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  • 25/01/2026 17:23

stabilimento produttivo illegale a S.Concordio

La Federazione di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista esprime profonda indignazione per il ritrovamento, nel territorio comunale di Lucca,in zona San Concordio, di un presunto stabilimento produttivo illegale riconducibile a imprenditoria cinese, emerso anche attraverso immagini che stanno circolando pubblicamente.
Sei lavoratori di origine cinese vivevano in una situazione assimilabile alla schiavitù, costretti a vivere e a lavorare nello stesso stabile, abbandonati alla sporcizia ed in locali fatiscenti.
Quanto emerso conferma una situazione che da anni denunciamo: nel nostro territorio persistono sacche di illegalità produttiva dove si intrecciano lavoro nero, sfruttamento e violazione sistematica delle norme sulla sicurezza e totale assenza di diritti.
Chiediamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto, che si proceda con controlli seri e sistematici su tutto il territorio provinciale e che venga garantita la tutela dei lavoratori eventualmente coinvolti, favorendone la regolarizzazione e la protezione. Serve un impegno reale contro il lavoro nero e lo sfruttamento, che non si limiti agli annunci ma produca interventi strutturali.
La Federazione di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista continuerà a schierarsi senza ambiguità dalla parte del lavoro e dei diritti.

Federazione di Lucca del Partito della Rifondazione Comunista

I commenti

Nel 2024 l'Italia ha esportato in Cina merci per più di 15 miliardi di Euro.
https://www.infomercatiesteri.it/scambi_commerciali.php?id_paesi=122

La Cina è il decimo paese verso cui abbiamo esportato di più nel 2025
https://www.infomercatiesteri.it/public/osservatorio/interscambio-commerciale-mondo/export%20paesi_1768558152.pdf

anonimo - 27/01/2026 02:00

A dirtelo in totale sincerità mi chiedo come facciano i cinesi a comprare da noi se i nostri prodotti sono estremamente più cari, noi da loro è possibile perché la loro merce (che sarebbe da discarica già da nuova e che si rompe entro poche settimane, la loro plastica poi sembra marcire per come si sbriciola dopo un po' di tempo come se fosse un materiale biodegradabile pur essendo invece sempre plastica inquinante) costa meno non solo perché sono sottopagati, ma perché hanno una valuta estremamente più debole dell'euro e del dollaro.

Un conto è dire che ci diamo la zappa sui piedi ad applicare dazi verso gli USA che hanno una moneta e appunto anche dei prezzi paragonabili e dunque gli scambi commerciali possono essere quasi alla pari, e un conto è verso un'economia come quella cinese che infatti è autarchica, di certo non hanno alcun interesse ad importare prodotti italiani...

anonimo - 26/01/2026 11:52

E poi remigrazione dei titolari cinesi?

anonimo - 26/01/2026 09:19

Molti prodotti che compriamo, che sono fatti in Cina, costano poco, perché hanno lavoratori che costano poco. Se mettiamo dei dazi:

1. Loro dazieranno noi, alcune aziende italiane non esporteranno e licenzieranno dipendenti
2. I prodotti a basso prezzo spariranno dagli scaffali e i lavoratori italiani non avranno i soldi per comprare la merce fatta in Italia e in Europa.

Vogliamo fare come Trump?

Anonimo - 25/01/2026 23:14

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