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  • 07/01/2026 11:59

Che cos’è la massoneria in Italia

La massoneria in Italia è un insieme di associazioni iniziatiche, riservate e strutturate in logge, che si richiamano a valori come il miglioramento morale dell’individuo, la tolleranza, la libertà di coscienza e la fratellanza. Non è una religione e non si presenta come un partito politico, anche se nel tempo ha avuto un peso culturale e, in certi momenti storici, anche un’influenza pubblica non trascurabile. Arriva in Italia nel Settecento, importata dall’Inghilterra, e trova terreno fertile soprattutto negli ambienti illuministi. Durante il Risorgimento molte figure di primo piano ne fanno parte: tra le più note c’è Giuseppe Garibaldi, che fu massone dichiarato. In quel periodo la massoneria viene vista come uno spazio di confronto laico e progressista, spesso in opposizione al potere temporale della Chiesa. Nel tempo l’organizzazione si struttura in varie obbedienze, la più conosciuta delle quali è il Grande Oriente d'Italia, ancora oggi attivo. Le logge lavorano attraverso rituali simbolici, usando strumenti come il compasso e la squadra non in senso operativo, ma come metafore del lavoro interiore e dell’etica personale. Il rapporto con lo Stato e con la società non è sempre stato lineare. Durante il fascismo la massoneria viene messa fuori legge e perseguitata. Nel dopoguerra torna legale, ma l’immagine pubblica subisce un colpo durissimo con lo scandalo della Loggia P2, guidata da Licio Gelli. In quel caso non si parlava di lavoro simbolico o filosofico, ma di una rete occulta di potere con finalità politiche ed economiche, motivo per cui viene spesso definita “massoneria deviata”. Oggi in Italia la massoneria è legale, ma resta circondata da diffidenza. Le logge ufficiali dichiarano di non complottare né governare nell’ombra, mentre i critici sottolineano la segretezza, le relazioni tra affiliati e il rischio di conflitti d’interesse, soprattutto per chi ricopre ruoli pubblici. In sintesi, la massoneria italiana è un fenomeno complesso: nasce come scuola morale e iniziatica, attraversa momenti di forte impegno storico e culturale, ma porta con sé anche ombre che ne hanno segnato profondamente la reputazione. Un po’ come certi parenti a Natale: sulla carta educati e rispettabili, ma con un passato che torna sempre fuori quando meno te lo aspetti.

