagnia: Laura Esposito (Frasquita), Leyla Martinucci (Mercedes), Antonino Giacobbe (Il dancaire), Saverio Pugliese (Il remendado), Andrea Comelli (Zuniga), Luca Bruno (Morales), Una guida (Luigi Ragoni). Tornano infine sul palco le formazioni coristiche pisane rappresentate dal Coro Arché, istruito da Marco Bargagna, e le Voci Bianche della Scuola Giuseppe Bonamici dirette da Angelica Ditaranto. Carmen, dramma lirico in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy (cui collaborò lo stesso Bizet scrivendone alcune parti, tra cui le parole dell’Habanera) liberamente tratto dal romanzo omonimo di Prospere Mérimée, riportò un timido successo alla sua prima esecuzione nel 1875 e Bizet non potè vederne la fortuna.

Egli morì difatti tre mesi dopo, provato dalle vicissitudini legate a Carmen, inizialmente rifiutata dalla direzione dell’Opéra-Comique per i contenuti scabrosi del soggetto. Al centro del dramma l’anelito di libertà della perturbante zingara Carmen e la sua relazione con il sergente Don José e il torero Escamillo dal finale tragico. Per approfondire la conoscenza di Carmen, il giornalista e critico musicale Alessandro Mormile accompagnerà il pubblico nella Guida all’Opera; l’incontro si terrà giovedì 22 gennaio alle 18 nel Ridotto: ingresso libero fino a esaurimento posti.

‘TOREADOR. COSTUMI PER CARMEN - TOREADOR’. ‘Costumi per Carmen’ è la piccola mostra organizzata dal Teatro Verdi in collaborazione con il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi e la Cattedra Unesco dell’Università della Svizzera Italiana in occasione del 140esimo anniversario dalla prima recita di Carmen nel Regio Teatro Nuovo nel 1886. Per la prima volta dopo molti decenni saranno esposti i costumi di Escamillo appartenuti al baritono pisano Titta Ruffo assieme a suoi ricordi personali e alle onorificenze ricevute nei suoi anni di carriera in Spagna e conservati nella omonima Collezione donata dai suoi familiari al Comune di Pisa e da questo affidata al Teatro Verdi.

Tra gli oggetti in mostra nel Foyer si segnalano alcuni pezzi unici e di assoluto pregio: il meraviglioso mantello in raso di seta che fu donato a Titta Ruffo dal famoso torero Gallito che, durante una corrida a Barcellona, volle uccidere un toro in suo onore; il costume originale che il torero Mazzantini aveva indossato nella sua ultima corrida e che volle donare al baritono dopo una sua esibizione al Teatro Real di Madrid; il costume di scena di Escamillo della famosa manifattura d’arte Caramba. Fa da sfondo la riproduzione di una foto gentilmente concessa dagli Eredi Titta Ruffo e proveniente dall’omonimo archivio che ritrae il baritono con indosso il costume. Esposti anche alcuni dipinti del toreador y pintor Raúl Bassó Dondé (Mérida, Yucatán 1931 - Città del Messico 1969) e storiche manoletinas originali da torero.



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Una Carmen ‘terrena e materica’ al Verdi: grande attesa per la direzione del maestro Beatrice Venezi
https://www.pisatoday.it/eventi/presentazione-opera-carmen-mostra-costumi-toreador-teatro-verdi-pisa.html



PisaToday

xxx - 20/01/2026 16:01

...sarebbe dove ha diretto anche Allevi..... Ho detto tutto.

anonimo - 18/01/2026 23:18

Di Stefano Duranti Poccetti



Voglio esprimere il mio personale punto di vista sul caso Beatrice Venezi, nominata direttrice musicale al Gran Teatro La Fenice di Venezia. Tante polemiche, che, come accade ormai nell’universo social, sono alimentate da una voglia di commentare qualunque cosa senza avere competenze e strumenti.

Partiamo dall’inizio. Ho conosciuto Beatrice Venezi, ho avuto modo di assistere a una sua esecuzione e l’ho anche intervistata. L’opera da me recensita era una Turandot andata in scena al Festival Puccini nel 2016. All’epoca Beatrice era una giovanissima direttrice (la chiamo così, anche se lei preferirebbe la parola “direttore”) di ottime speranze. A me la sua interpretazione piacque e la recensii positivamente, per me si trattava realmente di un’ottima emergente alla direzione.

Il problema è che poi la bacchetta non è stata la sua unica priorità, tra comparsate televisive, pubblicità, politica… forse ha perso di vista ciò che invece non andava perso di vista, forse avrebbe dovuto continuare a concentrarsi soltanto sulla direzione.

Il curriculum di Beatrice è ottimo per una musicista della sua età, ma, è vero, non è, perlomeno ancora, adatto per una istituzione come quella della Fenice di Venezia. A un occhio non esperto la sua carriera potrebbe sembrare inarrivabile, ma a un occhio più attento risulta chiaro che manca di quelle essenziali esperienze per ricoprire un ruolo simile, dato che non hai mai diretto nei più importanti teatri operistici – anche Diego Matheuz quando fu eletto per lo stesso ruolo era giovanissimo, ma, oltre a essere il pupillo di Abbado, aveva maturato già queste competenze.

Tutti i trecento lavoratori della Fenice, oltre tutti i membri dell’orchestra e del coro, si sono ribellati a questa candidatura e sostegno è arrivato dai sindacati dei più emblematici enti lirici italiani, quindi tra i più importanti a livello internazionale (non sono tutti di sinistra e ovviamente non sono incompetenti in materia). È inoltre impensabile fare una nomina del genere senza prima essersi confrontati con l’orchestra; è stata quindi una nomina venuta dall’alto con modalità ambigue, che appare quale direttiva senza possibilità di confronto.

Insomma, anche se la ci si vuole trovare, qui di politica non c’è niente e lo dico da persona più di destra che di sinistra, conoscitore dell’opera, appassionato di opera, patrimonio da salvaguardare.

Come al solito in questo periodo storico non ci sono mezze misure, si passa dall’idolatria all’odio, senza pensare che coinvolte ci sono persone e come tali vanno rispettate.

Rivolgendomi a Beatrice, le direi: “Fai la scelta che vuoi, ma credo che dovresti rinunciare alla nomina e continuare il tuo percorso. Sei ancora giovane e puoi tagliare tanti traguardi, ricordati solo di mettere la bacchetta al primo posto.”

https://www.corrieredellospettacolo.net/2025/09/29/il-mio-punto-di-vista-sul-caso-beatrice-venezi/

Sonia P. - 17/01/2026 16:14

Del caso Venezi/Fenice si è scritto tanto, di tutto, e in certi casi perfino troppo. Quanto appare palese che tale nomina sia un'irricevibile imposizione di potere, sconcertante per metodo e merito, tanto la comunicazione verso un pubblico (soprattutto non specializzato) ha confuso molto le acque.

Sebbene le dichiarazioni in difesa della nomina siano maldestre al limite del paradosso (non è il massimo per una musicista di cui si vuole sostenere la professionalità trattarla costantemente da “ragazza” e “principessa” da “tutelare” o a cui affiancare una figura guida... l'ultima uscita del sindaco Brugnaro su un concerto “in campo neutro” da pagare con soldi pubblici fa impallidire Maurizio Crozza), esiste una narrazione che tira in ballo temi mai minimamente sfiorati dalle proteste compatte dei musicisti, vale a dire il genere, l'età, l'appartenenza politica. E chi, in buona fede, frequenta un po' l'ambiente musicale non potrebbe che riderne: le raccomandazioni, piccole e grandi sono sempre esistite, le carriere influenzate da fortune e fattori extramusicali pure, ma che non vi siano in carriera professionisti di ogni genere, età e tendenza politica è insostenibile. Semmai, è legittimo chiedersi il contrario, se questa nomina sarebbe potuta avvenire senza l'affinità fra Venezi e il governo. Se non altro, favorita o meno, sarebbe stato logico per tutti proporla prima come direttrice scritturata per singole produzioni, come avviene normalmente nell'interesse di tutti: un direttore che assuma una carica stabile deve avere una sintonia con l'orchestra che non può essere unilaterale e automatica. La stima, la fiducia, il comune sentire devono essere reciproci e non è detto che scattino; gli esempi di direttori, anche grandissimi, che lavorano splendidamente con alcune orchestre e non ottengono gli stessi risultati con altre. Che un direttore o una direttrice voglia assumere una carica stabile senza aver mai lavorato in un'istituzione suona quantomeno bizzarro.

E quanto a cariche, abbiamo visto come un giornalismo anche di livello ma non specializzato sia incorso in approssimazioni abbastanza marchiane, confondendo assai le idee a chi non conosce bene i meccanismi di teatri e orchestre. Si sono spesso confuse le cariche di sovrintendente (chi sovrintende, appunto, alla gestione generale della Fondazione), direttore artistico (chi progetta le attività), direttore musicale (la figura di riferimento per l'orchestra, che dirige di norma le inaugurazioni e le produzioni di punta e collabora alla stesura dei cartelloni) o direttore principale (sempre figura di riferimento presente nei cartelloni soprattutto per inaugurazioni e produzioni di punta, ma con minore influenza sulla programmazione complessiva), direttore ospite (con cui si ufficializza un rapporto regolare con alcune presenze ogni anno) o direttore invitato per una singola produzione. Si è fatta confusione quando non disinformazione sul lavoro delle orchestre, che non sono composte da meri e intercambiabili esecutori di ordini, ma da musicisti specializzati, con una precisa gerarchia interna e un rapporto consolidato nell'ascolto reciproco. Tant'è vero che, per quanto vi si ricorra raramente, è prevista anche per le orchestre la possibilità di protestare un direttore, esattamente come un direttore può protestare un cantante inadeguato. Quando un gruppo strumentale funziona, ha consuetudine con una partitura e non si tratta di pezzi troppo complessi, può avere un margine di autogestione che supplisce a eventuali carenze della bacchetta: insomma, un direttore scarso può essere salvato da un'orchestra, almeno entro certi limiti, se scatta un istinto di sopravvivenza e tutela del risultato finale. Ma proprio per questo il direttore capace con l'orchestra (ché per i gruppi più piccoli non serve e, anzi, di fronte al quartetto è un controsenso fastidioso) fa la differenza e costruisce con i musicisti una lettura che vada oltre la semplice compitazione delle note.

Chiarire queste dinamiche è fra i compiti che la critica musicale, come analisi dell'interpretazione in tutti i suoi aspetti anche storici, può e anzi deve assumersi in un momento chiave come questo, per fornire gli strumenti atti a decifrare situazioni inquinate da informazioni tendenziose o approssimative.

Capire chi fa cosa e in che misura è importante, come lo è saper leggere un curriculum, altro tema che in questi ultimi mesi ha tenuto banco, non senza mistificazioni degradanti o amplificazioni fuori luogo. Dovrebbe essere chiaro che non è la quantità di elementi, ma la loro qualità a contare, altrimenti tutti potremmo ricordare i saggi della scuola materna e il concorso studentesco comunale pavoneggiandoci come divi. Ammesso di trovarsi di fronte a biografie reali (smascherare il falso curriculum volto a denigrare Diego Matheuz è facilissimo, ma la calunnia non ha smesso di serpeggiare...), è necessario possedere gli strumenti per valutarle correttamente e purtroppo abbiamo visto anche molti giornalisti, attraverso media potenti, trattare un'ospitata a Sanremo, un concorso locale per pianisti adolescenti o un diploma al pari o più di un'opera alla Scala, un premio al Malko, al Mahler o allo Solti, un incarico stabile in una ICO o in una Fondazione.

La lotta contro la disinformazione è impari, ma non è una buona ragione per desistere e venir meno all'imperativo etico dell'esercizio critico.

Nessun essere umano, sia sovrintendente, direttore o professore d'orchestra, pubblico o critico, potrà mai aver sempre ragione. Proprio per questo ci si confronta e non ci si impone, normalmente, in un teatro sano. Proprio per questo i musicisti hanno ragione oggi: sono uniti, tutti, in tutta Italia, uomini e donne diversi, con esperienze e idee diverse condividono questa battaglia che è una battaglia contro le imposizioni, per il dialogo e il confronto che superano i limiti di ciascuno e costruiscono qualcosa di condiviso. Dire che la musica si può fare solo insieme può essere un aforisma da cioccolatino o può essere una realtà concreta: per questo tutti, con spirito critico dobbiamo essere uniti e portare il nostro contributo in favore del merito e della trasparenza. Non solo a Venezia.


https://www.apemusicale.it/

Dorra - 17/01/2026 16:13

ti ringrazio per il tuo contributo! È sempre interessante vedere quanto un evento o una figura pubblica possa suscitare opinioni così forti e diverse. Riguardo a Beatrice, sono d'accordo che ogni persona meriti di essere apprezzata per le sue qualità, e anche i piccoli ricordi che ci riportano a momenti passati possono essere un bel modo per riflettere su come crescono e si evolvono nel tempo.

Grazie ancora per il tuo commento, e spero che tutti insieme, con rispetto e spirito di partecipazione, possiamo portare avanti una discussione costruttiva!

NEMO - 16/01/2026 00:40

Al Senato il tradizionale Concerto di Natale: diretto dalla Maestra Beatrice Venezi

Le note dell'inno nazionale risuonano nell'Aula di Palazzo Madama

POLITICA (Roma). Al via la XXV edizione del Concerto di Natale nell'Aula di Palazzo Madama. L'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, diretta dal Maestra Beatrice Venezi, esegue musiche di Giuseppe Verdi, Giuseppe Martucci, Giacomo Puccini e Pietro Mascagni. In programma anche l'Omaggio a Mogol del compositore Salvatore Frega, eseguito per la prima volta. (NPK) (Emilio Moretti/alanews)


https://www.youtube.com/watch?v=MsdMDMDrl0E

la tosta - 15/01/2026 19:43

Premio Alessi, Beatrice Venezi dirige l'Orchestra sinfonica siciliana a Palazzo d'Orleans

https://www.youtube.com/watch?v=x2nUXtZY9ks

dino - 15/01/2026 19:42

Suor Angelica: Intermezzo sinfonico

youtube
https://www.youtube.com/watch?v=H15QYaQKY1s

fans - 15/01/2026 19:40

Impegniamoci tutti per arrivare a 200! Io do il mio contributo, e aggiungo un ricordo di qualche anno fa. Ricordo che Beatrice, ancora ragazza, seduta al tavolino di un bar, leggendo un giornale, fischiettava. Ed era parecchio intonata! Secondo me merita.

anonimo - 15/01/2026 18:45

“È vero che si rischia di andare a sbattere – ha convenuto il segretario generale della categoria regionale, Nicola Atalmi –, ma a fare attenzione deve essere chi guida, non i passeggeri”


“La protesta contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice artistica del Teatro La Fenice? Abbassiamo i toni, si rischia di andare a sbattere. E il welfare arriverà con calma”. Questa la sintesi delle parole che il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha dedicato alla vicenda che ormai da tempo la fa da protagonista, sui giornali del territorio, ma anche sulle cronache nazionali.

Parole alle quali ha prontamente risposto la Slc Cgil del Veneto che, fin dall’inizio, si è fatta interprete delle contestazioni, nel metodo e nel merito, della scelta, svolgendo il suo ruolo in rappresentanza e a difesa delle critiche esposte dai lavoratori. “È vero che si rischia di andare a sbattere – ha convenuto il segretario generale della categoria regionale, Nicola Atalmi –, ma a fare attenzione deve essere chi guida, non i passeggeri”.


Atalmi, Slc Cgil Veneto: “Mettiamo da parte imposizioni unilaterali per riprendere un dialogo costruttivo”

Secondo Brugnaro si dovrebbe cercare un interlocutore per affrontare la situazione e risolverla. “L’interlocutore, caro Sindaco, c’è – continua Atalmi nella replica –: sono le rsu del coro, dell’orchestra e delle maestranze e le segreterie sindacali, che sono da sempre più che disponibili a lavorare assieme per trovare una soluzione per il bene del Teatro la Fenice, a cui tutti siamo molto affezionati. Basterebbe un segnale da parte di chi è alla guida e non vuole, appunto, andare a sbattere. Basterebbe mettere da parte imposizioni unilaterali e atti di forza per riprendere un dialogo e un confronto costruttivo, visto che il tempo fino a ottobre c’è per ritornare in carreggiata tutti assieme”.

https://www.collettiva.it/

Unanime - 15/01/2026 15:56


Da mesi Poropat ha rari momenti di pace e sempre meno speranze che questa storia si chiuda presto, visto che nessuno sembra intenzionato a fare un passo indietro, non la direttrice “protestata”, non il sovrintendente che l’ha nominata e non la cosiddetta massa artistica, ovvero i cinquecento dipendenti del Teatro che il mensile di settore Classici Voice ha eletto “persona dell’anno” per il 2025.

Dopo le spillette con la chiave di violino esibite a Capodanno si sente più forte il vento del sessismo. Non pensa, Poropat, che abbiate esagerato?

«A parte che sono femminista, siamo accusati di sessismo dall’inizio. E, dall’inizio ci siamo posti il problema. Lo slogan del primo volantino rimarcava che non è una questione di genere, né di colore né di età. Quanto alle spillette, c’era chi avrebbe preferito scioperare, ma quello di Capodanno è il concerto di tutti, così abbiamo scelto un simbolo discreto del nostro amore per la musica e del rispetto che abbiamo per il pubblico. E, ripeto, se al posto della signora ci fosse un uomo, sarebbe la stessa cosa».


Protesta in musica a Venezia: la Fenice suona Mameli e Va’ Pensiero contro la nomina di Venezi


Come mai la chiama “signora”?

«Non è mica offensivo, come dovrei chiamarla?».

Maestra? Direttrice?

«Ah certo, ha ragione. Anche se poi lei preferisce “maestro”».

È davvero scarsa? Lei che ne pensa?

«In veneziano qualcuno potrebbe dire che è un po’ cruda, immatura, ma sono un’umile corista e non mi pronuncio, mentre conta la parola di Gianna Fratta e Fabio Luisi, per i quali ha un gesto un po’ scolastico, ecco».

Perché non darle una chance?

«Durante il Covid, a un evento privato, ha diretto in teatro un piccolo gruppo orchestrale, in tutto otto minuti. Di noi non sa niente. Certo, se ti chiami Riccardo Muti, o sei Gianna Fratta e hai diretto i Berliner e il Teatro dell’Opera, il tuo nome e la tua storia parlano per te e nessuno si mette a discutere. Ma di solito, prima della nomina, si crea un’intesa, si fa conoscenza con l’orchestra. E qui non è successo. In ogni caso, non abbiamo mai escluso la possibilità che Venezi venga a dirigere coro e orchestra. Purché accada dopo la revoca della nomina a direttrice musicale, che nel nostro campo è il top assoluto, è il ruolo di chi cura tutta la programmazione, per il quale serve un curriculum all’altezza».

Ma se ora Venezi mette piede in teatro rischia il tritacarne.

«Gli abbonati della Fenice si sono organizzati, ci sostengono perché si fidano di noi e hanno visto passare grandissimi direttori. A ogni esibizione abbiamo dieci minuti di applauso di solidarietà. Ci appoggiano i lavoratori delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche, la Scala, l’Opera di Roma, il Maggio Fiorentino, l’orchestra Haydn di Bolzano, l’orchestra marchigiana… Se penso a un primo concerto di Beatrice Venezi, temo l’arena: da una parte i pullman dei suoi sostenitori e dall’altra lo zoccolo duro della Fenice».

