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  • 11/09/2026 13:09

Via Rosi, basta far finta di niente

A Lucca ormai si discute da mesi dello stesso problema: in alcune zone del centro storico, soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana, la presenza della movida porta con sé anche rifiuti, rumore e comportamenti poco rispettosi degli spazi pubblici e di chi ci abita. Via Michele Rosi è diventata uno dei simboli di questa situazione. Non perché Lucca sia una discarica, come qualcuno sostiene con toni forse troppo forti, ma perché sarebbe altrettanto sbagliato far finta che non esista alcun problema. Basta parlare con chi vive nella zona, oppure semplicemente passarci in determinati orari, per capire che la questione merita attenzione. Bottiglie, bicchieri, mozziconi e altri rifiuti abbandonati per strada non sono una normale conseguenza della vita cittadina. Sono comportamenti incivili. E qui arriviamo al punto: le regole ci sono già. Il regolamento comunale stabilisce che le aree pubbliche o di uso pubblico occupate o gestite dai pubblici esercizi devono essere mantenute pulite dai rispettivi gestori, anche dopo la chiusura. Per le manifestazioni pubbliche, inoltre, il regolamento prevede che la pulizia dell'area sia curata dai promotori e che gli eventuali costi straordinari siano a loro carico. Quindi non serve inventarsi nuove regole ogni volta che emerge un problema. Serve soprattutto verificare che quelle esistenti vengano rispettate. Naturalmente non si può attribuire automaticamente ogni bottiglia o ogni mozzicone a un bar o a un esercente. Chi getta un rifiuto per terra è responsabile del proprio comportamento. Ma proprio per questo servono controlli e sanzioni quando vengono accertate violazioni. Il Comune stesso considera il decoro urbano una parte importante della qualità della vita cittadina e vieta espressamente l'abbandono dei rifiuti e dei mozziconi sul suolo pubblico. Allora la domanda è semplice: quanto vengono fatte rispettare queste regole? Non servono accuse generiche e nemmeno campagne contro questa o quella parte politica. Sarebbe molto più utile conoscere i numeri: quanti controlli vengono effettuati nelle zone maggiormente interessate dalla movida, quante violazioni vengono accertate e quante sanzioni vengono effettivamente elevate. Perché una regola che nessuno controlla rischia inevitabilmente di diventare una regola soltanto sulla carta. Va anche riconosciuto che la Polizia Municipale ha effettuato nel tempo operazioni specifiche contro situazioni di degrado nel centro storico. Quindi non è corretto sostenere che le istituzioni non facciano assolutamente nulla. Il problema, semmai, è capire se gli interventi siano sufficienti rispetto alle criticità segnalate dai residenti. E c'è un'altra questione che non dovrebbe essere dimenticata: il centro storico non appartiene soltanto a chi viene a divertirsi e nemmeno soltanto a chi gestisce un'attività. È anche la casa di migliaia di persone. Chi vive in centro deve poter uscire di casa senza trovare rifiuti, bottiglie rotte o altre situazioni di degrado. Allo stesso tempo, chi frequenta Lucca la sera deve poterlo fare senza essere considerato automaticamente un problema. La soluzione non è chiudere i locali, eliminare gli eventi o spegnere la città alle dieci di sera. Sarebbe assurdo. Ma neppure si può sostenere che, siccome esistono turismo e movida, i residenti debbano semplicemente accettare tutto. Una città seria dovrebbe riuscire a fare entrambe le cose: essere viva e allo stesso tempo rispettosa di chi ci abita. Per questo, da cittadino lucchese, credo che la discussione dovrebbe uscire dalla solita guerra tra "residenti lamentosi" e "difensori della movida". È una contrapposizione sterile. Qui si chiede una cosa molto più semplice: rispetto delle regole, controlli quando servono, pulizia adeguata e responsabilità da parte di tutti. Perché Lucca può essere una città turistica, piena di eventi e con una vita notturna vivace senza trasformare il diritto al divertimento nel diritto di lasciare agli altri le conseguenze. E forse sarebbe proprio questo il punto da cui ripartire.

I commenti

La notizia di oggi: ne hanno parlato giornali e telegiornali. L'Ilva di Taranto dovrà spegnere gli altiforni entro ottobre. I giudici: la salute prevale sull'impresa. rigettata dalla Corte d'Appello la richiesta di Acciaierie d'Italia di sospensiva del decreto che a luglio diede novanta giorni per fermare gli altiforni fino alla rimozione delle condizioni nocive per la salute dei tarantini. Il diritto alla salute, tutelato dalla Costituzione, è incomprimibile, non mediabile e prevalente rispetto al diritto a fare impresa e alla libera iniziativa privata.
È il principio cardine da cui discendono le soccombenze dell'amministrazioni comunali nelle cause civili per i danni da movida.

Anonimo - 11/09/2026 20:53


L’articolo è riduttivo, moderato e molto democristiano. La foto, invece, parla chiaro. Peccato che manchi l’audio, si capirebbe immediatamente quale disturbo possa provocare, a chi abita in quella zona, qualche centinaio di persone concentrate nello stesso spazio a urlare e schiamazzare.
Per anni si è consentita la concentrazione di un numero considerevole di attività di somministrazione nella medesima zona del centro storico. Non è accaduto per caso, è anche il risultato di precise scelte amministrative. E chi ha favorito o consentito questa concentrazione ha oggi il dovere di governarne le conseguenze.
Non si può privatizzare il profitto e scaricare sui residenti il costo sociale della movida: rumore, sporcizia, insonnia, degrado, perdita di vivibilità e deprezzamento degli immobili.
Non esiste alcun diritto al divertimento o alla socializzazione che possa esercitarsi comprimendo sistematicamente i diritti di chi in quei luoghi vive.
Esistono, invece, regole da rispettare e diritti da tutelare: la quiete, la salute, la sicurezza, la pulizia e la dignità dei luoghi in cui le persone vivono .


Anonimo - 11/09/2026 19:55

La nazione non è attendibile

Anonimo - 11/09/2026 16:56

A Lucca non si discute proprio nulla da mesi come è scritto qui. La questione è già chiusa da tempo e non l'ha chiusa la politica, non l'ha chiusa qualche residente, non l'ha chiusa l'associazione dei commercianti. L'ha chiusa il tribunale dicendo chiaramente che il Comune ha già fatto il possibile. Il Tribunale di Lucca ha dato ragione ai gestori dei locali e al sindaco (e a un precedente primo cittadino) respingendo le richieste di un gruppo di residenti relative agli schiamazzi notturni in zona Porta dei Borghi. La sentenza: Il giudice ha assolto i gestori dei locali e i sindaci coinvolti, ritenendo non consistenti le accuse e le richieste avanzate da chi lamentava i disagi legati alla movida. Le motivazioni: Le lamentele dei residenti non poggiavano su prove o basi ritenute sufficienti dal tribunale per configurare le responsabilità contestate all'amministrazione comunale e alle attività commerciali. https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/schiamazzi-a-porta-dei-borghi-8b2dfd1f

Anonimo - 11/09/2026 15:45

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