• 16 commenti
  • 26/04/2026 18:14

Fondazione La Fenice, 'annullate tutte le collaborazioni con Venezi'

a Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi". In altri articoli .... Giuli approva. Si legge in una nota della Fondazione. "La decisione - si spiega - è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d'Orchestra". e mo' ????

I commenti

Al di la di chi ha ragione (non sono competente nel giudicare nel merito) è ovvio che con quelle dichiarazioni non poteva nascere alcuna collaborazione tra il direttore d'orchestra ed i musicisti.

Boh - 28/04/2026 08:21

Si ha l'impressione che il vittimismo ringhioso della destra di governo non funzioni più tanto bene.

Anonimo - 27/04/2026 20:41

penso che la destra a questo punto sia felice cosi' la sinistra ha un argomento in meno contro il governo

danye - 27/04/2026 18:21

Potrebbe fare il portavoce di qualche politico o sindaco. Ormai il suo livello è questo.

Anonimo - 27/04/2026 11:32

Cosa dicono tutti i suoi sponsor Lucchesi a partire da Pardini end Company....

Pippo - 27/04/2026 11:15

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La premier dopo i casi Santanchè, Delmastro e Bortolozzi: chi sbaglia paga
«Ormai è indifendibile». È stata Giorgia Meloni in persona a dare il via libera definitivo alla cacciata di Beatrice Venezi dal teatro La Fenice. La premier l’ha sempre difesa anche nell’imbarazzo crescente, scrive oggi il Corriere della Sera. Ma dopo la sconfitta nel referendum ha cambiato linea: «Non difendo più nessuno, non metto più la mia faccia come scudo degli errori degli altri: chi sbaglia paga, con onestà e rigore». Il riferimento, chiaro, è a Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusi Bortolozzi. E ha deciso che il governo si muove «a tutela dell’istituzione» e a scapito di «continue rivendicazioni eccessive e inutili».

Meloni e Venezi
E così l’addio di Venezi al teatro arriva alla fine di una serie di messaggi e telefonate. Protagonisti: Alessandro Giuli, Raffaele Speranzon (coordinatore di FdI in Veneto, nella città lagunare, tra l’altro, fra poco si vota), il capo dell’organizzazione di Via della Scrofa Giovanni Donzelli e il sovrintendente della Fenice Nicola Colabianchi. Poi la nota delle 16.49 seguita da quella di Giuli. Una scelta «autonoma e indipendente» del sovrintendente ha una copertura che più politica non si può: «Completa fiducia». E così anche se Venezi ha diretto concerti persino durante le conferenze di FdI oltre che ad Atreju viene salutata. L’intervista a La Naciòn è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso.

Venezi e Buttafuco
E persino Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera che premiò Venezi ad Atreju, si dice «dispiaciuto» per l’epilogo e continua a sostenere che «il direttore ha un ottimo curriculum ma comprendo la scelta dolorosa del sovrintendente che deve garantire un clima sereno alla Fenice ormai compromesso, come ha sottolineato giustamente il ministro Giuli». Anche se rimane aperto il problema Biennale. Dove Pietrangelo Buttafuoco ha invitato i russi e ha fatto arrabbiare l’esecutivo.

Franco - 27/04/2026 09:39

Purtroppo non era una pagliacciata.
Comunque dal punto di vista artistico direi che si e' definitivamente bruciata da sola. Non le resta che fare quelle che comunque avrebbe fatto, ovvero quello che fanno tutti quelli scarsi professionalmente : buttarsi in politica.

Anonimo - 27/04/2026 09:35

Prima di dare la colpa alla sinistra leggete chi è Colabianchi, è lui che ha preso la decisione di togliere di mezzo la Venezi. Colabianchi è gradito all'attuale governo per cui se dite che siete contro questa scelta allora siete contro una scelta presa da un rappresentante della destra. Quindi boh... Prima di pronunciarmi leggerei e capirei bene cosa è successo. Questo un link per capire chi è Colabianchi: https://www.veneziatoday.it/attualita/fenice-si-spacca-nomina-colabianchi-giuli-spieghi.html

Dario - 27/04/2026 09:34

Allora si vede che essere amica di Giorgia non era la cosa giusta forse davvero era meglio la SCHLEIN

Fibrit - 27/04/2026 09:32

Tutti contenti nell'ennesima figuretta italiota. La Venezi si evita problemi e può continuare a atteggiarsi e fare spot, la Fenice non perde niente rinunciando a un presunto Maestro che lavora in Uruguay e Argentina. Non a Berlino Vienna Parigi ecc che continueranno a prenderci giustamente per i fondelli per ste manfrine di periferia.

Anonimo - 27/04/2026 08:21

Era ora! Fin dall'inizio era scontato che la nomina di un direttore d'orchestra sgradito agli orchestrali sarebbe stata impossibile. Spero che la signora rifletta seriamente su tutta la vicenda e sull'inopportunità delle cariche a testa bassa che ha condotto partendo da Pisa per finire in Argentina. W Venezia, W la Fenice!!

Anonimo - 26/04/2026 22:16

Secondo me È andata così..... Ha visto che non ne sarebbe uscita... Ormai era completamente delegittimata... E allora ha deciso di dire quelle cose sapendo che l'avrebbero fatta fuori e lei non avrebbe dovuto subire l'onta di dimettersi...Io l'avevo detto che non avrebbe mangiato il panettone...

D fb - 26/04/2026 22:11

Vincitrice di cosa paparino? Di arroganza?

Anonimo - 26/04/2026 21:48

Ora è pronta per candidarsi con la destra e smettere di fare il maestro.

Anonimo - 26/04/2026 21:06

Alla Fenice non hanno capito il garbo lucchese in chiave maschia e cameratesca. Si sono offesi…

Anonimo - 26/04/2026 20:15

La Venezi ne esce vincitrice può dire che la hanno messa di mezzo per antipatia lei non si è dimessa.... Meglio così che se la avessero invece presa con queste diatribe avrebbe avuto solo fischi e altri casini

Dario - 26/04/2026 20:00

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