Sventata truffa da un'amica ad anziana signora
Truffa del falso carabinie ...

Fatto 30 si può fare 31.
Il retro del teatro del Giglio cade a pezzi. Le finestra sono tappate con pezzi di cartone .
Se lo volete chiamare anche Puccini fareste bene a concludere i lavori. Così è nascondere la polvere sotto al tappeto .
"Se la giunta non tocca niente, non fa nulla. Se mette mano, rovina tutto. Magia del lamento perpetuo.”
“Pare che il vero sport lucchese sia trovare difetti in ogni restauro, non certo mantenere un teatro vivo.”
“Il cartone dietro il Giglio è grave… ma non quanto la fantasia di chi riesce sempre a gridare allo scandalo.”
Capisco la rabbia, ma ridurre il Teatro del Giglio a “finestre tappate col cartone” è un po’ facile. È vero che il retro è in condizioni non degne di un teatro che porta il nome di Puccini, e nessuno dovrebbe negarlo. Però serve distinguere: da un lato c’è un edificio che ha bisogno di manutenzione seria e continua, dall’altro c’è la tentazione di liquidare tutto come “polvere sotto il tappeto”.
Forse la critica più giusta non è tanto “cade a pezzi” ma “non c’è un progetto chiaro di valorizzazione completa”. Perché se il Giglio è davvero il cuore culturale di Lucca, non basta tirare a lucido la facciata per fare bella figura: va mantenuto intero, davanti e dietro.
Il nome appioppato al teatro è ridicolo. Ridicolo è e ridicolo resterà anche se rimetteranno i vetri al finestrone.
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