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  • 08/10/2026 18:27

Lucca, arriva l’ennesimo fast food

A Lucca mancava proprio lui: Burger King. Dopo anni di eventi, manifestazioni, mercatini, bancarelle e invasioni periodiche di visitatori, la città sembra aver deciso che il grande progetto per il futuro sia completare il quadro con l’ennesimo tempio del cibo veloce. La notizia della possibile apertura nella zona di San Filippo, accompagnata dagli annunci per la ricerca del personale, sembra ormai tutt’altro che una voce di paese. E viene da chiedersi se Lucca abbia davvero bisogno di un altro locale appartenente a una grande catena internazionale, oppure se non sarebbe stato più interessante investire in qualcosa che abbia almeno un rapporto con la città, con la sua cucina e con la sua storia. Perché di hamburger standardizzati, patatine fritte e menù praticamente identici da una città all’altra ne abbiamo già abbastanza. Il fascino di Lucca dovrebbe essere esattamente l’opposto: mangiare qualcosa che abbia un motivo per essere mangiato proprio qui e non a cento, cinquecento o mille chilometri di distanza. Il paradosso è quasi divertente. Da una parte si parla di tutela dell’identità del centro storico e di contrasto all’omologazione commerciale. Dall’altra, appena si guarda alla periferia, spuntano i grandi marchi, tutti uguali, tutti riconoscibili, tutti perfettamente intercambiabili. Cambia la strada, cambia il panorama, ma il panino rimane lo stesso. E intanto Lucca continua a vivere di eventi che trasformano periodicamente intere zone della città. Il Comics, il Summer Festival, manifestazioni, mercatini e iniziative di ogni genere portano certamente movimento e ricadute economiche, ma portano anche traffico, modifiche alla viabilità, limitazioni e disagi per chi a Lucca ci vive tutto l’anno. Sembra quasi che il cittadino debba accontentarsi di essere spettatore nella propria città: quando arrivano gli eventi deve sopportare i disagi, quando arrivano i turisti deve sopportare la confusione e, quando finalmente finisce tutto, può consolarsi con un Whopper. Una caricatura? Forse. Ma è difficile non vedere una certa ironia nella direzione che sta prendendo la città. Il problema, sia chiaro, non è il singolo hamburger. Nessuno pretende di proibire a un cittadino di mangiare un panino di una multinazionale. Il problema è il modello culturale che si afferma quando ogni spazio disponibile sembra dover essere trasformato in consumo: evento, mercatino, attrazione, ristorazione veloce. Lucca avrebbe invece una cosa che molte città non possono comprare: una tradizione gastronomica propria. Tordelli lucchesi, zuppa alla frantoiana, garmugia, farro, necci, buccellato e una cultura alimentare che racconta il territorio molto più di qualsiasi insegna luminosa. E allora la domanda viene spontanea: davvero il futuro della città deve essere l’ennesimo locale che potrebbe stare indifferentemente a Lucca, Pisa, Bologna o Torino? Perché una catena internazionale porta un marchio. Una trattoria lucchese porta una storia. La prima si può replicare praticamente ovunque. La seconda no. E forse, mentre siamo impegnati a riempire Lucca di eventi e occasioni per consumare, sarebbe il caso di ricordarsi che una città non è un gigantesco centro commerciale a cielo aperto. È anche un luogo dove le persone abitano, lavorano, mangiano e cercano di conservare qualcosa che abbia ancora un’identità. Altrimenti rischiamo di arrivare al risultato più curioso di tutti: una città famosa in tutto il mondo per la sua storia, le sue mura e la sua tradizione che finisce per offrire ai visitatori esattamente le stesse cose che potrebbero trovare in qualunque altra città del pianeta. Mancano solo i sottotitoli: “Benvenuti a Lucca. Il panino è uguale, ma almeno le mura sono medievali”. Dalla Kasbah lucchese per ora è tutto (per ora)

I commenti

Andate pure e spesso ai fast food, siamo pure in troppi, ma per favore non portate troppo spesso i bambini, loro non hanno colpa.

Anonimo - 09/10/2026 15:39

Siete invasi dai kebabbari e vi lamentate del fast food ????

Anonimo - 09/10/2026 13:36

Supermercati ovunque e vi lamentate per Burger king che apre in periferia? La zona è e San Filippo vicino a Maury's lontano dalle belle amate mura.

Anonimo - 09/10/2026 06:57

Caro prof. So benissimo cosa scrivo, non ho detto che non può aprire, ma vorrei sapere se chi non dice niente, sono i soliti che pochi mesi fa contestavano l'apertura della conad a borgo giannotti? Perché la legge caro prof è uguale per tutti, e mi sembrano i soliti che sono contro i kebab , ma favorevoli ai negozi di souvenir gestiti da bengalesi o di cittadini provenienti da quella parte del continente.

Anonimo - 09/10/2026 00:00

Io non sono residente, ma amo Lucca, comprendo i disagi e in particolare comprendo i disagi dei residenti del centro, ma cerchiamo di immaginare come sarebbe la città senza eventi, forse sarebbe una città morta, in declino e considerato il momento anche con dei problemi di ordine pubblico, problemi che al momento e facendo un paragone con le disatrate città vicine, Lucca non ha, se non in misura infinitesima.
Proprio per gli eventi che sono la sua gioia e il suo dolore, Lucca brilla di luce propria e viene ammirata da tutti, perché è ancora una città dove si può ancora passeggiare in sicurezza a qualsiasi ora e questo grazie agli eventi, al turismo e ad un prezzo degli immobili che tiene lontani tanti disperati che si accalcano in altre località toscane, dove sono presenti gravi problemi di sicurezza.

Marco - 08/10/2026 23:39

chi scrive dimostra per l'ennesima volta chi scrive qui non ha la minima idea di quello che dice. Lucca non ha scelto un fast food. Il fast food ha scelto lucca perchè quando si apre un'attività adesso non si deve chidere nulla. PEr le liberalizzazioni (vi ricordate Bersani per caso?), si prende e si fa senza chiedere il permesso a nessuno

Anonimo - 08/10/2026 22:27

Io mangio piano

Rino - 08/10/2026 21:38

Bisogna vedere che te magni, perché questo mangiare sarà pure economico ma non cucinato con olio igp, preferisco pane e olio a casa, inoltre ci sono ristoranti ancora a buon mercato, basta saper scegliere, certo non gli è permesso di servire medaglioni in scatole di cartone, non sono contrario al 100% dei fast food all'americana, ma vanno dosati specie per i bambini.

Anonimo - 08/10/2026 20:37

Invece questi cucinano primule e violette.

Anonimo - 08/10/2026 20:32

Ottimo! benissimo!

La notizia l'avete letta su Luccaindiretta, ma sono stato io, sulla mia pagina del comitato Sì Assi Viari ha fare la scoperta.

Un articolo come questo c'era da aspettarselo.

Articolo radical chic.

Mentre noi poveri proletari, da McDonald ci andiamo eccome, costa poco.

E infatti sia quello di Lucca che di Capannori sono sempre strapieni.

Proletari, giovani, famiglie che non possono permettersi il caviale di chi ha scritto l'articolo qui.

"I poveri? stiano a casa a cucinare, che i ristoranti son solo per noi borghesi"

Perchè è questo che state dicendo.

Dunque:
Viva il fast food proletario!

Lucchese di mondo - 08/10/2026 20:18

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