Sventata truffa da un'amica ad anziana signora
Truffa del falso carabinie ...

ANSA 6 gennaio 2026 - Il comune di Crans-Montana: ammette: 'Nessun controllo del locale negli ultimi cinque anni' - "I controlli periodici non sono stati svolti tra il 2020 e il 2025". Lo hanno dichiarato in conferenza stampa le autorità locali. "L'amministrazione comunale se ne rammarica amaramente". Il sindaco: "Non penso alle dimissioni" (...)
... - 06/01/2026 12:07
Infatti sono i barini, che non sono discoteche, e i ristoranti, che non sono discoteche, a trasformarsi dopo le 22 in discoteche. Inutile fare i nomi, basta cercare su instagram o facebook, il Comune li conosce benissimo, i codici Ateco provano che non hanno licenza per fare discoteca, ma soprattutto non hanno i requisiti di sicurezza. Ma tanto in Italia e’ facile interpretare le regole per scavalcarle per fare soldi.
Ora le parole sono inutili siamo tutti tecnici
Che riposino in pace sperando che chi ha sbagliato paghi
I locali da ballo hanno regole più stringenti, per esempio sulle uscite di sicurezza. Dai lontani anni '90 è però iniziata la crisi, prima lenta e poi sempre più veloce, dei locali da ballo. La gente passa le serate nei bar e ristoranti e si ammassa lì dentro. In provincia di Lucca i locali da ballo aperti sono ormai pochi e a Lucca città sono tutti ruderi. Nel caso di Crans-Montana quei candelotti lì, che ora verranno certo proibiti, mai e poi mai riuscirebbero ad incendiare un soffitto in legno o in muratura, ma hanno incendiato del materiale che era attaccato sopra le teste dei poveretti che si trovavano alla festa di fine anno. Al di là che non fosse un locale da ballo, per prima cosa gli svizzeri dovranno capire perché un materiale del genere fosse stato considerato sicuro.
Anonimo - 04/01/2026 23:23
Il flashover è uno dei momenti più pericolosi in un incendio: non è un’esplosione, ma ci va molto vicino per effetti e velocità. In pratica è il punto in cui un incendio “decide” di diventare totale.
All’inizio il fuoco coinvolge solo alcuni materiali: una sedia, una tenda, un angolo della stanza. Il fumo caldo però sale, resta intrappolato sotto il soffitto e comincia a scaldare tutto quello che trova. Pareti, mobili, tende, persino oggetti lontani dalle fiamme iniziano a riscaldarsi e a rilasciare gas infiammabili. A un certo punto la temperatura diventa insostenibile (di solito oltre i 500–600 °C) e quei gas prendono fuoco tutti insieme.
In pochi secondi l’intero ambiente si incendia simultaneamente: pavimento, soffitto, arredi. È il flashover. Prima c’è il fuoco, dopo c’è l’inferno.
I segnali che lo precedono sono subdoli ma riconoscibili: calore improvviso che aumenta, fumo sempre più denso e scuro che scende verso il basso, fiamme che “rotolano” sotto il soffitto, vetri che iniziano a tremare o scurirsi. Quando succede, non c’è tempo di reagire: chi è dentro difficilmente sopravvive.
Per questo, in prevenzione incendi, il flashover è il vero nemico. Non uccide solo per le fiamme, ma per il calore estremo e i gas tossici. È il motivo per cui si dice che in un incendio il fumo è spesso più letale del fuoco e perché entrare in un ambiente chiuso in fiamme senza protezioni non è mai “solo un rischio”, ma una scommessa persa in partenza.
In breve: il flashover è il momento in cui l’incendio smette di essere localizzato e diventa totale. E quando arriva, non avvisa due volte.
Spero tanto che qui da noi i controlli siano fatti in modo idoneo, sarebbe da folli non eseguirli secondo legge. Non dubito assolutamente di chi deve eseguirli, non siamo così lascivi in queste importanti questioni.
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