Non è un pensiero rasserenante.

«È il quadro della situazione creata dal sovrintendente Nicola Colabianchi. La responsabilità è sua. Il 17 settembre, mentre il nome di Beatrice Venezi sta girando, lui giura che niente è deciso: “Ho una rosa di persone in mente”, ci dice, citando direttori di chiara fama. Cinque giorni dopo, di lunedì, apprendiamo da un comunicato dell’ufficio stampa che la nomina era stata fatta. Per evitare le polemiche, ci dirà poi».

Un bello sgarbo.

«Uno sgarbo inutile. C’era un anno a disposizione, prima di arrivare alla nomina. Fino a ottobre del 2026, Venezi avrebbe potuto interloquire con coro e orchestra e maestranze e farsi conoscere. E magari anche decidere che non facevamo per lei, può accadere sa? Invece lui ha avvelenato l’aria. Infatti dovrebbe dimettersi».

I rapporti saranno freddini.

«Buongiorno e buonasera».

Poi ci sarebbe il sindaco Luigi Brugnaro, che presiede la Fondazione della Fenice.

«Ha interrogato ChatGpt per sapere se il Colón, il teatro di Buenos Aires dove ha lavorato Venezi, sia meglio o peggio della Fenice. Ora dice che vorrebbe organizzare un concerto all’estero, in campo neutro. Dove e come, non si sa».

In questo muro contro muro la politica ha un grande peso.

«Non per noi. Direttori di destra ce ne sono stati e ce ne sono. Inoltre alla Fenice lavoriamo in cinquecento, certamente non tutti di sinistra. Una collega, che viene sempre ripresa dai tg durante le proteste, e sempre in primo piano, l’altro giorno mi dice: “Ci metto la faccia e poi ogni volta devo spiegare a chi mi conosce le ragioni per cui protesto anch’io che sono di destra”. Alla Fenice amiamo la musica e discutiamo la competenza, non l’appartenenza politica».

Nel frattempo vi chiedono le spillette anche dall’estero. Tutto un po’ sovradimensionato, considerato che non sono in gioco posti di lavoro, non crede?

«Sovradimensionato, può darsi, ma non certo a causa nostra».

Come finirà?

«A chi si stufa prima, e non saremo noi».

Sul Venerdì del 16 gennaio 2026

gino knauss - 15/01/2026 15:55

Potrebbero anche essere la stessa persona. o potrebbe esserci uno scambio di persona. Qualcuno potrebbe nascondercelo. Teniamo conto del fatto che si è anche ipotizzato che Shakespeare fosse donna. Ora, considerato che la levatura di Colombini è almeno pari a quella di Shakespeare, nulla vieta di immaginare scambi di persona, occultamenti, misteriosi intrighi nel mondo dell'arte a questi altissimi livelli. Forse Colombini si finge donna per entrare nel super-elitario mondo della Fenice. O forse la Venezi si finge Venezi per bloccare la candidatura di Colombini. Oppure Colombini si finge Venezi per dirigere la Tosca all'incontrario, dall'ultima nota alla prima, svelando così un codice segreto che potrebbe cambiare il destino dell'universo. Oppure io dovrei posare il fiasco, che pure mi piace tanto. Oppure la Venezi dovrebbe tornare al Festival di Sanremo e tutti noi dovremmo finirla qui con questa storia…

anonimo - 14/01/2026 17:30

Secondo una teoria che ha una certa circolazione, Beatrice Venezi e Andrea Colombini sarebbero la stessa persona. Sarà vero?

anonimo - 14/01/2026 10:58

Anche io la voglio a Lucca! Ben ci rappresenta. Diverso il discorso per la Fenice, teatro di ben altro livello.

Emergenza - 13/01/2026 21:35

20 lug 2020
Il Maestro Beatrice Venezi conduce l’Orchestra del Teatro La Fenice, dirigendo l’Adagio di Samuel Barber.

Un progetto, quello nato in collaborazione con il Teatro veneziano, con l'obiettivo di rendere l'arte accessibile a un pubblico sempre più ampio e che vedrà protagonista la più giovane direttrice d'orchestra in Italia: Beatrice Venezi.




https://www.youtube.com/watch?v=oBTC_Rto8B4

2020... - 13/01/2026 19:43

Grande Beatrice la vogliamo a Lucca

Un fans

Musica - 13/01/2026 17:32

Grande Maradona! Un mito!

anonimo - 13/01/2026 14:26

A me pua è spero di vederla a Lucca magari al Giglio. O Summer

Dona88 - 12/01/2026 20:07

Diego Armando Maradona (30 ottobre 1960 – 25 novembre 2020) è stato un calciatore, allenatore e dirigente sportivo argentino, ampiamente considerato uno dei più grandi giocatori nella storia del calcio. Noto come "El Pibe de Oro" (Il Ragazzo d'Oro), ha avuto una carriera leggendaria con successi sia a livello di club che con la nazionale argentina.
Carriera e Successi Principali
Maradona ha giocato per diversi club, ma la sua permanenza al Napoli dal 1984 al 1991 è stata particolarmente iconica, portando la squadra a vittorie storiche.
Club principali e presenze/gol:
Argentinos Juniors (1976–1981): 166 presenze, 116 gol
Boca Juniors (1981–1982, 1995–1997): 70 presenze, 35 gol
Barcellona (1982–1984): 36 presenze, 22 gol
Napoli (1984–1991): 188 presenze, 81 gol
Siviglia (1992–1993): 26 presenze, 5 gol
Newell's Old Boys (1993–1994): 5 presenze, 0 gol
Nazionale argentina: 91 presenze e 34 gol tra il 1977 e il 1994.
Palmarès e riconoscimenti:
Coppa del Mondo FIFA: Vincitore nel 1986 (Messico), dove ha ricevuto il Pallone d'Oro come miglior giocatore del torneo.
Campionati Italiani (Serie A): Due volte campione con il Napoli (1986/87, 1989/90).
Coppa UEFA: Vincitore con il Napoli (1988/89).
FIFA Player of the 20th Century: Premiato ex aequo con Pelé.
Il suo secondo gol contro l'Inghilterra nei quarti di finale del 1986 è stato votato "Gol del Secolo" dalla FIFA.com.
Eredità e Controversie
La vita di Maradona è stata segnata tanto dal suo genio calcistico quanto da problemi personali, inclusa la dipendenza da cocaina, che ha portato a squalifiche e problemi di salute. Nonostante le controversie, rimane un'icona culturale globale e un simbolo di riscatto sociale, particolarmente venerato a Napoli e in Argentina.
È morto il 25 novembre 2020 per arresto cardiaco a Tigre, vicino Buenos Aires. Le indagini sulla sua morte hanno portato all'apertura di un processo contro la sua équipe medica. Le sue spoglie riposano al cimitero Jardín Bella Vista di Buenos Aires.

anonimo - 12/01/2026 17:35

Sotto le mura, compagni seri,
col Che sul cuore e il mutuo intero,
parlano male del capitalismo
pagando il caffè col bancomat nuovo.

Oh Lucca rossa, ma col SUV,
rivoluzione… dopo il TG,
si canta “lotta!” con voce fiera
ma alle dieci tutti a casa, che domani si lavora, eh.

In assemblea son tutti uguali,
tranne chi parla per quarant’anni,
citano Marx, Gramsci e Lenin
ma guai a toccargli il posto auto sotto casa.

Oh Lucca rossa, di sinistra fine,
con la sciarpa equa-solidale,
contro il sistema, contro i padroni,
però il centro storico non si cambia, guai davvero.

“Compagni, bisogna cambiare il mondo!”
“Sì, ma prima l’aperitivo.”

Sognano il popolo unito in coro,
ma litigano su tutto, anche sul vino,
falce e martello sul manifesto,
ma la falce solo per l’erba del giardino.

Oh Lucca rossa, tenera e vera,
rivoluzionaria a metà sera,
non fai la storia, non fai l’impero,
ma fai sorridere… e in fondo va bene davvero.

Parmigiano Reggiano - 12/01/2026 11:46

Inno a Lucca

Strofa

Lucca compagna di mura e di piazze,
tra pietre antiche e biciclette al sole,
non più imperi né glorie di marmo,
ma pane, lavoro e bandiere che volano.

Ritornello

Lucca, Lucca, città del popolo,
rossa di lotta e d’ironia,
non cesari ma compagni in coro,
avanti insieme, senza padroni né poesia bugiarda.

Strofa

Qui non marciamo al passo romano,
ma discutiamo fino a notte fonda,
tra un’assemblea e un fiasco di rosso,
la storia si fa… con accento toscano.

Ritornello (finale)

Lucca, Lucca, non capitale d’impero,
ma piccola patria dell’uguale,
se Roma sogna aquile e allori,
Lucca risponde: falce, sorriso e ironia.

C'E' ghevara ? - 12/01/2026 11:44

Ezio Bosso nasce a Torino il 13 settembre 1971 in una famiglia operaia.
Sin dai precoci esordi dimostra quella bramosia di superare i confini nazionali che ha caratterizzato tutta la sua lunga carriera. Debutta a 16 anni in Francia come solista a Lyon, compie gli studi di contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra all’Accademia di Vienna e collabora con diverse orchestre europee tra cui Chamber Orchestra of Europe, Festival Strings Lüzern, Deutsche Kammer-Virtuosen.

Eclettismo, versatilità e generosità sono i tratti distintivi del suo percorso artistico ed è ricca la lista delle collaborazioni con prestigiose istituzioni musicali e con stagioni concertistiche dove si è esibito come compositore o esecutore, come direttore d’orchestra o membro di formazioni cameristiche: Royal Festival Hall di Londra, Sydney Opera House, Palacio de Bellas Artes di Mexico City, Teatro Colón di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Auditorium Parco della Musica Roma, Teatro Comunale di Bologna, Festival di Perelada, Teatro La fenice di Venezia, Teatro Carlo Felice di Genova, Lac Lugano, KKL Lüzern.

Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Green Room Award in Australia (sinora è l’unico non australiano premiato) e il Syracuse New York Award in USA, la sua musica è stata commissionata ed è tuttora utilizzata dalle più importanti istituzioni operistiche mondiali come Wiener Stadtoper, Royal Opera House, Sidney Dance Company, New York City Ballet, Theatre du Chatelet, San Francisco Ballet o Teatro Bolsoj, da prestigiosi coreografi quali Christopher Wheeldon, David Dawson, Edwaard Liang e Rafael Bonachela, da celeberrimi registi di opere come James Thierrée o del panorama cinematografico come Gabriele Salvatores, per il quale ha composto le colonne sonore di “Io Non ho Paura” (2003), “Quo Vadis Baby?” (2005) e “Il Ragazzo Invisibile” (2014).
Nel 2005 un incidente alla mano sinistra lo spinge a concentrarsi principalmente su direzione e composizione. Nello stesso anno fonda con elementi del Quartetto di Torino, dell’ex Quartetto Borciani e giovani musicisti europei, il Buxusconsort.
Sempre nel 2005 durante l’incisione del suo quartetto per sassofoni e la colonna sonora del film “Quo Vadis Baby?” a New York, incontra Philip Glass che lo inviterà presso i suoi studi per collaborare con produttori e tecnici di fama mondiale.


Negli anni seguenti, la curiosità nei confronti delle diverse forme di espressione musicale e artistica, nonché la sua ben nota ossessione verso la comprensione delle modalità di espressione dell’essere umano, lo hanno portato a collaborare con i musicisti e gli artisti più svariati. Tra gli altri: Pino Daniele, Billy Corgan (Smashing Pumpkins), Gustavo Beytelmann (Gotan Project), il “guru” della Club Culture Alessio Bertallot, il pittore Jean Michelle Folon e lo scultore David Tremlett. L’impegno sociale diventa una costante della sua produzione e negli anni collabora e dedica composizioni ad associazioni come Libera, Unicef e Progetto Sorriso nel Mondo.
Insieme al rapper napoletano Lucariello e a Roberto Saviano ha realizzato “Cappotto di Legno”, uno dei primi esempi al mondo di fusione tra Rap dialettale e sistemi di composizione “classica”, successivamente diventato un videoclip finanziato e prodotto da MTV Italia, nell’ambito del progetto “No Mafie” che porterà Ezio e il suo Buxusconsort ad aprire l’MTV day 2008 di Genova, davanti a un pubblico in piazza di 50.000 persone e milioni di persone da casa.
Nel 2009 gli viene commissionata dal Festival Suoni delle Dolomiti la sua seconda sinfonia dal titolo “Under The Tree’s Voices”, dedicata agli Abeti di risonanza della Val di Fiemme. Dopo la prima esecuzione al Festival Suoni delle Dolomiti nel luglio 2010, la comunità gli dedica un Albero all’interno del Bosco che Suona, onorificenza data a musicisti di spicco del panorama mondiale.

Nel 2010 per la chiusura della stagione sinfonica del Teatro Regio di Torino, dirige la prima mondiale della sua Prima Sinfonia “Oceans”: un successo enorme con un tutto esaurito, standing ovation e quindici minuti di applausi. Sempre nel 2010 dirige anche la prima Italiana di “Icarus on The Edge of time”, un evento di Philip Glass e Bryan Green al Teatro Carlo Felice di Genova, alla testa dell’orchestra Filarmonica ‘900, di cui fu “consulente per i progetti speciali” e a cui è legato da un affetto e una stima particolari.
Nel Marzo 2011 viene nominato Direttore Principale e Direttore Artistico dell’orchestra inglese The London Strings.

Nel 2015 viene scelto dall’Università Alma Mater di Bologna per scrivere e dirigere la sua Quarta Sinfonia dedicata alla Magna Charta delle Università Europee che contiene il primo inno ufficiale di questa istituzione.

Carmina Burana 2019
Il 2016 è l’anno che ha consacrato Bosso fra gli artisti più attivi in Italia e di maggior successo: il suo primo disco di piano solo “The 12th Room” viene premiato Disco D’oro con oltre 50.000 copie vendute e la relativa tournée conta oltre 100.000 spettatori: un unanime plauso di critica e un entusiasmo sempre caloroso anche a fronte di programmi “colti”, pensati appositamente per coinvolgere lo spettatore in un percorso conoscitivo ed emotivo attraverso alcune fra le massime espressioni della musica. Chopin, Bach e John Cage sono stati vissuti dal pubblico – e fra questo dai molti che per la prima volta in quei concerti ne facevano esperienza d’ascolto – con naturalezza e interesse, affascinati dalla coinvolgente esperienza musicale tra virtuosismo, narrazione poetica e ironica che contraddistingue le sue esibizioni. Una vocazione a divulgare la musica che racconta le basi etiche e intellettuali dell’uomo Bosso, che ne hanno segnato l’amicizia con uno dei Maestri assoluti dell’interpretazione novecentesca, Claudio Abbado, a cui era legato da reciproca profonda stima e da affetto.
Il suo forte impegno culturale ma anche sociale si esprime nell’attività svolta a favore di Palazzo Barolo, una delle grandi dimore barocche di Torino trasformata oggi in vivace centro di divulgazione culturale e sede dell’Opera Pia Giulia di Barolo, attivissima nel territorio per l’assistenza al disagio sociale e fisico insieme all’associazione Mozart14, di cui Ezio è testimonial, uno dei lasciti sociali del maestro Abbado portato avanti con impegno raro dalla figlia Alessandra Abbado
A ottobre 2016, dopo 6 anni di assenza dal podio, Ezio Bosso è tornato ad uno dei capisaldi della sua visione musicale: la direzione d’orchestra, con un clamoroso e attesissimo debutto al Teatro La Fenice di Venezia in qualità di direttore, con l’impegnativo programma impaginato con il terzo concerto Brandeburghese di Bach, la sinfonia n.4 “Italiana” di Mendelssohn e il virtuosistico quanto affascinante Concerto per violino “Esoconcerto”, composto da Bosso e con la partecipazione Sergej Krylov funambolico solista.
Questo trionfale concerto viene registrato e pubblicato da Sony Classical (The Venice Concert, 2017) che successivamente ripubblicherà anche tutta la sua discografia dal 2004 al 2011 e per cui inciderà “Stradivari Chamber Orchestra” (2018) e “Roots” (2018).

Nuovi mondi
I suoi ultimi anni di carriera lo vedono calcare i podi di molte delle orchestre più importanti d’Europa: ricordiamo Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, di cui è stato Direttore Principale Ospite e che ha trionfalmente condotto sia nel teatro della città sia in Piazza Maggiore davanti ad oltre 10.000 persone per l’Opening Act del G7 Ambiente, concerto premiato ai Live Award di Lisbona come miglior evento musicale europeo dell’anno; Georgian State Opera and Ballet dove ha diretto il gala operistico con le dive del canto Nino Surguladze e Carmen Giannatasio, che ha visto oltre sette standing ovation ed è stato seguito da più di 4 milioni di persone collegate da tutto il mondo; London Symphony Orchestra, Orchestra del Teatro Regio di Torino, Filarmonica ‘900, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra del Teatro San Carlo, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra da Camera di Mantova, Orchestra da Camera Lituana con il solista Sergej Krylov, Orchestra Filarmonica Toscanini di Parma, Orchestra Filarmonica del Teatro Verdi di Salerno nel Parco Archeologico di Paestum con oltre 8.600 spettatori e Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole con Anna Tifu per l’evento nazionale della Festa della Musica ‘18.

Il 20 gennaio 2019 ha diretto a Bologna l’evento di Associazione Mozart14 “Grazie Claudio!”, pubblicato nel 2020 da Sony Classical, per ricordare Claudio Abbado a cinque anni dalla morte, portando sul palco del Teatro Manzoni un’orchestra di 50 elementi provenienti dalle migliori compagini europee e cresciuti con Abbado, fra cui vale la pena ricordare nomi di assoluta eccellenza quali Keith Pascoe, Etienne Abelin, Robert Kendall, Jorg Winkler e Luca Franzetti.

Sempre nel 2019, le due serate-evento Rai3 “Che Storia è la Musica”, che l’hanno visto nel triplice ruolo di autore, conduttore e direttore d’orchestra, hanno letteralmente rivoluzionato la storia della divulgazione musicale in TV con ascolti superiori al milione di media e ne hanno definitivamente sancito il ruolo centrale nel panorama classico, ruolo ulteriormente ribadito dal clamoroso sold-out a oltre 14.000 presenze per il suo debutto in Arena di Verona coi Carmina Burana l’11 agosto 2019.

Il 24 giugno 2019 riceve ufficialmente la cittadinanza onoraria di Roma, “in riconoscimento dell’eccellenza artistica quale compositore e direttore d’orchestra italiano di fama internazionale, per l’impegno profuso verso la città di Roma, e per aver affermato nel mondo il valore universale della musica come espressione dei più alti principi di uguaglianza e dignità sociale costituzionalmente riconosciuti.”, questo riconoscimento si aggiunge alle altre cittadinanze onorarie precedentemente a lui assegnate dai comuni di Gualtieri (RE), Acireale (CT) e Busseto (PR).

