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  • 06/07/2026 12:36

Il “Serchio delle Muse” omaggia Verdi: bellezza, spiritualità e arte si incontrano a San Pellegrinetto

Il “Serchio delle Muse” omaggia Verdi: bellezza, spiritualità e arte si incontrano a San Pellegrinetto
Un suggestivo e partecipato concerto lirico di stampo verdiano sul sagrato della Chiesa di San Pellegrinetto: il festival “Serchio delle Muse” riscuote applausi e consensi a quasi 1000 metri di quota


6 luglio 2026

FABBRICHE DI VERGEMOLI – Uno splendido concerto, davanti ad un luogo di culto dalla vista mozzafiato, con la maestosa Pania della Croce a fare da sfondo e il Monte Forato così vicino che sembra quasi di toccarlo con mano.

Il festival lirico “
Serchio delle Muse” ha raggiunto nel pomeriggio di ieri (domenica 5 luglio) la Chiesa di San Pellegrinetto, nel Comune di Fabbriche di Vergemoli, portando la musica del Maestro Giuseppe Verdi, il Cigno di Busseto, a quota 953 metri s.l.m.

Qui, in questo piccolo borgo panoramico incastonato nel cuore delle
Alpi Apuane, un numeroso pubblico è accorso per ascoltare i capolavori del repertorio verdiano e lasciarsi trasportare dalle suggestioni del luogo: una combinazione di pace, spiritualità e bellezza.

Al pianoforte il Maestro
Roberto Barrali che, per chi segue la rassegna, non ha bisogno di troppe presentazioni: formidabile pianista, eccezionale accompagnatore ed abile oratore. Grande esperto della vita e dell’opera del genio di Roncole. Con lui la soprano Angela Gandolfo, molto elegante nel suo abito blu, fine interprete e voce acuta; il tenore Raffaele Tassone, statuario artista ed ottimo performer; e infine Andrea Cortese, potente baritono, sublime sia per timbro che per estensione.

Insieme hanno rievocato alcune delle pagine più belle di Verdi: dall’
Aida al Don Carlo, da La Traviata al Rigoletto, da Un Ballo in Maschera fino ad Oberto, Conte di San Bonifacio, la prima opera del compositore che prelude ai suoi più grandi successi. Molto apprezzati i duetti: come la romantica Parigi o cara, il drammatico Udiste da Il Trovatore o la solenne Dio che nell’alma infondere. Il finale non poteva che essere un trio: e allora ecco Libiam ne’ lieti calici, ideale brindisi di chiusura, inno alla gioia, all'amore e al piacere.

Il pubblico ne ha voluto di più. E gli artisti lo hanno accontentato concedendo il
bis a grande richiesta: un tuffo nella canzone napoletana di fine ‘800 con O Sole Mio, l’intramontabile classico italiano conosciuto in tutto il mondo.

Ad aprire la serata il saluto dell’Assessore del Comune di Fabbriche di Vergemoli
Cesare Passigni che ha espresso soddisfazione per il ritorno del festival, dopo 13 anni, a San Pellegrinetto. Presenti in platea anche il Direttore Artistico del “Serchio delle Muse” M° Massimo Salotti, la sorella del Maestro Luigi Roni, Elda, e il figlio Claudio.

Siamo davvero contenti – ha affermato il Presidente dell’Associazione Musicale “Il Serchio delle Muse” Fosco Bertolidi essere tornati in questa location davvero unica, dove ancora si tocca con mano il grande lascito umano ed artistico del Maestro Roni, basso di fama internazionale, ma originario di Calomini. Quella di San Pellegrinetto è una delle chiese più antiche e incantevoli della nostra valle e merita di essere valorizzata anche attraverso eventi culturali che ne esaltino la potenza evocativa”.

Il festival “Il Serchio delle Muse” è sostenuto dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dalla Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, dalle aziende e dai media partner e dalle Istituzioni: i 14 Comuni della Valle coinvolti, l’Unione dei Comuni della Garfagnana, l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio, l’Unione dei Comuni del Frignano, il Comune di Pievepelago, il Comune di Glasgow, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Modena, e la Regione Toscana e la Provincia di Lucca.


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