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  • 09/01/2026 22:52

Le chiocciole dell’acquedotto

Mi chiamo Guido, ottant’anni portati come si può, e certe cose le ricordo meglio di ieri. Lucca di oggi la guardo con affetto, ma anche con un filo di malinconia. Non perché sia peggiore, no, è solo diversa. Alcune abitudini si sono sfilacciate piano piano, come un maglione vecchio, senza che nessuno se ne accorgesse davvero. Le chiocciole, per esempio. Oggi a dirlo sembra quasi una stranezza, qualcuno storce il naso, qualcun altro ride. E invece per noi era normale. Da ragazzi le si trovava spesso vicino all’acquedotto, dopo una pioggia buona, quando l’aria profumava di terra bagnata e le pietre erano ancora fresche. Si andava piano, senza fretta, con una sporta di tela o una scatola di latta. Non era una caccia, era quasi una passeggiata, un modo per stare insieme. Una volta a casa iniziava la pazienza. Le chiocciole non si cucinavano subito, no davvero. Le si metteva a spurgare, con un po’ di farina o solo aria e tempo, perché dovevano “ripulirsi”. Mia madre diceva sempre che la fretta in cucina rovina tutto, e sulle chiocciole aveva una severità quasi religiosa. Ogni tanto controllava, cambiava il contenitore, borbottando tra sé e sé come se stesse parlando con loro. Poi veniva il giorno giusto. L’odore dell’aglio che soffriggeva nell’olio buono, quello tenuto da parte per le occasioni serie. Prezzemolo, un pizzico di peperoncino, e le chiocciole che iniziavano a cantare piano nella padella, un suono leggero, quasi timido. Niente ricette scritte, tutto a occhio e a memoria. Il pomodoro arrivava dopo, non troppo, che doveva accompagnare e non coprire. E il pane, sempre tanto, perché il sugo non doveva andare sprecato, sarebbe stato un peccato grave. Il sapore me lo porto ancora in bocca. Non era solo buono, era familiare. Sapeva di casa, di tavola apparecchiata senza cerimonie, di silenzi interrotti da qualche risata. Sapeva di Lucca, quella che non faceva rumore ma restava addosso. Oggi passo vicino all’acquedotto e le vedo ancora, ogni tanto. Le chiocciole ci sono, loro resistono. Siamo noi che abbiamo smesso di chinarsi, di aspettare, di sporcarci un po’ le mani. Non dico che fosse meglio prima, ma certe cose avevano un ritmo che faceva bene al cuore. E se chiudo gli occhi, per un attimo, mi sembra ancora di sentire quell’odore in cucina e la voce di mia madre che dice: “Guido, porta il pane, che questo è un sugo che merita rispetto”. G. B.

I commenti

In tutta Italia fin dall’antichità le lumache, che di fatto sono chiocciole, sono sempre state apprezzate e gustate come cibo prelibato, in questo caso le ho cucinate in umido con pomodoro, aglio, olio, peperoncino e origano. Servite con abbondante pane a lievitazione naturale cotto in forno a legna per fare la scarpetta e un buon bicchiere di vino rosso locale. In dialetto calabrese vengono chiamate, nel catanzarese, vermituri. Ti racconterò il procedimento che ho seguito cercando di sfruttare quello che ho rinvenuto in internet circa la preparazione iniziale prima della cottura definitiva, per il resto ho fatto a modo mio! Non avevo una ricetta familiare o raccontata, come ti spiegherò in seguito nella storia della ricetta! Il risultato è stato sorprendente, buonissime, ti consiglio di provarle. Se vuoi approfondire gli aspetti culinari, valori e caratteristiche nutrizionali delle Chiocciole o lumache di terra commestibili, ti consiglio di leggere questo post molto interessante.

Lumache chiocciole in umido
Difficoltà
Molto facile
Costo
Medio
Tempo di preparazione
30 Minuti
Tempo di cottura
2 Ore
Porzioni
4
Metodo di cottura
Fornello
Cucina
Italiana
Stagionalità
Tutte le stagioni
Ingredienti per fare le Lumache chiocciole in umido
Le chiocciole oramai si trovano in vendita nei supermercati forniti e anche on line con le istruzioni per la cottura. Ci sono, inoltre, molti produttori in tutta Italia che spediscono a domicilio dove si possono acquistare a buon prezzo. Ho digitato sul motore di ricerca: chiocciole lumache spedizione gratuita; ne sono usciti tanti che spediscono in tutta Italia.

1 kg lumache
500 g pomodori pelati (o pomodorini freschi da sugo o passata di pomodoro)
1 peperoncino
1 spicchio aglio
1 filo olio extravergine d’oliva
1 pizzico origano secco
1 pizzico sale
Strumenti
Per questa preparazione e tante altre che prevedono lunghe cotture a fuoco dolce, è utile una buona casseruola munita di coperchio in vetro con valvola di vapore. Questa ha ottime recensioni!