Ezio Bosso si spegne a soli 48 anni nella sua casa di Bologna, il 14 maggio 2020.

franco - 12/01/2026 11:42

Non ho la coda nera!! Al di là di quello che Puccini pensava, non credo sia una furbata consegnare l'Inno a Roma ai camerati. Dato che l'Inno è stato composto prima che esistesse il fascismo, penso lo si possa eseguire quando e dove si vuole, senza che l'eseguirlo connoti come "fascista" il direttore, gli orchestrali, il pubblico e tutto il resto!! Se poi qualcuno lo esegue con quell'intento lì, peggio per lui. L'Inno a Roma non è Giovinezza, né l'Inno della Xa MAS.

anonimo - 12/01/2026 00:30

Io invece dico che mi piace anzi

Mi garba bao

Grande - 11/01/2026 20:05

Per par condicio, dopo l’inno a Roma, bisogna che io ricordi anche le sublimi parole dell’inno della Lazio. E ricordiamoci, per favore, che quanto a facistume, i tifosi della Lazio non sono secondi a nessuno! Dai, sul serio: la Venezi potrebbe pensare di riproporre una versione orchestrale: piacerebbe a chi di dovere…

Nel cielo biancoazzurro brilla una stella
Che in tutto il firmamento è sempre la più bella
Ed ogni volta che rintocca il campanone
Ho voglia di cantare questa canzone

Lazio sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
Vola un′aquila nel cielo
Più in alto sempre volerà

Insieme a te aquilotto noi voliamo via
La domenica sempre ci fai compagnia
Con le bandiere al vento e un tuffo in fondo al cuore
Sono brividi forti e voglia di gridare
a riposto respicit

Perché il coro che famo tutti quanti insieme
Dice Lazio sei grande e te volemo bene

Lazio sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
Vola un'aquila nel cielo
Più in alto sempre volerà

Ma questo grande amore non finisce davvero
Biancoazzuro nel cuore e nei colori del cielo

Vola sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
Vola un′aquila nel cielo
Più in alto sempre volerà
Vola, sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
Vola un'aquila nel cielo
Più in alto sempre volerà

Vola, sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
Vola un'aquila nel cielo
Più in alto sempre volerà
Vola, sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
Vola un′aquila nel cielo
Più in alto sempre volerà

Vola, sul prato verde vola
Lazio tu non sarai mai sola
Vola un′aquila nel cielo
Più in alto sempre volerà


anonimo - 11/01/2026 19:35

Io non ho assolutamente niente da dire sulla Venezi, però volevo scrivere il commento n. 101. E vai!

anonimo - 11/01/2026 16:07

Ma chi diavolo vorrebbe dirigere quella che lo stesso Puccini definì senza mezzi termini “una bella porcheria”, se non qualcuno che voglia compiacere proprio nostalgici e neofascisti? Temo che la coda (nera) di paglia sia proprio la sua…

anonimo - 11/01/2026 12:37

Ho solo fatto notare che qualche altro lucchese ha eseguito l'Inno a Roma. Per altro era anche uno scherzo perché quel lucchese non ha i titoli della Venezi, che almeno un percorso formativo musicale l'ha fatto. Non ho discusso dell'Inno a Roma. Per cui, se Lei tira fuori tutto il problema del fascismo ha forse la coda (nera) di paglia. Comunque è evidente che l'Inno a Roma non è un canto fascista. E' evidente che piaceva ai fascisti perché nel ventennio veniva eseguito spesso nelle manifestazioni di partito; ma questa non è una colpa dell'inno a Roma, come non è colpa della musica di Wagner se essa era amata da Hitler. E' evidente che al fascista Giorgio Almirante l'Inno a Roma piaceva tanto. L'articolo che Lei incolla dimostra che tale inno piace tanto anche ai giovani neofascisti che andavano ai comizi di Almirante; anche questa non è una colpa dell'Inno a Roma, che per me può essere eseguito in qualsiasi concerto e fosse stato per me non sarebbe sorto alcun caso sull'Inno a Roma diretto dalla Venezi in quel di Lucca. Contento?!!?

anonimo - 11/01/2026 02:42

A parte il fatto che se non capisci nulla di musica, non si capisce come faccia a piacerti la musica. A parte questo, la Venezi non può dirigere a Venezia perché gli orchestrali non la vogliono. Dato che tra direttrice ed orchestra deve esserci un minimo di rispetto e di collaborazione, penso che la Venezi farebbe bene a rinunciare al posto.

anonimo - 11/01/2026 02:22

Basta con questa cosa.
Certo, ha un padre di estrema destra, è appoggiata dall'attuale governo di cdx, ma siamo obiettivamente in grado di giudicare un maestro di musica? Io no. E non è che anche dall'altra parte della barricata non succededono le stesse cose?
Mi sa che a Lucca quando un lucchese ha successo, partono le critiche. I precedenti ci sono.

Boh - 10/01/2026 18:31

caro amico, anche a me mi piace la Venezi, ma credo di poter spiegare perché alcune persone non la vogliono alla direzione della Fenice. Ti faccio un esempio: a me mi piace moltissimo la pasta con i fagioli. A me mi piace con la sugna e le cotiche: buona buona! Buonissima! C’è una trattoria (da Giggetto, dalle parti di Coltano) che la fa buonissima, proprio come piace a me. Ogni volta che Giggetto la cucina, io lo abbraccio, e gli dico: «Giggetto, tu sei un genio, un talento, un’eccellenza! Tu devi assolutamente andare a fare lo chef al Bouillon Chartier di Montparnasse, a Parigi! Conosco un boss di Marsiglia che se ci mette una parola lui, ti prendono subito!». Ma Giggetto, che è uno che la sa lunga, mi risponde: «no, no: io faccio una pasta e fagioli con la sugna e le cotiche che a te piace, e questo mi rende felice. Però a Parigi è un altro discorso: lì hanno altri gusti, altri criteri. Bisognerebbe preparare il Confit de Canard, le Escargots alla Bourguignonne, oppure il Foie Gras. Magari sarei capace, ma non ho ancora mai provato. E poi, scusa, i cuochi del Bouillon Chartier non mi conoscono, non mi hanno chiamato loro. E io dovrei lavorarci insieme… Non mi sembrerebbe corretto». Così dice il cuoco Giggetto, mio grande amico. Non mi sembra che abbia torto, e continua a fare la pasta con i fagioli più buona del mondo che a me piace tanto tanto.

anonimo - 10/01/2026 17:40

A noialtri piace

Comitato no spillette - 10/01/2026 16:59

A me mi piace pure o come mi piace questo odio continuo che non fa altro che aumentare la popolarità

A me mi piace pure a me ma davvero

E anche Colombini

Dino - 10/01/2026 14:03

A me mi piace la Venezi, anche se non ci capisco niente di musica. Quindi, visto che a me mi piace, visto che la Venezi è di Lucca come me, e visto che a me mi piace Lucca, e che a me mi piace anche Venezia, insomma: a me mi piace Venezi, a me mi piace Lucca, a me mi piace la musica bella bella bellissima, anche se di musica non ci capisco niente, a me mi piace anche la pasta con i fagioli, insomma, ma mi volete spiegare a me perché la Venezi, che a me mi piace, non dovrebbe andare a dirigere l'orchestra che a lei ci piace?

anonimo - 10/01/2026 12:53

https://www.flaminioonline.it/Guide/Puccini/Puccini-Inno90.html




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Inno a Roma («Roma divina»), SC 90
per canto e pianoforte

Musica: Giacomo Puccini (1858 - 1924)
Libretto: Fausto Salvatori

Organico: voce, pianoforte
Composizione: 26 marzo 1919
Prima esecuzione: Roma, Stadio Nazionale, 1 giugno 1919
Edizione: Sonzogno, Milano, 1923
Dedica: a Sua Altezza Reale la Principessa Jolanda di Savoia
Testo

Inno a Roma
per canto e pianoforte

Roma divina, a te sul Campidoglio
Dove eterno verdeggia il sacro alloro,
A te, nostra fortezza e nostro orgoglio,
Ascende il coro.

Salve, Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
Il sol che nasce sulla nuova storia.
Fulgida in arme all'ultimo orizzonte,
Sta la Vittoria.

Sole che sorgi libero e giocondo,
Sul Colle nostro i tuoi cavalli doma:
Tu non vedrai nessuna cosa al mondo
Maggior di Roma.



Per tutto il cielo è un volo di bandiere
E la pace del mondo oggi è latina.
Il tricolore canta sul cantiere,
Su l'officina.

Madre di messi e di lanosi armenti;
D'opere schiette e di pensose scuole,
Tornano alle tue case i Reggimenti
E sorge il sole.

Sole che sorgi libero e giocondo,
Sul Colle nostro i tuoi cavalli doma:
Tu non vedrai nessuna cosa al mondo
Maggior di Roma.


Franca - 10/01/2026 12:39


Sole che sorgi libero e giocondo…Com’era bello l’Inno a Roma di Giacomo Puccini e come è bello ancora, a risentirlo adesso. L’altro giorno, dopo l’ennesimo linciaggio subito da Beatrice Venezi per aver osato suonare con l’orchestra nella sua Lucca, all’apertura del festival pucciniano, l’Inno a Roma, una giovane amica è rimasta incuriosita e non conoscendo l’inno, ha voluto sentirlo col suo smartphone. Riascoltandolo con lei, sono tornato a più di cinquant’anni fa, e mi è parso di tornare ragazzo con le ali sotto i piedi. Ho ritrovato le parole, che ricordavo tutte, e anche l’aura di quel canto e di quel tempo e quelli che come me lo cantavano e nasceva tra noi un’intesa più forte del fuoco.
L’Inno a Roma è del 1918, quando il fascismo ancora non era nato, nessuna frase dell’Inno evoca il fascismo, anche se le sue parole, nella loro semplicità compongono una coerente visione della vita e di una civiltà. E’ una composizione tarda e maestosa di Puccini, che pochi anni dopo morirà; risente del fervore patriottico della prima guerra mondiale, ma venata di tenerezza. Fu suonato ai tempi del fascismo, anche se altri canti prettamente fascisti caratterizzarono il repertorio musicale del regime: da Faccetta nera a Giovinezza, che era un canto prefascista e goliardico, adattato poi nelle parole al fascismo. Ma l’Inno a Roma diventò il blasone, la bandiera, la colonna sonora, il richiamo magico dei comizi del Movimento Sociale Italiano; in particolare di quelli di Giorgio Almirante che erano spettacoli oratori di teatro politico e passione ideale. Ne eravamo ammaliati, anzi infiammati. E quell’Inno ne era il mito, il rito, la liturgia.
L’Inno a Roma a volte fungeva da richiamo per trovare la piazza tricolore dove ci sarebbe stato il comizio della fiamma; noi ragazzi, nei nostri pellegrinaggi militanti, quando sbarcavamo in città non conosciute, seguivamo questo navigatore musicale, andavamo a orecchio, come i topi del pifferaio di Hamelin. Una volta l’udito c’ingannò, o forse il vento ne deviò il percorso; e a Matera, o forse a Brindisi, finimmo con le nostre bandiere tricolori nella piazza antagonista dove puntualmente c’era la contro-manifestazione antifascista. Ma il fattore sorpresa fu tale che passammo tra due ali di folla incredula, tra pugni chiusi e bandiere rosse, si aprì un varco per farci passare, noi del reggimento nemico bardati a tricolore. Passammo indenni mentre si apriva davanti a noi come per miracolo il Mar Rosso… Ma al sud c’erano talvolta queste indulgenze.
Nell’Inno a Roma voi ci vedete il fascismo, la dittatura, la guerra, e magari pure i campi di sterminio; noi ci vedevamo la nostra giovinezza, la nostra comunità, il canto di libertà, a viso aperto, in faccia al mondo; l’ebbrezza di dirsi italiani, romani, latini, la gioia di una festa politica e il sogno di appartenere a una storia antica da rinnovare, “il sol che nasce sulla nuova storia” e che ricorda il socialista Sol dell’Avvenire. L’Inno pucciniano era il canto di una civiltà e di una società armoniosa, in cui “il tricolore canta sul cantiere e sull’officina”, sui campi di grano e sulle greggi, sui reggimenti e sulle “pensose scuole”. Era bello quell’universo corale, in cui operai e contadini, soldati e studenti, si sentivano parte organica di un tutto, nel solco di una civiltà e di una storia. “Per tutto il cielo è un volo di bandiere” e noi le vedevamo in quella piazza, le bandiere inneggiate, sventolare per la nostra festa politica.
Voi ci vedete l’odio, in quella piazza e in quell’Inno; noi ci vedevamo amore, amor patrio, amor di civiltà, amore di comunità e di politica; sì, all’epoca ci si poteva pure innamorare di politica, e si dava tutto senza aspettarsi nulla in cambio sul piano personale, perché come ripeteva Almirante, citando Gabriele d’Annunzio: “Io ho quel che ho donato”; anzi andava oltre il Poeta e diceva: “Io ho quel che mi avete donato”, e il popolo tricolore si commuoveva. Voi ci vedete il nero e l’orbace, noi ci vedevamo il sole e la luce, la gioia sorgiva, che s’irraggia libera e gioconda; il magnifico sole di Roma, nell’azzurro italiano, latino e mediterraneo. Dal Campidoglio “tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma” (la Roma di Puccini non è quella di Gualtieri).
Ecco, dovessi confessare la mia indole nostalgica, direi che ho nostalgia di quella Roma pucciniana, di quell’Italia pucciniana, in equilibrio tra giustizia sociale e amor patrio, natura lussureggiante e civiltà gloriosa. Ma ho nostalgia soprattutto dei nostri occhi di ragazzi, che “vedevano” in quel canto, in quelle parole, un’alba di vita, un risorgimento di passione, un popolo che si raccoglieva intorno a un mito antico.
Poi, certo, sono bastati i cinquant’anni seguenti per disincantarci, la nostra età avanzata per capire che erano sogni di un’età appena svegliata che aveva ancora in testa il sogno della notte. Venne l’età degli incubi, poi delle insonnie, quindi della melatonina per dormire, tra risvegli angosciosi e visioni del vuoto davanti a noi. Solitudini e deserti.
Ma furono veri quei sogni, e veraci quelle passioni ideali; furono condivisi, quei sogni, non erano fantasie oniriche di solitari. Fu bello avere sedici anni in quel tempo. Ed è bello ricordarlo nel nostro. E quelli che vissero con noi, come noi, io li sento ancora fratelli, non mi vergogno di averli considerati camerati e non mi indignerebbe affatto chiamarli compagni, perché l’espressione – almeno – è bella, vuol dire che dividi con loro il pane della vita (cum-panis). Sono convinto che quelle passioni univano negli intenti anche i fronti più divisi; certo, noi eravamo più inclini ai “valori dello spirito”, o se preferite, alla retorica. Ma non c’è da vergognarsi di quelle passioni e delle sue “belle bandiere”. Beatrice Venezi con l’Inno a Roma ha reso onore a Puccini; altri invece lo hanno stuprato, portando in scena una Bohème comunistoide e sessantottarda.
Quella dell’Inno a Roma era un’Italia migliore.

La Verità – 16 luglio 2023


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Sole che Sorge - 10/01/2026 12:37


L'accanimento terapeutico (o ostinazione irragionevole nelle cure) è l'uso di trattamenti medici futili, sproporzionati e che non portano beneficio al paziente, prolungando in modo precario e doloroso la vita quando la morte è imminente e inevitabile, violando la dignità della persona; la legge italiana 219/2017 lo definisce come "ostinazione irragionevole" e permette al paziente di rifiutare tali cure tramite le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), supportato dalle cure palliative, che non sono accanimento ma alleviano la sofferenza.
Caratteristiche principali
Inutilità: Le terapie non offrono benefici concreti o miglioramento della qualità della vita.
Sproporzione: I mezzi usati sono eccessivi rispetto ai benefici attesi.
Prolungamento artificiale: Si cerca di mantenere in vita il paziente quando il processo naturale della morte è già iniziato.
Dignità: L'accanimento mina la dignità della persona malata, a differenza delle cure palliative che rispettano il diritto a una morte serena.
Quadro normativo italiano (Legge 219/2017)
Definizione: "Ostinazione irragionevole nella somministrazione di trattamenti sanitari... da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente o un miglioramento della qualità della vita".
Autodeterminazione: Il paziente ha diritto di rifiutare trattamenti inutili o sproporzionati.
DAT (Testamento Biologico): Strumento per esprimere le proprie volontà in previsione di incapacità future.
Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC): Accordo tra paziente e équipe medica per le cure future.
Cure Palliative: Supporto per alleviare dolore e sofferenza, non rientrano nell'accanimento terapeutico.
Distinzione fondamentale
Accanimento terapeutico: Terapie inutili che prolungano la sofferenza.
Eutanasia: Attiva interruzione della vita (non permessa in Italia).
Cure palliative: Gestione del dolore e supporto, finalizzate al benessere e non alla cura della malattia.
Accanimento Terapeutico: che cos'è e come si può evitarlo
23 mar 2022
Hospice di Abbiategrasso

Direttore Clinica Musicale - 10/01/2026 12:34

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The best - 10/01/2026 11:47

La Cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via,
dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti sollleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali
lo spazio e la luce per non farti invecchiare;
e guarirai da tutte le malattie.

Perchè sei un essere speciale
ed io avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee,
come vi ero arrivato chissà
non hai fiori bianchi per me?
più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza,
percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'Agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto,
conosco le leggi del mondo e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali
lo spazio e la luce per non farti invecchiare;
ti salverò da ogni malinconia.

Perchè sei un essere speciale
ed io avrò cura di te.
Io sì che avrò cura di te....

Sergente in pensione - 10/01/2026 10:53

Io non odio nessuno ne chi ama la Venezi né chi la denigra per il suo successobalimentandine ancora la popolarità. E come ognuno la denigra io non la smetterò di gradirka e di commentare su questo favoloso blog, dove chiunque può dire la sua.

Grazie Venezi per la tua carismatica personalità, facci parlare male o bene di te a noi inutili personaggi persi in una inutile guerra, io come gli altri

Amen

Amore vince l'odio - 10/01/2026 10:49

C'è chi fa gli inni a Roma e va alla Fenice e c'è chi li fa e non ci va....

https://www.youtube.com/watch?v=pIb78W6LGMk&list=RDpIb78W6LGMk&start_radio=1

anonimo - 10/01/2026 00:31

Sir Antonio Pappano, detto Tony (Epping, 30 dicembre 1959), è un direttore d'orchestra britannico con cittadinanza italiana.

Biografia
Figlio di genitori italiani originari di Castelfranco in Miscano (un piccolo borgo dell'Appennino campano) in provincia di Benevento, emigrati a Londra come inservienti di un ristorante, Antonio Pappano si appassiona alla musica sin da ragazzo grazie all'aiuto del padre, un appassionato di musica operistica italiana che suonava per diletto il pianoforte. Trasmessa al figlio la passione (in particolare per Puccini), Antonio rivela buone doti di esecutore già a 12 anni, quando è in grado di accompagnare al pianoforte alcuni giovani studenti inglesi di canto. Nel 1973 si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti, dove prosegue privatamente gli studi di pianoforte sotto la guida di Norma Verrilli, quelli di composizione con Arnold Franchetto e infine quelli di direzione d'orchestra con Gustav Meier. Pur avendo studiato musica sin dall'età di sei anni, Antonio Pappano si è formato al di fuori delle istituzioni musicali e non ha conseguito alcun diploma, neppure in pianoforte, a dispetto della perfetta padronanza che ne ha. Comincia ad essere conosciuto nell'ambiente degli accompagnatori al pianoforte per i cantanti ed ottiene un incarico per lavorare come assistente di alcuni direttori ospiti all'Opera di Chicago. Nel 1981 inizia a collaborare con la New York City Opera. Negli stessi anni lavora anche altrove; alla San Diego Opera si autoassume persino il compito di suggeritore per la lingua italiana di Joan Sutherland in Adriana Lecouvreur.

