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Difendere Lucca ha partecipato alle iniziative di ricordo delle vittime delle foibe e del confine orientale che si sono svolte sabato 4 ottobre a Lucca: “Una rosa per Norma Cossetto” e la prima conferenza della rassegna “Oltre il Ricordo. Itinerari storici e culturali attraverso la frontiera orientale”. Presenti assessori e consiglieri comunali del movimento che siede nei banchi della maggioranza.
“Anche quest’anno abbiamo partecipato a ‘Una Rosa per Norma Cossetto’, organizzata dal Comitato 10 Febbraio in ricordo della giovane martire istriana uccisa nel 1943 dai partigiani comunisti titini. Siamo particolarmente felici che l’iniziativa si sia potuta svolgere, finalmente, in un luogo dedicato a Norma. Nel 2024 — spiega Difendere Lucca — è stato infatti intitolato a Norma un parco a San Marco, concludendo così l’iter avviato da una nostra proposta del 2021”.
“Abbiamo poi preso parte alla prima conferenza della rassegna ‘Oltre il Ricordo. Itinerari storici e culturali attraverso la frontiera orientale’, organizzata dal Comune di Lucca presso la Biblioteca Agorà. Si tratta di una risposta forte e doverosa alle provocazioni dell’estrema sinistra dopo l’inaugurazione dello ‘Scaffale del Ricordo’ — dedicato ai libri sulla storia del confine orientale — creato a maggio alla presenza del senatore Roberto Menia, padre della legge istitutiva del Giorno del Ricordo”.
“Continua così l’impegno di Difendere Lucca per il ricordo della tragedia delle foibe e dell’esodo degli italiani dalle terre occupate dai comunisti jugoslavi. Una pagina di storia per decenni occultata e minimizzata, e oggi giustificata o negata dagli eredi spirituali degli assassini dei nostri connazionali. Gli esuli trovarono rifugio anche a Lucca, ricostruendo con grande difficoltà la propria vita e diventando parte della comunità cittadina”.
fonte: https://difenderelucca.it/difendere-lucca-ricordo-norma-cossetto-eroine-italiane-confine-orientale/
Ogni 25 aprile alcune giunte di destra restano ai margini, come se quella festa non le riguardasse. Preferiscono parlare di “riconciliazione” o organizzare cerimonie parallele, magari per Norma Cossetto.
Dietro la retorica della “memoria condivisa” c’è un disagio antico: ammettere che la libertà è nata dalla sconfitta del fascismo.
Finché una parte della politica continuerà a trattare quella data come un terreno ideologico invece che come un fondamento civile, il Paese resterà diviso non su cosa ricordare, ma su chi siamo diventati.
Sempre presenti anche alle feste della Liberazione del 25 aprile
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