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  • 10/01/2026 17:06

Era soltanto una scritta sui muri di Lucca, forse no..

Alla fine degli anni Settanta, sui muri di Lucca compariva una frase semplice: “Pietro ti amo, Mauro”. Poche parole, apparentemente innocue, ma cariche di un significato che solo alcuni potevano cogliere davvero. Erano tempi in cui dichiarare un amore omosessuale era molto più difficile di oggi, spesso impensabile. Un muro, allora, diventava l’unico spazio possibile per dire la verità senza esporsi del tutto, un messaggio lasciato a metà tra il coraggio e la paura. Ho scoperto solo oggi che quelle parole le aveva scritte mio zio, fratello di mio padre. Amava un altro uomo, e in casa lo si intuiva, anche se nessuno ne parlava apertamente. Mio padre, che oggi ha ottantotto anni, lo vide mentre scriveva quella frase su un muro di una casa. Capì subito, ma fece finta di nulla. Non lo disse mai a nessuno, non per vergogna, ma per rispetto. In un’epoca in cui il giudizio era spietato, il suo silenzio fu una forma di protezione. Me lo ha raccontato per caso, senza enfasi, come se fosse una cosa semplice. Eppure per me non lo è stata affatto. Da un lato ho provato gratitudine per quel gesto di discrezione e umanità; dall’altro una profonda tristezza, perché mio zio è morto da anni e non ha mai potuto vivere apertamente ciò che sentiva. Quella scritta sui muri forse è scomparsa, cancellata dal tempo e dall’intonaco nuovo. Ma la storia che portava con sé è rimasta, ed è arrivata fino a me. È una memoria fatta di amore trattenuto, di rispetto silenzioso e di una dignità che non ha avuto bisogno di parole ad alta voce per esistere. Federico

I commenti

Leggendo questo racconto mi è venuto un nodo in gola. Io sono una ragazza di oggi, cresciuta in un tempo in cui dire chi si ama è ancora difficile, ma almeno possibile. Pensare a tuo zio mi fa capire quanto coraggio ci volesse anche solo per scrivere poche parole su un muro, e quanto dolore ci fosse nel doverle lasciare lì, invece che dirle ad alta voce a chi si amava davvero. Quel gesto mi sembra tenero e tristissimo insieme, come una carezza data di nascosto.

Mi ha colpito molto anche tuo padre. Il suo silenzio non pesa, non è vuoto: è un silenzio pieno di rispetto, di intelligenza emotiva, di amore fraterno. Non tutti, allora come oggi, sarebbero stati capaci di capire e di proteggere senza fare rumore. Fa pensare a quante forme diverse può prendere l’amore, anche quando non viene dichiarato.

Questa storia mi fa sentire grata per le libertà che abbiamo oggi, ma anche responsabile. Perché dietro ogni diritto conquistato ci sono vite come quella di tuo zio, amori vissuti a metà, parole lasciate sui muri invece che nelle mani di qualcuno. Forse quella scritta non c’è più, ma il fatto che oggi noi possiamo leggerla attraverso il tuo racconto significa che non è andata persa. E forse, in qualche modo, continua ancora a dire “ti amo”.

Francesca - 10/01/2026 18:32

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