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  • 27/06/2026 08:49

LA GIUSTIZIA PER LA STRAGE DI VIAREGGIO

 
Nessuno può dimenticare cosa avvenne a Viareggio  alle 23,50 del 29 giugno 2009 dove un treno merci di proprietà di Trenitalia Cargo , che trainava 14 carri cisterna di cui alcuni dei quali immatricolati presso la compagnia ferroviaria polacca PKP, entro nella stazione di Viareggio  sferragliando e sbarellando, ma causa dell’alta velocità nonostante la frenata  e di un “appuntito  di regolazione della curva” ,un vagone cisterna si squarciò, prendendo fuoco.
 
I 14 vagoni cisterna erano carichi di GPL che è un liquido estremamente infiammabile  con il gas che si disperse subito rapidissimo invadendo la stazione ed un quartiere periferico dove alcuni cittadini dormivano nelle proprie abitazioni e con tre palazzine crollate a causa dello scoppio del gas .
 
 Così, ci fu  l’ennesima strage ferroviaria, con   15 morti immediati  e circa 30 feriti gravemente ustionati,  17 di loro ,moriranno successivamente  in modo atroce, portando il totale dei morti a 32” ed il totale dei feriti  oltre 200 ,  di cui alcuni porteranno per sempre sul proprio corpo le conseguenza delle ustioni subite.
 
Nel  giugno del 2011 assieme al compianto compagno e amico Luca Franceschi, scomparso a causa di un altro incidente con il crollo della sua abitazione , feci un convegno con la presenza di Daniela Rombi Presidente dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei”  in rappresentanza delle vittime della strage di Viareggio e con Ilaria Cucchi che chiedeva giustizia per  fratello ucciso dalla polizia  durante l’arresto e messo in carcere.
 
Nel  Convegno svolto presso la sede della Provincia di Lucca,   ricordavo che gli incidenti avvenuti nelle linee ferroviarie della  FF.SS. negli ultimi 20 anni , erano oltre 100   e che erano  costati molti morti e feriti di lavoratori , utenti e semplici cittadini.
 
Oggi ho letto i dati odierni monitorati  dall’Agenzia nazionale  per la sicurezza delle Ferrovie e delle infrastrutture, i quali  ci dicono che gli incidenti gravi avvenuti sui treni negli ultimi 30 anni  con scontri, deragliamenti, passaggi a livello aperti o violazione  delle regole di sicurezza , sono oltre 150 con quasi 1000 morti.
 
 Tutti incidenti che potevano essere evitati se da parte della direzione delle FF.SS.  si fosse proceduto ad effettuare la prevenzione alla fonte , sugli impianti  con gli interventi necessari e con la formazione, informazione e addestramento del personale impiegato.
 
Anche la strage  di Viareggio del 29 giugno 2009,  rientra in una strategia economica miope delle  ferrovie dello stato privatizzate. Una strage che  è il frutto di una politica ,ancora presente, che punta alla riduzione di tutti i costi del lavoro compreso quello della manutenzione prevenzione delle ferrovie  al solo fine di incrementare i profitti , finendo anche per utilizzare vagoni cisterna vecchi ed  obsoleti .
 
Non solo, ma la  politica  delle FF.SS.  negli ultimi 30 anni ha visto ridurre  di  quasi due terzi il personale ferroviario da 224.000 negli anni 90 a circa 96.000 dipendenti  odierni. Tutto ciò ha comportato l’introduzione di un solo macchinista alla guida dei treni con grave compromissione della sicurezza,  il taglio della manutenzione, la chiusura di impianti di verifica e controllo, la cessione della medesima manutenzione a piccole ditte private spesso con scarsa professionalità.
 
Sono stati fatti e continuano ad essere fatti dal governo Meloni   processi di liberalizzazione , deregolamentazione del lavoro, degli appalti,  e privatizzazione della FF.SS.,  che hanno portato al decadimento ed all’insicurezza del trasporto ferroviario. Ripeto Tutto ciò in nome del profitto.
 
In questo contesto non c’è dubbio che l’ Amministratore Delegato  dell’epoca della strage di Viareggio , l’ingegner Moretti , avesse la massima responsabilità nella gestione delle ferrovie
 
A ciò va aggiunto l’indebolimento del potere di contrattazione dei lavoratori e del sindacato che a causa della crisi e del lavoro sempre più precario , sono spesso costretti a subire il ricatto tra la scelta del lavoro a danno della sicurezza.
 
Oggi finalmente dopo sette processi, i giudici della quarta corte penale di Cassazione hanno scritto finalmente la parola fine ad un processo durato 17 anni con una serie lunga di reati caduti in prescrizione.
 
 L’Ing. Moretti, non solo non si è mai scusato con i familiari, ma ricordo che licenzio anche  un ferroviere di nome  Riccardo Antonini,  in quanto collaborava  e collabora con i familiari nell’accertamento delle cause del disastro .
 
La battaglia che i familiari hanno fatto per arrivare alla verità è stata lunga e dolorosa e se hanno vinto lo si deve anche proprio alla capacità di iniziative e di movimento che hanno portato avanti figure come Antonini, Rombi, Piacentini .
 
Oltre a Moretti sono stati condannati altri Dirigenti o ex Dirigenti di Rfi , ma sembra che ancora non abbiano capito     che la competitività va ricercata attraverso l’innovazione alta ,e la prevenzione alla fonte e l’incremento dei redditi da lavoro.
 
Moretti ha detto che con la sua condanna si crea un precedente pericoloso per i manager… Eppure è uno che a suo tempo  fu nominato “cavaliere del Lavoro” e che  proveniva anche da un’attività nel  sindacato, quindi  dovrebbe capire che il ruolo del Manager non è quello di fare più profitti ma di avere un ruolo sociale senza mai mettere in pericolo   la vita degli uomini suoi subordinati. Che dire? Se ancora non si è pentito i 5 anni di galera sono pochi.
 
 
 
Umberto Franchi ex dirigente Sindacale CGIL – Lucca 27 giugno 2026
          

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