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  • 13/06/2026 10:09

QUALITA’ E SERVIZI, CARUSO (NOI MODERATI): BOCCIATO IL DIALOGO CON I COMMERCIANTI, DOV’E’ LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA?

QUALITA’ E SERVIZI, CARUSO (NOI MODERATI): BOCCIATO IL DIALOGO CON I COMMERCIANTI, DOV’E’ LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA?

La modifica allo Statuto di Qualità e Servizi all’esame del Consiglio Comunale permetterà all’azienda la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e l’attività di asporto ampliando in tal modo l’oggetto sociale finora limitato al servizio mensa convenzionato e alla preparazione di pasti per le scuole e per la residenza sanitaria di Marlia.

Per il consigliere comunale di Noi Moderati Domenico Caruso, l’estensione alla vendita libera e all'asporto rischia di sottrarre quote di mercato significative a bar e ristoranti di Capannori poiché permette l’entrata in campo di un soggetto pubblico di notevoli dimensioni al quale sarà permesso di operare nel limite del 20% del fatturato stimato nell’ordine di circa 2 milioni di euro che, potenzialmente, potrebbero essere sottratti alle imprese del territorio già provate dalla concorrenza e da un elevato carico fiscale.

Per questi motivi, afferma Caruso, sono intervenuto con fermezza avendo chiesto formalmente all'Amministrazione Comunale di Capannori, in commissione affari costituzionali e in Consiglio Comunale di valutare bene l’impatto sulle imprese e sospendere la delibera sulla modifica dello Statuto per avviare un confronto con gli esercenti e le associazioni di categoria ma, purtroppo, la mia richiesta non è stata accolta e la delibera sarà all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del prossimo 16 giugno.

Al riguardo, prosegue Caruso, non posso che stigmatizzare l’inaccettabile paradosso politico dell’amministrazione comunale che si vanta di attuare i principi della democrazia partecipativa, del dialogo con la cittadinanza e dell'ascolto del territorio salvo poi disattenderli nella pratica.

Eppure, l’ingresso di Qualità e Servizi nell’attività di ristorazione aperta a tutti è un argomento di interesse pubblico sul quale sarebbe stato opportuno ascoltare le ragioni dei commercianti che rischiano di vedersi sottratte entrate considerevoli viste le dimensioni del nuovo player che può contare su economie di scala differenti per comprare le materie prime a prezzi più bassi e quindi praticare prezzi più competitivi rispetto a quelli degli altri pubblici esercizi ma l’amministrazione ha preferito chiudersi nel silenzio rifiutando il confronto con chi ogni giorno contribuisce all’economia e all’occupazione di Capannori.

Il Comune di Capannori, conclude Caruso, esercita un notevole peso decisionale all’interno di Qualità e Servizi detenendone il 23% del capitale sociale e avrebbe potuto far valere la sua influenza per convincere i vertici di quella società a recedere da una decisione che danneggia le imprese di Capannori. 

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