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  • 21/01/2026 17:18

Negare un’intitolazione a Norma Cossetto è un’offesa ......

Capannori (LU) – Silvano Olmi: “Negare un’intitolazione a Norma Cossetto è un’offesa a tutte le donne vittime di violenza”.

Ancora una volta, in Toscana, si è negato il ricordo di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana di 23 anni che nella notte tra il 4 e 5 ottobre del 1943 fu gettata nella Foiba di Villa Surani, nell’entroterra dell’Istria, dopo aver subito nei giorni precedenti torture e stupri da parte dei suoi aguzzini, i partigiani comunisti jugoslavi. Per l’atrocità del supplizio infertole, Norma Cossetto è divenuta nel tempo simbolo di tutti i Martiri delle Foibe e nel 2005, l’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, le conferì alla memoria la Medaglia d’Oro al Merito Civile. Dopo Campiglia (LI) e Pontedera (PI), è di ieri la notizia del rifiuto – il secondo – da parte del Comune di Capannori (LU) di intitolare una via, una piazza o un parco alla giovane Martire istriana, così come richiesto da una mozione dei consiglieri di minoranza.

<< Purtroppo – commenta Silvano Olmi, Presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio – non è la prima volta che succede e, probabilmente, non sarà nemmeno l’ultima. In giro per l'Italia ci sono ancora forze politiche che si presentano come democratiche e progressiste, ma faticano a riconoscere la tragedia degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. Vuoi per ripicca politica verso gli avversari, vuoi per vicinanza con frange politiche e culturali che ancora sventolano nei cortei le bandiere della Jugoslavia comunista. In alcuni comuni ricordare Norma Cossetto, che di quella tragedia rappresenta il simbolo più forte, è un tabù. Giustificano il loro rifiuto dietro frasi di circostanza, ma in verità è che il ricordo di Norma Cossetto fa paura, perché costringe a fare i conti con un’atrocità ingiustificabile, perpetrata ai danni di una donna forte, indipendente e nel fiore degli anni >>.

<< L’associazione che rappresento – conclude il Presidente del Comitato 10 Febbraio – ormai da 8 anni porta avanti una manifestazione patriottica intitolata “Una Rosa per Norma Cossetto”, che nel corso degli anni ha visto aumentare in modo esponenziale la partecipazione di comuni e città, fino ad arrivare alle oltre 400 adesioni in tutta Italia e anche all’estero. Un successo dovuto anche al fatto che insieme a Norma ricordiamo tutte le donne che ancora oggi, purtroppo, in tempo di pace o di guerra, sono vittime di stupro. Negare l’intitolazione di una strada, di un parco, di un luogo pubblico a Norma Cossetto è un’offesa anche a tutte loro. Quindi la nostra solidarietà va ai consiglieri di minoranza di Capannori, per aver portato avanti una richiesta legittima, con spirito democratico e perseveranza. Quello con cui dobbiamo proseguire il nostro percorso, fatto di memoria, di storia e di cultura >>.

I commenti

A differenza di Norma Cossetto, molte vittime di stupri e violenza documentati (nel caso della fascista Cossetto trattasi infatti di dicerie mai dimostrate) non erano fasciste. La credibilità delle associazioni in questione è meno di zero, e con affermazioni del genere offendono migliaia di donne.
Se c'è qualcuno che offende la memoria delle vittime - non solo donne - è proprio Olmi, con le sue dichiarazioni trite e ritrite, infarcite di retorica e vittimismo come da manuale delle varie sigle dell'estrema destra più nostalgica e retriva. L'intera operazione propagandistica sulla figura di Norma Cossetto parte da molto lontano, ed è fondata in larghissima parte su dicerie e veri e propri falsi storici che hanno origine nella propaganda nazista e collaborazionista dell'epoca. Che si sia scelto di martirizzare una donna fascista figlia di uno squadrista della prima ora e poi podestà fascista inventando di sana pianta fatti che non sono mai stati appurati (in particolare non vi è mai stata alcuna evidenza che la donna subì sevizie o stupro, che vengono invece sempre messi al centro di questa narrazione malata e distorta) la dice lunga sul valore e sul senso di questa operazione e delle - inevitabili? - intromissioni di Zucconi.
La storia non va negata, siamo ovviamente d'accordo, e infatti a dispetto di quanto sostengono certi propagandisti della figura di Norma Cossetto è molto complicato trovare qualcuno sano di mente disposto a negare la tragedia delle foibe o il dramma di chi visse sulla propria pelle l'esodo istriano-dalmata. Ma se la storia non va negata, certamente non va nemmeno manipolata o inventata.

E' doveroso rispettare e ricordare tutte le vittime, e la tragedia delle foibe non dovrebbe essere strumentalizzata in questo modo osceno dalla destra, in particolare quella più estrema. A ripensare dovrebbe essere quindi Olmi, non certo i rappresentanti di un comune che ha agito in piena autonomia mostrando grande consapevolezza della questione.

Per chi vuol davvero comprendere, si consiglia di leggere e ascoltare storici seri e preparati, non certo i fumetti, i film o le altre produzioni propagandistiche della destra estrema. Ecco ad esempio un link che aiuta a chiarire l'intera faccenda:
https://www.wumingfoundation.com/giap/norma-cossetto-inchiesta/

anonimo - 26/01/2026 17:54

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