Molto religioso e sensibile al problema della divulgazione della cultura musicale, Pappano è stato il direttore più giovane delle orchestre della Royal Opera House di Londra, dove ha diretto sia la Royal Opera nel 1990 con La bohème con Jerry Hadley che la Royal Ballet. Come pianista e direttore ha attirato l'attenzione di Daniel Barenboim, di cui diviene assistente al Festival di Bayreuth dove dal 1999 al 2001 dirige Lohengrin (opera). Ha lavorato a Barcellona e a Francoforte ed è stato assistente di Michael Gielen. Nel 1990 diviene direttore musicale della Den Norske Opera, dopo aver debuttato come direttore in Norvegia nel 1987. Nel 1992 Pappano diventa direttore musicale del teatro La Monnaie/De Munt di Bruxelles, in Belgio; incarico che mantiene fino al 2002. Nel frattempo, nel 1999, viene nominato anche direttore musicale della Royal Opera House (Covent Garden) di cui diviene effettivo dal settembre del 2002 quando inizia con Ariadne auf Naxos con Thomas Allen. È stato anche direttore ospite dell'Orchestra filarmonica d'Israele e ha diretto la English National Opera (ENO), la Metropolitan Opera (1997) nell'Eugene Onegin con Vladimir Černov e Neil Shicoff, la San Francisco Opera, la Lyric Opera di Chicago nel 1990 con Carmen (opera) con Neil Shicoff e nel 1991 L'elisir d'amore con Cecilia Gasdia, Alessandro Corbelli e Claudio Desderi e la Berlin Staatsoper.

Al Teatro alla Scala nel 1994 dirige due concerti sinfonici.

Sempre al Covent Garden nel 2002 dirige Wozzeck, nel 2003 Falstaff (Verdi) con Bryn Terfel e Massimo Giordano (tenore), Madama Butterfly con Marco Berti e Lucio Gallo, Pagliacci (opera) con Plácido Domingo, Angela Gheorghiu e Dmitrij Chvorostovskij, Don Giovanni (opera) con Anna Netrebko, Robert Lloyd e Nuccia Focile ed Aida con Ildikó Komlósi e Carlo Colombara, nel 2004 Lady Macbeth del Distretto di Mcensk con John Tomlinson e Faust con Roberto Alagna e Simon Keenlyside, Peter Grimes, La Gioconda con Violeta Urmana e Marcello Giordani, Werther (opera) con Marcelo Álvarez, La forza del destino con Salvatore Licitra, Ambrogio Maestri e Ferruccio Furlanetto e Das Rheingold, nel 2005 Die Walküre, Un ballo in maschera con Thomas Hampson (cantante), Elisabetta Fiorillo e Karita Mattila, Otello (Verdi), La fanciulla del West con Andrea Gruber e José Cura e Sigfrido (opera), nel 2006 Le nozze di Figaro, Il crepuscolo degli dei, Tosca (opera) e Carmen con Jonas Kaufmann, Anna Caterina Antonacci ed Ildebrando D'Arcangelo, nel 2007 L'Heure espagnole, Gianni Schicchi e Fidelio con Eric Halfvarson, nel 2008 la prima assoluta di The Minotaur di Harrison Birtwistle, Don Carlo con Rolando Villazón e Sonia Ganassi e Les contes d'Hoffmann e nel 2009 la Messa da requiem (Mozart) con Piotr Beczała, il Requiem di Giuseppe Verdi con Barbara Frittoli, il War Requiem di Benjamin Britten, Lulu (opera) con Jennifer Larmore, La traviata con Renée Fleming e Joseph Calleja, Il barbiere di Siviglia (Rossini) con Juan Diego Flórez, Pietro Spagnoli e Joyce DiDonato e Tristan und Isolde arrivando a 444 recite fino al 2012.

Il 17 luglio 2009 ha diretto il concerto del "VERDI gala" in piazza del Plebiscito a Napoli con i cori e le orchestre dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Teatro San Carlo di Napoli.

Dal 1º ottobre 2005 Pappano ricopre l'incarico di Direttore Musicale dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, succedendo a Chung Myung-whun. Dirige inoltre regolarmente la London Symphony Orchestra, l'Orchestra di Cleveland, la Chicago Symphony Orchestra, la Berliner Philharmoniker e la Orchestra reale del Concertgebouw. Nel 2006 dirige un concerto della Fleming con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia alla Scala. Il 16 aprile 2007 Antonio Pappano è stato nominato Accademico Effettivo dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Ancora alla Scala nel 2009 dirige un concerto della Filarmonica della Scala con Yuja Wang, nel 2011 la Sinfonia n. 4 (Schumann) ed Ein deutsches Requiem di Johannes Brahms con Coro e Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, nel 2014 Les Troyens con l'Antonacci, Gregory Kunde, Daniela Barcellona e Giacomo Prestia e tre concerti con la Filarmonica della Scala e nel 2015 un concerto con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Gli è attribuito il Laurence Olivier Awards for Outstanding Achievement in Opera nel 2003 e nuovamente nel 2016.

Il 23 novembre 2010 riceve il Premio Vittorio De Sica per la musica dalle mani del presidente Giorgio Napolitano al Quirinale[1]

Dal 2008 è commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana e dal 2012 è promosso cavaliere di gran croce[2].

Nei primi giorni del 2012 riceve la notizia della sua nomina a cavaliere (Knight Bachelor) da parte della regina Elisabetta II[3], con cerimonia il 15 maggio, notizia che lo stesso Pappano ha dato durante la trasmissione Che tempo che fa di domenica 4 marzo 2012.

Nel 2013 riceve l'International Opera Awards[4].

Il 30 marzo 2021 viene annunciata la nomina di Pappano a direttore principale designato della London Symphony Orchestra a partire da settembre 2023, e a direttore principale a partire da settembre 2024.

Memorial Pasquale Pappano
A Castelfranco in Miscano, paese di origine di Antonio Pappano, va in scena a fine agosto il Tributo alla memoria Pasquale Pappano, appuntamento annuale che celebra la memoria del padre e primo maestro del celebre direttore d'orchestra: nel corso della serata Antonio Pappano guida l’Orchestra Filarmonica di Benevento[5].

Incisioni discografiche
Philippe Boesmans, Wintermärchen - Orchestre Symphonique De La Monnaie, 1999 Deutsche Grammophon
Britten, War Requiem - Anna Netrebko/Antonio Pappano/Coro dell'Accademia Nazionale Di Santa Cecilia/Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, 2013 Warner
Lalo: Symphonie Espagnole/Saint-Saens: Vln Cto/Ravel: Tzigane - Maxim Vengerov/Antonio Pappano/Philharmonia Orchestra, 2003 EMI
Jules Massenet, Werther - Pappano/Villazón/Koch/Royal Opera House, Covent Garden, 2011 Deutsche Grammophon
Jules Massenet, Manon - Angela Gheorghiu/Antonio Pappano/Choeurs De La Monnaie/Orchestre Symphonique De La Monnaie/Roberto Alagna, 2007 EMI
Giacomo Puccini, Madama Butterfly - Antonio Pappano/Angela Gheorghiu/Jonas Kaufmann, 2009 Warner
Puccini, La rondine - Gheorghiu/Alagna/Matteuzzi, EMI
Puccini, La bohème - Antonio Pappano/Philharmonia Orchestra/Roberto Alagna, 2006 EMI
Puccini, Il trittico - Antonio Pappano/London Symphony Orchestra/Roberto Alagna, 1999 EMI
Puccini: Messa, Preludio sinfonico, Crisantemi - Antonio Pappano/London Symphony Chorus/London Symphony Orchestra/Roberto Alagna/Thomas Hampson, 2006 EMI Great Artists of the Century
Puccini, Tosca - Antonio Pappano/Roberto Alagna/Angela Gheorghiu, 2001 Euripide/EMI
Giuseppe Verdi: Don Carlos, Il trovatore, Requiem
Richard Wagner: Der Ring des Nibelungen
Wagner, Tristan und Isolde - Antonio Pappano/Ian Bostridge/Mihoko Fujimura/Nina Stemme/Olaf Bar/Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden/Plácido Domingo, 2005 EMI
Wagner, Scenes - Plácido Domingo & Antonio Pappano, 2002 EMI
Wagner, Love Duets - Plácido Domingo/Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden/Antonio Pappano/Violeta Urmana/Deborah Voigt, 2000 EMI
Pëtr Il'ič Čajkovskij: Ouvertures e Fantasie, Sinfonie n. 4, 5, 6 - Antonio Pappano & Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, 2007 EMI
Romance
Ottorino Respighi: Trilogia romana
Gioachino Rossini, Stabat Mater - Anna Netrebko/Joyce DiDonato, 2010 EMI
Rossini, Guglielmo Tell - Antonio Pappano & Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, 2011 EMI
Giovanni Battista Pergolesi, Stabat Mater/Nel chiuso centro/Questo è il piano/Li prodigi - Netrebko/Pizzolato/Pappano, 2010 Deutsche Grammophon
Gustav Mahler: Sinfonia n° 6 - Antonio Pappano & Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, 2011 Warner/EMI
Strauss, Four Last Songs & Final Scenes - Antonio Pappano/Nina Stemme/Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden, 2007 EMI
R. Strauss: Amor - Opera scenes & Lieder - Natalie Dessay/Felicity Lott/Orchestra of the Royal Opera House, Covent Garden/Antonio Pappano/Sophie Koch/Angelika Kirchschlager, 2004 EMI/Virgin
Kaufmann, Verismo arias - Pappano/Accademia di S. Cecilia, 2010 Decca
While I Dream - Liszt Songs, Schumann Dichterliebe - Antonio Pappano & Barbara Bonney, 2002 Decca
Bonney, Diamonds in the Snow - Antonio Pappano & Barbara Bonney, 2000 Decca
Joyce & Tony - Live at Wigmore Hall - Joyce DiDonato/Antonio Pappano, 2015 Parlophone/Warner/Erato - Grammy Award for Best Classical Vocal Solo 2016
Netrebko, Verismo - Pappano/Accademia di S. Cecilia, 2016 Deutsche Grammophon
Verdi, Otello - Pappano/orchestra & coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia/Jonas Kaufmann/Federica Lombardi/Carlos Álvarez/Liparit Avetisyan. SONY, 2020
DVD & BLU-RAY
Vincenzo Bellini: Norma (Royal Opera House, 2018) - Sonya Yoncheva
Berg: Lulu (Royal Opera House, 2009) - Agneta Eichenholz/Jennifer Larmore/Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Berlioz: Les Troyens (Royal Opera House, 2012) - Anna Caterina Antonacci/Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Birtwistle: The Minotaur (Royal Opera House, 2008) - John Tomlinson/Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Bizet, Carmen - Pappano/Antonacci/Kaufmann/ROH, 2007 Decca
Giordano, Andrea Chénier (Royal Opera House, 2015) -Jonas Kaufmann/Eva Maria Westbroek/Zeljko Lućič, regia David McVicar, Opus Arte/Naxos
Mozart: Le Nozze di Figaro (Royal Opera House, 2006) - Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Puccini: Manon Lescaut (Royal Opera House, 2014) – Kristine Opolais, Jonas Kaufmann
Puccini: Tosca - Angela Gheorghiu/Roberto Alagna/Ruggero Raimondi/Antonio Pappano, 2001 Arthaus Musik/Naxos
Puccini: Il Trittico (Royal Opera House, 2011) - Lucio Gallo/Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Puccini: Tosca, (Royal Opera House, 2012) - Angela Gheorghiu, Jonas Kaufmann, Bryn Terfel. Warner Classic
Szymanowski: Król Roger (Royal Opera House, 2015) - Saimir Pirgu/Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Turnage: Anna Nicole (Royal Opera House, 2011) - Eva-Maria Westbroek/Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Verdi: Macbeth (Royal Opera House, 2011) - Simon Keenlyside/Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Verdi: La Traviata (Royal Opera House, 2009) - Renée Fleming/Joseph Calleja/Thomas Hampson (cantante)/Antonio Pappano, regia Richard Eyre, Opus Arte/Naxos
Wagner: Parsifal (Royal Opera House, 2014) - Simon O'Neill/Robert Lloyd/Antonio Pappano, Opus Arte/Naxos
Onorificenze
Onorificenze britanniche
Knight Bachelor - nastrino per uniforme ordinaria
Knight Bachelor
«Per servizi alla musica.»
— 31 dicembre 2011[6]
Commendatore dell'Ordine Reale Vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine Reale Vittoriano
— 30 dicembre 2023[7]
Onorificenze italiane
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 2 giugno 2008[2]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 2 maggio 2012[2]

anonimo - 09/01/2026 22:22

Parlatene bene o male.. Importante parlarne. Poi chissà magari la fanno diventare ancora più ambita..

Non capisco ironia lo dice lei io capisco accanimento però ma ok sono un uomo di poco valore, non capisco lo dice lei ok. Ha una grande autorità, e il suo giudizio è importante mi cambia la vita.

Ciao

Dante - 09/01/2026 22:12

Proprio lei che non capisce nemmeno la differenza tra un'affermazione e una battuta ironica: la smetta di odiare chi non gradisce la Venezi a causa del suo curriculum non all'altezza. La smetta di odiare praticamente tutte le persone di buon senso e con un minimo di cultura musicale. La smetta di odiare e basta.

Anonimo - 09/01/2026 19:12

non e' firmato dalla Meloni magari si puo' informare meglio e non dire cose non vere

dante - 09/01/2026 17:06

Sul curriculum della Venezi non si discute: è firmato da Meloni!

anonimo - 09/01/2026 16:20

Venezi-Colombini... mi sembra che siano proprio due mondi totalmente diversi.

Tato - 09/01/2026 15:26

Il curriculum. C'è

E questo post che aumenta a dismisura la sua popolarità

Dante - 09/01/2026 12:56

Beatrice Venezi è una brava ragazza lucchese. Una che di professione fa la musicista. Una che sa suonare il pianoforte e che dirige l'orchestra. Quanta invidia. Quanta cattiveria! Perché non volete farle dirigere l'orchestra? Lei è brava! Molte persone dicono che è brava. Anche Vasco Rossi quando è andato a Sanremo tante persone cattive e invidiose dicevano che non era bravo, invece poi avete visto? Tutti i lucchesi devono essere contenti che questa brava ragazza lucchese va a Venezia alla Fenice. Lei è stata anche in tv! Gente invidiosa che non la vuole. Che poi è tutta invidia dei comunisti perché lei non è iscritta al partito comunista. Per questo la gente invidiosa non la vuole. Ma adesso questi comunisti devono smetterla di fare la dittatura culturale e devono fare suonare questa ragazza che è tanto brava come dice anche Wikipedia, che io ci credo a quello che dice Wikipedia. Che è stata anche in tv questa brava ragazza! Su Wikipedia c'è anche Vasco Rossi!

anonimo - 09/01/2026 11:49

Nasce a Lucca il 5 marzo 1990, figlia di Gabriele Venezi, immobiliarista e dirigente nazionale di Forza Nuova, candidato alla carica di sindaco di Lucca alle elezioni del 2007.[1][2] Dopo la maturità al liceo artistico di Lucca si è diplomata in pianoforte nel 2010 sotto la guida di Norberto Capelli, all'Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci di Siena,[3][4][5] frequentando alcune lectio magistralis d'interpretazione pianistica con Andrea Lucchesini, Pietro De Maria e Vincenzo Balzani.[5] Ha proseguito gli studi con Piero Bellugi a Firenze, con Gianluigi Gelmetti presso l’Accademia Chigiana di Siena e con John Axelrod, del quale è stata anche assistente nella produzione di Candide di Leonard Bernstein al Maggio Musicale Fiorentino (2015). Ha inoltre studiato Composizione con Gaetano Giani Luporini. Nel 2015 ha conseguito il diploma in Direzione d’orchestra presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida di Vittorio Parisi.[3][6][7]

Nel novembre 2014 si è esibita per la prima volta con la Nuova Orchestra Scarlatti Young di Napoli (sezione junior da 11 a 18 anni, young da 18 a 28 anni e amatoriale). Sono seguiti numerosi altri concerti e nel 2016 ne è stata nominata direttrice principale.[8] Nello stesso anno ha partecipato al Concorso Aram Khachaturian a Yerevan, dove è stata invitata a ricoprire per due anni il ruolo di Assistente Direttore presso la Orchestra Sinfonica di Stato Armena[9][10]. Ha debuttato al Festival Puccini di Torre del Lago con la Turandot di Ferruccio Busoni, e nel 2017 è tornata per dirigere La Rondine, produzione del centenario che le ha valso la nomina a Direttore Ospite Principale del Festival Pucciniano.[11][7] Lo stesso anno è stata inserita dal Corriere della Sera nella lista delle 50 donne più creative dell'anno[12], e l'anno successivo è stata selezionata dalla rivista Forbes Italia fra i 100 futuri leader under 30.[13]

Carriera internazionale
Nel 2018 ha diretto l'orchestra al Lucca Summer Festival, in occasione del 160º anniversario della nascita di Giacomo Puccini[14]. Nello stesso anno ha diretto la Filarmonica di Sofia e la Japan Virtuoso Symphony Orchestra alla Suntory Hall di Tokyo. Nel 2019 ha debuttato in Argentina al Teatro del Libertador San Martín con l'Orquesta Sinfónica de Córdoba, in Canada a Casa Loma con la Toronto Concert Orchestra e alla New Japan Philharmonic alla Triphony Hall di Tokyo. A settembre ha inaugurato la sua stagione come Direttore Principale dell'Orchestra da Camera Milano Classica[9][15], e ha inciso il suo primo CD per Warner Classics, My Journey, con opere sinfoniche e orchestrali di Puccini registrate con l'Orchestra della Toscana[16], di cui è Direttore Ospite Principale[9][7]. Nel 2020, a causa della pandemia di Covid-19, diversi concerti sono stati rinviati. Nel 2021 ha segnato due importanti debutti: in Francia, dirigendo Madama Butterfly di Puccini all’Opéra-Théâtre de Metz[17], e nel Regno Unito, dove ha esordito all’Opera Holland Park di Londra con L’amico Fritz di Mascagni, accolto con successo dalla critica britannica[18][19][20]. Ha inoltre pubblicato l’album Heroines[21] con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento.

Nel marzo 2021 è stata ospite al Festival di Sanremo, dove ha affiancato il presentatore Amadeus nella conduzione della quarta serata[22]. Nello stesso anno ha ricevuto il premio Atreju21, nell'ambito della festa Atreju organizzata annualmente dal partito Fratelli d'Italia, e il Premio Pegaso dalla Regione Toscana[23]. Nel 2022 è stata nominata direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte[24] dalla Regione Siciliana, e il 17 novembre è stata nominata consigliera per la musica dall'allora ministro della cultura Gennaro Sangiuliano[25]. Dal 2019 al 2022 ha fatto parte della Consulta femminile del Pontificio Consiglio della Cultura[26][27].

