• 0 commenti
  • 13/09/2025 08:21

Alberto Veronesi, tra podio e politica: l’ex enfant prodige che Lucca non nomina più

C’è stato un tempo in cui il nome di Alberto Veronesi compariva ovunque: nelle locandine dei festival, nelle liste elettorali, nelle polemiche di palazzo e perfino nei pettegolezzi da caffè. Direttore d’orchestra figlio d’arte, capace di portare a Lucca il marchio prestigioso della Deutsche Grammophon, ma anche candidato sindaco, consigliere mancato e aspirante uomo di partito. Il doppio registro — bacchetta in mano e scheda in cabina — gli ha garantito titoli e riflettori, ma anche una certa fatica a trovare collocazione. Dal PD al Terzo Polo fino a Fratelli d’Italia, il suo itinerario politico è stato una collezione di biglietti mai timbrati. Ogni volta una partenza, mai un arrivo. Sul versante musicale non è andata molto meglio: il licenziamento dal Festival Puccini dopo la clamorosa protesta bendato alla Bohème, le critiche sul conflitto d’interessi tra podio e fondazioni, le dimissioni dal CdA della Fondazione Giacomo Puccini. A Lucca, dove il nome Puccini pesa più di una cattedrale, certe cadute restano addosso. E oggi? Il maestro Veronesi dirige ancora in giro per il mondo, ma qui da noi sembra un’eco lontana. Niente più ruoli di vertice, niente più passerelle pubbliche: una parabola che ha visto la luce accecante del protagonismo e ora scivola nel cono d’ombra. Il gossip cittadino lo racconta così: un uomo che ha giocato troppe partite contemporaneamente, perdendo l’occasione di vincerne almeno una. A Lucca, di lui, resta soprattutto la domanda: tornerà con un’altra carta da calare, o la sua partita è già stata suonata fino all’ultima nota?

Gli altri post della sezione

Io sto con il pensionato

Il povero fotografo che va ...

UNITE FOR GOOD

UNITE FOR GOOD, uniti per ...

Rottamazione-quinquies

Rottamazione-quinquies Co ...