Ma le pietre mancanti …?
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Abbiamo letto nelle scorse settimane alcuni interventi, anche polemici, aventi per oggetto la gestione di alcuni impianti sportivi nel comune di Lucca. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla gestione di alcuni campi di calcio, ora chiusi al pubblico per ragioni molteplici e tra loro diverse. E, in questi giorni, è poi ritornata d’attualità la mancanza di impianti per la pratica di alcune discipline sportive.
Abbiamo aspettato ad intervenire perché quello che a noi interessa non è la polemica fine a se stessa ma la ricerca di soluzioni ai problemi emersi. La normativa che regola l’affidamento in gestione di impianti “privi di interesse economico” quali sono quelli oggetto di dibattito è molto precisa e puntuale, sia a livello nazionale sia regionale, e, per quanto riguarda il Comune di Lucca, è stata recepita in uno specifico regolamento.
E’ una normativa che per questa tipologia di impianti privilegia l’affidamento in gestione a soggetti dell’ordinamento sportivo (Associazioni e società sportive dilettantistiche, Enti Sportivi Dilettantistici, Federazioni, Enti di Promozione Sportiva, Discipline Sportive Associate,) che a livello nazionale ha subito di recente importanti modifiche e che a livello regionale è in corso di aggiornamento. Sulla base di tale normativa la precedente Amministrazione ha affidato la gestione degli impianti sportivi comunali aventi i suddetti requisiti.
Sono passati alcuni anni, e mentre molti impianti sono gestiti egregiamente dai soggetti che li hanno avuti in concessione è indubbio che altri impianti, e in particolare alcuni di quelli oggetto di polemica, non sono in buone condizioni, per i più diversi motivi. Se pertanto l’Amministrazione attuale ha ritenuto necessario fare il punto della situazione e mettere fine ad alcune criticità la decisione non può che essere condivisa, come abbiamo condiviso i regolamenti e i principi che hanno guidato le scelte di quella precedente.
Quello che a noi interessa è però ora come fare in modo di restituire alla collettività e alla pratica sportiva gli impianti attualmente chiusi. Per tali motivi, ci rendiamo disponibili a collaborare per una loro riapertura e nello stesso tempo proponiamo all’Amministrazione comunale che dia vita ad un percorso di co-programmazione che abbia al centro la tematica dell’impiantistica sportiva e che coinvolga tutti i soggetti in precedenza citati, secondo quanto previsto dal Codice del Terzo Settore e dalla legge regionale 65/2020, in questo modo fungendo anche da “apripista” sul territorio provinciale per iniziative analoghe in materia di politica sportiva.
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