Il 4 giugno 2022 ha preso parte al "Platinum Party at the Palace", il concerto per il Giubileo di Platino di Elisabetta II tenutosi davanti a Buckingham Palace alla presenza di 22 000 spettatori, dirigendo l'orchestra che accompagnava Andrea Bocelli nell’esecuzione di Nessun dorma dalla Turandot di Puccini[28][27]. Nel 2024 ha diretto la Nuova Orchestra Scarlatti[29] in occasione del suo trentennale[30], l'Orchestra I Pomeriggi Musicali al Teatro Dal Verme di Milano[31], e l'orchestra I Virtuosi Italiani[32]. Dopo un concerto al Teatro Politeama di Palermo, la Repubblica ha riportato in un articolo[33] le critiche di tre professori d’orchestra alla sua direzione, poi sospesi[34], e le dichiarazioni di altri colleghi che ne sostengono l’operato. Il 17 maggio 2024 ha diretto la Turandot al Teatro Colón di Buenos Aires nell'ambito della rassegna Divina Italia[35], il 20 ottobre ha diretto la Shenzhen Symphony Orchestra nel "Galaxy Opera Gala" con Plácido Domingo, al Galaxy International Convention Center di Macao[36], e il 24 ottobre ha debuttato al Korea National Theater di Seoul[37]. Il 12 novembre successivo è stata nominata Direttore Principale Ospite del Teatro Colón.[38][39] Secondo un articolo del quotidiano La Nacion tale nomina sarebbe avvenuta su richiesta dell'ambasciata italiana.[40][41]

La nomina alla Fenice
Il 22 settembre 2025 è stata nominata direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia[42]. La decisione ha suscitato contestazioni da parte dei professori d'orchestra, che hanno chiesto la revoca dell'incarico con una lettera pubblica in cui criticano la mancanza di trasparenza nella procedura e il curriculum artistico della direttrice[43][44]. Successivamente i lavoratori della Fenice hanno chiesto anche le dimissioni del sovrintendente Nicola Colabianchi[45]. La protesta è proseguita con lo sciopero del 17 ottobre, che ha portato alla cancellazione della prima dell’opera Wozzeck e a una manifestazione[46], seguito il 10 novembre da un corteo assieme a lavoratori di altri teatri italiani[47], mentre si sono ripetuti lanci di volantini[48][49][50].

La decisione ha suscitato altre critiche, fra cui quelle dei direttori d'orchestra Fabio Luisi[51], Silvia Massarelli[52] e Vittorio Parisi (suo ex insegnante)[53], del violinista Uto Ughi[54] e dell'ex sovrintendente del teatro Cristiano Chiarot[55][56], che hanno messo in dubbio l’adeguatezza della nomina[57]. Anche il direttore Peppe Vessicchio ha espresso riserve sulla modalità con cui la nomina è stata gestita, pur riconoscendo e apprezzando le capacità artistiche della direttrice[58]. A sostegno della nomina si sono invece espressi Nicola Colabianchi[59], il direttore del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto[60] e il ministro della cultura Alessandro Giuli.[61]

Discografia
My Journey, Beatrice Venezi, Orchestra della Toscana, 2019, Warner Music Italy[62][63]
Heroines, Beatrice Venezi, Orchestra Haydn, 2021, Warner Music Italy
Pubblicazioni
Allegro con fuoco. Innamorarsi della musica classica (autobiografia), Milano, UTET, 2019, ISBN 978-88-511-6925-1.
Le sorelle di Mozart. Storie di interpreti dimenticate, compositrici geniali e musiciste ribelli, Milano, UTET, 2020, ISBN 978-88-511-8127-7.
L'ora di musica. Invito alla bellezza e all'armonia, Milano, UTET, 2022, ISBN 979-12-21202-71-7.
Puccini contro tutti. Arie, fughe e capricci di un genio anticonformista, Milano, UTET, 2024, ISBN 979-12-21211-40-5.
Programmi televisivi
AmaSanremo (Rai 1, 2020) – giudice
Sanremo Giovani (Rai 1, 2020) – giudice
Festival di Sanremo (Rai 1, 2021) – co-conduttrice
Rinascimenti segreti (Sky Arte, 2022) – narratrice
Voci fuori dal coro (RaiPlay, 2024) – conduttrice
Viva Puccini (Rai 3, 2025) – co-conduttrice e direttore d'orchestra
Spot televisivi
Pasta Garofalo (2018)
Bioscalin (2023)
Onorificenze
Dama dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria
Dama dell'Ordine Civile di Savoia
«Su iniziativa di Emanuele Filiberto di Savoia»
— 8 luglio 2025[64]
Premi e riconoscimenti
2005: 1º premio assoluto del Concorso Nazionale di Interpretazione Pianistica "R. Zucchi"[65]
2006: 1º premio assoluto del 4º Concorso Nazionale per Giovani Musicisti "Luigi Zanuccoli"[65]
2016: premio Michelangelo Cupisti conferito dall'Associazione Culturale Michelangelo Cupisti e dalla Fondazione Festival Pucciniano[66][67]
2017: targa d'argento Luciana Pardini conferita dal circolo Amici della musica "Alfredo Catalani"[68]
2021: Premio Pegaso conferito dalla Regione Toscana[69]
2023: Premio America della Fondazione Italia USA, conferitole alla Camera dei Deputati.[70]
Note
(FR) «Pas de fachos à l’opéra !» : à Nice, le concert d’une chef d’orchestre italienne perturbé par des antifas, su lefigaro.fr, 2 gennaio 2024. URL consultato il 1º febbraio 2024.
I dipendenti del teatro La Fenice di Venezia contro Beatrice Venezi, su ilpost.it, 27 settembre 2025. URL consultato il 28 settembre 2025.
Beatrice Venezi - direttore d'orchestra, su Wireed Next Fest, Milano, 2019. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
Niccolò De Rosa, Intervista al direttore d'orchestra Beatrice Venezi: "andiamo a comandare con la musica classica", in Focus Jynior, 25 luglio 2017. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
(EN) Official Site, su beatricevenezi.com. URL consultato il 10 marzo 2021.
Beatrice Venezi: chi è la prima direttrice d’orchestra, su donnaglamour.it, giugno 2019. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
(EN) Beatrice Venezi | The Music Partnership, su musicpartnership.co.uk. URL consultato il 9 ottobre 2025.
"Musica e Benessere", musiche di W. A. Mozart e L. van Beethoven, su nuovaorchestrascarlatti.it, 30 giugno 2019. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
Alessandro Tommasi, Chi è Beatrice Venezi, su lesalonmusical.it, 8 marzo 2021. URL consultato l'8 marzo 2021.
L'Orchestra Sinfonica di Stato Armena (ASSO) è l'orchestra sinfonica nazionale dell'Armenia, fondata dal direttore armeno Sergey Smbatyan nel 2006 come Orchestra Giovanile di Stato dell'Armenia. È diventata l'Orchestra Sinfonica di Stato Armena nel 2018.
Beatrice Venezi direttore principale ospite del Festival Puccini, su 72º Festival Puccini - Luglio / Settembre 2026, 21 febbraio 2017. URL consultato il 9 ottobre 2025.
Le 50 donne del 2017 secondo il Corriere, su corriere.it.
Forbes Live, a Rimini premiati gli under 30 italiani, su forbes.it, 14 giugno 2018. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2019).
Titti Pentangelo, Beatrice Venezi, direttore d'orchestra: "In Allegro con fuoco racconto la musica classica", su fanpage.it, 6 giugno 2019. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
Orchestra Milano Classica, su milanoclassica.it. URL consultato l'8 marzo 2021.
Beatrice Venezi, su Orchestra della Toscana, 8 giugno 2020. URL consultato l'8 marzo 2021.
(EN) Madama Butterfly Metz 2021 Tiburzi Bettinger Kamenica Ballestra, 4 maggio 2021. URL consultato il 12 ottobre 2025.
(EN) Tim Ashley, L’Amico Fritz review – a lover’s dream on a summer’s night, in The Guardian, 18 luglio 2021. URL consultato il 13 ottobre 2025.
(EN) Quiet charm at Opera Holland Park: Mascagni’s L’Amico Fritz – Opera Today, su operatoday.com. URL consultato il 13 ottobre 2025.
(EN) Opera Holland Park’s delightful L’amico Fritz effortlessly lifts the woes of the world – Seen and Heard International, su seenandheard-international.com. URL consultato il 13 ottobre 2025.
Beatrice Venezi, Orchestra Haydn - Heroines, 2021. URL consultato il 13 ottobre 2025.
Sanremo 2021, Beatrice Venezi: “Voglio essere chiamata direttore d’orchestra, non direttrice”, su ilfattoquotidiano.it, 5 marzo 2021. URL consultato il 12 luglio 2023.
Pegaso della Toscana alla musicista Beatrice Venezi, Giani: “Un premio al talento”, su portalegiovani.comune.fi.it. URL consultato il 13 ottobre 2025.
Taormina Arte: Venezi è il nuovo direttore - Notizie, su ansa.it, 23 agosto 2022. URL consultato il 12 luglio 2023.
Beatrice Venezi nominata consigliera per la musica da Sangiuliano, in la Repubblica, 17 novembre 2022. URL consultato il 17 novembre 2022 (archiviato il 17 novembre 2022).
Il maestro Beatrice Venezi ci racconta com'è pop Puccini, su la Repubblica, 5 aprile 2019. URL consultato il 13 ottobre 2025.
(EN) Beatrice Venezi, su Hollaender Calix. URL consultato il 13 ottobre 2025.
Andrea Bocelli canta Nessun Dorma per la regina Elisabetta, su Radio Italia. URL consultato il 14 ottobre 2025.
Home, su Nuova Orchestra Scarlatti, 14 marzo 2025. URL consultato il 19 ottobre 2025.
Beatrice Venezi dirige il "Concerto per i 30 anni della Nuova Orchestra Scarlatti", su Arti e Spettacolo, 18 marzo 2023. URL consultato il 19 ottobre 2025.
Direttore: Beatrice Venezi, violino: Alessandro Milani, viola: Luca Ranieri, su I Pomeriggi Musicali - Teatro Dal Verme. URL consultato il 19 ottobre 2025.
I Virtuosi Italiani Orchestra, su www.ivirtuositaliani.eu. URL consultato il 23 ottobre 2025.
Gli orchestrali della Sinfonica di Palermo bocciano Beatrice Venezi: “La politica non c'entra, non sa proprio dirigere”, su palermo.repubblica.it, 23 gennaio 2024. URL consultato il 26 settembre 2025.
Il caso dei tre musicisti sospesi per aver criticato la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi, su Il Post, 26 marzo 2024. URL consultato il 26 settembre 2025.
La Turandot di Puccini torna a Buenos Aires, in Ansa, 13 maggio 2024.
Galaxy Opera Gala 2024 | Trucco Management, su truccomanagement.com. URL consultato il 28 settembre 2025.
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Concerto ‘Opera Festa’ diretto dal Maestro Beatrice Venezi, su iicseoul.esteri.it. URL consultato il 23 ottobre 2025.
Simone Garbelli, ARGENTINA | Beatrice Venezi nominata Direttore Principale Ospite del Teatro Colón di Buenos Aires, su italiachiamaitalia.it, 15 novembre 2024. URL consultato il 28 settembre 2025.
mdi, Beatrice Venezi nominata Direttore Ospite al Teatro Colón di Buenos Aires, su professoridorchestra.it, 15 novembre 2024. URL consultato il 28 settembre 2025.
(ES) Cecilia Scalisi, Escándalo en Italia por el nombramiento de Beatrice Venezi como nueva directora musical de un histórico teatro de ópera, su LA NACION, 10 ottobre 2025. URL consultato il 25 ottobre 2025.
Beatrice Venezi nominata al teatro di Buenos Aires per "l'amicizia con Meloni"? Il M5s: "L'Italia non esporta più musica: esporta clientele", su lespresso.it. URL consultato il 24 ottobre 2025.
Beatrice Venezi nuova direttrice musicale della Fenice, 22 settembre 2025. URL consultato il 22 settembre 2025.
Alba Romano, Beatrice Venezi e la lettera degli orchestrali del Teatro La Fenice: «Non ha mai diretto opere, il curriculum è inadeguato», su open.online, 26 settembre 2025. URL consultato il 26 settembre 2025.
Corrado Formigli, Piazzapulita, La7, 11 dicembre 2025
Venezia, i lavoratori del teatro La Fenice chiedono le dimissioni del sovrintendente Colabianchi, in Rai News, 25 ottobre 2025.
La Fenice oggi in sciopero contro Beatrice Venezi, annullata la prima dell'opera Wozzeck, in adnkronos, 17 ottobre 2025.
La Fenice, corteo dei lavoratori contro la nomina di Beatrice Venezi, in Rai News, 11 ottobre 2025.
Beatrice Venezi contestata a La Fenice: volantini in platea contro la sua nomina, in la Repubblica, 27 Settembre 2025.
Vera Mantengoli, Fenice, protesta in occasione della prima della stagione lirica. Volantini contro Beatrice Venezi: «No all'ingerenza del potere», in Corriere della sera, 20 novembre 2025.
La Fenice, ancora volantini e telefoni accesi contro la nomina di Venezi, su la Repubblica, 29 novembre 2025. URL consultato il 10 dicembre 2025.
«Beatrice Venezi faccia un passo indietro. Alla Fenice serve un nome di qualità, lei è immatura e gesticola in modo rudimentale», su corriere.it, 2 ottobre 2025. URL consultato il 2 ottobre 2025.
Alba Romano, Direttrici d'orchestra contro: «Beatrice Venezi? La musica non è un concorso di bellezza», su open.online, 24 settembre 2025. URL consultato il 26 settembre 2025.
Flavio Marcolini, Il caso Fenice: «Beatrice Venezi era mia allieva. Fossi in lei, me ne andrei. Non è vero che è stata discriminata: per ragioni politiche ha avuto possibilità negate ad altri. Gli orchestrali hanno ragione», in Brescia Oggi, 2025.10.01T10:06:15+0200. URL consultato il 12 ottobre 2025.
La mezza marcia indietro del grande violinista Uto Ughi: «Beatrice Venezi è preparata ma le manca l’esperienza», su corrieredelveneto.corriere.it, 11 ottobre 2025. URL consultato il 12 ottobre 2025.
Venezi, il comico di una brutta nomina, in il Manifesto, 23 settembre 2025. URL consultato il 26 settembre 2025.
Chiarot: “Venezi alla Fenice inadeguata per curriculum non per le idee politiche”, in la Repubblica, 30 settembre 2025.
In che senso Beatrice Venezi non è adatta per un teatro come La Fenice, su Il Post, 17 ottobre 2025. URL consultato il 18 ottobre 2025.
Cecilia Dardana, Beatrice Venezi, Beppe Vessicchio a Open: «Non condivido le sue idee, ma solidarizzo con lei. Ne parlavano tutti bene prima che dicesse per chi votava. Poi commenti sgradevoli», in Open, 3 ottobre 2025. URL consultato il 9 novembre 2025.
Beatrice Venezi contestata alla Fenice, il sovrintendente Colabianchi: «Scelta perché brava, giovane e donna. Gli abbonamenti persi? Tre su oltre duemila», su corrieredelveneto.corriere.it, 27 settembre 2025. URL consultato il 10 ottobre 2025.
Beltotto: «Venezi ha il curriculum e pure l’esperienza. Le proteste? Intollerabile arroganza sindacale», su corrieredelveneto.corriere.it, 28 settembre 2025. URL consultato il 2 ottobre 2025.
Redazione web Tgr Veneto, Il caso Fenice, il ministro Giuli: "Venezi eccellente, non farà rimpiangere i predecessori", su rainews.it, 30 settembre 2025. URL consultato il 2 ottobre 2025.
Beatrice Venezi, in autunno il primo album della direttrice d’orchestra acclamata a livello internazionale, su socialartist.it, 10 luglio 2019. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
Beatrice Venezi, un album su Puccini: "Fu il primo influencer", in La Nazione, Lucca, 16 ottobre 2019. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
La lucchese Beatrice Venezi dama all'Ordine Civile dei Savoia, in La Voce di Lucca, 16 settembre 2025.
Beatrice Venezi dirige l'orchestra sinfonica a Crodoba, su Agenzia italiana stampa estero, 26 marzo 2019. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
Letizia Tassinari, Il Premio Michelangelo Cupisti 2016 al Maestro Beatrice Venezi[collegamento interrotto], su tgregione.it, 17 agosto 2016. URL consultato il 2 aprile 2021.
Premio Cupisti alla direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, su luccaindiretta.it. URL consultato l'11 dicembre 2022 (archiviato l'11 dicembre 2022).
A Beatrice Venezi il premio Luciana Pardini del circolo Catalani, su luccaindiretta.it, 11 settembre 2017. URL consultato il 3 novembre 2019 (archiviato il 3 novembre 2019).
Agenzia Vista, Premio Pegaso al direttore Beatrice Venezi. Le immagini, su affaritaliani.it, 12 marzo 2021. URL consultato il 2 aprile 2021.
Premio America - Edizione 2023, su italiausa.org.
Altri progetti

gasparrone - 08/01/2026 20:39

Beatrice Venezi è una celebre direttrice d'orchestra e pianista italiana, nota per la sua carriera internazionale e l'impegno nel rendere la musica classica accessibile, pur essendo al centro di dibattiti mediatici per le sue posizioni conservatrici e i legami politici, e per il suo ruolo di direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia, con una vita privata riservata ma legata a un economista argentino.

Carriera Musicale:

Formazione: Laureata in pianoforte e direzione d'orchestra, ha studiato con maestri come Piero Bellugi e Gianluigi Gelmetti.

Successi: Ha diretto orchestre prestigiose in tutto il mondo (Giappone, Canada, USA, ecc.) e ricopre ruoli chiave, come Direttore Principale dell'Orchestra Milano Classica e Direttore Ospite Principale del Festival Pucciniano.

Riconoscimenti: Inserita tra i 100 giovani leader da Forbes, ha ricevuto premi e collaborazioni con artisti come Andrea Bocelli.


Vita Privata:
Relazioni: È legata a un economista argentino, di cui ha parlato in programmi televisivi senza rivelare troppi dettagli.

Famiglia: Suo padre, Gabriele Venezi, si candidò sindaco di Lucca con Forza Nuova.

Presenza Mediatica:

Polivalente: Oltre alla direzione, è stata co-conduttrice a Sanremo, giudice ad AmaSanremo, e narratrice di programmi su Sky Arte.
Dibattito: È spesso al centro di discussioni per la sua immagine glamour e le sue opinioni politiche conservatrici, che attraggono sia ammiratori che critici.

In sintesi, Beatrice Venezi è una figura di spicco nella musica classica, che unisce talento e visibilità mediatica, sebbene talvolta controversa, portando la sua visione e il suo impegno sui palcoscenici e nel dibattito pubblico.

da GOOGLE

pignattaro - 08/01/2026 20:37

Ennesima occasione per offrirgli la possibilita' di fare un concerto senza esserselo meritato sul campo. Vorrei sapere chi paga. (non mi dite i biglietti di ingresso perche' gli spettatori saranno "selezionati").
Veramente furbi questi di destra, ma io non abboccherei, fate il concerto, rispettatela , applauditela, ma poi ribadite che le nomine si fanno presentando curricula ( non quelli del solito che li pubblica qui sopra).

