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  • 25/08/2026 12:36

IL “TUBONE” DI CAMIGLIANO: UN’OPERA PAGATA IN BOLLETTA, MA PER CHI?

IL “TUBONE” DI CAMIGLIANO: UN’OPERA PAGATA IN BOLLETTA, MA PER CHI?

Forum Acqua Pubblica e Si-Cura chiede chiarezza su portate, falda, utilizzo industriale e costi dell’accordo Acque–Aquapur

La lettura della Convenzione tra Acque e Aquapur sul cosiddetto “tubone” di Camigliano apre interrogativi che non possono essere liquidati come una semplice questione tecnica.

Un primo punto va chiarito rispetto alle precedenti valutazioni: non è corretto rapportare la portata massima della condotta a un consumo annuo teorico di oltre 10 milioni di metri cubi. La documentazione indica infatti portate medie stagionali molto più contenute: circa 50 litri al secondo da metà aprile a metà settembre e 67 litri al secondo negli altri mesi, per un quantitativo complessivo annuo indicato nell’ordine di 2 milioni di metri cubi

Ma il problema resta, e anzi diventa più interessante.

La condotta Aquapur risulta collaudata per 420 litri al secondo, mentre la concessione complessiva richiamata nella documentazione arriva a 450 l/s, dei quali 330 per usi civili e 120 per usi industriali.

Secondo quanto previsto, si partirebbe con una disponibilità di circa 350 l/s. Per raggiungere determinate portate e pressioni, tuttavia, sarà necessario chiarire se e dove verranno realizzati impianti di pompaggio* e quali saranno gli effetti complessivi sul sistema idrico.

### LA DOMANDA PIÙ IMPORTANTE

C’è però una questione che riteniamo decisiva.

Quando il tubo verrà posato e collaudato, il nuovo potabilizzatore non sarà ancora realizzato.

Quindi chiediamo: che fine farà l’acqua che verrà immessa nella nuova infrastruttura prima che esista il potabilizzatore? Chi la utilizzerà? Per quali quantitativi e per quali finalità?

Se una parte significativa dell’utilizzo iniziale sarà destinata alle attività industriali, ci troveremmo davanti a una situazione paradossale: un’infrastruttura realizzata nell’ambito del servizio idrico pubblico che, per un periodo significativo, potrebbe essere utilizzata solo nell’interesse diretto di soggetti privati.

E c’è un'altra questione strategica: se l’operazione serve anche a ridurre la pressione sulla falda, bisogna dimostrare con dati e studi quale sarà il bilancio complessivo delle risorse idriche.

Chi garantisce che le portate previste siano compatibili con la disponibilità del Serchio, con gli altri prelievi e con l’equilibrio complessivo del sistema?

Questa non è più soltanto una questione di tubazioni. È una questione di governo della risorsa idrica.

E POI CI SONO I SOLDI

Resta infine la domanda più difficile da eludere: chi paga l’opera?

Se il nuovo collegamento viene realizzato da Acque e finanziato nell’ambito del servizio idrico, occorre spiegare con assoluta trasparenza quale quota dei costi ricadrà sulle bollette degli utenti e quale sarà invece sostenuta direttamente dai beneficiari industriali.

Non è accettabile che un’opera che per una parte del suo percorso e del suo utilizzo può servire solo per interessi privati, venga finanziata prevalentemente attraverso le tariffe pagate dai cittadini.

Soprattutto se, come risulta dal quadro che stiamo ricostruendo, gli operatori industriali non avrebbero scelto di utilizzare finanziamenti pubblici a fondo perduto per realizzare direttamente l’infrastruttura, mentre il sistema del servizio idrico potrebbe farsene carico attraverso le bollette.

E allora la domanda è inevitabile:

perché a pagare un’opera che può servire anche l’industria devono essere gli utenti del servizio idrico, compresi i lavoratori delle stesse industrie?

Forum Acqua Pubblica e Si-Cura chiedono ad Acque, Aquapur, Autorità Idrica Toscana e Regione Toscana di rendere pubblici Convenzione, concessioni, progetto, quadro economico, piano finanziario e studi sulle disponibilità del Serchio e sulla falda.

L’acqua è una risorsa pubblica. Anche le decisioni su come, per chi e con quali soldi viene spostata devono esserlo.

Forum Acqua Pubblica e Si-Cura

I commenti

Da una parte avete ragione se sostenete che il Serchio è ormai una puppora cui tutti si attaccano, con effetti che andrebbero ben studiati. Dal Serchio puppano Pisa, Livorno, la Valdinievole e tutta la parte orientale de pian di Lucca. Si tratta di uno sfruttamento intensivo di una risorsa che non è illimitata. Più bizzarro è il vostro definire "privato" l'uso industriale dell'acqua e "pubblico" quello di chi fa la doccia, riempie la piscina o si lava il culo. In verità l'acqua, che è un bene pubblico, viene distribuita a pagamento secondo regole definite e con costi definiti. L'uso delle famiglie ha risvolti collettivi positivi per evidenti motivi di igiene, ma anche l'uso industriale ha effetti positivi sulla collettività, visto che le aziende danno lavoro a migliaia di persone direttamente e nell'indotto. In sostanza, se i lucchesi possono permettersi l'acqua in casa, al contrario dei loro antenati (basta andare indietro di 70 - 80 anni), ciò è anche grazie alla prosperità generata dalle cartiere. Per cui la faccenda è più complessa e delicata rispetto alle vostre populistiche sbraitate.

Anonimo - 26/08/2026 01:18

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