I commenti

Gentilissimi, buongiorno. Su “LA VOCE DI LUCCA” ho letto un post del 7-1-2026 h. 11,59 - simpaticamente firmato ‘Il Befanotto’, che intendeva offrire un qualche contributo dal titolo ‘CHE COS’E’ LA MASSONERIA IN ITALIA’: certamente interessante e rivolto ai Lettori ‘curiosi’ del tema, piuttosto che non agli ‘addetti ai lavori’. A margine del post in questione, porgo delle mie considerazioni: peraltro non nuove sulla tematica, senza per ciò voler valutare o ancor peggio ‘giudicare’ detto post e il suo Autore. Se nel 2026 si sente ancora l’esigenza di spiegare ‘cosa sia’ ovvero ‘in cosa consista’ la Massoneria, significa che dal 1700 ad oggi chi ne abbia trattato tanto in ambito prettamente iniziatico che al di fuori di esso – e tra gli AA cito con piacere la presenza di numerosissimi studiosi/scrittori/divulgatori ivi inclusi Illustri appartenenti al clero, Domenicani o Paolini, Gesuiti o altro, che hanno offerto un contributo rilevante seppur con tagli diversi – non è riuscito a far comprendere. Leggo poi locandine e testimonianze riferite a convegni o conferenze o tavole rotonde incentrate sul tema dei ‘rapporti tra Chiesa e Massoneria’ in cui si assiste a ripetitività disarmanti e alfine poco o niente utili. Nel contesto ove opero da anni esaminiamo piuttosto una questione di base, che esula perfino dall’identità delle varie strutture e/o degli scandali e chiacchiericci che possano averle segnate: e la questione è d’ordine generale ossia CHI, COME e QUANDO possa aver contribuito negativamente o persino pessimamente. Sarò più chiaro: se la Massoneria ancora deve spiegare ‘cosa sia’ o di quale possa essere la sua ‘missione’ o perché i Fratelli debbano assistere a contrasti e polemiche anche feroci, significa che ad oggi qualcosa sia stato operativamente errato. La Massoneria o Libera Muratorìa o Arte Reale – impegnata ma soprattutto divisa tra teoria e pratica, tra storie e filosofare, tra Ideali/Tradizioni e Valori forse solo apparentemente condivisi quale mera formalità - non è stata in grado di trasmettere alla società e quindi ai Cittadini e alle stesse Istituzioni che li amministrano, un messaggio concreto e positivo. In sintesi estrema, ha fallito il proprio originario compito istituzionale in chiave sociale, solidaristica, filantropica, vanificando quella spinta propulsiva legata ai concetti di ‘costruire’ ed ‘edificare’ (assonanti, ma con sfumature differenti). Così che il ‘cos’è la Massoneria’ resta un esercizio dagli intenti nobili ma del tutto privato della responsabilità e concretezza dell’azione proprio da parte dei suoi Appartenenti. Ossia: come ho contribuito io? Sono stato messo in grado di poter offrire un mio schietto contributo tanto all’interno che all’esterno facendo percepire in modo chiaro la mia/la nostra voce? Siamo riusciti a far conoscere se e come perseguiamo il nostro messaggio, il nostro contributo alla società, le nostre idee o le nostre soluzioni nei confronti delle tematiche e problematiche che la quotidianità ci sottopone sempre più vorticosamente e tumultuosamente in tutta la sua crudezza? Ecco che è in questo scenario, diventa banale il concetto del ‘quanti siamo’ o del ‘siamo tanti, tantissimi’, non dovendo affrontare battaglie fisiche, mobilitando pattuglie, plotoni, brigate, reggimenti o altre truppe: così come fu ai tempi di Pike, l’ultimo dei Gran Comandanti che sia noto. Crisi sociali, crisi economiche, crisi produttive e finanziarie… avete mai ascoltato una voce che ufficialmente abbia espresso una posizione d’ordine etico e morale, di indirizzo, in rappresentanza della Massoneria Italiana? Certo, le nostre Tradizioni più lontane riconducono quantomeno agli Esseni, a Salomone, agli Egizi, agli Antichi, ai Costruttori di Cattedrali, ai Crociati... a tutto ciò che già sappiamo: ma se il nostro operare si dovesse portare solo a studiare, approfondire, filosofeggiare… che bisogno ci sarebbe della Massoneria? Basterebbe semplicemente una delle mille associazioni culturali o un Lions o un Rotary… Quello che urge è un cambio di paradigma, basato su un gruppo ristretto di costruttori cui gli edificatori abbiano insegnato correttamente l’Arte. Grazie per la Vostra attenzione e un fraterno abbraccio circolare, sempre pronto a dibattere pubblicamente sulla questione nel suo complesso.
Giuseppe Bellantonio, Presidente della ‘Comunione di Piazza del Gesù’ - Roma

Giuseppe Bellantonio - 09/01/2026 14:46

Se una associazione X (di tipo massone, religioso, a delinquere, ecc) svolge azioni non legali (di qualsiasi tipo) a favore dei propri associati, il problema non si risolve vietando l'associazionismo, ma rendendo difficile lo svolgimento dell'azione illegale.
Mi spiego; se una associazione X decide di favorire la nomina di Tizio come primario di un reparto ospedaliero...la soluzione deve essere rendere la nomina di quel reparto ospedaliero più trasparente ed oggettiva.
Non possiamo vietare ogni tipo di associazione.

Boh - 08/01/2026 11:20

Nelle nostre massonerie esiste solo la fratellanza tra piccoli o grandi personaggi facente parte della comunità locale e/o nazionale
Medici,imprenditori,avvocati, ecc .( non certo infermieri o operai ) tutti legati da interessi reciproci come una fratellanza

Calliostro - 07/01/2026 20:57

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