500 esecuzioni a Teheran da inizio anno
500 esecuzioni. 500 dissid ...

Leggendo questo racconto mi è venuto un nodo in gola. Io sono una ragazza di oggi, cresciuta in un tempo in cui dire chi si ama è ancora difficile, ma almeno possibile. Pensare a tuo zio mi fa capire quanto coraggio ci volesse anche solo per scrivere poche parole su un muro, e quanto dolore ci fosse nel doverle lasciare lì, invece che dirle ad alta voce a chi si amava davvero. Quel gesto mi sembra tenero e tristissimo insieme, come una carezza data di nascosto.
Mi ha colpito molto anche tuo padre. Il suo silenzio non pesa, non è vuoto: è un silenzio pieno di rispetto, di intelligenza emotiva, di amore fraterno. Non tutti, allora come oggi, sarebbero stati capaci di capire e di proteggere senza fare rumore. Fa pensare a quante forme diverse può prendere l’amore, anche quando non viene dichiarato.
Questa storia mi fa sentire grata per le libertà che abbiamo oggi, ma anche responsabile. Perché dietro ogni diritto conquistato ci sono vite come quella di tuo zio, amori vissuti a metà, parole lasciate sui muri invece che nelle mani di qualcuno. Forse quella scritta non c’è più, ma il fatto che oggi noi possiamo leggerla attraverso il tuo racconto significa che non è andata persa. E forse, in qualche modo, continua ancora a dire “ti amo”.
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