Anonimo - 08/01/2026 19:13

Ha ragione il generale Vannacci: Va tutto "al contrario". Fare dirigere a un extracomunitario un concerto al Giglio-Puccini. Sono senza parole!

anonimo - 08/01/2026 18:19

Spero se ne parli ancora per tutto 2026

Dino - 08/01/2026 15:17


Fenice, la proposta di Lucca: «Concerto della pace con Beatrice Venezi». Le spillette di protesta vanno a ruba
giovedì 8 gennaio 2026

Fenice, la proposta di Lucca: «Concerto della pace con Beatrice Venezi». Le spillette di protesta vanno a ruba
di Gianpaolo Bonzio

VENEZIA - Un concerto dell’orchestra della Fenice a Lucca, diretto da Beatrice Venezi, per “riappacificare gli animi”. La singolare proposta arriva dall’amministratore unico del teatro del Giglio di Lucca, Giorgio Angelo Lazzarini, che interviene con determinazione sulla lunga protesta degli orchestrali di Venezia.
A Lucca, la città di Beatrice Venezi, non piace affatto la bocciatura dell’illustre concittadina e per questo da più parti si sono mosse critiche agli orchestrarli che da mesi si oppongono alla nomina della pianista alla direzione musicale del teatro di campo San Fantin. E che in passato si sono anche esibiti direttamente all’aperto, in un campo veneziano.

«Questa proposta - precisa Lazzarini - punta a far tacere l’assurda campagna denigratoria verso una nostra concittadina, con questo concerto della Fenice in città si potranno misurare veramente i valori in campo e riappacificare gli animi, con sommo giovamento per la cultura italiana».













Dal web

Lo Spillatore - 08/01/2026 15:16

Apprendo dai giornali che il teatro del Giglio ha intenzione di chiamare a dirigere un concerto tale Zubin Mehta. Un semisconosciuto (io non l'avevo mai sentito nominare prima), extracomunitario (nato a Bombay!), vecchissimo (novant'anni!!!). Ma come: il teatro cittadino preferisce chiamare questo tizio piuttosto che Beatrice Venezi! Una giovane donna talentuosa, brava e molto bella! Una vera eccellenza lucchese! È proprio vero: lo strapotere e l'arroganza della lobby culturale di sinistra cripto-comunista non ha limiti!

anonimo - 08/01/2026 12:36

..Colombo a Vienna e Venezi a Lucca!! Mi sembra una soluzione logica. Anche se forse si potrebbe fare Colombo in Colombia, a dirigere l'opera di Bogotà e Venezi in Venezuela a dirigere quella di Caracas grazie a una bella sponsorizzazione trumpiana!!

Anonimo - 08/01/2026 03:18

Ci sono altri virtuosi che poi ci rimangono male e Colombiani, W Teani, W Venezi
.............................
https://www.stefanoteani.it/
Compositore, Direttore d’orchestra e Pianista performer.

Completati col massimo dei voti gli studi in Conservatorio, ha frequentato nel 2016 la Italian Opera Academy del Mº Muti e nel 2017 ha conseguito con il massimo dei voti il Master di I livello di Musica Applicata all’Immagine. Si è perfezionato con Maestri di chiara fama in pianoforte (De Maria, Delle Vigne, Balzani), composizione (Murail, Corghi, Bonifacio) e direzione (Neuhold, Bufalini, Kuhn).

Dal 2018 è compositore in residence presso l’Accademia di Montegral di Gustav Kuhn, del quale è assistente. L’anno successivo, la sua opera Maximilian – composta a quattro mani col compositore Beomseok Yi – è stata eseguita al Tiroler Festspiele di Erl (Austria). Nel 2020 fonda l’Orchestra Sinfonica della Versilia, della quale è Presidente e Direttore Musicale. Nello stesso anno pubblica il libro “L’epoca dell’Essere, la musica del mondo nuovo” (Felici Editore). Appassionato di filosofia e di discipline orientali, ha studiato Filosofia all’Università di Pisa e pratica il Karate, lo Iaido e il Jodo.

L'epoca dell'essere. La musica del mondo nuovo

Lucca é ricca di musici - 07/01/2026 21:12

mi pare che sia giunto il momento di far prevedere la ragione e il buon senso. Mi pare evidente che la Venezi, grandissima direttrice e donna di fascino, non sia benvoluta alla Fenice. Può succedere, e ce ne faremo una ragione. Non è la prima volta che il popolino invidioso non riconosce un grande talento. A questo punto, perché non chiamare la Venezi a dirigere il festival "Puccini e la sua Lucca"? Si tratta di un incarico veramente prestigioso, con in più, il vantaggio di essere ospitato a Lucca, la città che negli ultimi anni sta occupando un ruolo centrale sul piano nazionale e internazionale (vedi le serie televisive Rai e il film di Dustin Hoffman) . Certo, l'attuale direttore, il grande Colombini, rimarrebbe disoccupato. Ma potrebbe andare lui alla Fenice, con il giusto appoggio del governo. O anche in altre sedi prestigiose, a Milano, a Roma, Torino oppure Napoli, o anche Vienna, dove il Colombini ha già suonato. Con un po' di buon senso, una soluzione si trova.

anonimo - 07/01/2026 17:12

Pur di dirigere la Fenice si è cambiato il cognome per sembrare veneziano?!?! Il veneziano Colombin vuol conquistare Venezia per far fuori la Venezi!!! Che venezieide!!!!

Anonimo - 06/01/2026 22:47

Non si può definire diversamente: è un atteggiamento razzista quello che porta a favorire la Venezi e a tacere dei meriti di Colombini. La Venezi sarà anche brava, ma è soprattutto giovane e bella. Colombini, che è un grande maestro (così dicono) ha il "demerito" di essere uomo, un po' attempato e anche bruttino. Ma allora, dico io, perché Venezi sì e Colombini no? Non meriterebbe forse Colombini di dirigere la Fenice? Forse che Colombini non è un'eccellenza lucchese? Colombini potrebbe andare alla Fenice, e la Venezi potrebbe andare alla Scala. Sarebbe la quadratura del cerchio!

Anonimo - 06/01/2026 19:20

Solo COLOMBIN deve dirigere la FENICE

Dario - 06/01/2026 13:57

Il “caso Venezi” continua a occupare le cronache
di Roberto Di Pietro – 5 gennaio 2026
Città Nuova

Prosegue, lungo e tenace, il braccio di ferro tra i musicisti del Gran Teatro La Fenice e la Sovrintendenza del teatro, responsabile della nomina di Beatrice Venezi come prossima direttrice musicale dell’ente lirico.


La Venezi è una giovane pianista e direttrice d’orchestra molto intraprendente, che gli orchestrali e le maestranze del teatro, insieme a buona parte del mondo musicale, ritengono inadeguata all’importante ruolo di responsabile della direzione musicale di un Ente lirico tra i più prestigiosi del mondo.


Il lungo braccio di ferro torna d’attualità perché in occasione del concerto di Capodanno, evento cult dell’orchestra veneziana, tutti gli orchestrali e i coristi hanno inscenato una silenziosa protesta, indossando una piccola spilla dorata con una chiave di violino e un cuore, per ricordare al pubblico la dura vertenza in corso.


Anche il Maestro Michele Mariotti, che dirigeva l’orchestra nel concerto, indossava il simbolo della protesta insieme a molti spettatori a cui la spilla era stata distribuita all’ingresso del teatro.


Ha acuito la tensione il fatto che il sindaco di Venezia non abbia rivolto quest’anno il tradizionale saluto al coro e all’orchestra prima dell’inizio dello spettacolo. Luigi Brugnaro, in quanto sindaco, è anche Presidente della Fondazione Teatro La Fenice e come tale è colui che ha formalmente nominato il Sovrintendente Colabianchi, del quale gli orchestrali e le maestranze chiedono oggi le dimissioni.


Brugnaro si è giustificato dicendo di non aver avuto il tempo, quest’anno, per il tradizionale saluto ai musicisti.


Un po’ di speranza viene dalle parole del sovrintendente Colabianchi, che ha commentato: «Ho visto l’orchestra e il coro durante le prove. Tutte le forme di protesta garbate sono legittime; mi auguro che al più presto si possa arrivare a scelte condivise, a confrontarsi per trovare quell’equilibrio che tutti cerchiamo».


La nomina del Direttore musicale di un ente lirico è cosa che ha sempre interessato un pubblico di addetti ai lavori: musicisti, giornalisti, critici musicali, esperti di musica e spettatori attenti. Il caso Venezi continua ad occupare le cronache perché appassiona un pubblico assai più ampio di quello dei soli addetti ai lavori.


La maestra Venezi gode di referenze politiche “di peso”, per i suoi palesi legami con il maggior partito di governo e dell’amicizia con i massimi esponenti del partito. Venezi vanta il “Premio Atreju 2021” e da quando il Governo è in carica è consigliera del Ministero della Cultura.


Il mondo musicale — quello degli “addetti ai lavori”, di destra o di sinistra — quasi unanime, considera il suo valore artistico e il suo curriculum assai meno “pesanti” delle referenze politiche. Questo è già un fatto quasi inedito, perché il valore artistico del dirigente di un Ente Lirico non è in genere messo in discussione.


Il problema, insomma, è che la discussione che dovrebbe essere puramente tecnica è vittima di una “polarizzazione”, come oggi si usa dire, tra chi parteggia per la destra e chi per la sinistra.


Dicemmo già che non è facile valutare un direttore d’orchestra. Eppure oggi tutti ritengono di avere un’autoritaria opinione sulle doti artistiche di questa giovane direttrice. «È brava», sentenzia chi ostenta simpatie di destra. «Non è all’altezza», sentenzia chi è schierato a sinistra. Tutti vantano una sicura opinione e rivendicano legittimità e autorevolezza dei loro giudizi, anche se non hanno mai ascoltato un concerto in vita loro.


Tocca essere d’accordo con Cristiano Chiarot, ex sovrintendente della Fondazione del Teatro La Fenice, che ha definito il caso “una pagina opaca nella storia recente della cultura italiana”, e “un esempio didascalico del livello a cui può scendere la lottizzazione — e noi aggiungiamo, la polarizzazione politica — nel nostro Paese.”

Mamadolores - 06/01/2026 02:35

ancora piu' su

https://www.cittanuova.it/il-caso-venezi-continua-a-occupare-le-cronache/

dove dove - 06/01/2026 02:28

Andrea Colombini

Nato a Lucca nel 1968, è diplomato ragioniere ed ha successivamente studiato all’Università di Pisa ed all’Università di Cambridge (UK – Trinity College), dove ha ottenuto l’abilitazione all’insegnamento della lingua inglese per stranieri.

Ha studiato privatamente pianoforte, canto, composizione, contrappunto e percussioni, iniziando a dirigere nel 1994 ed eseguendo sin da allora più di 400 concerti alla testa d orchestre di valore nazionale ed internazionale tra cui l’Orchestra Sinfonica di Sofia, L’Orchestra Filarmonica di Sofia, la Mozart Chamber Orchestra of London, l’Orchestra Filarmonica Nazionale Italiana, l’Orchestra Sinfonica Città di Grosseto, l’Orchestra OIDA di Arezzo e l’Orchestra Filarmonica di Lucca, che egli ha creato e di cui è direttore artistico e direttore principale sin dal 2011.

Con quest’ultima soltanto egli ha eseguito quasi 300 concerti sia a Lucca che in molti teatri Italiani (La Spezia, Torino, Firenze, Grosseto, Perugia, Montecatini terme, Bologna, Arezzo, Parma) e internazionali (6 concerti al Musikverein di Vienna nella Sala d’Oro degli Amici della Musica).

Ha diretto LA BOHEME nel nuovo allestimento al teatro del Giglio nell’ottobre 2017, essendo il primo direttore d’orchestra a curare anche la regia dell’Opera Pucciniana.

E’ stato il primo esecutore italiano – regolarmente registrato internazionalmente – di lavori di Anton Bruckner (Sinfonia n.8 nella versione Haas 1887/1890), Edwar Elgar (Pomp and Circumstance no.5), Ralph Vaughan Williams (Oboe Concerto, English Folk Songs Suite & Sea Songs).

E’ uno dei tre biografi esistenti di Herbert Von Karajan, su cui , nel 2012, ha pubblicato, per i tipi di CDE PISA, il Saggio Biografico e Documentario “Il Mal di Karajan”.

Si interessa di teatro dal 1989, avendo studiato e seguito seminari di Orazio Costa a Firenze e Lucca, sia come attore che come regista.

In questa ultima veste ha messo in scena a Lucca, nell’ambito del Puccini e la sua Lucca Festival, LA BOHEME (3 diversi allestimenti), TOSCA, DON GIOVANNI, IL TROVATORE, LA TRAVIATA, RIGOLETTO.

Lavora come “volto culturale” per Sky International (per cui ha prodotto il documentario PASSIONS: PUCCINI by ANDREA COLOMBINI distribuito in tutto il mondo) e produrrà altri sei documentari tra il 2019 ed il 2020.

Nel 2017, come evento clou del 1° festival mondiale della Robotica organizzato dalla Università di Pisa e dalla Alta Scuola di perfezionamento Sant’Anna – Pisa, ha donato il suo gesto al primo robot direttore d’orchestra della storia, YUMI, della ABB Zurich, dirigendo anche Andrea Bocelli al teatro Verdi di Pisa.

Sin dal 1993 è agente monomandatario per l’Italia della Bande Militari dell’Esercito Britannico, con all’attivo quasi 90 tours delle Bande dei più famosi reggimenti scozzesi e la registrazione di 5 video con l’Orchestra Filarmonica di Lucca da Lui diretta e la Banda di Cornamuse delle Scots Guards.

E’ regista di video musicali e sin dal 2013 ha realizzato più di 140 programmi televisivi con concerti da Lui diretti, in varie locations europee, alla testa della Orchestra Filarmonica di Lucca.

Ha studiato ed è stato assistente di Danilo Dolci, Martin Kojman, Peter Maag.

Vive tra Lucca e Londra, città nella quale è membro effettivo del Lansdowne Club e del prestigioso Travellers’ Club.

Il 6 Marzo 2004 crea il Puccini e la sua Lucca festival, e sin da quel momento, grazie a 5100 circa concerti e recitals effettuati, rimane la principale entità pucciniana a livello mondiale e l’unico festival, con soli artisti professionisti, ad essere dedicato a Giacomo Puccini ed alla sua musica in ogni parte dell’anno e nella città ove Puccini nacque.

Voluto grazie alla volontà della Famiglia Borselli Colombini e diretto sin dalla sua nascita da Andrea Colombini, il festival si è imposto – grazie a 16 anni di grande attività e di impegni nazionali ed internazionali ampiamente documentati sia a livello web che a livello stampa – come non solo una delle principali realtà culturali e musicali italiane ed europee (con quasi 100 artisti professionisti associati stabilmente, 4 pianisti accompagnatori, 2 orchestre sinfoniche stabili e 2 cori impegnati ogni anno stabilmente, sia in Italia che all’estero) ma come una delle principali se non la principale attrazione turistico culturale di Lucca, con quasi 53mila biglietti staccati nel 2018 e con quasi 980mila biglietti staccati in 16 anni di attività, considerando anche una ricca stagione sinfonica annuale (giunta al suo 7° anno, la Stagione dell’Orchestra Filarmonica di Lucca – www.filarmonicalucca.it) e una altrettanto ricca stagione cameristica (il Festival di Pasqua e Pentecoste, 20 edizioni).

Collabora stabilmente con Sky International per documentari musicali.

Il festival si vanta di non ricevere da 6 anni alcun tipo di contributo o sovvenzione pubblica se non la sponsorizzazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Il festival è presieduto e diretto artisticamente dal M° Prof.Andrea Colombini sino al 31 Dicembre 2020.

ADRIANO C. - 05/01/2026 22:28

prendiamo esempio da altri quotidiani e con questo post facciamo il botto :

Dall’overtourism al caso Venezi, ecco i 15 articoli più letti su ilNordEst.it
Abbiamo raccolto i contenuti più cliccati sul nostro sito nel 2025. In classifica compaiono due pezzi sull’affollamento al lago di Sorapiss e sulla nomina dell’artista a direttrice musicale del teatro La Fenice

Spilletta Antifascista - 05/01/2026 19:39

a me piace la Venezi e a me non piace la Venezi sono di destra e sono di sinistra
ma quale destra ma quale sinistra

capisco di musica
non capisco di musica

e' raccomandata
non e' raccomandata

sono finto tonto faccio sul serio
sono serio sono un coglione
odio amo


e mi raccomando !!

Renato UNO - 05/01/2026 19:37

Ma di preciso dove ha letto di qualcuno che “la riduce a “di destra e fine””? Ma ha almeno capito di cosa stiamo parlando o è qua solo a fare propaganda e mettere in campo il consueto siparietto vittimista? La Venezi, secondo molti, non ha i titoli per il ruolo che le è stato affidato. Di questo si discute. Potrebbe pure essere un unicorno, avere tre gambe o essere nazifascista o marxista leninista: il punto sono i titoli e il curriculum. Il resto sembra interessare silo ai suoi supporter. Ma fate i finti tonti o siete tonti sul serio?

anonimo - 05/01/2026 17:23

Da lucchese lo dico piano ma chiaro...
La musica non vota, non fa tessere e non chiede da che parte stai: suona e basta...
Chi la riduce a “di destra e fine” probabilmente ascolta più polemiche che spartiti.
Noi, intanto, ci godiamo una direttrice brava sul serio. Il resto è rumore di fondo, manco intonato.

Renato Uno - 05/01/2026 11:30

Anche io mi immalzo a scrivere voglio che vi sia pubblicità a questa ragazza..

Quindi accontento tutti:
Fase uno

Venezi non è capace e non è un orgoglio di Lucca

Fase 2

La Venezi è una persona squisita ed ha diritto per bravura a dirigere la Fenice

Dante il Becco - 05/01/2026 11:28

"una donna straordinariamente brava, bella e intelligente cose che, indubbiamente, se sono a sinistra tutti ad applaudire, se, invece, a destra, tutti ad inveire"
..le ricordo sommessamente che - sino a prova contraria - mentre lei vomita insulti, orrori ortografici e odio sulla cosiddetta sinistra che tanto la indigna e che non si è mai sognata di offendere lei o la Venezi, la maggioranza (sia lucchese che nazionale) è di destra. Marcatamente di destra.
Ci rifletta, e mentre rigira la frittata per l'ennesima inutile volta si faccia un bell'esamino di coscienza (se - oltre al monopolio dell'orgoglio lucchese - ne ha una).

Anonimo - 05/01/2026 02:31

Mi scusi, lo ripeto, gli orchestrali della Fenice non vogliono la Venezi perché la ritengono musicalmente non all'altezza di un teatro come La Fenice. Poi se la vuol buttare in boiate tipo l'eterosessualità e la bellezza.... Non penso che agli orchestrali della Fenice interessi con chi va a letto la Venezi, se l'ammetterebbero a Lady Universo (per Miss Universo sarebbe troppo vecchia alla sua età) o cose simili e del tutto irrilevanti agli effetti della direzione artistica e musicale.

