Sulla Remigrazione Bianucci si aggrappa anche alla Meloni
Daniele Bianucci attacca l ...

In Toscana c’è un dato che nessuno riesce davvero a smentire, per quanto ci provi: Eugenio Giani è un governatore presente, visibile, riconoscibile. Uno che non governa chiuso negli uffici, ma che vive il territorio come parte integrante del suo ruolo istituzionale.
Inaugurazioni, visite alle fabbriche, sopralluoghi nei cantieri, incontri con lavoratori, sindaci, associazioni. L’agenda di Giani è un susseguirsi continuo di appuntamenti sul territorio, dalla costa all’entroterra, dalle grandi città ai piccoli comuni.
Non è semplice ritualità: è una presenza costante, che restituisce l’idea di una Regione che non osserva dall’alto, ma che sceglie di esserci. Nei luoghi della produzione, nei presìdi sanitari, nei distretti industriali, nei borghi.
Ciò che colpisce è lo stile: diretto, riconoscibile, spesso informale. Giani parla con gli operai davanti ai cancelli delle fabbriche, con gli imprenditori nei capannoni, con i cittadini nelle piazze. Non fugge le domande, non evita il confronto, non si sottrae alle criticità.
Dietro questa presenza c’è una conoscenza profonda del territorio toscano, delle sue eccellenze ma anche delle sue fragilità. Dalla manifattura al turismo, dall’agricoltura alla cultura, Giani mostra di sapere dove si gioca il futuro della Regione: nei luoghi di lavoro e nelle comunità locali.
Ogni visita, ogni inaugurazione, ogni incontro istituzionale diventa occasione per ribadire un messaggio chiaro: la Regione c’è, ascolta, accompagna.
Mentre qualcuno riduce tutto a propaganda, i numeri raccontano altro: decine di appuntamenti settimanali sul territorio, una presenza che non conosce pause, un’agenda che segue la Toscana reale, non quella dei comunicati.
È una politica che punta sulla visibilità del fare, sulla relazione diretta, sul contatto umano. E questo, in tempi di distanza e disaffezione, non è un dettaglio.
Che piaccia o no ai detrattori, Giani ha costruito un’immagine precisa: quella di un governatore che non governa da lontano. Un presidente che sceglie di stare dove le cose accadono, dove si produce, dove si lavora, dove si vive.
E forse è proprio questa vicinanza concreta ai cittadini il segreto di una leadership che continua a farsi sentire, giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro.
J.A. 77
Meglio il Molise della toscana (minuscola stravoluta). Molto meglio. Se ci sarà il referendum voto per il Molise. Mille volte Molise!!!!!!!!!!!!
Anonimo - 23/01/2026 02:12
Noi molisani abbiamo bisogno di Lucca per la nostra sicurezza! Fuori Lucca dalla toscana (minuscola voluta), Lucca al Molise!!!
Svalvolato - 22/01/2026 10:42
...non è un "governatore", bensì un "presidente di regione". Detto questo, Lucca fuori dalla Toscana!!!!! Los von Florenz!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Anonimo - 22/01/2026 00:53
Dopo l'incensatore della Venezi, di Colombini, di Pardini, adesso spunta pure quello di Giani.
ma ce ne hanno cosi' bisogno ?
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