Comunicato del Forum per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini
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Con la testa che si ritrova, non è cosa impossibile che alla fine del mandato tenti il colpo di stato, anche se difficile poiche anche tra i suoi non è che risulti po così simpatico.
Quanto ci stanno, quattro anni? Sospetto che tanti suoi elettori facciano gia adesso il count down.
Chi vivrà vedra.
trump alza il tiro per poi abbassare il prezzo..voglio la Groenlandiaaaaaaaa tutti si impauriscono..
poi dopo dice la compro a pezzi.....
e la gente ahhh ok vedi che non era cattivo ok diamogliela
come quando chiedi 100 euro a mammina lei si spaventa poi le dici "ma dai allora dieci euro !!! " e lei con sollievo te le da
tattica
In Groenlandia stanno cercando di mandarci i soldati i britannici. Speriamo l'idea funzioni, anche se ne dubito.
anonimo - 12/01/2026 00:42
Da pacifista scrivo che per tanti 'pacifisti', senza neuroni, a rigor-rigoroso di logica matematica, adesso in questo preciso momento fosse dipeso da loro, sarebbero, e tanti anche sottoterra,
sotto il terzo right, 'pacifisti' certamente...
con annessi e conessi, magari anche cadaveri!
Caro Franchi, vedo che Lei omette di dire le cose scomode, per tenere in piedi la sua analisi che ormai è fuori tempo. L'Europa è oggi sotto attacco. A Est l'Ucraina, che fino a prova contraria è una nazione europea, viene massacrata dalla Russia fascista di Putin, la quale compie crimini di guerra di stampo appunto nazifascista. A Ovest il fascista Trump, che sta occupando gli USA con la sua milizia politicizzata, riedizione delle SA, SS e MVSN, minaccia di occupare con la violenza la Groenlandia, territorio sovrano che demanda la propria politica estera alla Danimarca, ovvero ad uno stato della UE e della NATO. Se l'Europa è sotto attacco c'è solo una cosa da fare. Armarsi così tanto da far capire ai fascisti che l'impresa sarà impossibile. Il fascismo russo deve morire nelle pianure dell'Ucraina ed è nostro dovere prepararci a combattere contro le truppe di Putin, che è evidentemente in pessime condizioni mentali e paragonabile all'Hitler del 1945. La Groenlandia non va ceduta e si deve essere durissimi con il fascio statunitense. Se la occuperanno, allora la sua odiata NATO avrà cessato di esistere come l'abbiamo conosciuta ed andrà sostituita con una nuova alleanza che comprenda l'Europa, il Canada e appena possibile l'Ucraina. Tale alleanza potrà sopravvivere solo se potentemente armata ed è necessario che si arrivi presto ad una forza nucleare continentale sviluppando armi atomiche tedesche con auspicabile partecipazione all'impresa di Italia, Polonia e Spagna. Il fascismo va combattuto. L'alternativa è diventare servi degli USA dittatoriali o della Russia nazista; oppure di entrambe, come Lei Franchi sembra auspicare quando scrive che l'alleanza Trump/Putin: "..... viene sabotata e respinta dalla UE, la quale continua a dare sempre più armi all’Ucraina...". Come pensa Lei Franchi di sabotare l'alleanza fascista, mettendo fiorellini nei cannoni di Trump?!?!? Ma via!! Faccia meno il populista!! Il mondo vecchio è finito!!! E' il momento della resistenza armata. L'Ucraina resiste, noi che facciamo, ci caghiamo sotto per paura di Putin e Trump?!?!?!?
anonimo - 11/01/2026 02:05
Chi sarebbe il "censurato"???? Lucio Caracciolo??? Oh Franchi, ma si rende conto delle cose che scrive???? Caracciolo pontifica in televisione da anni, altro che censurato!!!
anonimo - 11/01/2026 01:47
L’articolo proposto si colloca su una linea fortemente anti-occidentale e anti-NATO, sviluppando una visione complottista e semplicistica dei rapporti internazionali. Pur partendo da timori legittimi sul rischio di escalation militare, il testo cade nell’errore di ridurre ogni conflitto globale a un complotto dell’Alleanza Atlantica e degli Stati Uniti, senza considerare la complessità geopolitica contemporanea.
Le accuse alla NATO di essere “mandante” delle stragi italiane o dei colpi di Stato anni ’70 ignorano decenni di indagini, processi e studi storiografici che non hanno mai fornito prove concrete di un coinvolgimento diretto dell’Alleanza Atlantica. Mescolare la storia del terrorismo interno con la geopolitica occidentale serve più a creare nemici simbolici che a cercare verità documentate.
L’articolo cita l’articolo 11 della Costituzione (“L’Italia ripudia la guerra”), ma dimentica la seconda parte dello stesso articolo, che permette strumenti di difesa collettiva e l’adesione a organizzazioni internazionali “che assicurino la pace e la giustizia fra le Nazioni”. L’Italia non viola la Costituzione partecipando alla NATO o sostenendo la difesa europea comune ma al contrario, contribuisce a prevenire aggressioni e a mantenere pace e stabilità.
Equiparare l’aumento della spesa militare al desiderio di “fare guerra” è una semplificazione. In un mondo dove potenze autoritarie (Russia, Iran, Cina) avanzano strategie di espansione, la difesa comune europea serve come garanzia di deterrenza, non come volontà bellica. Anche la “pace”, per essere credibile, deve avere strumenti di protezione.
L’autore dipinge gli interventi NATO come pura aggressione imperialista, dimenticando che molti di essi — come nei Balcani o in Afghanistan — furono autorizzati da risoluzioni ONU o richiesti da governi locali per fermare stragi e pulizie etniche. È facile giudicare col senno di poi, ma ridurre tutto a “conquista del petrolio” nega la complessità delle motivazioni e delle conseguenze.
Attribuire al Presidente della Repubblica e alla Presidente del Consiglio una complicità “militarista” è ingiusto e privo di fondamento. Mattarella difende da sempre i principi costituzionali e l’equilibrio istituzionale. Meloni, pur da destra, non è “legata al fascismo” come il testo insinua, ma rappresenta una maggioranza scelta democraticamente. Usare insinuazioni ideologiche come arma delegittimante impoverisce il dibattito pubblico.
Citare intellettuali come Barbero, Canfora o Rovelli come “vittime di censura” è forzato. In una democrazia, il dissenso non è solo tollerato: è parte integrante del dibattito. Tuttavia, essere criticati o contestati non significa essere censurati. La libertà di parola non implica immunità dalle conseguenze del proprio pensiero nello spazio pubblico.
L’articolo scambia politiche di sicurezza per complicità guerrafondaie, interpreta scelte democratiche come manovre occulte, e propone una narrazione in cui ogni atto occidentale è malevolo e ogni nemico dell’Occidente è giustificato.
Una visione così sbilanciata non favorisce la pace, ma alimenta diffidenza e semplificazione.
Difendere la libertà e la sicurezza europea non è un tradimento della Costituzione: è il modo moderno di garantirla.
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