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  • 18/04/2026 14:15

il Caffè Di Simo torna a vivere!

Lucca rialza il sipario sulla sua anima più autentica: il Caffè Di Simo torna a vivere Certe riaperture non fanno rumore, ma lasciano il segno. A Lucca, in questo 18 aprile che sa già di primavera piena, si respira ancora l’eco di ciò che è accaduto ieri: il ritorno alla vita dell’Antico Caffè Di Simo in via Fillungo. Non un’inaugurazione qualsiasi, ma il recupero concreto di uno spazio che per decenni ha rappresentato un punto d’incontro per idee, arte e identità cittadina. Dietro questa riapertura c’è una regia chiara. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Pardini, ha scelto di non lasciare questo luogo nel limbo dei ricordi, ma di riportarlo al centro della vita culturale lucchese. Non è solo una questione di muri restaurati o serrande rialzate: è una visione che punta a restituire alla città i suoi simboli, rendendoli nuovamente vissuti e accessibili. Chi ieri ha varcato quella soglia ha trovato molto più di un locale riaperto. Le note jazz del Circolo Jazz Lucca hanno riempito l’aria, con il pianoforte raffinato di Ugo Bongianni e la voce calda di Sara Maghelli. Un’atmosfera quasi sospesa, come se il tempo avesse deciso di fare un passo indietro per lasciare spazio alla memoria, ma con uno sguardo ben piantato nel presente. Determinante il lavoro dell’assessore alla cultura Mia Pisano, presente all’apertura nonostante un momento personale delicato e intenso come quello della maternità appena vissuta. È uno di quei dettagli che raccontano più di tante dichiarazioni: quando c’è convinzione, i risultati arrivano. E qui si vedono. Da oggi il Caffè Di Simo entra nel vivo della sua nuova stagione. Nel pomeriggio sono in programma le prime esecuzioni di musica lirica e classica con il Laboratorio Brunier, aprendo un calendario che accompagnerà cittadini e visitatori fino al 13 giugno. Non eventi sporadici, ma un percorso continuo fatto di concerti, incontri, presentazioni, quel tipo di proposta culturale che crea abitudine e appartenenza. Gli orari parlano chiaro: apertura alle 15 per permettere a chiunque di entrare e scoprire il luogo, eventi dalle 17 alle 19, con due momenti musicali separati da una pausa. Un ritmo umano, senza fretta. E soprattutto con ingresso gratuito fino a esaurimento posti, scelta che ribadisce una linea precisa: la cultura deve essere per tutti, non per pochi. E poi c’è quel dettaglio che oggi, passeggiando per le vie di Lucca, si percepisce senza bisogno di proclami: un consenso diffuso, spontaneo. Mario Pardini viene raccontato, citato, riconosciuto non solo dai lucchesi, ma anche da chi arriva da fuori e nota una città che funziona, che investe, che si muove. Non è solo entusiasmo del momento: è la sensazione concreta che Lucca abbia ritrovato una guida capace di unire visione e risultati. E quando una città si riconosce nel proprio sindaco, non è propaganda — è identità che prende forma. Lucca News 2026 by Telemaco

I commenti

Dopo la turandot al teatro del giglio chiude di nuovo. tutta fuffa.

Anonimo - 18/04/2026 19:58

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