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  • 21/01/2026 17:48

Ricordare senza dividere: il no di Capannori spiegato con calma

Da capannorese o "capannorotto" come mi chiamano , la scelta di Capannori di non intitolare una strada a Norma Cossetto mi sembra meno scandalosa di come è stata raccontata e, soprattutto, più ragionata di quanto qualcuno voglia far credere. Qui non si è negata una tragedia, né si è offesa la memoria di una giovane donna uccisa in un contesto storico drammatico. Si è fatta, nel bene o nel male, una scelta amministrativa e politica che riguarda il modo in cui una comunità decide di ricordare. La memoria storica non è una clava da usare contro l’avversario politico né un automatismo da applicare ogni volta che qualcuno alza la voce. Intitolare una strada non è un atto simbolico neutro: è un gesto che resta nel tempo, che entra nella quotidianità dei cittadini e che dovrebbe nascere da un percorso condiviso, non da una spinta emotiva o da una pressione esterna. Quando una proposta rischia di dividere profondamente una comunità, fermarsi non è vigliaccheria, ma prudenza. Capannori ha una storia amministrativa fatta di scelte spesso discusse, ma anche di una certa attenzione a non trasformare la toponomastica in un campo di battaglia ideologico. Ricordare le vittime delle foibe è doveroso, come è doveroso ricordare tutte le ferite del Novecento, ma farlo non significa necessariamente mettere una targa su un palo stradale. La memoria può essere coltivata in molti modi: nelle scuole, nei momenti pubblici di riflessione, nel lavoro culturale serio e continuativo. Le reazioni scomposte di Fratelli d'Italia sembrano più interessate allo scontro che al ricordo. Quando la memoria diventa bandiera, perde forza e diventa strumento. E a quel punto non unisce più, ma divide, irrigidisce, semplifica una storia complessa che meriterebbe rispetto e silenzio, non slogan. Capannori non ha detto “non ricordiamo”, ha detto “non così”. Può piacere o no, ma è una posizione legittima. In tempi in cui tutto viene urlato, forse spiegare con calma che non ogni commemorazione deve passare da una strada o da una piazza è già, di per sé, un atto di maturità civile. B.G. 44

I commenti

Giordano Del Chiaro ha, nella sua stessa lista e nella sua maggioranza personaggi contrari agli assi viari. Allo stesso modo, nel PD ci sono dei favorevoli, Baccelli in testa. Per cui cosa di meglio del sofismo politico di fare un ricorso al TAR che blocchi la realizzazione degli assi, motivandolo con il volere ancora più strade?!?! Da una parte si dice di volere più assi e dall'altra si blocca la realizzazione degli assi. Geniale no? In tal modo si tiene insieme il cosiddetto "campo largo" e se poi non si fa un tubo amen!! Viva la politica italiana!!!!!! Capannori è un comune imbalsamato come la mummia di Tutankamon!!

Anonimo - 23/01/2026 02:29

Il sistema pseudo maggioritario e bi populista italiano prevede che, nell'ammucchiata del cosiddetto centrodestra, pur di vincere, si accolgano fascisti vari. Altrettanto, nell'ammucchiata del cosiddetto centrosinistra ci sono comunisti vari. Per cui ci sono i nostalgici della RSI da una parte, ma anche i nostalgici dei titini e di chi compiva l'eccidio di Porzus dall'altra. Voi avete i vostri nostalgici e i destrorsi hanno i loro nostalgici. I vostri nostalgici non prevedono l'intitolazione di una strada alla Cossetto e quindi preferite evitare. Si tratta di tenere insieme delle coalizioni e non di problemi filosofici. Nel vicino comune di Lucca ci sono assessori che, il 25 aprile, spariscono di circolazione; il sindaco di Lucca deve tollerare il loro comportamento per tenere assieme la coalizione. Tutto qui.

Anonimo - 22/01/2026 01:34

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