Anonimo - 05/01/2026 00:18

Qualcuno ha scritto: "......in ambienti musicali e culturali abbondano professionisti che privatamente votano a destra o comunque non si riconoscono nella sinistra militante, ma pubblicamente tacciono. Silenzio prudente, per non perdere incarichi, inviti, pacche sulle spalle. ...". Mi scusi, ma la destra è al governo. Un alieno che leggesse le sue dieci righe penserebbe che in Italia ci fosse una specie di democratura di sinistra di modello cubano, per cui il povero musicista di destra, per non finire a pulire i cessi del conservatorio, preferisce tacere.

Anonimo - 05/01/2026 00:08

Mi scusi, ma la spilla non la porta la Venezi, bensì la portano gli orchestrali, direttore compreso, che non vogliono la Venezi alla Fenice. Quanto a tutto il peana sulla donna libera, intelligente e giovane, esso non c'entra nulla. Gli orchestrali della Fenice non vogliono la Venezi perché la ritengono non sufficientemente preparata sul piano musicale. Su tale opinione degli orchestrali si può essere in totale disaccordo, ma cazzo, è un'opinione legittima. Ci mancherebbe che un musicista non potesse avere libere opinioni sulla preparazione di una collega!!!

Anonimo - 04/01/2026 23:59

Ovvero? Cosa vuol dire Lei?? Che l'orchestra della Fenice fa dormire, per cui la Venezi dovrà salvarla? Oppure che l'anno prossimo, con la Venezi sul podio dell'orchestra soporifera, la RAI dovrebbe smettere di trasmettere il concerto veneziano (che diventerebbe veneziano della Venezi), per farci vedere quello austriaco?

Anonimo - 04/01/2026 23:50

fuori dal coro :


Come sarebbe bello se tutta la città di Lucca, senza distinzioni politiche o ideologiche, si stringesse attorno a quella che, a tutti gli effetti, è una eccellenza lucchese. Invece e salvo qualche sporadica presa di posizione, nessuno se la sente di metterci la faccia e correre, si fa per dire, in soccorso - anche se non ne ha bisogno visto il carattere che ha - di una donna straordinariamente brava, bella e intelligente cose che, indubbiamente, se sono a sinistra tutti ad applaudire, se, invece, a destra, tutti ad inveire. Beatrice Venezi ha vissuto un 2025 tutt'altro che tranquillo e sereno. Dopo la nomina al teatro di Venezia sembrava che, finalmente, le porte della... gloria le fossero state aperte e lei stessa era molto fiduciosa. Probabilmente non poteva immaginare quello che qualcuno le stava preparando ossia una campagna di odio e di umiliazione che ha visto suoi colleghi e non solo arrivare ad indossare persino una spilletta in segno di protesta contro la sua scelta. Che la Sinistra faccia schifo lo abbiamo sempre saputo, che faccia anche vomitare il porco, però, lo scopriamo giorno dopo giorno. Ma come si fa ad attaccare così duramente, umiliandone la persona e la figura professionale, un direttore d'orchestra, per di più donna, accusandola, in sostanza, di essere sponsorizzata, addirittura, dal Governo Meloni e dalla destra? Il fatto che il padre di Beatrice Venezi sia stato candidato a sindaco per Forza Nuova non è e non deve essere una aggravante per la figlia, casomai una attenuante perché le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli. Il fatto, poi, che Venezia sia di destra, anche qui è u n merito e il coraggio di una scelta visto che la Cultura è stata saccheggiata a piene mani ovunque dal Pci e dagli pseudointellettuali cannibaloidi verniciati di rosso. Che, poi, sia anche bella, è innegabile e, per di più, eterosessuale quindi emblema di quella femminilità che la Sinistra vorrebbe stroncare per un mondo targato Lgbtq. Last but not least, ha sempre detto che a lei piace il termine direttore d'orchestra e non direttora o direttrice. Alla faccia delle sinistroidi radical chic piene di soldi presi a sbafo facendo politica. Ricordiamo a queste ranocchie che tanti anni fa, metà anni Ottanta, ci capitò di incontrare una donna meravigliosa e antifascista, Tullia Romagnoli, figlia di Ettore Romagnoli, uno dei più illustri grecisti italiani. Ebbene, sapete qual era la sua aspirazione? Diventare ambasciatrice? Nemmeno per sogno, diventare ambasciatore, Era di sinistra e apparteneva alla Sinistra Indipendente ovverosia a quella Sinistra fuoriuscita dai dogmi ideologici che avevano sempre contraddistinto i comunisti e che ora contraddistinguono i Nuovi Venuti invertebrati. Ecco perché se c'è una persona alla quale ce la sentiamo di augurare un 2026 strepitoso e alla faccia dei suoi denigratori, quella è Beatrice Venezi orgoglio di questa città.

link
urly.it/31dc-z

Fuori dal Coro - 04/01/2026 17:03

Certo che a molti piace! Gli elettori di destra non sono mica pochi, e a loro interessa ben poco della effettiva bontà di un artista. Poco importa se non l’hanno mai sentita e a malapena sanno di cosa si occupa. Gli basta sventolare la bandierina e accusare i detrattori di “odio”. Tenetevela stretta, amatela, difendetela, per Dio, e tenetevi stretto anche Povia. I gusti son gusti!

anonimo - 04/01/2026 13:51

a molti piace a dispetto dell'odio e critiche insulse poi forse loro sono piu' intellettuali e capiscono piu' di me ma mi apre che le battute siano piu' sul fato che e' di sponda politica dx che a livello musicale

daniele - 04/01/2026 11:30

“ Le critiche più feroci non arrivano da grandi analisi musicali, ma da chi di musica capisce poco o nulla, però è molto ferrato nel riconoscere il “nemico ideologico””
Certo, cara ennesima vittimina destrofila piangente. È risaputo che orchestrali e maestranze del teatro La fenice non capiscono nulla di musica!
Non fate nemmeno più ridere.

Anonimo - 04/01/2026 00:23

Che Beatrice Venezi non sia Karajan in gonnella lo sanno tutti, lei per prima probabilmente. Ma il punto non è questo, e chi finge che lo sia mente sapendo di mentire. Il punto vero è che ha successo, è visibile, parla chiaro, non chiede scusa e soprattutto non nasconde la propria appartenenza culturale e politica. Ed è qui che, più della bacchetta, partono i colpi.
Venezi viene giudicata molto più per ciò che rappresenta che per ciò che dirige. Le critiche più feroci non arrivano da grandi analisi musicali, ma da chi di musica capisce poco o nulla, però è molto ferrato nel riconoscere il “nemico ideologico”. A Lucca, poi, la faccenda si complica: essere concittadina non la protegge, anzi. Più che l’orgoglio locale, prevale una certa insofferenza tutta italiana verso chi esce dal recinto previsto. Se sei donna, giovane, visibile e pure di destra, il combinato disposto è micidiale.
Il paradosso è evidente: in ambienti musicali e culturali abbondano professionisti che privatamente votano a destra o comunque non si riconoscono nella sinistra militante, ma pubblicamente tacciono. Silenzio prudente, per non perdere incarichi, inviti, pacche sulle spalle. Venezi invece no. Lei ci mette la faccia. E questo, nel mondo della cultura italiana, è considerato più grave di una stecca.
La parola “raccomandata” viene usata con una leggerezza sospetta. Come se le carriere negli enti lirici e culturali fossero improvvisamente un eden meritocratico, e come se prima di lei non fossero esistiti direttori mediocri, nominati per appartenenza, amicizia o convenienza politica. Ma quelli andavano bene, perché stavano dalla parte giusta. Lei no, quindi diventa il simbolo di tutto ciò che non si sopporta.
Si può discutere il suo livello artistico, ed è legittimo farlo. Ma fingere che il problema sia solo musicale è intellettualmente disonesto. Beatrice Venezi paga il prezzo di essere fuori schema, e in Italia lo schema culturale è ancora largamente sorvegliato. Alla fine, più che una direttrice d’orchestra, è diventata uno specchio: non riflette tanto la sua bravura, quanto l’ipocrisia di un ambiente che predica pluralismo e pratica scomuniche selettive. E questo, che piaccia o no, spiega molto meglio del solfeggio perché se ne parli così tanto.

D. S. - 03/01/2026 18:40

La Venezi non sarà una cima ma ha molto Tempoper migliorare.. . I vecchi direttori oramai dinosauri sono sempre stati raccomandati e la gente non li critica perché non sono di destra e perché poi la gente di musica classica non capisce in cazzo.

Almeno la Venezi cerca di portare a tutti questa musica, che anche con chi le fa pubblicità a forza di noiose è continue critiche la fa conoscere ed apprezzare sempre di più

Di solito chi è odiato tanto prima o poi ha un riscatto di successo multiplo....

A prescindere dalla politica

Alias - 03/01/2026 18:34

È tutta invidia. Vi piacerebbe, vero, avere una raccomandazione blindata come quella della Venezi? Non ce l'avete, per questo siete invidiosi. Rosicate, rosicate, rosicateeeee!!!

anonimo - 03/01/2026 12:58

Beatrice Venezi, una spilla, un teatro e un odio che dice più di chi lo prova che di chi lo lancia

Beatrice Venezi è diventata, suo malgrado, molto più di una direttrice d’orchestra. Alla Fenice di Venezia una spilla appuntata sul petto è bastata per accendere un incendio che nulla aveva a che fare con la musica. Un gesto silenzioso, discreto, personale, trasformato in caso nazionale, in pretesto per giudizi feroci, prese di posizione isteriche, accuse che hanno rapidamente smesso di parlare di arte per scivolare nell’ideologia e, peggio ancora, nel livore.

La spilla non disturbava l’esecuzione, non interrompeva il concerto, non imponeva nulla a nessuno. Eppure ha scatenato una reazione sproporzionata, come se una giovane donna, competente e visibile, non potesse permettersi nemmeno un segno minimo di dissenso o di identità senza essere immediatamente messa sotto processo. Non un confronto, non una critica argomentata: spesso solo odio, sarcasmo, delegittimazione personale.

Quello che colpisce è che l’attacco raramente riguarda la qualità del suo lavoro. Pochi parlano di come dirige, di come studia le partiture, di come si è costruita una carriera in un ambiente storicamente chiuso e poco indulgente. Molti, troppi, preferiscono parlare di lei come simbolo da abbattere. È più comodo. È più facile che ammettere che una donna giovane, preparata e autonoma possa avere anche un pensiero proprio.

Questo clima non si ferma a Venezia. Anche in contesti più piccoli, Lucca compresa, il meccanismo è lo stesso: etichette affibbiate in fretta, frasi sussurrate che diventano sentenze, social usati come sfogatoio. Non importa averla ascoltata dirigere, non importa conoscerne davvero il percorso. Conta solo da che parte la si immagina. E se non coincide con la propria, allora diventa un bersaglio legittimo.

C’è qualcosa di profondamente ipocrita in tutto questo. Si invoca la libertà, ma solo per chi la pensa “nel modo giusto”. Si difende l’arte come spazio neutro, salvo poi pretendere che chi la fa sia muto, allineato, innocuo. Venezi paga il prezzo di essere visibile e non remissiva. E forse anche quello, non dichiarato, di non chiedere scusa per esistere.

Alla fine, la spilla passerà, come passano tutte le polemiche costruite a tavolino. Resterà il lavoro, resterà la musica. E resterà una domanda scomoda: perché in questo Paese una giovane direttrice d’orchestra riesce a far discutere più per quello che indossa che per quello che dirige? La risposta, purtroppo, non riguarda lei. Riguarda noi.

MagnesioStereo - 03/01/2026 11:03

spero che questo post arrivi ai massimi commenti !! pubblicita' sempre !!

Altro che spillette contro Beatrice Venezi! Il Concerto di Capodanno dell’orchestra del Teatro La Fenice è un pigiama party in diretta su Rai 1
di Tiziana Tentoni

2 gennaio 2026

A ventidue anni dalla ricostruzione del Teatro La Fenice dopo l’incendio,
Altro che spillette contro Beatrice Venezi! Il Concerto di Capodanno dell’orchestra del Teatro La Fenice è un pigiama party in diretta su Rai 1



chissà a chi sarà passato per la testa in Italia di sostituire definitivamente la diretta del Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker con quella del Teatro La Fenice. Nel 2004 aveva un senso, celebrare con un evento straordinario la ricostruzione dopo l'incendio del 1996. Ma dopo oltre 20 anni, che razza di peccato dobbiamo espiare per non poter godere in diretta di quella che è, da sempre, una vera e propria messa laica per appassionati e non?

La diretta dalla Sala d'Oro del Musikverein - quella che per decenni ha scandito l'inizio dell'anno, tutti a tavola con parenti e amici - continua a essere sacrificata, relegata in differita su Rai 2, per lasciare spazio alla diretta da Venezia. E pure parziale.

Diciamolo subito, senza girarci intorno così ci mettiamo l'anima in pace: le due orchestre non sono paragonabili per livello artistico e musicale.

Da Venezia, la formula televisiva è la versione sbiadita di quella viennese, non ha una sua identità se non per le immagini di Venezia e su questo non è che ci voglia chissà quale guizzo creativo, si vince facile. Musicalmente il risultato è buono: coro ottimo, archi non sempre impeccabili ma compatti, solisti dei fiati che fanno bene il loro tra giovani leve e prime parti storiche. Certo, i tempi lentissimi non aiutano e più di una volta la palpebra cade ma insomma nel complesso un risultato più che dignitoso.

malik - 03/01/2026 11:00

La gondola della Venezi sarà affondata prima di poter attraccare alle fondamenta del Rio della Veste!! La Venezi, bagnata a Venezia, sarà ripescata e riportata sulla terraferma! Fora!!!!

Anonimo - 03/01/2026 01:36

Mi rilassa commentare su Venezi. Con tante tragedie che ci sono nel mondo, alla fin fine è rilassante dibattere su un vecchio, caro, consueto e conosciuto caso di raccomandazione. Vecchia cara Italietta della parolina giusta detta dalla persona giusta… Mi rilassa.

anonimo - 02/01/2026 16:04

LE SPILLETTE sono alla base lo stipendio pure !! no sciopero ma si spilletta e concerto !!

soldino - 01/01/2026 22:41

Spezzeremo le reni a Venezia!

anonimo - 01/01/2026 20:12

Stanno per uscire sul mercato le magliette NOVENEZIAVENEZIA (no Venezi a Venezia). Pare che le prenotazioni siano a migliaia in tutta Italia!!

Anonimo - 31/12/2025 21:18

Alla Fenice la musica va in scena per il concerto di Capodanno ma la protesta resta sottotraccia
di Monica Rubino
Alla Fenice la musica va in scena per il concerto di Capodanno ma la protesta resta sottotraccia
Nessuno sciopero il 1° dell’anno ma coro e orchestra indosseranno una spilla simbolica contro la nomina di Beatrice Venezi. Intanto il concerto trasmesso in diretta dalla Rai celebra il melodramma italiano

leather - 31/12/2025 17:37

Mi stupisco del fatto che una persona intelligente come Beatrice Venezi non abbia ancora preso atto della totale mancanza di intesa con l'orchestra che dovrebbe dirigere e non abbia dato, elegantemente, le dimissioni.

anonimo - 31/12/2025 14:39

Nessuno sciopero il 1° dell’anno ma coro e orchestra indosseranno una spilla simbolica. Il sovrintendente: «Le forme di protesta garbate sono legittime»
Sarà una protesta silenziosa quella messa in scena al Teatro La Fenice di Venezia durante il concerto di Capodanno, diretto da Michele Mariotti e trasmesso in diretta su Rai1. Coro e orchestrali, pur avendo deciso di non scioperare per «onorare l’impegno con il pubblico», si appunteranno una spilla per esprimere la loro contrarietà alla nomina a direttore musicale di Beatrice Venezi.

La spilletta
In una nota ufficiale, la Rsu ha dichiarato che attraverso questo gesto, finanziato dagli stessi lavoratori del teatro, si vuole rendere visibile «l’unità e la determinazione» dei lavoratori nel difendere «la dignità del lavoro e il futuro del Teatro». Nonostante le forti critiche alla nomina di Venezi, che ha diviso l’opinione pubblica e gli stessi dipendenti, l’iniziativa si prefigge di ribadire l’importanza di un futuro condiviso per La Fenice, mettendo in luce le preoccupazioni riguardo a una gestione artistica che non rispecchi le tradizioni e le esigenze degli interpreti del teatro. L’iniziativa non coinvolgerà solo gli orchestrali, ma anche il pubblico presente in sala, che riceverà una spilla come segno di solidarietà e partecipazione.



Il sovrintendente: «Tutte le forme di protesta garbate sono legittime»
Sulla protesta è intervenuto il sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi: «Ho visto l’orchestra e il coro durante le prove; tutte le forme di protesta garbate sono legittime, mi auguro che al più presto si possa arrivare a scelte condivise, a confrontarsi per trovare quell’equilibro che tutti cerchiamo». I rappresentanti sindacali chiedono risposte pubbliche su sei punti e ribadiscono la disponibilità a un confronto, a patto che la nomina venga ritirata e si riparta da zero.

Sulle proteste contro Venezi si è espresso – citato dal Gazzettino – anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, nella conferenza stampa di fine anno. «A Venezia il primo appuntamento del 2026 sarà «il concerto di Capodanno al Teatro La Fenice, che andrò anche quest’anno a vedere con grande entusiasmo credendo anch’io che è legittima la protesta, pensando però che un allenatore non lo può decidere la squadra», ha detto Brugnaro. «Spero e continuo a sperare – ha aggiunto il sindaco -, lavorerò e sto lavorando perché si riesca a ricomporre anche dal punto di vista personale, la frattura. Mi dispiace molto perché vorrei che tutti uscissero vincitori. Ma io Beatrice Venezi oggettivamente voglio vederla suonare. La voglio vedere suonare, credo che se lo meriti, qualcuno dice che il suo palmares non è adeguato, secondo me lo è. Potrebbe essere una grande scommessa che possiamo vincere, lo vedremo nei prossimi anni», ha concluso.

sciovinista del violino - 31/12/2025 14:18

Fenice, 840mila euro d'incasso dai 4 concerti di Capodanno con i lavoratori in protesta silenziosa. Colabianchi: «Venezi? Spero in una soluzione»
Con i concerti di fine anno il teatro La Fenice ha raggiunto il 12% del fatturato annuo complessivo

Fenice, 840mila euro d'incasso dai 4 concerti di Capodanno con i lavoratori in protesta silenziosa. Colabianchi: «Venezi? Spero in una soluzione»

VENEZIA - È praticamente già sold out il concerto di Capodanno alla Fenice. Il tutto esaurito vale per tutte e quattro le repliche, la prima in programma per stasera, lunedì 29 dicembre, e diretta da Michele Mariotti. Con i concerti di fine anno il teatro La Fenice ha raggiunto il 12% del fatturato annuo complessivo, per 840mila euro come confermato dal direttore generale Andrea Erri.

