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  • 28/05/2026 21:35

Lucca Fashion Weekend

Lucca per tre giorni cambia pelle.. Dal 29 al 31 maggio il centro storico smette di essere soltanto una cartolina elegante e diventa un laboratorio aperto dove la moda si mescola all’artigianato, alle installazioni, ai talk e a quella forma tutta italiana di bellezza che spesso nasce nei dettagli: una cucitura fatta bene, una porcellana dipinta a mano, un bozzetto tirato fuori da un archivio che profuma ancora di matita e carta. La nuova edizione di Lucca Fashion Weekend punta proprio lì. Non sull’effetto passerella fine a sé stesso, ma sull’idea di una città che usa la moda per raccontarsi. E il programma, quest’anno, è più fitto di un’agenda durante la settimana della moda milanese. Il debutto ufficiale è fissato al Teatro del Giglio con una delle iniziative più attese: l’esposizione dedicata all’archivio Giorgio Armani, realizzata grazie alla collaborazione con il CSAC di Parma. In mostra arrivano bozzetti originali, materiali creativi e schizzi che raccontano gli anni in cui Armani stava costruendo quel linguaggio asciutto, rigoroso e riconoscibile che poi avrebbe cambiato il guardaroba contemporaneo. Non è la classica mostra celebrativa. È quasi un ingresso nel backstage mentale dello stilista: linee rapide, annotazioni, studi sui volumi. Il tipo di materiale che normalmente resta chiuso nei cassetti degli archivi. Poco distante, Palazzo Bernardini ospita invece “La Tavola Imperiale” di Renata Frediani, una mostra che usa piatti, porcellane e mise en place per parlare di gusto, memoria ed eleganza domestica. Un tema che potrebbe sembrare lontano dalla moda, ma in realtà le assomiglia parecchio: anche lì c’è costruzione estetica, identità, racconto personale. Nel frattempo Villa Bottini si trasforma nel quartier generale della moda circolare di lusso con Qhlype, progetto sostenuto da Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser. Il focus è chiaro: sostenibilità senza rinunciare al design. Un argomento che ormai la moda non può più trattare come semplice tendenza da conferenza stampa. O si cambia davvero il modo di produrre e consumare, oppure certe parole restano solo slogan stampati bene. Il Loggiato Pretorio, invece, sarà il cuore più “pop” della manifestazione. Qui prende forma “A Beauty-Full Experience”, percorso immersivo firmato Armani Beauty insieme a Le Vanità Profumerie. Masterclass, make-up artist, incontri, conversazioni e installazioni costruite attorno al mondo beauty. Non il classico angolo profumi da centro commerciale, ma un’esperienza pensata per chi vuole capire come il linguaggio della bellezza oggi passi anche attraverso branding, immagine e storytelling. E poi ci sono gli ospiti. Tommaso Zorzi arriverà a Lucca per presentare la sua linea di porcellane Pina1930, omaggio personale alla nonna e a un’estetica che guarda alle case italiane di una volta con ironia e gusto contemporaneo. Una scelta curiosa, ma coerente con il clima del festival: qui la moda non resta chiusa dentro gli armadi, invade gli oggetti, gli spazi, le abitudini. Sabato sera toccherà invece a Jo Squillo accendere Casa del Boia con un DJ set aperto al pubblico dopo la sfilata del brand Antonina Poppy. E diciamolo: Jo Squillo dentro un evento dedicato alla moda italiana ha quasi qualcosa di inevitabile. Fa parte dell’immaginario collettivo da decenni, nel bene e nel kitsch, che spesso nella moda convivono benissimo. Il weekend coinvolgerà praticamente tutta la città. Piazza San Michele ospiterà performance e spettacoli firmati Lelli Kelly, mentre Piazzetta dell’Arancio diventerà uno spazio dedicato ai mestieri della moda con workshop artigianali e dimostrazioni dal vivo. Mani che cuciono, ricamano, costruiscono. Una parte meno fotografata della moda, ma probabilmente quella più vera. Non mancheranno neppure gli appuntamenti legati allo shopping e ai brand del territorio, con Palazzo Tucci trasformato in una sorta di salotto diffuso dedicato alle eccellenze locali. L’idea è semplice: usare la manifestazione non solo come evento glamour, ma come motore concreto per artigiani, negozi e imprese. Dentro tutto questo c’è anche spazio per la cultura musicale della città. Piazza Cittadella ospiterà “Verso Turandot”, omaggio al centenario dell’opera pucciniana e ai cinquant’anni dell’Atelier Ricci. Un incrocio tra sartoria storica e memoria teatrale che a Lucca funziona quasi naturalmente. Ed è forse proprio questo il punto interessante del Lucca Fashion Weekend: non prova a imitare Milano o Parigi. Non ne avrebbe senso. Gioca una partita diversa. Più lenta, più diffusa, più legata ai palazzi storici, alle botteghe, alle conversazioni dal vivo. Una moda meno ossessionata dalla velocità e un po’ più interessata alle persone che stanno dietro agli oggetti. In tempi in cui molti eventi sembrano progettati solo per diventare stories da dieci secondi, non è nemmeno poco.

I commenti

"Lucca per tre giorni cambia pelle"...
Mah, la pelle mi sembra la solita, l'evento commerciale, ormai è un nastro continuo... è permanente, non varrebbe nemmeno la pena di trovare nomi tipo fashion week ecc. I marchi, gli showcase, le solite puccinate.
Jo Squillo alla Casa del Boia chi molla...
speriamo non si dimeni troppo sennò si rompe... ha un'età.

JD - 29/05/2026 14:38

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