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  • 16/10/2026 11:02

Lucca, l’emergenza casa colpisce anche chi paga l’affitto

A Lucca il problema della casa sta diventando sempre più preoccupante. Nel 2025, secondo i dati del Sunia Cgil di Lucca in provincia sono stati registrati 233 provvedimenti di sfratto, con un aumento del 24,6% rispetto all’anno precedente. Ma c’è un aspetto che merita particolare attenzione: non tutti gli sfratti riguardano persone che non pagano l’affitto. Ci sono anche inquilini che hanno sempre rispettato i propri impegni e che, alla scadenza del contratto o in altre situazioni previste dalla legge, rischiano comunque di perdere la propria abitazione. Per una famiglia, un anziano o una persona con uno stipendio normale, trovare un altro appartamento a prezzi sostenibili può essere ormai un’impresa. Gli affitti sono elevati, le alternative non sempre sono disponibili e trasferirsi significa spesso affrontare spese che non tutti possono permettersi. A questo si aggiunge il tema degli affitti turistici, che in una città come Lucca merita una riflessione seria. Quando destinare un immobile ai visitatori diventa economicamente più conveniente rispetto a un contratto di lunga durata, il rischio è che diminuiscano le abitazioni disponibili per chi vive e lavora in città tutto l’anno. Una città non è fatta soltanto di visitatori, strutture ricettive e attività commerciali: è fatta anche di famiglie, lavoratori, pensionati e giovani che hanno bisogno di un posto in cui vivere. Servono politiche abitative concrete, più alloggi a canone sostenibile e strumenti capaci di favorire gli affitti a lungo termine. E serve soprattutto intervenire prima che una persona si ritrovi con le valigie in mano e nessuna alternativa. Perché perdere la casa dopo aver pagato regolarmente l’affitto è una prospettiva che dovrebbe far riflettere tutti. Il problema non è essere contro il turismo o contro i proprietari, ma trovare un equilibrio che permetta anche a chi risiede a Lucca di continuare a viverci dignitosamente. 

Barabba

I commenti

Certo che continuo a cantare.
Cosa altro dovrei fare in un post dove discutendo del problema della casa a Luca si tira fuori... l'Impero Austro Ungarico?

"The image has gone, only you and I, it means nothing to me
This means nothing to me
Oh, Vienna
This means nothing to me
This means nothing to me
Oh, Viennaaaaa..."

JD - 17/10/2026 01:18

continui a cantare come cicala,
ma insieme le consiglio di pregare di non finire come tanti proprietari immobiliari argentini che dicono, anche adesso,
"i mattoni non si mangiano".
La strada tracciata è quella.

.... - 16/10/2026 21:44

Bella canzone, per carità, ma preferisco Hymn.

JD - 16/10/2026 21:32

la situazione di Vienna non viene da così lontano.
A Vienna tutti comunisti?
E i Danimarca? Anche là tutti comunisti?
La gretta realtà è che abito in un paese gabbia di matti a tutti i livelli.
In Italia immobili vuoti per altri dodici milioni di persone, questa è realtà, insieme al fatto che al potere non ci sono certo vecchietti di novantanni con lo sfratto in tasca.
Bel Paese nauseante!

Anonimo - 16/10/2026 21:00

la situazione di Vienna sarà perché era la capitale dell'impero austro-ungarico ed era ricchissima? se dovesse prenderli oggi non credo che lo potrebbero fare

Anonimo - 16/10/2026 18:42

Vienna: Circa il 60% della popolazione vive in alloggi comunali o sovvenzionati dal settore pubblico. Il Comune possiede e gestisce centinaia di migliaia di appartamenti.

.... - 16/10/2026 18:39

Paro paro alla crisi ventennale intorno al 1880.
Un 'fungo' parassita sociale.
Sembra di osservare il cosiddetto fungo 'bolla del pesco' (Taphrina deformans)...
senza far nulla finisce con la morte del pesco.
Senza far nulla, nel giro dei prossimi vent'anni, il 'fungo' VI distruggerà l'economia e dopo anche la vita (non assisterò all'agonia per questioni anagrafiche).
Mal voluto non fu mai troppo!

... - 16/10/2026 13:24

La destra difende i proprietari che la maggior parte sono senza scrupoli.

Anonimo - 16/10/2026 13:12

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