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  • 16/10/2026 13:17

Il diritto divino di giudicare

C’è una setta, una fazione, una minoranza nel nostro paese che si sente per diritto divino giudicante e reputa la parte restante del mondo perennemente da giudicare. Non è consentita, naturalmente, nessuna alternanza o scambio dei ruoli: il giudicante resta per sempre giudicante, il giudicato resta per sempre giudicato. E più si rivelano minoranza nel paese, più si inacidiscono e radicalizzano il loro odio verso chi è dalla parte opposta alla loro. Non è spirito competitivo e nemmeno conflittuale, perché non si tratta di andare allo scontro e di combattere a viso aperto. No, si tratta di squalificare a priori, mortificare, eliminare in partenza chi esprime idee diverse dalle loro. Costoro (…)non accettano l’esistenza dell’altro, cioè di chi non la pensa come loro, e ne chiedono l’esclusione, la cacciata, le dimissioni, la gogna mediatica, la revoca e magari la condanna giudiziaria; o nella migliore delle ipotesi l’autodafé, l’ammissione di colpa, il chiedere scusa con la promessa di “non farlo più”. E non accettano di essere smentiti dai fatti, dalla realtà. Tutto questo denota uno stato psichico gravemente alterato da un odio che acceca e un astio che avvelena se stessi e il mondo circostante, uniti a una forma grave e autoreferenziale di razzismo etico: la presunzione di appartenere a una razza eletta, giudicante, rispetto al resto dell’umanità, giudicata. Questa presunzione di essere giudicanti e dunque superiori li rende non solo antipatici e invisi a coloro che non appartengono alla loro stessa etnia ideologica, ma li destina a essere perdenti nei secoli, perché non si costruisce nulla sul puro odio del nemico, sulla criminalizzazione del prossimo e sulla pretesa di eliminarlo prima di ogni confronto.

Marcello Veneziani

I commenti

Bisogna però ammettere che Veneziani, a parte le arie da filosofo, tanto "in alto" non c'è mai arrivato.
E' che ai tempi di AN e di Fini (anni 90) si cercava comunque di spacciare la figura dell'"intellettuale" al di sopra della media degli orsi, adesso non serve più, anzi è controproducente.
Sono cambiati i tempi, 4 anni fa la Meloni ha trionfato proponendo all'uomo medio una compagine governativa di mediocri assoluti e dannatamente fieri di esserlo.
4 anni dopo questo non basta più. L'uomo medio oggi chiede il grezzume, gli urlatori, il becerume più sfacciato.
Il "me ne frego" sta vivendo un grande ritorno, in tutto il mondo trionfano i Trump, i Milei.
Ed ecco pronto Vannacci.

JD - 16/10/2026 21:47

Mamma mia com'è caduto in basso anche Veneziani. Sarà la vecchiaia, ma qui altro che perdere colpi, siamo al collasso. 100% puro vittimismo come da manuale di destra, e una retorica tanto stucchevole quanto grossolana, robaccia degna di Libero e La Verità. Ci credo che piaccia agli elettori di destra, fa il paio coi vari Maalox, rosicate sinistrati e compagnia. Perché a destra non odiano, e sono moooolto democratici e aperti al confronto. Come no!

Anonimo - 16/10/2026 20:57

Purtroppo così è la destra nel nostro paese, dai Vannacci ai Barsanti passando per i meloniani e i pardiniani. Sempre a insultare, giudicare, sminuire l'avversario politico, e incapaci di confrontarsi o accettare critiche.

Anonimo - 16/10/2026 18:14

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