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  • 09/01/2026 17:53

Metterci la faccia serve più dell’anonimato

Metterci la faccia serve più dell’anonimato Mandare foto anonime di degrado lucchese a un blog non cambia le cose. Sfoga, forse, ma non risolve. Quelle immagini restano lì, senza un nome, senza una richiesta chiara, senza un seguito. È come parlare a bassa voce in una stanza vuota. Se davvero l’obiettivo è migliorare Lucca, il percorso è un altro: usare i profili pubblici del Comune di Lucca, del Sindaco di Lucca o degli assessori, sui social che tutti leggono. Lì le segnalazioni sono visibili, tracciabili, e soprattutto chiedono una risposta. Non è questione di visibilità fine a sé stessa, ma di responsabilità reciproca. Ci sono anche quotidiani locali molto più letti di qualsiasi blog di nicchia. Scrivere, firmare, raccontare un problema con nome e cognome dà forza alla denuncia e costringe chi governa a prendere posizione. L’anonimato, in questi casi, non tutela: indebolisce. Trasforma un problema reale in rumore di fondo. Avere il coraggio di esporsi non significa cercare lo scontro. Significa voler ottenere una soluzione. Metterci la faccia è il primo passo per avere una risposta vera. E, alla fine, è l’unico modo perché una foto di degrado diventi un cambiamento concreto.

I commenti

Io la faccia ce la metto. Scrivo al Comune, con nome, cognome, indirizzo e-mail e numero di telefono. Cosa credete che succeda?? Niente di niente. Qui almeno qualcuno che risponde c'è… Non serve a niente, ma almeno ci Sfoghiamo un po'

anonimo - 09/01/2026 23:37

Le foto di degrado, prese da sole, non sono una prova solida che Lucca sia “nel baratro” o lontana da una città civile. Anzi, spesso dimostrano molto meno di quello che sembrano.
Le immagini possono essere vecchie, scattate anni prima e rimesse in circolazione quando fa comodo. Possono essere fuori contesto, magari immortalano un momento preciso: rifiuti lasciati poche ore prima del passaggio della raccolta, oppure dopo un evento, un mercato, una notte di inciviltà. A volte non sono nemmeno di Lucca, ma di un altro posto simile, e l’equivoco viaggia veloce sui social, dove la verifica conta meno dell’indignazione.
Per dimostrare che una città è davvero in crisi servirebbe ben altro: dati costanti nel tempo, segnalazioni ripetute negli stessi luoghi, problemi strutturali che non si risolvono, servizi assenti o inefficaci. Una foto isolata racconta solo un episodio, non uno stato permanente. È la differenza tra una macchia su una camicia e una camicia sporca di suo.
Lucca, come tutte le città reali (non quelle da cartolina), ha le sue imperfezioni. Ci sono maleducati, incuria episodica, angoli meno curati. Questo non fa automaticamente di una città un luogo degradato. Fa di Lucca una città abitata da esseri umani, non da santi né da robot.
Il rischio vero è un altro: confondere la critica legittima con la narrazione catastrofista. Quando si ripetono solo immagini negative, senza contesto, si crea l’idea che “va tutto male”, anche quando la realtà è molto più equilibrata. È un po’ come giudicare una persona da una giornata storta.
In sintesi:
– una foto non è una prova
– un episodio non è un sistema
– l’inciviltà di alcuni non definisce una città intera
E, con un filo di ironia: se bastassero tre sacchi di spazzatura per dichiarare il collasso della civiltà, metà del pianeta sarebbe già archeologia.

Danielino - 09/01/2026 22:16

https://www.facebook.com/mariopardinisindaco

https://www.facebook.com/fabiobarsantilucca/

https://www.facebook.com/ComunediLucca/

qui magari le vedono dirette con un nome ...se non sapere fare e ne dubito fatevelo insegnare da amici o su google e' facile segnarsi

solution - 09/01/2026 18:46

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