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  • 24/09/2026 10:39

I critofilm di Carlo Ludovico Ragghianti_Maratona di diciannove cortometraggi nell'ambito del Lucca Film Festival

I critofilm di Carlo Ludovico Ragghianti_Maratona di diciannove cortometraggi nell'ambito del Lucca Film Festival


La Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, insieme con l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa e l’Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea, collabora alla nuova edizione del Lucca Film Festival con la rassegna “Critofilm Ragghianti”, dedicata a una delle esperienze più originali del cinema documentaristico italiano del dopoguerra.

 

Martedì 29 settembre alle ore 21, nella Sala convegni “Vincenzo Da Massa Carrara”, all’interno del Complesso di San Micheletto a Lucca, saranno proiettati, introdotti dal direttore della Fondazione Ragghianti Paolo Bolpagni, diciannove dei film realizzati da Carlo Ludovico Ragghianti a partire dalla fine degli anni Quaranta, per la quasi totalità prodotti dalla SeleArte Cinematografica della Olivetti: “La deposizione di Raffaello” (1948), “Comunità millenarie” (1954), “Il Cenacolo di Andrea del Castagno” (1954), “Stile di Piero della Francesca” (1954), “Stile dell’Angelico” (1955), “Storia di una piazza: la piazza del duomo di Pisa” (1955), “Lucca città comunale” (1955), “Urne etrusche di Volterra” (1957), “L’arte di Rosai” (1957), “L’arte della moneta nel tardo impero” (1958), “Pompei urbanistica” (1958), “Pompei città della pittura” (1959), “Fantasia di Botticelli: ‘la calunnia’” (1961), “La Certosa di Pavia” (1961), “Terre alte di Toscana” (1961), “Tempio Malatestiano” (1962), “Canal Grande” (1963), “Antelami, battistero di Parma” (1963) e “Stupinigi” (1964).

L’evento è straordinario, perché costituisce la prima proiezione complessiva dei critofilm di Carlo Ludovico Ragghianti nelle versioni restaurate, realizzate negli ultimi da anni, con cura paziente, dall’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa.

 

Critico, teorico e storico dell’arte tra i più importanti del Novecento, Ragghianti utilizzò il cinema come vero e proprio strumento di analisi, costruendo attraverso le immagini, i movimenti di macchina e il montaggio un nuovo modo di raccontare la pittura, la scultura, l’architettura, l’urbanistica, la numismatica e in generale la civiltà umana, dall’antichità all’epoca contemporanea. I film, da lui scritti e diretti, furono realizzati a fianco dell’attività di «seleArte», la rivista da lui fondata nel 1952 con la moglie Licia Collobi, e dedicata alla diffusione della conoscenza dell’arte: una delle esperienze più significative della politica culturale olivettiana.

Il fondo cinematografico conservato dall’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea, comprende anche questo importante nucleo di cortometraggi, testimonianza dell’attenzione che Adriano Olivetti riservò alla cultura e dell’eccezionale modernità dei suoi strumenti di comunicazione.

 

La “maratona” nell’ambito del Lucca Film Festival, a ingresso libero, offre l’occasione per riscoprire in maniera pressoché integrale un’esperienza cinematografica ancor oggi sorprendentemente attuale, nella quale il cinema e l’arte s’incontrano in modo originalissimo e affascinante.

 

 

 

Elena Fiori

 

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