Il dg ha sottolineato che anche la stagione 2025-2026 «sta andando molto bene: abbiamo già 24.500 biglietti venduti. Abbiamo iniziato la vendita l'11 settembre, e raggiunto, così, 4 milioni di euro di fatturato per questa stagione. È un risultato assolutamente importante», ha concluso.
APPROFONDIMENTI


La Fenice, Michele Mariotti dirige il concerto di Capodanno. Il programma e le repliche
Beatrice Venezi
Nella conferenza stampa che si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi, Colabianchi, nel presentare i concerti di fine anno, ha evitato accuratamente di pronunciare il nome di Beatrice Venezi e accennare alle polemiche degli ultimi mesi sulla sua nomina che lo hanno visto contrapposto alle maestranze del teatro.

"Schierata" dall'altro lato, la Rsu del teatro ha fatto sapere che «si è registrata una straordinaria partecipazione» alla raccolta fondi promossa dai lavoratori, con «numerosissime richieste pervenute da tutta Italia e da colleghi di molte Fondazioni lirico sinfoniche e realtà musicali e culturali». Per quanto riguarda il concerto non sono stati indetti scioperi, ma non mancherà la presa di posizione contro la nomina di Beatrice Venezia a direttrice musicale della Fenice: a questo proposito i lavoratori indosseranno una spilletta autofinanziata. Gli orchestrali sottolineano che «non è più un semplice segno distintivo, ma è diventata il simbolo autentico dell'unità e della fermezza delle lavoratrici e dei lavoratori della Fenice». La Rsu ribadisce infine che «con questo gesto, le professoresse e i professori d'orchestra, le artiste e gli artisti del coro e tutto il personale tecnico e amministrativo intendono rendere visibile la propria unità e la determinazione nel difendere la dignità del lavoro e il futuro del Teatro».



Fenice, protesta 'discreta' dei lavoratori durante i concerti di Capodanno: «Niente scioperi né disagio per il pubblico, abbiamo creato una spilletta»
Colabianchi: Mi auguro che le polemiche si risolvano»
Incalzato dai cronisti, Colabianchi sul caso Venezi «si augura di riuscire a trovare le soluzioni necessarie a tutti i problemi». «Le forme di protesta educate sono assolutamente legittime, per cui - ha sottolineato riferendosi alle spille che i lavoratori porteranno durante i concerti - non abbiamo nulla da eccepire su questo». Le «tensioni dialettiche ci sono sempre nei teatri - ha aggiunto Colabianchi - ma la Fenice è più forte di tutti noi. Siamo un'istituzione e dobbiamo trovare dei punti di incontro per continuare nella tradizione e nella storia di questo teatro. La Fenice va aldilà delle semplici polemiche». Sul welfare Colabianchi sottolinea: «È stato differito rispetto al momento in cui sarebbe dovuto essere dato il saldo, per avere la certezza che ci fossero risorse necessarie. Il welfare verrà dato». A stabilire se ci sono le risorse sarà «il bilancio consuntivo che verrà approvato ad aprile-maggio. Quando avremo l'ufficialità, verrà corrisposto anche il welfare», conclude il sovrintendente.


Il programma
Con un programma in due parti dedicate entrambe al melodramma, i concerti di Capodanno 2025-2026 al teatro La Fenice di Venezia sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa. A illustrare l'evento, giunto alla sua ventitreesima edizione, sono stati Francesca Nesler, coordinatrice dell'offerta musicale per Rai Cultura, Nicola Colabianchi, sovrintendente e direttore artistico del Teatro La Fenice, e Andrea Erri, direttore generale. Presenti anche il direttore Michele Mariotti, attualmente direttore musicale del teatro dell'Opera di Roma, e il soprano Rosa Feola, una delle due voci soliste con il tenore Jonathan Tetelman.

Tra gli artisti coinvolti anche Alfonso Caiani, maestro del Coro del Teatro La Fenice, ed Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel che, insieme al corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma, danzeranno le coreografie di Diego Tortelli, indossando costumi di scena creati da Laura Biagiotti. Le coreografie - registrate al Museo di Palazzo Grimani e negli spazi della Biennale Architettura - saranno trasmesse in occasione della diretta televisiva di Rai1. L'impaginato proporrà una carrellata di ouverture, intermezzi, arie e passi corali dal repertorio operistico più amato, che si concluderà come da tradizione con «Va, pensiero, sull'ali dorate» dal Nabucco di Giuseppe Verdi e con il brindisi «Libiam ne' lieti calici» dalla Traviata di Verdi. Questa seconda parte del programma sarà trasmessa da Rai Cultura in diretta televisiva su Rai1 alle ore 12.20 del giorno di Capodanno e sarà poi riproposta in differita su Rai5 alle ore 21.20.

gazzettino.it

pippo - 31/12/2025 12:58

Beatrice Venezi e le citazioni improbabili
L'ennesimo contenuto generato all'unico scopo di provocare reazioni sui social

12 Dic 2025





Da qualche ora (sto scrivendo di sabato sera 6 dicembre 2025) sta circolando in rete un meme che riporta una supposta citazione di Beatrice Venezi, lo vedete qui sopra. Per chi faticasse a leggerlo la frase riportata è:

Beatrice Venezi
Mi fa piacere che gli italiani hanno passato gli ultimi 20 anni a studiare direzione e composizione

La frase riporta un errore grammaticale da matita rossa, siamo tutti d’accordo, errore che i tanti che stanno condividendo il meme ovviamente fanno notare, da chi l’accusa con altre citazioni famose:

CAPRA! CAPRA! CAPRA! STUDIA L’ITALIANO!!!

a chi cerca di fare il fine umorista (ma non ha idea di come si usino le virgole):

È rincuorante invece constatare che, la direttrice di orchestra in pectore, del Teatro La Fenice di Venezia, non sia in grado di coniugare adeguatamente i verbi come un sostenitore di destra qualsiasi

butac - 31/12/2025 12:57

parlatene deve divenire il post piu' commentato

VENEZI-ORCHESTRA: L’INCONTRO DOPO LE FESTE?

Potrebbe avvenire dopo le feste il tanto atteso incontro tra Coro e Orchestra della Fenice e Beatrice Venezi, la cui nomina a direttrice musicale da mesi è contestata dai lavoratori del teatro.

A volere una mediazione ora è anche il Sovrintendente Nicola Colabianchi, accusato di aver nominato Venezi con modalità inconsuete per il settore.

Coro e orchestra lamentano di non aver mai potuto incontrare la futura direttrice, che entrerà in carica a ottobre. Ecco allora l’ipotesi di organizzare questo vertice.

Dal canto suo il Sindaco di Venezia Brugnaro propone addirittura qualcosa in più: mettere alla prova Direttrice e Orchestra facendoli subito suonare insieme. Con la speranza che il potere della musica metta fine a questo braccio di ferro.

Resta ora da capire se Coro e Orchestra accetteranno questa mano tesa verso di loro: dopo scioperi, proteste e flash mob, susseguitisi nelle ultime settimane, lavoratori e lavoratrici del teatro sono chiamati a confrontarsi per decidere se tenere la loro posizione o fare un passo incontro a Colabianchi, che nel frattempo ha smorzato anche le polemiche sul welfare non corrisposto.

Beatrice ogni giorno - 31/12/2025 12:54

“Lei non ha un curriculum adatto al ruolo”, tipica espressione di ODIO e CATTIVERIA.
Certa destra vittimista (la stessa che poi magari in altri contesti inneggia a chi investe un ladro immigrato per 5 volte ammazzandolo) ormai si è completamente bevuta il cervello con questa tecnica demenziale del ribaltamento dei concetti e dei ruoli, e ogni volta che apre bocca fa sempre più pena e genera sentimenti di compassione e umana pietà, un po’ come ascoltare le parole di un povero vecchio che sragiona sul letto di morte.

Mr. Odio - 31/12/2025 12:26

Torte di verdura co' bbecchi, tordelli, garmugia, suppa di faro.....e po'..... e po' Venessi?!?!? Eh no Venessi 'un mi ci va!! Ho già mangio anco troppo!

Anonimo - 31/12/2025 02:15

È proprio vero: la Venezi fa tanto parlare di sé in questo blog. Ma è naturale: la Venezi è un brand tipicamente lucchese. Questa piacente direttora d'orchestra con gli agganci giusti nella politica, è un po' come il nostro tordello, Il nostro buccellato, la nostra zuppa di farro. Se ne parla tanto perché, in mancanza di meglio, è quello che offre Lucca…

anonimo - 30/12/2025 13:29

fa parlare di se tanto !!! penso che una pubblicita' simile specie si questo blog non le faccia altro che aumentare la simpatia

elio - 29/12/2025 19:15

Com'è triste Venezi…

anonimo - 29/12/2025 17:48

Invidia non credo proprio sia.
Ma odio e cattiveria che oltrepassando il giudizio su una professione o professionista.

Odio puro diletto a sfotterla

Zarri - 29/12/2025 14:52

Fatevi pure le battute in un dialetto strano, lei continua il suo lavoro voi il vostro Odio

Via su son ragassate vi apisco

Dialetto - 29/12/2025 14:51

Gente cattiva tutta piena di nvidia Che questa bella ragassa DirettOra Della chestra che suona la musica bella che piace noi che non abbiamo studiato e chepperò ssiamo Il POPPOLO che ci piace questa bella musica che i professoroni non ci piaciono Con la Puzza sotto il naso Che ci piace questa beLLa ragaza Tanto braVa che ce l'haddetto pure Giorgia

anonimo - 29/12/2025 12:59

36 + 36 fanno 72 anni. Considerata la lunghezza della vita media la Venezi non è a metà del cammino. Direi dunque che la Venezi non è vecchia ma è adulta. Non è certo una ragazza giovane. Poi, nell'Italia tragicomica del tracollo demografico si può anche trattarla da giovincella, ma nelle nazioni del Nord Europa, le donne, a 36 anni sono quasi all'apice delle loro carriere ed hanno anche trovato il tempo di fare uno o più figli. Quanto ai pensionati, certo che sono vecchi. Se non fossero vecchi non smetterebbero di lavorare! Io di anni ne ho quasi 60 e sono un vecchio. Per altro per andare in pensione mi ci vorranno altri dieci anni. Quando andrò il pensione, a 70 anni, se ci arrivo, avrò forse qualche altro anno per campare di magra rendita e se sarò vivo, sarò anche decrepito. Poi, oh, se vi divertite a credervi giovani fate pure!! Basta crederci.

Anonimo - 29/12/2025 02:34

le critiche ricevute la hanno fatta diventare SANTA E DA UNA PARTE satanica

parlatene parlatene sempre e comunque

enzo - 28/12/2025 17:42

nessuno di chi la critica a parte qualcuno l' ha davvero seguita ; COMUnque E' AMATA DAL POPOLO IN GENERE, SI QUELLO CHE DEFINIRESTE MISERABILE, NON STUDIOSO E NON CONOSCITORE non filosofo...insomma piace e attira gente nei teatri poi non credo che la sua carrier sia poi molto infuenzata dalle critiche di molti che la odiano per partito preso ;

ha successo e parlarne bene o male importante e' parlarne , mentre molti di noi sono invisibili e odiano

fabry - 28/12/2025 17:41

A 36 ANNI oggi siamo giovani considerate che si va in pensione a che eta' ? allora in pensione come siamo stravecchiiii ?????

gli altri direttori a che eta' continuano a suonare ???

35 enne - 28/12/2025 17:38

Ed eccolo qui, il solito invidioso, che rosica e rosica… è chiaro che l'età media si è innalzata e noi, in tutta coscienza, possiamo definire la Venezi una "ragazza". Magari non un adolescente, ma una ragazza si. E che ragazza! Una bella ragazza, una bellissima ragazza! E anche brava, oltre che buona d'animo. Una grande musicista. Ma che dico? Una grandissima musicista, la più grande musicista italiana vivente. La più grande musicista italiana di tutti tempi! E piace a molti. Ma che dico? Piace a tutti! Quindi un giovane talento, una donna, che le persone cattive invidiose, meschine e rosicone, quelle che con simpatico termine popolare si definiscono "zecche rosse" vogliono ostacolare. Ma è difficile ostacolare la verità. Ma che dico? è inpossibile ostacolare la verità, il Vero, il Verbo! Qui non stiamo parlando di una donna, ma di una Santa, di una predestinata. Una che parla direttamente col Presidente del consiglio, dandole del tu. Una che è stata al festival di Sanremo! Una poi che è nata Lucca, la città-gioiello che tutto il mondo ci invidia, la culla della civiltà, il paradiso terrestre incastonato tra le colline più belle del mondo, il modello di buona amministrazione la cui esemplarità è riconosciuta da tutte le nazioni. Venezi gli fa un favore, alla Fenice, ad andare li a dirigere questi quattro orchestrali comunisti e pantofolai, buoni solo a timbrare il cartellino e a prendere lo stipendio. Molti di questi sedicenti orchestrali, pensate, non sono neanche diplomati, non hanno mai preso in mano un violino, un trombone, una viola, un contrabbasso, un flauto, una tromba, un oboe, un'ocarina, un clarinetto, un corno inglese, un violoncello, un trombone… E potrei continuare! Fuori tutti gli orchestrali dalla Fenice! Che resti solo la Venezi! Brava com'è saprà fare tutto da sola, il glorioso teatro ne guadagnerà e il pubblico veramente esperto, quello che ama veramente la musica, rimarrà incantato dalla meraviglia che si sprigionerà dalla bacchetta fatata della direttrice. Il pubblico radical chic, quello che va al teatro con la Mercedes, quello affonderà nella laguna, come del resto merita chi non ha il patentino nautico…

anonimo - 28/12/2025 12:29

Capisco che la vita media si è allungata e che il concetto di giovinezza si sia di conseguenza dilatato. La Venezi però va per i 36 anni. Direi che è una giovane donna, ma non una "ragazza".

Anonimo - 28/12/2025 02:42

mi garberebbe chi dice non e' brava non mi piace se davvero la hanno mai vista dal vivo e non solo una volta per odiarla tanto

frenz - 27/12/2025 18:45

si puo' anche non odiarla, perche' un conto dire che non e' brava e lo puo' dire chi si intende un conto e' provare odio continuo e disprezzarla sempre, non pensando che in fin dei conti e' una ragazza giovane bistrattata in ogni dove.Ma si sa si difendono cani e gatti da buoni cristiani e si uccidono le persone anche con la parola.

Basta vedere qui come qualcuno dice una parola buona per lei , invece al massimo di essere ignorato viene quasi voglia di impiccarlo !!

w l'amore cristiano e non cristiano w la pace del mondo ma solo a natale

dino conta - 27/12/2025 18:44

Io non ho mai sentito parlare di questa persona, non so chi sia, di conseguenza essendomi sconosciuta mi è n totalmente indifferente.

Anonimo - 27/12/2025 07:44

Mi scusi, ma uno può prendere l'ostia e amare sfegatatamente la Venezi, ma può anche prendere l'ostia e pensare che la Venezi non sappia fare il direttore d'orchestra. Non mi pare che tra i dogmi di Santa Romana Chiesa ci sia amare Beatrice Venezi.

anonimo - 27/12/2025 00:48

Alla Fenice in pelliccia va bene, ma in Mercedes la vedo dura!!!

anonimo - 27/12/2025 00:45

Se ne parla male tanto perché la gente è malata e non si cura l'odio é diffuso specie con chi abbiamo vicino per parlare di pace alle guerre lontane.

Intanto prendiamo l'ostia la domenica e la vita va avanti

Gino - 26/12/2025 18:58

Ascoltate, io ho già cercato di spiegarvi il mio pensiero che procede secondo una logica ferrea, adamantina: a me piace moltissimo la pasta con i fagioli, mi piace! Quindi, di conseguenza, non potendo un piatto di pasta con fagioli dirigere la Fenice, la Venezi deve dirigere la Fenice. Logico, no? Poi, volendo, con una parola buona di chi vi dovere, anche un piatto di pasta con i fagioli ci riuscirebbe…

anonimo - 26/12/2025 15:59

In certi teatri ci vanno solo finti intenditori con la puzza sotto il naso, la Venezi non sarà una super donna musicista ma è una persona che attrae anche il pubblico meno propenso a tale musica rendendola al popolo che si stacca per qualche ora dal rap tra e troiai vari avvicinandosi alla vera musica.
E questo è lodevole, perché questa musica nasce popolare ma se la sono appropriata la classe signorile che in pelliccia è Mercedes vanno ai teatri non capiscono un cazzo ma si sentono importanti e solo loro e chi fa parte della loro casta può ascoltare e capire la musica classica. Gli altri sono pastori e contadini rifatti che non devono varcare la soglia del teatro specie se c'è la Venezi... O se non c'è il grandissimo orchestrale.. Non ascoltano la musica.. Vogliono che la cricca non si allarghi al popolino...

Pigliamorto - 26/12/2025 11:03

Ma che difficoltà avete con l'italiano? Non è che non la vogliono perché "non piace". Non la vogliono per il suo curriculum non è oggettivamente all'altezza. Vi piace? Molto bene. Andate a vederla dove e quando si esibisce, le occasioni non mancheranno visto che piace così tanto. Ma non alla Fenice. Perché lì contano altri metri di misura, che vanno al di là del "a me piace a me no gnegnegne".
Fine della storia.

anonimo - 25/12/2025 22:10

A me ad esempio non piacevano alcuni artisti famosi o direttori orchestra famosi e bravi.

Lei mi è simpatica e brava ed inoltre pareggio per chi è sempre disprezzato (spesso per una sua vicinanza politica), spero continui a migliorare sempre di più é far andare le persone ai teatri ed avvicinarlo magari ad una musica di élite spesso.

Lino - 25/12/2025 11:23

.... bravissima, argentinissima, lontanissima!!! Resti in Argentina e sarà felicissima; noi con lei!!!

anonimo - 25/12/2025 02:20

Ma che vuol dire? A me, ad esempio, piace la pasta con i fagioli…

anonimo - 24/12/2025 13:30

Bisogna farsi una ragione a tanti piace ricordo VASCO ROSSI ultimo a Sanremo lo deridevano....

Enza - 24/12/2025 11:50

Bravissima!

Anonimo - 24/12/2025 09:48

La Venezi trionfa in Argentina, mentre a Venezia non la vogliono. La situazione è semplice, la Venezi resti in Argentina, passando da un trionfo all'altro e si dimetta da un posto dove non la vogliono. Così saranno contenti gli argentini e anche i veneziani!!! PS però non capisco perché Lei insista a chiamarla ".... la maestra italiana..."?? Mi son perso qualcosa? Non aveva strombazzato ai quattro venti che voleva esser chiamata "direttore"??? Per cui scriva "...il maestro italiana.."... Le suona male?

anonimo - 24/12/2025 02:08

Basta leggere che è ripreso dal Giornale in Line se è interessato lo cerchi e saprà chi è autore

Pippo - 23/12/2025 21:54

Sarei curioso di sapere chi e' l'autore di questo lungo panegirico a voler a dimostrare le capacita' di questo direttore di orchestra, quasi che nemmeno lui sia tanto convinto e deve ribadire che in tanti la cercano e la scelgono per la sua bravura La chiusura dell'articolo poi e' fantastica : "prima dell'endorsement" alla destra era stimata, con ospitate importanti, persino da quel grande giornalista che e' Corrado Augias, lo stesso che poi, con deprecabile gusto, si e' permessa di prendere in giro !! Mah !

Anonimo - 23/12/2025 19:54

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