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Comuni montani, il Consiglio regionale toscano dice no a criteri penalizzanti: approvata a maggioranza la mozione a difesa dei territori
Puppa e Salotti: “La montagna toscana è una risorsa strategica, non un problema da ridurre con criteri rigidi”
Firenze, 11.01.2026 – Difendere i territori montani toscani da una classificazione ingiusta e penalizzante e ribadire il valore strategico della montagna per lo sviluppo, la coesione e la sostenibilità dell’intera Regione. Con questo obiettivo il Consiglio regionale della Toscana ha approvato ieri, a maggioranza, la mozione presentata dai gruppi di maggioranza in merito al DPCM sui criteri di classificazione dei comuni montani previsto dalla legge nazionale 12 settembre 2025, n. 131.
Tra i firmatari e sostenitori dell’atto anche i consiglieri regionali della provincia di Lucca Mario Puppa e Vittorio Salotti, che hanno sottolineato la necessità di contrastare un’impostazione ritenuta fortemente penalizzante per la montagna toscana.
La mozione nasce infatti dalla preoccupazione per i criteri ipotizzati dal Governo, basati su parametri rigidi come altitudine e pendenza, che rischiano di escludere circa il 50% degli attuali comuni montani toscani, determinando una evidente disparità di trattamento tra territori appenninici e alpini.
«La montagna toscana non può essere giudicata con il righello – si legge nell’atto –. I nostri comuni presentano caratteristiche morfologiche, territoriali e sociali profondamente diverse da quelle alpine e necessitano di criteri più equi, flessibili e aderenti alla realtà».
Con l’approvazione della mozione, il Consiglio regionale impegna la Giunta a farsi portavoce, in tutte le sedi istituzionali, della richiesta di criteri ponderati che tengano conto non solo degli elementi geografici, ma anche di indicatori socio-economici fondamentali come spopolamento, invecchiamento demografico, difficoltà di accesso ai servizi e fragilità economica. Viene inoltre richiesto di evitare spezzettamenti territoriali incoerenti, valorizzando le Unioni di Comuni e riconoscendo il ruolo essenziale dei servizi ecosistemici garantiti dalle aree montane.
L’iniziativa si colloca nel solco delle politiche regionali già avviate dalla Toscana, dalla legge regionale 68/2011 fino alla più recente legge sulla “Toscana diffusa”, che afferma il principio delle pari opportunità e dell’accesso agli stessi livelli essenziali di servizi per tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza.
Altro punto qualificante della mozione è la richiesta di un rafforzamento significativo del Fondo nazionale per la Montagna, considerato indispensabile per rendere pienamente operativa la legge 131/2025 e per sostenere concretamente lo sviluppo dei territori montani.
«Con questa mozione – dichiarano i consiglieri regionali Mario Puppa e Vittorio Salotti – la Toscana ribadisce che la montagna non è un problema da ridurre nei numeri, ma una risorsa da valorizzare. Difendere i comuni montani significa difendere l’equilibrio territoriale, l’ambiente, i servizi essenziali e i diritti delle comunità che li abitano».
Un segnale politico chiaro e netto che rafforza la posizione della Regione Toscana nel confronto con il Governo e raccoglie le preoccupazioni già espresse da ANCI e UPI Toscana, a tutela di territori che rappresentano una parte fondamentale dell’identità e del futuro della regione.
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