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  • 09/01/2026 22:49

ADOTTA UN CINGHIALE (E SALVA UN LUCCHESE)

L’idea è semplice, ironica quanto basta, ma con i piedi ben piantati per terra. A Lucca i cinghiali non sono più folklore: attraversano strade, spuntano nei giardini, fanno danni veri. Fingere che non esistano non funziona più. Allora tanto vale affrontare il problema con intelligenza e un sorriso. “Adotta un cinghiale” è una campagna cittadina simbolica. Nessuno porta a casa un animale, tranquilli. L’adozione è morale, economica e civica. Ogni cittadino, famiglia, negozio o associazione può “adottare” un cinghiale virtuale contribuendo con una quota annuale. I fondi vanno vincolati in modo chiaro: prevenzione, monitoraggio, recinzioni intelligenti, dissuasori ecologici, informazione seria alla popolazione e supporto agli agricoltori colpiti. Ogni cinghiale adottato ha un nome ironico ma lucchese dentro: Gigi delle Mura, Nerone di Sant’Anna, Brutus di Pontetetto. A ogni adozione corrisponde un certificato cartaceo (da appendere in bottega o in casa) e un piccolo cartello urbano nelle zone più colpite: “Qui vive (più o meno) un cinghiale adottato dai cittadini”. Fa sorridere, ma ricorda che il problema è reale e condiviso. Il Comune coordina, le associazioni ambientaliste partecipano, la ASL monitora, i cittadini finalmente non sono solo spettatori arrabbiati. Una volta l’anno si pubblica un resoconto semplice e comprensibile: quanti danni evitati, quante segnalazioni gestite meglio, cosa ha funzionato e cosa no. Niente fuffa. Il tono è leggero, ma il messaggio è serio: o affrontiamo la convivenza con metodo, oppure continueremo a rincorrere emergenze. Lucca ha sempre saputo usare l’ironia come forma di intelligenza collettiva. Qui non si ride del problema, si ride mentre lo si prende di petto. E diciamolo: meglio adottare un cinghiale con due euro al mese che trovarselo nel cofano dell’auto una sera d’inverno. A Lucca l’ironia non è superficialità, è sopravvivenza urbana.

I commenti

Grazie per l'elevato contributo che ha voluto portarci discutendo le idee altrui.

Un imbecille

anonimo - 12/01/2026 00:22

Pure gli imbecilli purtroppo non sono virtuali, ma persone in carne e ossa. Non occorre abbatterli, fortunatamente: basta lasciare che la natura faccia il suo corso. Certo non si estingueranno mai, ma il ricambio generazionale garantisce almeno che dicano e facciano minchiate sempre diverse, minimizzando così i danni da imbecillità. E quelli che scrivono qua fortunatamente son tutti vecchi rintronati alla frutta, se diovòle.

anonimo - 11/01/2026 16:37

..che i cinghiali non sono virtuali, ma veri. A parte questo penso che in ambiente urbano siano anche più pericolosi che in campagna, dove comunque fanno dei bei danni. Per cui converrebbe abbatterli. Per altro, tra pochi mesi, avranno la peste suina, che è già presente in Garfagnana e quindi porteranno problemi anche peggiori. La peste suina non si trasmette all'uomo, ma può essere veicolata anche solo "abbaccando" sulle feci di un cinghiale malato e poi spostandosi con le scarpe sporche. Per cui urgerebbe decisa campagna di abbattimento. Mano ai fucili!!

anonimo - 11/01/2026 02:50

Compra un guinzaglio e porta il cinghiale il sabato in via Fillingo.

Anonimo - 10/01/2026 11:06

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