LA DIRETTRICE GENERALE DI FSC® INTERNATIONAL SUBHRA BHATTACHARJEE VISITA LA SEDE SOFIDEL DI PORCARI
LA DIRETTRICE GENERALE DI ...

IL PEGGIOR SINDACO DEGLI ULTIMI 40 ANNI
Da oltre 40 anni mi occupo di temi ambientali ed ho partecipato a svariati Consigli Comunali, ma ad uno spettacolo così indecoroso come quello di venerdì 23 non mi era mai capitato di assistere.
Un Sindaco ed una maggioranza che un anno fa avevano sottoscritto e votato un ordine del giorno per garantire costante comunicazione alla cittadinanza e trasparenza amministrativa sull’impianto dei pannoloni, ha fatto di tutto, invece, per affossare e sminuire l’importanza di questo Consiglio, e in un certo senso ci é pure riuscito !
Peccato però che riuscendovi, abbia toccato il punto più basso della democrazia partecipativa.
Convocata nell’orario più scomodo possibile, Il Sindaco Del Chiaro ha aperto il Consiglio lamentandosi dell’inutilità del dibattito e imputando alle opposizioni, quasi fosse una grave responsabilità e perdita di tempo, il solo fatto di averlo richiesto.
Di una gravità senza limiti é invece la sua minaccia di richiesta danni ai cittadini che si oppongono all’impianto dei pannoloni, nel caso che riescano ad impedirne la realizzazione.
Questo ingiurioso attacco alla democrazia é stato talmente imbarazzante, che addirittura lo stesso Presidente di Retiambiente intervenuto on line al dibattito, ha sentito il dovere di prenderne le distanze ribadendo la legittimità delle opposizioni.
Nel corso del suo controverso intervento, Del Chiaro ha ribadito che, nonostante la perdita dei finanziamenti PNRR, il Ministero ha comunque garantito che li riassegnerà, e che i lavori finalmente inizieranno.
Così facendo ha però reso palesi le menzogne raccontate in precedenza, quando dichiarava che i finanziamenti erano già acquisiti, e che i lavori erano già iniziati il 7 gennaio scorso.
Altrettanto sprezzante il suo comportamento durante gli interventi delle minoranze, quando invece di ascoltare come dovuto, deliberatamente li ignorava, rivolgendosi a colloquiare con quanti gli stavano seduti vicino.
Ma il fondo é stato toccato quando al termine del dibattito, in luogo delle risposte che avrebbe dovuto dare si é limitato ad affermare che non aveva niente da aggiungere e se ne é andato.
Se questo fosse avvenuto qualche amministrazione fa sarebbe successo un pandemonio, incredibilmente nessuno dell’opposizione ha reclamato, evidentemente rassegnati a questa “aberrante normalità”.
MALA TEMPORA CURRUNT.
Liano Picchi
Coordinamento dei Comitati Ambientali della Piana
Oh Gianni, ma come fai a non capire un tubo così??
L'articolo è sul sindaco di Capannori e te parli del sindaco di Lucca...
Che tristezza chi scrive senza sapere nulla e senzaleggere
Dalla sua pagina Sindaco
In queste settimane sto leggendo tante cose sulla nostra città, soprattutto commenti di chi sembra vederne solo i difetti e gli aspetti negativi.
Io invece continuo a vedere una città meravigliosa, che abbiamo la fortuna di vivere ogni giorno e che continua ad incantare chi viene a visitarla!
Certo, c’è sempre da migliorare. Ma quanta bellezza abbiamo intorno!
Buona domenica dalla nostra bellissima Lucca!
@follower
Definire un sindaco «il peggiore degli ultimi 40 anni» è un'opinione politica, legittima come tutte le opinioni. Ma quando si parla di ambiente, soldi pubblici e opere strategiche, sarebbe opportuno distinguere le contestazioni personali dai fatti verificabili.
Partiamo da un dato concreto: il Consiglio di Stato ha respinto l'appello del Comune di Porcari contro il progetto dell'impianto di Salanetti. Questo significa che, sul piano amministrativo esaminato dai giudici, l'autorizzazione ha superato il vaglio giudiziario. Non significa, però, che ogni dubbio sulla sostenibilità economica, sull'efficienza futura o sugli effetti ambientali sia automaticamente risolto.
C'è poi la questione dei finanziamenti. L'impianto era stato ammesso a risorse PNRR per circa 15,4 milioni di euro, ma il mancato rispetto delle scadenze ha aperto un problema serio. Se esiste davvero una garanzia ministeriale di nuovi finanziamenti, è legittimo chiedere che venga dimostrata attraverso un atto ufficiale. Una promessa, una richiesta in istruttoria e un finanziamento effettivamente assegnato sono tre cose ben diverse. I cittadini hanno diritto di sapere con quali soldi verrà realizzata l'opera e chi sosterrà gli eventuali costi aggiuntivi.
Anche la questione dei lavori va affrontata senza slogan. Se a gennaio era stato annunciato l'avvio del cantiere, è ragionevole chiedere quali opere siano state realmente eseguite, quali siano le scadenze aggiornate e quali siano le coperture finanziarie disponibili. Non servono dichiarazioni contrapposte: servono cronoprogrammi, contratti e documenti pubblici.
Quanto alle presunte minacce di richieste di risarcimento nei confronti dei cittadini contrari all'impianto, se le parole attribuite al sindaco sono state effettivamente pronunciate, è legittimo chiedere chiarimenti. Il diritto di dissentire, contestare un'opera pubblica e ricorrere agli strumenti previsti dalla legge non può essere confuso con un illecito. Naturalmente, eventuali responsabilità devono essere valutate sulla base di comportamenti concreti e delle norme applicabili, non delle opinioni politiche.
La stessa serietà, però, dovrebbe valere per tutti. Chi amministra deve rendere conto delle proprie decisioni, ma anche chi accusa deve dimostrare ciò che afferma. Criticare un sindaco è legittimo; trasformare ogni divergenza politica in una condanna personale non aiuta i cittadini a capire la sostanza del problema.
La vera questione, infatti, non è stabilire chi abbia pronunciato la frase più dura durante il Consiglio comunale. È capire quanto costerà realmente l'impianto di Salanetti, con quali risorse verrà completato, quali saranno i costi di gestione, quali benefici concreti produrrà e quali garanzie avranno i cittadini sul piano ambientale.
Su questi punti servono risposte precise, verificabili e accessibili a tutti. Perché la trasparenza amministrativa non è una concessione del sindaco, né una bandiera da sventolare soltanto quando conviene: è un dovere verso la comunità.
E proprio per questo, prima di assegnare a qualcuno il titolo di «peggiore degli ultimi quarant'anni», sarebbe opportuno lasciare parlare i documenti, i numeri e i risultati. Sono quelli, alla fine, a distinguere la propaganda dalla realtà.
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