La Venezi avrebbe anche rotto.....
Leggo La Voce da vent’anni. Mi interessa conoscere l’opinione delle persone, non leggere le veline che il Comune passa a tutti i giornali uguali tra loro. Cerco di capire gli umori e i malumori che circolano, e a volte trovo spunti su cui riflettere o farmi un’opinione. Altre volte leggo post buffi, senza molto senso, scritti da chi probabilmente ha tempo da perdere. Ogni tanto fanno anche sorridere.
Quello che invece ormai trovo fastidioso è il battage continuo sulla “maestra” Venezi. Non la conoscevo prima e continuo a non conoscerla. Non amo la lirica, ascolto jazz, che è a anni luce dall’opera, quindi non entro nel merito delle sue capacità artistiche.
Quello che mi colpisce è altro. La Venezi è una giovane donna, figlia di un noto personaggio dell'estrema destra lucchese attivo diversi decenni fa, che evidentemente gode ancora di un certo peso e prestigio nell’amministrazione. Un peso che, a quanto pare, l’ha aiutata e continua ad aiutarla, sia a livello locale sia fuori Lucca, addirittura all’estero, facendole ottenere incarichi di rilievo.
Non discuto se sia brava o meno, perché non ne ho titolo. Ma questa spinta così insistente, questo continuo scrivere di lei per accrescerne il prestigio, alla lunga produce l’effetto opposto. Come diceva Ron: “parlare dei successi e dei fischi non parlarne mai”. A forza di parlarne, è diventata decisamente poco simpatica.
Non è possibile inondare il giornale di post e commenti sempre su di lei. Scrivano pure sul foglio di suo padre, e continui pure anche qui (decide il direttore) ma con molta, molta parsimonia. Così com’è, il risultato è che si stanno alienando anche quelle poche simpatie iniziali. Se altri fanno come me, scrivere tutti questi articoli è tempo perso: ne ho letti due, poi li salto e vado oltre.
Ci sarebbe anche la questione dei contributi ricevuti, credo, dal Comune per alcune comparsate. Ma lasciamo perdere: i discorsi lunghi diventano serpi, come si dice a Lucca.