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Preparazione delle Lumache chiocciole in umido a modo mio
Ho bollito le lumache partendo da acqua fredda per 40 minuti, le ho scolate e tolte dal guscio con l’ausilio di uno stuzzicadenti. Successivamente ho eliminato la parte nera (l’intestino) e le ho sciacquate abbondantemente, strofinandole tra loro, in uno scolapasta sotto il getto dell’acqua.

Ho messo in un tegame aglio, olio e peperoncino, vi ho rosolato le lumache e poi ho aggiunto dei pomodori pelati, salato e spolverato con origano secco. Ho portato lentamente a cottura (circa 2 ore) a fuoco dolce con coperchio fino a quando il sugo si è rappreso e l’olio è affiorato in superficie. Servite accompagnate da pane casereccio locale, a lievitazione naturale, cotto in forno a legna.

Puoi usare, al posto dei pomodori pelati, anche i pomodorini freschi da sugo o la passata di pomodoro.

Differenza tra lumache e chiocciole
Le lumache non hanno la conchiglia, mentre le chiocciole si, quindi quelle che comunemente vengono chiamate lumache, di fatto sono chiocciole!

Storia della ricetta
Sebbene in Calabria le chiocciole sono molto gradite, non le avevo mai assaggiate! Anni fa, quando andavo con mio marito a Catanzaro per motivi di lavoro, Corte d’Appello o Tribunale, ricordo che c’erano dei venditori ambulanti con i carretti pieni presi d’assalto dai locali che le acquistavano a buste! Avrei voluto fermarmi per chiedere loro come le cucinavano, ma, purtroppo, si andava sempre di fretta! In me era rimasta la curiosità di provarle fino a quando le ho trovate in vendita in bustine da 1 kg, già spurgate e pronte per la cottura. Sono tornata a casa con il mio sacchetto di chiocciole e non avevo idea di come poterle cucinare! Non sapevo proprio nulla! Sebbene sapessi che tradizionalmente le offrivano cucinate, con tutta la conchiglia, in pomodoro con peperoncino e ogni commensale provvedeva personalmente a prelevarle dal guscio con uno stecchino, all’epoca non trovai la ricetta! Mi sono affidata a questo sito per vedere come si dovessero trattare prima della cottura e poi le ho cucinate a modo mio. Infatti avevo pubblicato questo post in formato articolo il 23 Maggio 2016, oggi lo riedito e aggiorno in formato ricetta, le foto sono le stesse del post originario. Oggi girovagando su internet ho trovato varie ricette tipiche che all’epoca non esistevano tra cui queste: Vermituri catanzaresi, storia e ricetta dal sapore antico; Lumache al sugo: tra ricordi d’infanzia, sapori calabresi e scoperte romane. Tra le tante ricette visionate ho notato che alcuni prima della cottura finale le lessano partendo da acqua fredda, altri le fanno bollire versandole in acqua bollente. Se hai una ricetta tipica antica da propormi te ne sarò grata, puoi lasciarla nei commenti o contattarmi sui social.


Da quanto tempo non scrivo un nuovo post? Booooooo? Tanto, tanto, tanto! Non è mai passato così tanto tempo da quando ho aperto il blog! Perché? Forse le vicissitudini della vita o mi sono fatta intimorire da tutte quelle belle foto artistiche che riproducono il cibo in modo impeccabile come in un vero e proprio set fotografico! Al giorno d’oggi non ha tanta importanza la ricetta che noi proponiamo, se la stessa è buona, sana e riproducibile, ma l’immagine che la stessa ha sui social! E’ giusto riproporci al passo con i tempi, ma quando, come qualche giorno fa, ho provato a fare dei biscotti fotograficamente estremamente invitanti ho impiastricciato gli ingredienti ed il risultato era improponibile, ho capito che non basta una bella foto per offrire ricette a chi s’impegna per preparare qualche cosa di buono per le persone a cui vuol bene! La cosa più importante è la ricettaaaaaaaaaa! La stessa dev’essere sicura e collaudata, deve donare risultati eccellenti! Il tempo è poco e se ci mettiamo ai fornelli abbiamo la necessità di ottimizzarlo al massimo, il risultato dev’essere, se non impeccabile, almeno accettabile!
Così ho ripreso il mio blog ed ora vi scrivo una ricetta che mi ha dato molte soddisfazioni! L’ingrediente principale è particolare, penso che non tutti saprebbero accettarlo, mio figlio minore non ha neanche assaggiato questa preparazione, ma io adoro i sapori forti, mi piacciono le frattaglie ed i cibi piccanti!

Nel blog/ricettario della nonna nella categoria dedicata alla Dieta Mediterranea troverai tante ricette facili utili per la cucina di tutti i giorni.

Come leggere il blog/ricettario di Nonna Picetto

Nonna Picetto - 10/01/2026 18:01

Bellissimo questo racconto!

anonimo - 10/01/2026 16:22

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