Sventata truffa da un'amica ad anziana signora
Truffa del falso carabinie ...

Anche se nel "merito" si può condividere il succo del messaggio, il "metodo" per me ha ancora un suo perchè. Ed è il "metodo", più che il "merito", che fa capire lo spessore delle persone.
Boh - 24/01/2026 08:49
Ben scritto e significativo. La verità va detta sempre e comunque.
Anonimo - 24/01/2026 08:22
il riferimento principale per la stagione 2025-2026 è la Circolare del Ministero della Salute n. 2245 del 28/11/2025, integrata dalle precedenti raccomandazioni sulla prevenzione e il controllo dell'influenza.
Ecco i punti chiave del protocollo sanitario attuale:
1. Gestione dei sintomi a scuola
Il protocollo operativo RespiVirNet 2025-2026 definisce come "sindrome simil-influenzale" la combinazione di febbre (anche lieve) e almeno un sintomo respiratorio (tosse, mal di gola) o sistemico (dolori muscolari).
Isolamento immediato: Se un alunno manifesta sintomi durante le lezioni, deve essere allontanato dalla classe e sorvegliato in uno spazio dedicato fino all'arrivo dei genitori.
2. Criteri per il rientro (Regola delle 24 ore)
Le linee guida del Ministero e delle ASL locali concordano su una condizione clinica precisa:
Assenza di febbre: Il rientro è consentito solo dopo almeno 24 ore dalla scomparsa della febbre senza l'ausilio di farmaci antipiretici.
Miglioramento generale: I sintomi respiratori devono essere in via di risoluzione e l'alunno deve essere in grado di partecipare attivamente alle attività scolastiche.
3. Normativa sui certificati
Il quadro normativo ha subito un'importante semplificazione amministrativa:
Abolizione nazionale: Quasi tutte le regioni (incluse le più recenti come il Molise nel 2025) hanno abolito l'obbligo del certificato medico per rientri dopo assenze superiori a 5 giorni.
Giustificazione dei genitori: È sufficiente la giustificazione firmata o inserita sul registro elettronico, che attesta implicitamente il rispetto delle norme igienico-sanitarie.
4. Raccomandazioni di prevenzione
Il Ministero punta sulla vaccinazione antinfluenzale, offerta gratuitamente per la fascia 6 mesi - 6 anni e raccomandata per gli adolescenti anche tramite spray nasale, per ridurre l'impatto dei virus nelle comunità scolastiche.
Quanta febbre bisogna avere per non andare a scuola?
Se un alunno o un operatore scolastico ha la febbre può andare a scuola? No. Il Protocollo di sicurezza e le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico prevedono l'obbligo di rimanere a casa in presenza di temperatura oltre i 37,5° o altri sintomi simil-influenzali.
................................linee guida...............................................
ancora dal ìweb :
Febbre e scuola: quando è giusto tenere il bambino a casa?
Pediatria
La febbre è passata, il bambino sembra un po’ stanco ma non ha più sintomi importanti.
È lunedì mattina, e tu ti chiedi:
“Lo mando a scuola o no?”
Una decisione semplice, in apparenza, ma che porta con sé mille dubbi: rischio che contagi gli altri? Sta davvero bene? Se lo tengo a casa, sto esagerando? E se lo mando e peggiora?
Questa situazione si ripete spesso, soprattutto nei primi anni di scuola dell’infanzia e primaria, e mette i genitori davanti a scelte difficili, in cui si incrociano salute, organizzazione familiare e senso di responsabilità.
In questo articolo ti aiutiamo a capire quando è giusto tenere a casa il bambino, quali segnali osservare, e come affrontare questa decisione con più serenità e meno sensi di colpa.
Nel nostro poliambulatorio IELED affrontiamo ogni giorno queste domande con le famiglie, con un approccio che unisce attenzione clinica, rispetto dei tempi del bambino e supporto educativo ai genitori.
Il momento più difficile non è la febbre, ma “dopo”
Quando un bambino ha la febbre alta, la decisione è facile: sta a casa.
Ma quando la febbre si abbassa, inizia la parte più delicata:
Il bambino è “quasi” tornato in forma, ma non del tutto.
Il genitore deve tornare al lavoro.
La scuola chiede che sia “asintomatico da 24 ore”.
I nonni non possono aiutare.
E tu ti trovi diviso tra fare la cosa giusta e far quadrare tutto.
In questi momenti, avere una linea guida chiara può fare la differenza.
Quando è necessario tenere il bambino a casa
La regola generale, condivisa anche dai pediatri e dalle linee guida scolastiche, è:
Il bambino dovrebbe restare a casa fino a 24 ore dopo la scomparsa della febbre, senza uso di antipiretici.
Ma non basta guardare il termometro. Osserva:
Il comportamento: è attivo, gioca, interagisce?
L’appetito: mangia normalmente o è inappetente?
La resistenza fisica: si stanca subito? Dorme più del solito?
La relazione: è sereno o cerca costantemente la tua vicinanza?
Se il bambino è visibilmente ancora affaticato, anche in assenza di febbre, è consigliabile rispettare il suo bisogno di recupero, posticipando il rientro.
Quando può tornare a scuola
Il ritorno a scuola è possibile quando il bambino:
non ha più febbre da almeno 24 ore (senza antipiretici)
è tornato reattivo, presente, in relazione
riesce a partecipare alle attività della giornata senza eccessiva fatica
non è più contagioso, se la causa della febbre era infettiva
Attenzione: il ritorno anticipato non aiuta il recupero, anzi, può allungare i tempi di guarigione, aumentare il rischio di ricadute e peggiorare il vissuto emotivo del bambino.
credo che ci siano parole piu' gradevoli da usare e poi dipende da cosa si intende febbricitante...
perche' a volte li mandano anche senza febbre ma con tosse pure magari veicolo di batteri o virus
forse ci vorrebbe di tornare alle misure anti-covid e misurare la febbre all'entrata e rimandarli a casa ? boh
intanto puo' dirci lei cosa ne pensa e che misure possiamo adottare come genitori e come scuola ?
si il problema esiste ma non credo che senza una direttiva precisa si possa fare qualcosa in piu' se non chiamare i genitori a casa se sono i bambini con febbre o fare della prevenzione con cartelli e lettere di richiamo alle famiglie
grazie
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