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  • 12/06/2026 16:39

NON ESISTE UNO SOLO AUTISMO, LA RICERCA DISTINGUE NUOVE FORME DELLA CONDIZIONE

NON ESISTE UNO SOLO AUTISMO,

LA RICERCA DISTINGUE NUOVE FORME DELLA CONDIZIONE

Uno studio scientifico internazionale cui ha preso parte la Scuola IMT ne individua due sottotipi con cause biologiche diverse. La ricerca è importante perché apre la strada a una migliore comprensione dello spettro autistico


Lucca, 12 giugno 2026 - Non tutti gli autismi sono uguali. È già ben noto che i “disturbi dello spettro autistico” si manifestano in modo molto variabile da persona a persona: alcune possono avere soprattutto difficoltà nella socialità, altre nel linguaggio oppure in aspetti specifici come l’elaborazione delle informazioni sensoriali.


Ora, uno studio appena pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, firmato da un gruppo internazionale di ricercatori tra cui Marco Pagani della Scuola IMT Alti Studi Lucca, come primo autore, ha scoperto che l’autismo può essere distinto in almeno due sottotipi caratterizzati da attività cerebrale e meccanismi diversi.


Per arrivare a questa conclusione, Marco Pagani, ricercatore al MoMiLab, il Molecular Mind Laboratory della Scuola IMT, ha studiato un ampio database pubblico di scansioni cerebrali effettuate con risonanza magnetica funzionale in 40 laboratori tra Stati Uniti ed Europa, aggregato da Adriana Di Martino, ricercatrice al Child Mind Institute di New York.


Abbiamo misurato come e quanto le aree cerebrali comunicano tra loro, analizzando un segnale di attività neurale che viene definito in termini scientifici connettività funzionale”, spiega Pagani commentando la ricerca.


Questa analisi ha rivelato che l’autismo può essere suddiviso in due principali sottotipi, uno caratterizzato da una comunicazione tra le diverse aree cerebrali ridotta; l’altro, invece, in cui tale comunicazione risulta aumentata. I risultati dello studio hanno anche mostrato che i circuiti meno connessi sono associati a funzioni che coinvolgono le sinapsi, mentre quelli più connessi sono risultati collegati al sistema immunitario. Questa scoperta è stata possibile grazie all’analisi di banche dati genetiche e allo studio di modelli genetici resi disponibili da Alessandro Gozzi, ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia.


Per molto tempo, l’autismo è stato interpretato attraverso semplificazioni come quelle del ‘cervello medio’ o del ‘cervello prototipico’, considerando la variabilità come semplice rumore sperimentale indesiderato. I nostri risultati suggeriscono invece che non esista un unico modello valido per tutti, ma che siano necessari approcci personalizzati per comprendere l’attività cerebrale in una condizione complessa come l’autismo”, osserva Pagani.


Questi approcci di precisione sono un passo in avanti importante”, aggiunge Pietro Pietrini, professore di biochimica clinica e biologia molecolare alla Scuola IMT e Direttore di MoMiLAb. “Infatti avvicinano la psichiatria alle altre discipline mediche in cui i riscontri fisiopatologici sono oggettivi”.



Contatti:

Ufficio Stampa Scuola IMT Alti Studi Lucca

tel. +39 0583 4326 540; ufficiostampa@imtlucca.it


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