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Chi sono gli agenti ICE e da chi prendono ordini oggi, con Trump presidente
Gli agenti ICE sono funzionari federali degli Stati Uniti e fanno parte di un apparato statale stabile, che non nasce con un singolo presidente e non scompare quando cambia l’amministrazione. ICE, Immigration and Customs Enforcement, è un’agenzia creata nel 2003 con l’obiettivo di far rispettare le leggi sull’immigrazione e contrastare reati collegati come traffici illegali, frodi documentali e criminalità transnazionale. I suoi agenti hanno poteri di arresto, conducono indagini e operano su tutto il territorio federale.
ICE dipende dal Department of Homeland Security, il Dipartimento per la Sicurezza Interna. La catena di comando è formale e ben definita: gli agenti rispondono ai loro superiori interni, i dirigenti di ICE rispondono al Segretario per la Sicurezza Interna, e quest’ultimo risponde al Presidente degli Stati Uniti.
Oggi il Presidente è Donald Trump, tornato in carica nel 2025. Questo significa che l’indirizzo politico sull’immigrazione è nuovamente impostato su una linea più rigida. Il Presidente non dà ordini diretti ai singoli agenti, ma stabilisce le priorità politiche: chi controllare, chi arrestare, quali casi rendere prioritari. Queste scelte vengono trasformate in direttive operative dal Dipartimento e poi applicate da ICE sul campo.
Con Trump presidente, ICE tende a:
intensificare i controlli sull’immigrazione irregolare
ampliare le operazioni di arresto e rimpatrio
ridurre le eccezioni e le sospensioni delle espulsioni
dare maggiore visibilità all’azione di contrasto
È importante chiarire un punto spesso frainteso: gli agenti ICE non scelgono la politica, la eseguono. Non sono “uomini di Trump” nel senso personale del termine, ma funzionari pubblici che applicano direttive emanate dall’alto. Quando il Presidente cambia, cambiano le regole operative; l’agenzia però resta la stessa, con gli stessi agenti e le stesse strutture.
In sostanza, ICE è uno strumento dello Stato federale americano. Oggi agisce secondo l’impostazione voluta dall’attuale presidente Trump, ieri seguiva quella di Biden, domani seguirà quella di chi verrà dopo. Il volto che vediamo è quello degli agenti sul campo, ma la mano che orienta la direzione è sempre politica. E quando la linea è dura, si sente.
Da quanto han' detto ieri alla radio, non sarebbe da sorprendersi ci fossero anche elementi del KKK.
Sospetto sia similare a quello che accade i russia, il potere che si fa aiutare dal peggio della società, se poi gli va male il capro espiatorio è garantito.
Come nella migliore delle tradizioni dell'homo scemens.
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